<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840</id><updated>2012-01-26T10:44:58.474-08:00</updated><category term='monte cervialto'/><category term='cai salerno'/><category term='raiamagra'/><category term='fiumara di tannera'/><category term='laceno'/><category term='piano migliato'/><category term='colle delle radici'/><category term='colle del sagrestano'/><category term='lago laceno'/><category term='monte raiamagra'/><category term='piano del cupone'/><category term='monte cervialto neve'/><title type='text'>Campania da scoprire</title><subtitle type='html'>Questo blog nasce da supporto al sito www.girogustandocampania.it e vuole essere una visione meno professionale, anzi totalmente vicina alla gente e non alle attività, del nostro progetto di valorizzazione del territorio. Girogustandocampania è soprattutto un Progetto di giovani ed è a loro che è rivolto l'appello di avvicinarsi alla storia, alla cultura e alla tradizione.La Campania è una terra da scoprire e nessuno può valorizzare meglio questo posto che un gruppo di fotografi amatoriali...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>82</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7288839689889535620</id><published>2009-03-12T09:32:00.000-07:00</published><updated>2009-12-03T08:09:07.688-08:00</updated><title type='text'>La via inviolata dei pianori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvVXHNaT9I/AAAAAAAAAwU/Yc5RVjJfFOg/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 305px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvVXHNaT9I/AAAAAAAAAwU/Yc5RVjJfFOg/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353607175108972498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tanta neve sulle nostre montagne! Una nevicata forse paragonabile solo a quella dell'Ottobre 2007 o addirittura ad un assaggio del Gennaio 2005. Neve fresca, muraglioni di bianco accantonati dagli spazzaneve già da Acerno, l'inverno è ritornato agli inizi del mese che dovrebber portare la Primavera.  Il ritorno dei "folli" escursionisti ovviamente non poteva mancare , nonostante le disavventure del giorno prima, nonostante gli avvertimenti e nonostante il fiume di nebbia che scendeva lungo l'ex statale 164.  Una giornata "strana", apparentemente delineata da un alone di grigiore e di tristezza. Il bianco candido e persistente del giorno prima lasciava il posto all'esausto manto che pian piano perdeva resistenza e forma. L'asfalto "grattato" da ghiaccio sparso lungo i bordi e da chiazze che non erano state accantonate dallo spazzaneve. Una mucca solitaria vagava pensierosa e disorientata lungo il favoloso castagneto che apre la via alla Raia della Scannella e la valle del Calore triste e coperta.&lt;br /&gt;Una situazione decisamente poco promettente e poco entusiasmante, "coadiuvata" da una pioggerellina sottile e insistente che da Bagnoli Irpino si portava lungo la strada per Laceno fino al Belvedere Grande, dove con un po di sforzo e non costantemente si ritornavano a vedere piccoli fiocchetti.&lt;br /&gt;La Fontana Chianizza giaceva spaccata in quel tornante abbanonato da mezzi e da persone, e sulla destra i pianori coltivati riposavano placidamente sotto la coltre compatta e "misteriosa". La nebbia continuava a dare la sua costante compagnia e il vento aumentava fortissimo, tanto che gli abeti che "indicavano" il Colle Molella , danzavano vorticosamente e lasciavano cadere enormi quantità di neve che si mescolavano con i nuovi fiocchi.&lt;br /&gt;Il Laceno un "mare" tetro che fuoriusciva dal plumbeo gioco delle correnti di quota e delle condense; la sensazione inusuale e terrificante di sostare su di una costa immensa della quale non si vede l'altra sponda , ma si assapora l'ebrezza dell'ignoto. Un ignoto che man mano diventava consapevolezza e certezza di esser giunti a &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvU5HFvFmI/AAAAAAAAAwM/DEMdsddt598/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+063.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 304px; height: 228px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvU5HFvFmI/AAAAAAAAAwM/DEMdsddt598/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+063.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353606659680704098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;destinazione, in quell'angolino di altopiano che da spazio alla vista chiara e decisa dell'intero Lago.&lt;br /&gt;Posata l'auto iniziavano le dolenti note, suonate da un grecale sprezzante e insistente. Le mani e le guance subito risentivano del forte colpo e nonostante quell'essenza del nord est, respiravamo un'aria umida e "pesante" che ci rendeva nervosi ma combattivi nello stesso momento.&lt;br /&gt;L'imbocco del sentiero prefissato ormai appariva chiaramente un obiettivo impossibile da raggiungere con qualsiasi mezzo, e cosi, con quelle fedeli compagne ai piedi (le ciaspole) iniziammo l'avventura verso il Piano L'acernese; il piano dal quale avremmo optato per Valle D'Acera o per il Raiamagra.&lt;br /&gt;Dapprima un paesaggio "gonfio" e "immerso" ci regalava una visuale di villette e lampioni pandorizzati e "relegati" a tempi e mesi ormai lasciati alle spalle e ad un tratto, improvviso e inaspettato tutto scomparve sotto la coltre "costruita" il giorno precedente rendendo il cammino aspro e contorto. L'asfalto scompariva "impietosamente" mentre i cartelli stradali che spiccavano con il loro blu carico ci indicavano una via che non c'era. "CALABRITTO" - "ACERNO" , risultavano mete irragiungibili per automobilisti ed escursionisti ed ovviamente il pensiero era rivolto a quel ramo di strada che si congiungeva in un sicuramente strabordante Piano Migliato.