mercoledì 23 aprile 2008

Il Blog del Lago Laceno

Girogustandocampania.it è sempre attivo e pieno di nuovi spunti. Le nostre iniziative si stanno diffondendo, il nostro sito è sempre più visitato e stiamo mettendo a punto dei miglioramenti per rendere il tutto più fluido e visitabile. Nel frattempo, da una mia grande passione, è nato il blog sul lago laceno: la mia vita sul Lago. Questo blog ha come intento quello di creare un vero e prorpio speciale dedicato a questo meraviglioso e incantato luogo della Campania. Un luogo che a mio avviso potrebbe essere la base del turismo della nostra regione, un posto pieno di ricchezze da poter sfruttare e da mettere in campo per far crescere la nostra immagine in italia e non solo. Si tratterà di avventure personali, di sensazioni, di poesie, di racconti, di percorsi, di studi e di tant'altro. Una vera e prorpia dimensione Laceno.

domenica 20 aprile 2008

Contattateci

Girogustandocampania.it ad un anno di vita ringrazia i numerosi utenti per i risultati autorevoli raggiunti. Qui di seguito le statistiche di questo anno che ci vede raggiungere visite e contatti "stratosferici" per un portale amatoriale e che contiamo farlo crescere sempre di piu con il vostro aiuti. Da Aprile del 2007 hanno visitato il nostro portale 118.536 persone e sono state viste 288.144 pagine. Anche il forum di discussione raggiunge livelli autorevoli con 69 utenti registrati e la bellezza di 13.955 messaggi!!
Da oggi è attiva la nostra e-mail anche su questo blog . Contattateci, partecipate numerosi alle nostre attività e rendetevi partecipi del rilanco storico-culturale-ambientalistico della nostra Campania.

venerdì 28 marzo 2008

Avvistato un Orso a Capo La Serra (Caggiano)

La notizia dell'avvistamento di un orso sulle montagne di Caggiano, esattamente a Capo la Serra riempie di gioia tutti gli appassionati di natura e montagna e di conseguenza anche la nostra community di Girogustandocampania. A confermare l'eventualità arriva la notizia già diffusissima, dello stesso avvistamente qualche giorno prima in Val d'Agri nella montagne Lucane. Il parco ha appreso dell'avvistamente come un grande segno della natura a dimostrazione che le nostre montagne rappresentano o possono rappresentare ancora un posto incontaminato dove poter far rinascere una fauna che ci aveva abbandonato anni or sono. Quindi dopo il ripoplamento di alcune nostre montagne con i Cervi, resta apera l'ipotesi dell'orso marsicano. La forestale in territorio lucano e campano sta avviando meticolose ricerche per impedire eventuali rischi al bestiame degli abitanti delle zone circostanti e soprattutto per trarre eventuali conclusioni sull'accaduto. In caso di ritrovamento e veridicità del fatto allora si dovrà decidere se l'orso sarà riportato nel suo luogo d'origine oppure verrà rimpiantato sulle nostre splendide montagne. Ora le ipotesi sono tante, ad avvalorare gli avvistamenti sono i ritrovamenti di alcune impronte trovate in val d'agri compatibili con quelle del marsicano. Alcuni studiosi hanno anche provato a ripercorrerne le origini e il risultato che ne potrebbe uscire è davvero sorprendente. Partendo dalla notizia che gli orsi dall'Abruzzo sono già arrivati nei Monti Sibillini e nel Lazio, lo spostamento del nostro marsicano passerebbe proprio dal parco nazionale del Gran Sasso ai monti sibillini per poi passare tra le montagne del Matese cosi da scavalcare il Sannio e portarsi in Irpinia nei pressi del Monte Calvello. Al Calvello trovate le prime difficoltà l'orso avrebbe puntato nelle faggete del Monte Cervialto per poi uscire e trovarsi ai confini della Basilicata in val d'agri. Nelle prossime ore in caso di novità vi faremo sapere, resta in ogni caso un possibilità reale che questo enorme ed affascinante animale sia potuto giungere fin da noi e speriamo che giunga noi una conferma cosi da poter avallare come "montagne pulite e incontaminate" i nostri appennini.

mercoledì 5 marzo 2008

I Mostra Fotografica "Campania da Scoprire"


L'Associazione Girogustandocampania è lieta di annunciarvi la I mostra fotografica "Campania da Scoprire". L'evento promosso dai soci fondatori con l'aiuto del partner ufficiale "Graphic & Web" di Bellizzi si terrà nei locali del Centro Sociale di Bellizzi (SA) i giorni 15 e 16 Marzo 2008. La manifestazione divisa in due giorni sarà aperta al pubblico dalle ore 9.30 alle ore 22.00 del Sabato, mentre la Domenica oltre all'apertura standard dell'esposizione alle ore 10.30 sarà presentata al pubblico l'Associazione Girogustandocampania e la sera alle 20.30 verrà festeggiato il primo compleanno del sito www.girogustandocampania.it e il primo anno di questo blog. Saranno 100 le fotografie esposte nel centro sociale, con un connbuio tra mare, monti, sole e neve contronato da spettacolari scorci di borghi antichi campani. La redazione quindi vi invita a partecipare numerosi e diffondere questa interessante e nuova inziativa.

martedì 26 febbraio 2008

Rifugio Panormo - Cima Panormo


Quando un obiettivo diviene con il passare dei giorni un pensiero fisso, e quel pensiero fisso si tramuta ogni volta in una piccola ossessione, giunge l'ora di trovare una cura, di trovare un rimedio per porre fine a questa "sofferenza". Il Vuccolo dell'Arena ci aveva respinto qualche settimana fa, cosi ci siamo riorganizzati pronti per affrontarlo Venerdi, ma purtroppo le piogge ci hanno impedito di partire. Allorchè decidiamo di salire Sabato, ma la foschia era talmente fitta che per l'ennesima volta abbiamo dovuto rinunciare. Domenica parte invece con una giornata straordinaria, un sole pieno, un cielo limpido e sereno...è giunta l'ora forse di toccare con mano la cima del Monte Panormo. Questa volta invece di andare verso Sicignano scegliamo e optiamo per il "Rifugio Panormo" per osservare da vicinio le bellezze dei pianori alburnini situati sul versante meridionale del massiccio. Partenza ore 7.00 da Bellizzi, passiamo per Battipaglia usciamo con l'autostrada a Campagna, risaliamo Serre, scendiamo a Controne, giungiamo a Castelcivita e finalmente ad Ottati. Da Ottati subito dopo il paese, probabilmente già comune di Sant'Angelo a Fasanella parte una strada ripida e stretta che in 11 km porta a quota 1300 metri del Rifugio Panormo. La strada è asfaltata ma impervia, tappeti di foglie, rami spezzati, rocce fin sui pianori. Dalla macchina inziamo ad assaporare l'ebrezza della nostra avventura e ci soffermiamo con lo sguardo oltre che sui pianori carsici sugli enormi pozzi che costeggiano la strada. Arrivati al pianoro principale dove è sito il Rifugio Panormo, posiamo la macchina nei pressi di un inghiottitoio (non molto profondo ma spettacolare), ci prepariamo, mettiamo le scarpe da trekking e ci guardiamo intorno ad osservare quelle piccole valli. La neve in alcune conche resiste ancora ma la temperatura non è bassa e lo scenario è tardo autunnale, colori forti, caldi e prevalentemente sul giallo e sul rossiccio. Dalla macchina proseguiamo su una mulattiera che costeggia il rifugio e dopo aver dato un'occhiat alla cartina orientandola per bene verso N, prendiamo il sentiero giusto (segnalato bene dal CAI) e proseguiamo nella faggeta costeggiando altri due piccolissimi inghiottitoi. Al nostro segutio dal rifugio un cagnolino che sembrava conoscere la strada e sopratutto sembrava volesse accompagnarci fino in cima. La faggeta all'inizio è molto ampia e in alcuni punti si apre su dei pianori innevati fino al raggiungimento di un bivo segnalato. Proseguendo dritto in 40 minuti si sarebbe giunti alla "Fonte Lauro Fuso" (famosa per 3 faggi gemelli spettacolari), in un'oretta alla "Pedata della lepre" e in circa due ore e mezza all'osservatorio astronomico del "Casone Aresta". Tirando invece verso la montagna il sentiero portava a Sicignano, al Vuccolo dell'Arena e con una deviazione netta alla Cima del Panormo. Ovviamente seguiamo quest'ultima indicazione e ci addentriamo di nuovo nella faggeta, ostacolata da alberi