&lt;br /&gt;Un muraglione di oltre un metro segnava la linea di demarcazione tra il mondo moderno e quello antico, un passaggio scoraggiante e contemporaneamente interessante. Le racchette scavavano lungo il lato congelato cosi da creare uno scalino alla volta per superare l'ostacolo, e una volta scavalcato il "muretto" i piedi cominciavano a sprofondare per oltre 30 cm. Gli attrezzi "galleggianti" non ci sostenevano come negli altri giorni. La neve fresca , umida e troppo soffice non ci permetteva grandi possibilità di movimento, cosi un passo alla volta prendemmo il "largo" verso la prima faggeta. Il sudore scendeva caldo lungo la pelle arrossata, stonando completamente con un contesto gelido e ventilato che si contornava di piccole e "sterili" nevicate. La fatica cosi "pungente" e fastidiosa non si era mai fatta viva come in quegli istanti, ma la voglia di montagna era sempre un'essenza più forte. Il riposo del "guerriero" si fece subito spazio tra la "sconfortata" indole della "coppi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYBuJtjI/AAAAAAAAAwc/02Q_kERNV6w/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+084.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYBuJtjI/AAAAAAAAAwc/02Q_kERNV6w/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+084.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411042379715687986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a d'attacco", eppur risultò necessario il tutto per riavviarsi con grinta verso un obiettivo ormai "scomparso". Il rivolo, ormai reso quasi un fiumicello nato dal nulla, contornato da ricami di neve lungo il percorso che "Brullamente" si intravede in estate, disegnava un serpentello grigio e trasparente che si perdeve a vista nel bosco fatato e stregato dal "soffice cotone". L'immensa distesa immacolata rendeva quasi inermi e dispiaciuti nel calpestarla, al tal punto da evitare qualsiasi mossa sconveniente e reagire diversamente, con spirito di esplorazione, tendendo il passo teso e "spesso" verso altri "colli" con il tentativo di aggirare l'ex strada e lasciare incontaminato il suggestivo paesaggio.&lt;br /&gt;Oltrepassando il fiume, sulle verdi ringhiere del ponte che da il via alla lunga salita al Cervialto, addentriamo i nostri spiriti verso un incosciente passeggiare "ludico", come a voler a tutti i costi trovar del nuovo in ciò che già vedemmo, e nonostante il ritornar indietro nel tempo, il "gioco" riuscì. Riuscì cosi bene che le gialle casettine del "Bruno Zauli" , sempre trattate con non curanza, divennero luogo di un immaginario villaggio d'altura. I colori cosi forti , contrastanti con l' "unanimità" del paesaggio , spezzavano positivamente la vista e quella strisciolina verde scuro di quell'ultimo muretto in fondo al vallone , rendeva sempre più "fantasioso" il nostro nuovo modo di esplorare. Poi che fu superato il villaggio, riprendemmo con insistenza fino alla dimora abbandonata di un pastore, prendendovi rifugio per qualche istante e oltrepassando poi il recinto dove abitualmente pecore o mucche stazzano gioisamente. I pascoli lontane immagini di questa giornata, si allontanarono anche dai pensieri dall'istante in cui si risalì verso la "strada" e una cascata "improvvisata" , incastonata in un cunicolo di faggi giovani e gelati, ci fece sussultare dall'emozione, mentre posavamo i piedi lungo dei grandi massi che della roccia avevano solo la forma modellata dalla dama bianca.&lt;br /&gt;L'acqua risuonava dolcemente al "silenzio" del bosco e quel dolce rumore scompariva come in dissolvenza quando ritornava prepote&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYR_WtBI/AAAAAAAAAwk/IJQlN4TYaZ4/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+128.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYR_WtBI/AAAAAAAAAwk/IJQlN4TYaZ4/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+128.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411042384082809874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ntemente a nevicare, con fiocchi larghi e possenti. Una nevicata finale , duratura ed entusiasmante che confuse spazi e menti al tal punto da toccar con mano quell'alberello simbolo del L'acernese e non rendersi conto della meta raggiunta.&lt;br /&gt;Nebbie eclettiche e veloci, fiocchi di ogni dimensione, dominio esasperato e immenso della natura, e noi soli come pedine nelle mani di un "giocatore" saggio e benevolo.&lt;br /&gt;Potemmo godere solo pochi istanti di quel "paradiso", finchè il colore predominante si fuse con il cielo e lasciò spazio solo all'immaginazione. Tutto si chiudeva e tutto ritornava nell' "abisso" dei monti. Come inermi spettatori infreddoliti e commossi, ritornammo sui nostri passi, lasciando libero sfogo alla natura e ai suoi "componenti"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7288839689889535620?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7288839689889535620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7288839689889535620' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7288839689889535620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7288839689889535620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/03/la-via-inviolata-dei-pianori.html' title='La via inviolata dei pianori'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvVXHNaT9I/AAAAAAAAAwU/Yc5RVjJfFOg/s72-c/Laceno+-+Piano+L%27acernese+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8346681021843597540</id><published>2009-03-10T15:02:00.000-07:00</published><updated>2009-03-10T16:12:37.120-07:00</updated><title type='text'>La nevicata del 6 Marzo 2009</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbkDuJ6-eI/AAAAAAAAAvc/uvSbBMg_xcc/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbkDuJ6-eI/AAAAAAAAAvc/uvSbBMg_xcc/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311683563110463970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 6 Marzo rimarrà nella mia personale storia, una giornata da ricordare e da raccontare come un poema, un racconto eroico dal sapore mitologico. Qualcuno mi dirà sicuramente mi darà dell' "esagerato", del conta "balle", eppure vi assicuro che questa giornata ha avuto un qualcosa di particolare e affascinante che sa di "impresa".