caduti e da un tappeto di foglie altissimo che a volta ci faceva sprofondare fino al ginocchio. Sulla strada osservando verso il bosco ogni tanto si potevano ammirare altri pianori ma sopratutto dei laghetti ghiacciati rotondi (alcunu anche abbastanza profondi dato che siamo andati a verificare) che sembravano essere degli inghiottitoi stracolmi d'acqua. Il sentiero prosegue dolce, dolcissimo, si cammina quasi sempre in piano o logicamente in leggera salita. Troviamo la prima neve, ghiacciata ma granulosa, nessuna difficoltà per i nostri passi, e dopo un po giungiamo a quota 1520 al "Vuccolo dell'Arena". Dal Vuccolo (finalmetne raggiunto dopo tanti tentativi) ci dirigiamo per un attimo verso Sicignano per costeggiare un boschetto che ci avrebbe portati su una rupe espota dalla quale potevamo ammirare i costoni calcarei dolomitici del Vuccolo che pendavano a picco come lame sulla valle del Sele. Dopo questo piccolo momento di "contemplazione" sull'essenza della montagna, proseguiamo dal Vuccolo verso N addentrandoci in una nuova faggeta, molto intricata e molto fitta, contornata da spettacolari inghiottitoi carsici (molti dei quali adornati da alberi e muschio). Ogni tanto anche quest'ultima faggeta si apriva ma non a pianori bensi ad alcune rupi. Decidiamo di fare una sosta per controllare la cartina e per bere, poi riprendiamo di nuovo nel bosco. Qui i segnali diventano molto rari, non è difficile perdersi se non si tiene conto dei segnali precedenti e la neve diventa alta. Mettiamo le ghette e proseguiamo con non poche difficoltà, ma dopo aver ponderato bene e osservato con attenzione i segnali "spuntano" e cosi riusciamo ad uscire dal bosco su per un costone roccioso. Il Costone roccioso era quello del Monte Panormo, la cima era visibile dal basso ma ancora molto lontana altimetricamente. A sud si ammiravano i pianori dove avevamo lasciato la macchina e anche le montagne del Cilento. Spiccava su tutti il Cervati innevato, ma il Monte Sacro o Gelbison non sfigurava e in lontananza era possibile osservare il Monte Pollino.
Il cammino prosegue, le creste sono ripide ma non scivolose, tagliamo un po l'originale sentiero per arrivare prima alla vetta e dopo circa mezz'ora riusciamo ad arrivare al punto trigonometrico e cosi alla vetta. Da li, si apre una visuale a 360° sulla Provincia di Salerno e oltre. Si nota Sicignano piccolissimo sotto le pareti rocciose, la valle del Sele, il Monte Cervialto nell'Avellinese, le montagne del Vulture e le pianure di Lacedonia. Uno spettacolo davvero supermo considerando la nostra posizione di estrema "precarietà" su un cucuzzolo espostissimo che cade a picco sulla valle. Il vento del Nord spirava con dolcezza ma facva sentire il suo alito freddo, ma noi continuammo a camminare su per le creste. Giungemmo alla lapide di "Nicola Tuccino" grande guida ambientalista e alburnologo e proseguimmo oltre il Panormo fino ad aprirsi dinanzi a noi uno spettacolo da brividi. Mentre alle nostre spalle svettavano nellaloro innocua e dolce figura le creste dolci dell'Urto Falcone e dei Gemelli di Roccia, davanti si prestavano le ripide, irte e pericolose creste del Monte Figliolo. Una sensazione unica, quasi sospesi nel vuoto ad osservare un cammino sottile e leggero "appesi" e "in bilico" come un equilibrista su una corda. Ci sentivamo più alti dei monti, da li li sovrastavamo e pensammo a quel giorno che sarà di Settembre quando organizzeremo la grande traversata da Controne a Petina.
Osservata la situazione dall'altro versante tornammo al Panormo, mettemo il campo base, accendemmo il fuoco (con pietre attorno e in un posto lontano ad sterpaglie), preparammo il caffè, mangiammo e infine riprendemmo passo verso il Rifugio. Intanto il cane davvero ci aveva seguito, anzi cia veva preceduto fin sulla cima, per poi riscendere quando noi vi fermammo.
Dopo circa un'oretta tornammo ai pianori, ritrovammo il cane al rifugio, ci soffermammo ad ammirare il sole calante dietro i monti e poi con tanta gioia e soddisfazione prendemmo la via del ritorno.

domenica 17 febbraio 2008

Cervialto bianco... l'Essenza della Montagna


Ci eravamo lasciati al valico Vuccolo dell'Arena, quella "sconfitta" che tanto ci ha segnato nell'orgoglio...la neve tanto invocata e tanto decantata in quel giorno ci fu avversa. Al che, decisi sempre di più ad affrontare un'escursione da EAI (escursionisti ambiente innevato) prendemmo "ali al folle volo" e decidemmo insieme all'amico Federico di intraprendere le coste del Cervialto. Un allenamento d'altura in vista della grande impresa del Panormo che ci attende...perchè... "non vi preoccupate, tanto ci ritorneremo"... a noi non la si fa! Federico scappato da Siena con una voglia di conquista più aspra e accesa di prima ed io con tanta delusione passata e con un desiderio ardente di vedere ciò che vidi secco e caldo in una "tragica" giornata di Settembre (vi ricordate la disavventura del Cervialto??). Come Ulisse e Diomede cercammo di valicare le nostre "colonne d'ercole" sperando di non ritornare "due dentro ad un foco". La mattina si presentava come sempre dall'aspetto invitante, anche se alcune nubi e un po di foschia turbavano l'immagine di cielo limpido e sereno che speravamo di trovare in cima. Arrivati a Laceno le prime sorprese e le prime emozioni. Un -4° C con una gelata davvero entusiasmante, scendemmo in riva al lago come da rituale e dopo aver assaporato la "prima essenza" ritronammo in auto per raggiungere il Colle del Leone. Al Colle del Leone, rimembrando l'avventura della Tannera ci preparammo a questa nuova esperienza. Zaino in spalle, bastoncini tecnici alla mano e ghette pronte all'uso...inziò il nostro cammino. Per un primo tratto fino alla quota di 1350 m, la neve non era presente e il bosco si presentava molto diverso da Settembre dove abbondava la folta vegetazione dei Faggi. Subito i passi si fecero veloci, ci togliemmo i giubbini e proseguendo sempre con passo spedito finalmente giungemmo alla prima neve. All'inizio molto ma molto bassa, poi sempre più alta e farinosa, a tratti ghiacciata e scivolosa. Ci fermammo ad assaporare il paesaggio candido e mettemmo piede con un'emozione indescrivibile nel primo punto dove le impronte umane cessavano di esistere e rimanevano impresse nella neve solo quelle degli animali selvatici del bosco. Mettemmo le ghette e via dentro quella coltre di circa 60 cm di neve, sicuramente l'accumulo bianco da Ottobre ad oggi rimase intatto. Nei versanti esposti a NE la neve ricopriva davvero tutto e in alcuni punti riusciva ancora a rimanere sugli alberi, mentre a SW a farla da padrone erano le rocce spoglie asciugate dai "caldi" raggi del sole. I passi si facevano sempre più pesanti , ma veder solcare la nostra presenza per primi ci riempiva di gioia e orgoglio. Dopo aver superato il bivio per Filicecchio e aver fatto una piccola sosta nell'unico tornante privo di vegetazione finalmente giungemmo alla fine del sentiero 113 del CAI dove inizia il sentiero di cresta o meglio di costa. L'ascesa verso la cima era resa più impegnativa dalla coltre nevosa delle creste che accompagnata dal ghiaccio e dalle rocce rendeva il tutto più faticoso. Superato il primo costone, giungemmo al tratto intermedio intervallato da una piccola pianura rocciosa, fin poi riprendere cammino per la seconda costa che ci portò fin su la stazione idrometeorologica situata in cima. Un passo e uno sguardo oltre quella capanna e vi trovammo il "paradiso". Quell'immenso pianoro, quell'immenso cratere ricoperto da oltre 1 metro di neve...non potemmo far altro che rimanere qualche minuto fermi ad ascoltare il silenzo ed assaporare la vera "essenza della montagna". Federico iniziò ad allestire il campo base, picchettammo il "todomodo" per sederci e preservare la nostra attrezzatura dalla neve. Dopo aver preparato il tutto, l'esperienza singolare, spettacolare e unica di gustare un ottimo caffè caldo a quota 1809 m con vento gelido e tanto ghiaccio di contorno (ringrazio Federico per il fornellino a gas). Dopo aver mangiato cioccolato e panini, bevuto, ci togliemmo la soddisfazione di attraversare per la prima volta in questo inverno l'inviolata conca bianca tra la cima e l'anticima, affrontando anche l'eventuale rischio di sprofondare per la scarsa conoscenza dell'altezza del manto nevoso. Arrivati al centro ci guardammo intorno e godevamo di una panoramica quasi artica del cuore di un pezzo di appennino campano, figli del grembo di quella montagna. Dal pianoro via verso l'anticima dove come tradizione raccontammo la nostra avventura al libro di vetta e ponemmo i vessilli della nostra conquista sul punto trigonometrico....
... e fermi a contemplare le nuvole, a farci accarezzare dal vento, a godere "per gli occhi" delle valli sottostanti, ritornammo giù per quelle creste.
Per le foto dell'escursione ecco il link