&lt;br /&gt;La Montagna mi era lontana da parecchi giorni, l'ultima uscita risaliva ad una ciaspolata con il Club Alpino alle Acque Nere del Terminio e ormai la neve risultava un flebile ricordo. Oltre una settimana senza cammianre sentendo quel rumore rilassante e senza immergersi negli amati Picentini! Un vero calvario!! Avevamo provato a scalare qualche vetta, ma come una maledizione tutto ci respingeva. Il Monte Monna si nascondeva troppo dietro le nebbie, l'Accellica sfumava per impegni improvvisi, la vetta del Terminio per sopravvenute febbri e raffreddori nella spedizione...decisamente un periodo nero!&lt;br /&gt;Occorreva ribaltare la situazione, passare dal nero al bianco recuperando il passato e la neve persa! Da qualche giorno ponderavo come agire e come muovermi e osservando le previsioni del tempo notavo con fermezza la possibilità di una bella nevicata "cittadina" proprio verso il 6 Marzo. Perplessità, confusioni e alla fine istinto e incoscienza. Venerdì mattina, sotto una pioggia battente si lascia la Piana del Sele, al mio fianco il fedele "scudiero" Vito, compagno di tante avventure, "superstite" di giornate al Cervialto e di estati al Raiamagra, collega della compagnia del "Laceno", ma assente incomprensibile dai campi "innevati". Ebbene si, Vito non aveva ancora visto la neve in vita sua e credevo che dopo 21 anni fosse giunta l'ora di rimediare.&lt;br /&gt;La notte non avevo dormito neanche un minuto e la mattina ero sveglio e pimpante lo stesso, la direzione decisa verso Montecorvino Rovella, il tergicristalli in azione al massimo e aria calda per "pulire" il vetro dell'auto dalla condensa. Le parole non si sprecavano, eravamo concentrati, io con il cuore a Bagnoli Irpino, immaginandola  già tutta bianca nonostante non avessi notizie dal paese. Il mio amico invece "ignaro" della situazione, tranquillizzato dalla parole del "conducente" che assicurava "un po di neve solo verso le croci di Acerno" (citazione personale) .&lt;br /&gt;Ovviamente non credevo a ciò che dicevo ma dovevo convincermene; non avevo mai montato catene, non avevo mai camminato su strade innevate e non mi ero mai trovato sotto nevicate "live" in automobile...mi sentivo pronto ad affrontare rischi e pericoli pur di vedere ciò che volevo.&lt;br /&gt;Superato qualche tornante dopo la Madonna dell'Eterno noto con un po di sorpresa qualche fiocco già misto alla pioggia e rimang&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbxjIv5SyI/AAAAAAAAAvk/aTnZYC5pMpA/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbxjIv5SyI/AAAAAAAAAvk/aTnZYC5pMpA/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311698396476164898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o alquanto sconfortato. Il mio pensiero ormai andava ad Acerno, avevo capito che li stava nevicando per bene ed ero sconfortato dalle parole di un amico bagnolese che mi parlava della strada dalla croci al paese, la quale in queste situazioni non veniva mai pulita. Quelle parole mi rimbombavano nella testa come un monito di prudenza misto a voglia di vedere di persona, ed infatti la macchina saliva tranquilla verso il primo valico. La fontana del vescovo era leggermente imbiancata, i fiocchi cadevano piccoli ma insistenti, "n'gopp o' vaccar" il paesaggio era splendidamente candido e la strada era coperta ad intermittenza. Guidavo piano, godevo la nevicata e nello stesso tempo facevo attenzione a curve, frenate e sterzate. Davo sempre un'occhiata alle macchine che scendevano per notare l'accumulo sui loro tetti e di conseguenza mi regolavo per il prosieguo. Al Valico la strada diviene difficile da interpretare. Tutto bianco, fiocchi grandi, castagneti ritornati ai fasti invernali. Parcheggio la macchina in una piazzola, sono combattuto sul da farsi. Vito non sa consigliarmi mentre guarda estasiato la sua prima nevicata ed io non avevo idea sulla viabilità verso Acerno. Dopo circa 15 minuti decido di proseguire lentamente e dopo il lungo rettilineo percorso a velocità ridottissime scopro con piacere la strada pulita. In quell'istante riprendo fiducia, vedo la meta riavvicinarsi e riprendo velocità. Nevica sempre, guardo in alto e noto "fiocconi" infrangersi sul vetro ma non attecchire per le precedenti piogge. Il cielo è diventato candido, l'atmosfera da paradiso e tutto fuori taceva come se la natura osservasse come noi spettatori umani. A "n'dramaciume" la situazione è tranquilla, ma man mano che risalgo verso Acerno la strada torna ad imbiancarsi, la variante è inagibile e all'ingresso della cittadina l'accumulo su tetti e auto è già di qualche centimetro. Fatico a frenare e in salita già qualche volta sento la ruota slittare, ma ormai son qui e voglio continuare. Attraverso il corso osservando i pneumatici della altre auto e quando arrivo all'imbocco di Via Montella, il Viale San Donato mi appare come in un sogno. Quegli alberi leggermente dipinti davano un colpo al cuore, i lampioni accesi in pieno giorno, quella luce che si infrangeva sulla neve che ne copriva i vetri rendeva tutto immensamente affascinante.&lt;br /&gt;All'angolo del quadrivio noto&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbyNnu63uI/AAAAAAAAAvs/zY9w1S6e9fM/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+015.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbyNnu63uI/AAAAAAAAAvs/zY9w1S6e9fM/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+015.