lunedì 4 febbraio 2008

Ciak Si Pizza... aperto a Pranzo!


Girogustandocampania.it informa che la pizzeria convenzionata nel nostro circuito "Ciak...si Pizza" dal 16 Gennaio 2008 effettua anche pizza a pranzo con servizio a tavolo e consegne a domicilio gratuite!
Quale occasione migliore per godere dell'ottima pizza e dell'ottima ristorazione della "casa" anche a pranzo!

P.s. (Nota della redazione)
Per le vostre degustazioni consiglio personalmente di provare il fagotto! Una vera prelibatezza!!!

Per info consultare il sito www.girogustandocampania.it nella sezione ristorazione-pizzerie.

Ecco il link di accesso rapido alle informazioni sulla Pizzeria-Ristorante

Ciak si...pizza

martedì 29 gennaio 2008

Ci avventuriamo per il Monte Mai?


Circa due settimana fa, dopo alcune nevicate che avevano imbiancato le vette dai 900 metri in su, mi avviai sui Picentini per raccogliere qualche scatto interessante. La giornata non era certo della migliori meteorologicamente parlando, il cielo era velato, una cappa d'umidità regnava e la luce quindi non era perfetta per la fotografia. Indeciso sul dove recarmi, chiamo un mio carissimo amico e di comune accordo decidiamo di avviarci verso Giffoni Valle Piana. Da Giffoni Valle Piana proseguiamo in direzione di Cruti e Cruticelle, fino ad arrivare dinanzi al Santuario della Madonna di Carbonara. All'inizio eravamo tentati di fermarci, ma poi cambiai idea e proseguii dritto...continuando la salita. La strada che conduce al Valico della Colla, selvaggia, non curata e "trasandata" riporta alla mente luoghi selvatici e abbandonati, il tempo si ferma, la natura ha il sopravvento sulla tecnologia e sull'uomo, e sarò sincero, anche la tranquillità si perde lasciando spazio ad un leggero velo di inquietudine. Dopo i diversi tornanti si giunge la Valico della Colla. Parcheggio l'auto e mi dirigo in direzione di Serino,dove dalla strada il colosso del Terminio dava sfoggio della sua possenza, ricoprendosi di bianco dai 1100 metri. Si notavano le tre cime sovrastanti le tre valli e il baratro della circumvallazione serinese scompariva nella fitta vegetazione. Tornati al punto di partenza, scrogo un sentiero del CAI e mi ci avventuro. Molto scosceso, rude, polveroso e da selva scura dantesca...conduceva alla traversata dei Monti Mai fino al Pizzo San Michele. La tentazione di prseguire era tanta ma l'attrezzatura non c'era e cosi torno indietro continuando la giornata fotografica. Scendendo dalla Colla il mio sguardo si ferma all'orizzonte e dai tornanti esposti scatto delle foto tetre ma spettacolari...il giusto sapore e la giusta atmosfera per una giornata uggiosa, velata, non monotona ma eccezionalmente particolare.

lunedì 28 gennaio 2008

Verso il Monte Alburno... fermi al Vuccolo dell'Arena