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311699126348078818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; con sollievo uno spazzaneve e mi fermo a chiedere informazioni. Vengo rassicurato e addirittura mi sento dire la frase che aspettavo : "vai, anche se rimani bloccato ti veniamo a prendere". Un invito a nozze che mi lancia deciso verso l'imbocco della strada per le Croci, ma dopo pochi metri la neve diviene molto più difficile da superare. Fermo l'auto l'ennesima volta, provo a montare le catene ma forse per l'ansia non riesco a montarle. Le mani mi si gelano, non riesco a muovere le dita e anche un vecchio batti fieno in un giardino sembra volermi prendere in giro. Siamo quasi sconfitti e pronti al ritorno, quando lo spazzaneve ci supera ed io metto in moto e lo seguo al volo. La strada diviene sempre più stretta, il manto nevoso cresce, il cielo si confonde con i fiocchi sempre più grandi, i castagneti scompaiono e i guard rail vengono sommersi. Lo spazzaneve avanza inesorabile mentre noi perdiamo terreno e la strada ritorna a "sporcarsi". Fortunatamente ci supera un fuoristrada, seguiamo la sua scia, ma le ruote sembrano non volerne sapere e la nevicata si infittisce. Momento difficile, concentrazione massima eppur arriviamo alle Croci dove è in atto una bufera impressionate; non riesco a notare niente oltre la neve. Persino il tergicristallo sembra bloccarsi e soffrire del peso dell'abbondante accumulo. Supero le croci con cautela, Vito ormai è ipnotizzato dalla "danza bianca" e io sempre più deciso a raggiungere Bagnoli, ma improvvisamente un altro stop! Al bivio per Montella e Bagnoli la strada non è pulita, la neve supera i 10 cm, dietro non si può tornare perchè la situazione è peggiore al Valico e le decisioni vanno prese in fretta. Due secondi di ragionamento ed ecco che dalla provinciale sbuca un altro spazzaneve che ci libera il passaggio! Di nuovo verso Bagnoli Irpino! La strada questa volta non trapela neanche un millimetro di "nero", il bianco è ovunque, la corsia è ridotta alla sola auto , le dune nevose crescono e all'improvviso perdo il controllo del mezzo. La mia macchina perde aderenza, scivola, si piega sul lato destro, i freni sono inutilizzabili ma con un po di destrezza riesco a fermarla. Scendiamo dall'auto immediatamente sentendo scricchiolare la vettura che sembra aver voglia di continuare da sola. Ormai o si montano le cate&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbymBVePyI/AAAAAAAAAv0/1p5SJFNdM20/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbymBVePyI/AAAAAAAAAv0/1p5SJFNdM20/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311699545537527586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ne o si aspetta lo spazzaneve. Decido per la prima opzione e questa volta so che non posso sbagliare o farmi prendere dal momento. Tolgo i guanti, passo le catene sotto il primo pneumatico, faccio un po di errori, ingarbuglio i fili la prima volta ma poi recupero la situazione e alla fine riesco a montarla. Intanto i fiocchi cadono a larghe falde, il mio giubbino è bianco come la strada , ma ormai sono lanciato e monto anche le catene sull'altro pneumatico.&lt;br /&gt;Rimontiamo in auto, Vito è sollevato e io lo sono ancor di più...le catene fanno il loro dovere e compattano la neve a dovere lungo il percorso ormai segnato. Lo spazzaneve dopo mezz'ora ancora non arrivava e li capii che non avrei potuto aspettarlo e che ormai l'unica soluzione per il ritorno sarebbe stata l'Ofantina.&lt;br /&gt;Lungo la strada gli alberi si univano da una parte all'altra della carreggiata grazie all'accumulo fresco e tante mucche battevano la "pista" prima di me. Alcune scivolavano e goffamente tentavano di rialzarsi, probabilmente anche loro sorprese da questa sfuriata marzolina. Una sfuriata piacevolissima, cosi piacevole per me che anche in momenti concitati trovo il tempo di fermare l'auto e scattare tante foto, tra lo sguardo incuriosito del mio "collega" che non sa più se la mia mente sia "stabile o meno".&lt;br /&gt;Alle "castagne Cappetta" ritroviamo il primo vero asfalto e altre scie di fuoristrada che ci conducono al paese in tutta tranquillità. Bagnoli Irpino è raggiunta, il paese è bianco, il sogno diventa realtà. La nevicata sembra ancora debole e pare voglia riservarci qualche sorpresina mentre scendiamo a piedi per i vicoli e ci divertiamo ad osservare uno scenario rinnovato. La Chiesa Madre, il parco pubblico, il castello, la chiesetta di Santa Margherita, il campanile di San Domenico, tutti elementi incastonati perfettamente in quel paesino che sembrava una di quelle sfere souvenir con l'acqua e pezzettini bianchi effetto neve. Dopo la Sagra del Tartufo mi sembra di aver avuto un nuovo incontro con Bagnoli, forse più intimo e privato, rispetto al precedente basato e fissato sull'accoglienza e l'amicizia di tante persone.&lt;br /&gt;Finalmente mi sentivo appagato, avevo raggiunto uno scopo che agognavo da tempo e che ogni qual volta ricevevo una telefonata da amici del posto al suono di "sta nevicando", credevo non vivere mai sulla mia pelle. Intanto la nevicata cresceva, cadevano "fazzoletti", il manto nevoso era a dir poco interessante ed è forse giunto il momento di partire, salutando Piazza Di Capua per due volte prima di raggiungere Via Roma. Volevo recarmi verso l'Ofantina ma prima decido di girare per Piazza Matteotti e via Circumvallazzione che mi appaiono letteralmente stravolte e modificate. Prima del Campo sportivo scatto foto che rimarranno per sempre nei miei occhi e il passeggero al mio fianco&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzHJNCkvI/AAAAAAAAAv8/U7g8g-7zfm4/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzHJNCkvI/AAAAAAAAAv8/U7g8g-7zfm4/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311700114585326322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; aveva capito le mie "cattive" intenzioni. Salire al Laceno, con catene e con la speranza di mezzi spazzaneve! Ma forse la coscienza, forse qualcun'Altro, mi fermarono dall'improbabile tentativo e cosi ritornando sulla "pista da sci circumvallazione" presi la via del ritorno. Lungo il passaggio verso San Francesco a Folloni la nevicata aumentava ancora d'intensità e anche la valle si imbiancava, il raccordo dell'Ofantina sembrava un addio alla neve ma verso Vulturara Irpina la situazione degenerava. Nevicata ancora più fitta di prima, fiocchi questa volta enormi, accumulo istantaneo su vettura e asfalto, l'incubo di tanti automobilisti stava prendendo corpo. Lungo la salita due auto perdono aderenza e scivolano chi verso destra , chi verso sinistra ed io con attenzione riesco a passare tra di loro evitandole. Un automobilista gira su se stesso nel tentativo di ripartire e nessuno sembra aver portato le catene. La nevicata continua e verso Bolifano è l'apoteosi bianca. Ma quel delirio e la gioia di vivere quest'esperienza si