Anche Virgilio ne palrava già nelle "Georgiche", affascinato da questo imponente massiccio che dall'alto della sua cima più grande da il nome a tutto il comprensorio. Alburni deriva da Albus; infatti candidi si vestono di roccia calcarea e dolomitica differente da qualsiasi altra catena campana. Ieri, Domenica 27 Gennaio 2008 la spedizione parte alla volta della cima del Panormo. Un sentiero importante, una svolta nelle nostre escursioni...dopo innumerevoli sortite nei Picentini, arrivano finalmente loro, i "Monti del Silenzio", i "monti del mistero" che nelle loro imprevedibilità rendono la voglia di raggiungimento un'anzia spasmodica e incontrollabile. Informatici a dovere, letto qualche libro di Andrea Perciato sui sentieri, studiata la cartina IGM ci avviamo verso Sicignano degli Alburni. La mattinanta è gelida in valle, causa forti inversioni termiche, e cosi a Zuppino registriamo -2° con gelate spettacolari, ma arrivati al paese la temperatura si addolcisce e quei 4° 5° ci accompagneranno per tutto il tragitto. Sicignano si presta dormiente al mattino, mentre una timda luce del sole fa capolino sulle case, noi inziamo a passare inosservati fino al campo sportivo. Posiamo la macchina, ci equipaggiamo, zaini in spalla e bastoncini alla mano, la fatica ci attende. Alla destra del campo sportivo incontriamo il primo segnale del CAI, inizia il sentiero. Una carraia d'apprima, per un attimo perdiamo le tracce e decidiamo di proseguire ancora; alla fine dopo una mezz'ora finalmente la carraia si unisce al sentiero...inizia una mulattiera, stretta, con un tappeto di folgie cadute, d'apprima in un castagneto, ma pian piano via verso la faggeta. Il sentiero si presenta ripido, con continui tornantini, stallatti fanno da cornice alle radici di alberi inclinati e sospesi dai pendii sul sentiero, formazioni di ghiaccio e calcare sotto la terra vengono calpesatate dai nostri piedi, il muschio sulle rocce, scivoloso e abbondante. Si cammina molto, la fatica non la sentiamo ma preferiamo fare una sosta per fare colazione. Ripartendo la vegetazione si fa meno fitta, si incontrano alcune cavità carsiche otturate da fogliame e pietre, e all'improvviso ci ritroviamo su nella parte di sentiero più affascinante, accompagnata ai bordi delle vallate da Pini Nani e passando sotto sporgenze calcaree conquistate da muschi e ghiaccio. Iniziamo anche a trovare la neve, d'apprima ci rese felici ma poi ci condannò alla resa. Man mano che si saliva la neve aumentava, arriviamo alla grotta di Zi Carluccio, una cavità carsica nelle pareti rocciose, due rupi esposte ci portano la visuale alle creste e alle guglie dolomitche, continuiamo tra un sentiero impervio ed è li che inziano le difficoltà. Il sentiero si perde nella neve alle pendici di un pendio scosceso, Federico prova a superarlo, scivola diverse volte ma con caparbia supera il tratto. Scorge le "7 votate", ossia 7 tornantini che portano al Valico Vuccolo dell'Arena, quasi in verticale...sono pieni di ghiaccio e neve in una parte esposta a cadute e vallate. La prudenza e la saggezza prevalgono, gli Alburni ci respingono, il valico non sarà sorpassato. Un arrivederci alla primavera pare quello del Panormo. Un po delusi ma al contempo fieri delle 3 ore di escursione ci fermiamo alla grotta di Zi Carluccio a bivaccare, accendiamo un fuoco, mangiamo e beviamo. Il freddo si faceva sentire e la montagna sembrava inziasse ad assaporare la nostra presenza e a voler che noi vi scendessimo. Cosi decisi e rispettosi, scendiamo, rigustiamo il sentiero, godiamo e viviamo la montagna e Sicignano dall'alto pian piano diveniva sempre più vicino...finchè vi arrivammo e da li ritornammo verso casa.