trasformano in un'odissea. I Carabinieri ci fermano, alcuni camion si sono posti di traverso sulla carreggiata, il traffico è in tilt. Rimaniamo incolonnati per mezz'ora, l'auto è un pupazzo di neve e noi mangiamo un panino speranzosi in uno sblocco della situazione. Purtroppo i carabinieri ci avvertono che rimarremo li per ore e allora di'impulso faccio inversione e ritorno verso Montella. Ancora scene di panico e di automobilisti in difficoltà con auto contromano e scivolate da paura, sto per superare quasi il tratto critico quando vengo rifermato dai Carabinieri. Lo sconforto è alle stelle, credo quasi di dover dormire a Bagnoli, e a dir la verità non è che la situazione mi dispiaccia, ma non in compagnia e deve assolutamente tornare. Altre vetture sono in testa coda e solo con alcune spinte vengono riportate in carreggiata. Sembra profilarsi un altro blocco, ma ci viene dato il via libera e cosi con catene e passo lento proseguiamo silenziosi e concentrati. Montella, Nusco, Lioni e finalme&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzdyASMcI/AAAAAAAAAwE/EQv6SpVcMnE/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+106.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzdyASMcI/AAAAAAAAAwE/EQv6SpVcMnE/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+106.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311700503494799810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nte la deviazione per la Fondo Valle Sele. La neve è ancora presente ma qualcosa sta per cambiare, a Teora gli accumuli sono inferiori, a San Gerardo sembra stia per piovere e finalmente dopo due gallerie troviamo solo l'acqua e possiamo togliere le catene. Il rumore incessante e il tremolio del manubrio finiscono e mi sento quasi al volante di un aereo tanto la strada mi pare liscia e scorrevole. L'Alta Irpinia era stata superata, il salernitano si affacciava con la sua veste pedemontana piovosa e grigia, finchè dopo Contursi e fino a Valle il sole fece capolino e le strade ritornarono asciutte e definitivamente serene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8346681021843597540?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8346681021843597540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8346681021843597540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8346681021843597540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8346681021843597540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/03/la-nevicata-del-6-marzo-2009.html' title='La nevicata del 6 Marzo 2009'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbkDuJ6-eI/AAAAAAAAAvc/uvSbBMg_xcc/s72-c/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4852130727345997925</id><published>2009-03-10T13:28:00.000-07:00</published><updated>2009-03-10T14:19:11.546-07:00</updated><title type='text'>Le "acque" del  Monte Terminio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbNolNr40I/AAAAAAAAAu8/CBY8CV9bnyo/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbNolNr40I/AAAAAAAAAu8/CBY8CV9bnyo/s320/Acque+Nere+del+Terminio+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311658907598054210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un insolito Terminio si prospettava al mattino di una Domenica incerta e ancora difficile da comprendere. Il sintomo di "malessere" di un cielo che non fa percepire se guarirà o peggiorerà l'unica sicurezza della giornata. Le schiarite sicuramente maggiori delle coperture, l'allegria del gruppo sempre forte e coinvolgente e i primi cumuli di neve che come ogni giorno di escursione appaiono lentamente a piccole macchioline che si ingrandiscono e si uniformano man mano che si sale. La vetta ornata di guglie e valloni si faceva apprezzare da un tornante dei primi castagneti, il Vallone Matrunolo sfavillava contornato dai soliti abeti nani e da paurose e vertiginose pareti innevate, il giorno ideale per raggiungere il punto più alto e abbracciare con un sol gesto l'intera Campania. Eppur questa volta i piani cambiano, si modificano, evolvono e al Varco del Faggio riponiamo le nostre speranzose idee di neve "bassa" e seguaci di un esperto direttore di escursione ci addentriamo nelle prime faggete "abbagliate" da un sole che in quell'istante riscaldava la giornata. La neve compatta e ghiacciata scricchiolava "degnamente" permettendoci di passeggiare agilmente e con rapidità sulle ciaspole consumate dai numerosi chilometri invernali. Gli sciatori invece riuscivano a disegnare la strada precedendo noi ciaspolatori, nel tentativo di non ritrovarsi in fossi e cunette che avrebbero solo impedito la marcia. Una marcia resa "umida" e faticosa dal riflesso della neve che faceva rimbalzare i forti raggi su di noi, scottandoci e costringendoci a spogliarci fino alla prima maglia del pesante strato. A soccorso di un "plotone" disposto in lunga fila indiana, un piacevole e rilassante viale di abeti. Abeti ancora ricoperti di neve che con la loro folta e fresca chioma refrigeravano guance , braccia e gambe, fin quasi a ripercepire il freddo che a Serino penetrava nelle ossa. Viene quasi voglia di ricorrere al giubbino ma in un istante ci ritroviamo di nuovo lungo collinette di piccoli arbusti che si susseguono rapidamente, e cosi tra passi in discesa e in salita ritorniamo a sudare e a faticare.&lt;br /&gt;Il manto nevoso non sempre uniforme, frutto di un sentiero che dai 1000 metri di quota si dirige nelle viscere del massiccio e si abbassa fino a toccare quasi traccie di alta collina, scenari ben lontani dalle nebbie del Cervialto o dalle ripe del Cervati, ma sempre degni di esser vissuti con uno spirito "devoto" alla "Signora Montagna". Sarò sincero, all'inizio di questo percorso, avevo il cuore triste, un qualcosa mi diceva di dover salire, di provare a raggiungere le quote a me più consone. Sulla mia spalla un diavoletto mi incitava a lasciare il gruppo e a proseguire da solo verso Verteglia e il Rifugio degli Uccelli, mentre un angioletto consigliere mi tranquillizzava facendomi notare la mia irruenta impulsività. Uno scontro mentale e psicologico che si risolve nella scelta di compagnia, e fu una scelta che ancor oggi ripenso con orgoglio. Tra le altre questioni "morali" infatti, ave&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYVCyBnsI/AAAAAAAAAvM/94IrAI4NeHk/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+055.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYVCyBnsI/AAAAAAAAAvM/94IrAI4NeHk/s320/Acque+Nere+del+Terminio+055.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311670666565623490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vo dimenticato del buon proposito di visitare ogni luogo a me sconosciuto e quasi con testardaggine e campanilismo escursionistico stavo per discostarmi dai miei intenti. Ma son bastati pochissimi passi a farmi ritornare in sintonia con la natura, ed infatti uno scorcio verso Sassosano e il Felascosa, misto alla visione di un enorme pianoro bianco mi ridanno vigore e sopratutto spirito di iniziativa. Prendo allora la testa del gruppo e ripercorro velocemente con la mente il percorso sulla cartina che avevo studiato in precedenza, mi accingo a scrutare ogni dettaglio ed ogni particolare finchè richiamato dal suono soave dell'acqua resto "imbambolato" nel ritrovarmi in un luogo a me noto ma che in quel momento mi pareva altro.&lt;br /&gt;Sotto di me scorreva un ruscello che di li a poco si sarebbe mescolato alle acque del Calore e sarebbe confluito fin giù alla Scorzella e spostando lo sguardo verso il crinale , adocchiando un passaggio sicuro discendo fino alle coste del torrente ad osservare la bocca inquietante della Grotta di Candraloni. In estate lo sfondo rossastro e verde rende l'atmosfera ancora più tetra mentre quest'inverno fresco e nevoso fa riprovare sensazioni di pace ed armonia. La cascata che si infrange sulle rocce e che viene inghiottita da Candraloni non incute timore ma un senso di impotenza e di rassegnazione tranquilla che ti fa comprendere l'immensità e il corso vitale della natura. Enormi "filamenti" di ghiaccio facevano da dentatura alla volta franata del grave e l'umidità come al solito offuscava leggermente la bocca della sempre "assetata" caverna.&lt;br /&gt;In un attimo tutto il gruppo mi è vicino, tra cadute, scivoloni e addirittura uno sci che staccatosi dai piedi di un "distratto" sciatore , corre rapidamente verso l'inghiottitoio e solo la fermezza di qualcuno lo salva dalle sue grinfie. Un piccolo attimo concitato che ci fa rimettere in marcia, fin sulla caserma Candraloni dove pulendo i tavolini e i seggiolini dalla neve ci riposiamo e ci rifocilliamo. Anche in questa ultima fatica di Febbraio la mitica girella alla nutella nei momenti di pausa rappresentava una fonte di energia inesauribile. Una fetta a destra, una fetta a sinistra, un complimento qua , un complimento la e il contenitore di dolci finisce in un istante. Lo stesso istante in cui ci rialziamo e superando un ponticello ci ricongiungiamo verso il ristorante la Bussola riscendendo lungo la strada asfaltata che porta al Piano delle Acque Nere. Naturalmente un "asflato bianco", non battuto e non pulito per la sua "inutilità" al turismo di massa.&lt;br /&gt;Facile e scorrevole allora risulta il prosieguo che ci porta dritto ai pianori tra fiumi di "acque nere" , ponti in legno mimetizzati con la natura e sorgenti spontanee figlie di un inverno "autunnoso". Persino le rocce più statiche sembravano capaci di "sprizzare" acqua dai loro "pori" e noi, oltrepassando un muraglione di accumulo eolico freschissimo, osservavamo con la meraviglia di esseri innocen&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYLAbywmI/AAAAAAAAAvE/I4o0zNoPkEI/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+079.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYLAbywmI/AAAAAAAAAvE/I4o0zNoPkEI/s320/Acque+Nere+del+Terminio+079.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311670494136812130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ti quelle sceneggiature articolate ma nello stesso semplici organizzate dal maestro calcareo.&lt;br /&gt;Il sentiero che aggirava il piano imbiancato sembrava non finire, la strada percora era davvero tanta e forse solo il piacere della montagna faceva si che noi non ce ne accorgessimo, ma mancava ancora qualche metro alla meta stabilita. Ancora ruscelli, ancora onde di neve che si reggevano su argini di terra, qualche guado in ciaspole e qualche piede nel fango per arrivare nei pressi di una fontana in pietra alla quale prendiamo la "sosta ufficiale".&lt;br /&gt;Tutti seduti ai bordi del fontanile, alcuni con i pidei sulla vasca a far dondolare uno strato rettangolare ghiacciato sulla sua superfice, mentre altri presi dalla curiosità (tra questi anchio) si recano verso una parete rocciosa, sotto la quale, maestosa e sorprendete spuntava la sorgente dell' "acqua della pietra". Un getto a forma di due mani intrecciate e legate al solo indice che si tuffa nel canale ai suoi piedi e che fuoriesce piatta sotto la fessura di una roccia squadrata che ne delimita la sommità. Il trionfo dell'acqua e della vita che si impossessano di qualsiasi cosa corra sul loro tragitto e sono capaci di convivere in simbiosi come linfa della montagna, dei boschi e degli animali della "foresta picentina".&lt;br /&gt;Sembrerebbe certo ormai un riposo duraturo e meritato in quell'angolino rilassante ma l'acqua non fnisce di stupirci e si ripresenta sottoforma di una fitta nevicata che ci costringe a riprendere armi e bagagli e ripartire verso il Varco del Faggio. Finalmente un'improvvisata che movimenta la finta monotonia dei passi su trreni uniformi, o forse, finalmente ad un fenomeno che tanto aspettavo e che molti nel gruppo volevano evitare per non bagnarsi e non rimanere infreddoliti. Sento improperi e rimproveri che vanno nella mia direzione quando ormai in delirio assoluto mi reco da solo per il pianor&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYn6oBNjI/AAAAAAAAAvU/9BKiKbRP8y8/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+089.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYn6oBNjI/AAAAAAAAAvU/9BKiKbRP8y8/s320/Acque+Nere+del+Terminio+089.