venerdì 4 gennaio 2008

La squadra di Girogustandocampania


Nasce a Pontecagnano Faiano il gruppo ciclistico "Amici del Pedale". Domenica scorsa la presentazioni al pubblico con foto di rito in Piazza Sabbato e "giro d'onore" per le vie del paese creando un serpentone di colori, emozioni e festa tra la gente che passeggiava stupita e colpita dal colpo d'occhio degli oltre 30 ciclisti, dopo la stupenda serata di festa tenutasi al "Ciak si Pizza" il martedi precedente. Una squadra voluta con forza e determinazione dal Presidente Carmine Elia, che con grande impegno e costanza è riuscito nell'intento di creare una squadra unita e forte con atleti di tutte le età che nei prossimi mesi daranno vita a manifestazioni ciclistiche e parteciperanno a gare di livello Europeo nella lega UDACE. Oltre al presidente Carmine Elia, mente del progetto, spiccano i nomi di altri importanti collaboratori come il presidente onorario Giuseppe Artese, il direttore sportivo Alfonso Trapani, il coordinatore Raffaele Fasolino, il segretario Angelo Mattia Rocco, l'addetto alle pubbliche relazioni Vincenzo Vicinanza e il responsabile tecnico Sergio Grimaldi. Un ringraziamento particolare va agli sponsor che hanno creduto nel progetto (Fiorbella, Mobili D'Elia, Girogustandocampania.it, Ciak si Pizza, Erboristeria Veronica, Techno Term, Corrado group, Lira tv) e agli atleti che ogni giorno portano per le strade campane il nome e il logo degli amici del pedale.


La squdra

Francesco Naddeo, Mario Naddeo, Gerardo Pellegrino, Franco Liparulo, Franco Nastri, Mario Carpentieri, Giuseppe Gargano, Gaetano Luciano, Gaetano Grimaldi, Giuseppe Viscido, Nicola Gioia, Giuseppe De Santis, Ernesto Barra, Sergio De Sio, Sabatino Scermino, Franco Vicinanza, Roberto Petrosino, Tommaso Doronzo, Giuseppe De Vivo, Nino Rosamilia, Raffaele Fusco, Michele Di Muro, Silvano Cerino.

La squadra è a disposizione del pubblico tramite il sito www.ciclamicidelpedale.com dove potrete trovare fotografie, percorsi, eventi e quant'altro riguardante gli "Amici del Pedale.

Menzioni importanti

Spiccano all'interno della squadra alcune presenze con vittorie di prestigio come il Campione Italiano delle forze armate 2005 Giuseppe De Santis, il campione Italiano della Montagna e Campione Provinciale 2003 (categoria allievi) Angelo Mattia Rocco.