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311670990793684530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o, con lo sguardo verso l'alto, la bocca aperta a raccoglier qualche fiocco e le braccia larghe in simbolo di "benvenuto". La mia gioia alle stelle ad ogni batuffolo caduto dalle nuvole e più amentava l'intensità della nevicata più avevo voglia di urlare al bosco la mia gratitudine. Gli zaini si coprivano rapidamente di bianco, i guanti scomparivano mimetizzati con il contesto candido e quando il tutto ormai aveva una parvenza "immacolata" ecco che vedo il Varco del Faggio che si presenta come la fine di un "gioco" appena cominciato.&lt;br /&gt;La montagna continuava a sfornare nubi da neve che scaricavano sulle auto e sulla starda rendendola uguale al sentiero e fino alla fontana i fiocchi erano visibili e insistenti, finchè verso Serino il sole riprende il comando e pone fine all'ennesima avventura di quest'inverno indimenticabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione del 22 Febbraio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4852130727345997925?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4852130727345997925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4852130727345997925' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4852130727345997925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4852130727345997925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/03/le-acque-del-monte-terminio.html' title='Le &quot;acque&quot; del  Monte Terminio'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbNolNr40I/AAAAAAAAAu8/CBY8CV9bnyo/s72-c/Acque+Nere+del+Terminio+026.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-407414129864040960</id><published>2009-02-19T09:08:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T01:06:44.392-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raiamagra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laceno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='colle del sagrestano'/><title type='text'>Piedi, ventre e dorso del Raiamagra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2SS7SCaaI/AAAAAAAAAuE/LzJfwrXcB34/s1600-h/DSC03060.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2SS7SCaaI/AAAAAAAAAuE/LzJfwrXcB34/s320/DSC03060.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304556789960960418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gelo sulle strade &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;picentine&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;fiocchetti&lt;/span&gt; svolazzanti già dalla Madonna dell'Eterno! Fu così, che il generale inverno riprese possesso delle sue terre lontane, quelle terre che vedono i loro giorni al caldo del mare e che si dimenticano quasi dei tre mesi del freddo. Questa volta le truppe sono arrivate in forze, compatte, pronte a sferrare un attacco frontale che da anni non si vedeva. L' "esercito russo" ha marciato e ha continuato a sferrare colpi contro l'appennino campano e noi da osservatori imparziali (ma tifosi dei russi in questo caso!!) raggiungiamo il campo di battaglia e prendiamo nota degli scontri.&lt;br /&gt;Piccoli "fuochi" da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Montecorvino&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Rovella&lt;/span&gt; che si trasformavano in un campo minato di neve appena scesa dal cielo sulle strade di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Acerno&lt;/span&gt; e che man mano aumentava e cresceva verso il "mondo antico" dell'Irpinia.&lt;br /&gt;Un'Irpinia "martoriata", "invasa", resa "schiava" della morsa dell'Orso. L'Irpinia che finalmente aspettavamo da tempo!&lt;br /&gt;A Bagnoli Irpino con il "ritrovato" amico "senese" Federico non possiamo fare a meno di un giro in Piazza Di Capua, ad osservare il termometro del Bar che segnava -2° e che di sicuro non era veritiero, ma sovrastimava gli effetti del gelo. Un giro molto veloce, alla scoperta di immagini nuove e dal sapore finalmente immaginato da tempo, per i vicoli del centro storico ad assaporare l'aria dal vero senso invernale.&lt;br /&gt;Ma i nostri obiettivi son altri, dobbiamo assolutamente raggiungere il "fronte" e , come si sa, il fronte è in posizioni strategiche, alte e lontane dai centri abitati. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Laceno&lt;/span&gt; campo perfetto di battaglia era li a pochi passi, si raggiunge in un attimo tra tormente di neve e sguardi alle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Accelliche&lt;/span&gt; immerse dalle nebbie, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;finchè&lt;/span&gt; sull'altopiano ci ritroviamo nell'immenso sogno bianco.&lt;br /&gt;Una fontana sul lato della carreggiata era completamente trasfigurata da strati di ghiaccio a cascata, probabilmente causati dal continuo "ticchettio" di una goccia che fuoriusciva costantemente e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;tutt&lt;/span&gt;'intorno il Lago che da piccola creatura ritornava nei pensieri del "senese" , si apriva a "Mostro" incontrastato, esteso e terrificante.&lt;br /&gt;L'acqua ha raggiunto livelli "stratosferici", le terre e i campi sono inutilizzabili, le piccole strutture adibite a capanna &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;irraggiungibili&lt;/span&gt; e nei pressi del vivaio una palude coadiuvata da sorgenti sotterranee regalava l'impressione di un luogo lontano dall'uomo e vicino a quei regni animali nascosti e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;irraggiungibili&lt;/span&gt; che osserviamo soltanto dai documentari.&lt;br /&gt;La neve finalmente cadeva copiosa e la strada cominciava a "colorarsi" di un manto sottile disturbato solo dai pneumatici che ne lasciavano segni lunghi e discontinui. I fiocchi spinti dal vento impattavano sui vetri del finestrino, i tergicristalli faticavano a "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;disincastrarsi&lt;/span&gt;" dalla morsa del gelo e quel getto d'acqua per sciogliere la neve fresca sembrava congelarsi all'istante. Ai bordi della vettura piccole stalattiti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;iniziavano&lt;/span&gt; a formarsi e la soffice e cara "polvere bianca" disegnava sagome compatte come nidi di rondine tra i pneumatici e i para urti.&lt;br /&gt;L'atmosfera surreale si accompagna allo spirito della giornata, con tanto di caffè e latte caldo che accompagna quella sensazione di scenario alpino che tanto da sollievo al cuore , passando per la vista imbambolata.&lt;br /&gt;Il corpo si abitua a climi e a luoghi eppur l'animo e gli occhi risentono costantemente di sbalzi incontrollabili che giungono come impulsi nuovi e frenetici ai sensori del cervello che ne ricevono soddisfazione e piacere.&lt;br /&gt;Dopo aver ripreso calore e aver assunto zuccheri preziosi con una barretta di cioccolato fondente sempre presente nello zaino di Federico, prima di raggiungere il luogo della partenza, ripercorriamo l'altopiano e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;raggiung&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2dQapVGHI/AAAAAAAAAuM/_ao6RCcGlp0/s1600-h/DSC03036.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2dQapVGHI/AAAAAAAAAuM/_ao6RCcGlp0/s320/DSC03036.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304568841468450930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;iamo&lt;/span&gt; la riva del Lago. La neve copriva la patina leggera di ghiaccio e ai tavolini dell'area &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;pic&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;nic&lt;/span&gt; solo un rumore di vetro infranto ci faceva capire che non era il momento di "scherzare" con la natura! L'acqua compatta e gelida aveva raggiunto il punto più estremo del parchetto e con passi lenti e decisi raggiungiamo la "salvezza" delle scarpe sulla staccionata e con saltelli in punta di piedi ritorniamo alla nostra calda macchina.&lt;br /&gt;Il panorama continuava a subire trasformazioni per il solito principio della "danza bianca" e superando di nuovo quell'opera d'arte di ghiaccio (la fontana!), degna del miglior scultore che sa trarre la sua opera dalla natura, arriviamo all'albergo sulla strada dei Pianori per aspettare l'intera compagnia.&lt;br /&gt;La mattina odierna sarà scenario di nuove leve, il Club Alpino con estrema passione lancerà le basi della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;ciaspolata&lt;/span&gt; e dell'alpinismo al gruppo giovanile, composto da tanti ragazzi e bambini con genitori e parenti al seguito, pronti a faticare e a "disperarsi" per il vento e il freddo. Un teatrino tra giovani che amano quel che fanno e genitori che per assecondare il "piacere" dei propri figli son disposti a provare un qualcosa che forse non avrebbero neanche pensato.&lt;br /&gt;Intanto all'interno del bar, dinanzi al caldo camino la mattina cominciava a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;suon&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;bignè&lt;/span&gt; e dolcetti offerti da altri membri del club, sempre pronti ad allietarci nelle ore più importanti della giornata, decisi a rendere il passeggiare ancor più &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;piacevole&lt;/span&gt; e avvincente. Ovviamente il tutto dura nella rapidità e nella leggerezza del momento che cambia all'improvviso rotta, quando si iniziano ad indossare, su una panchina all'aperto, ghette e scarponi impermeabili. La partenza è vicina. Il gruppo alpinismo giovanile prosegue lungo il Piano L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Acernese&lt;/span&gt;, siamo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;pronti&lt;/span&gt; a seguirli quando una voce ci giunge alle spalle e ci chiede di cambiare rotta per provare un sentiero nuovo.&lt;br /&gt;Enrico, Michele, Vincenzo ed Enzo ci invitano a seguirli verso gli impianti di risalita e consci del loro spessore escursionistico prendiamo la palla al balzo, spostando l'auto e raggiungendo il caos degli sciatori, dei semplici appassionati di "neve facile" e dei venditori di formaggi e salumi locali.&lt;br /&gt;Qualcosa sembrava dirci che il posto non era adatto ad un'escursione, ma Vincenzo, con la sua tenuta da sci alpinista, dopo aver "incollato" le pelli di foca ai suoi fedeli "strumenti di viaggio", ci conduce tra la folla verso un angolo nascosto, passando per un maneggio dove piccoli cavalli riposavano al freddo e al gelo.&lt;br /&gt;Il rumore si allontanava, le piste affollate erano ormai un "brutto" miraggio e davanti a noi ,davanti ai  6 "colleghi" di montagna, si apriva una pista dismessa, larga e accompagnata da faggi altissimi. La neve è ancora bassa, farinosa e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;soprattuto&lt;/span&gt; asciutta, gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;scarponcini&lt;/span&gt; sostituiscono ancora bene le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; e camminiamo rapidi a scatti veloci, dando lo sguardo dietro per aspettare ogni tanto l'amico Vincenzo che con gli sci doveva per cause di forza maggiore rallentare il suo inesorabile avanzare.&lt;br /&gt;La pendenza all'inizio molto semplice diviene sempre più pesante con il passare dei metri e con l'altezza aumentava anche l'accumulo nevoso che sotto i canali di terra retti dalle radici dei faggi era imponente e modellato dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Blizzard&lt;/span&gt;. Il soffio del vento spariva e compariva tra gli alberi accarezzati dal ghiaccio nelle parti dei loro tronchi esposte più a nord e finalmente anche le chiome cominciavano a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;galavernare&lt;/span&gt;. I raggi di sole misti a fiocchi, le schiarite che si alternavano a nevicate erano argomento di discussione piacevole tra chi preferiva la tempesta e chi sul costone avrebbe sperato in una visuale soleggiata ed entusiasmante. Ognuno persegue nella Montagna la propria indole e allora si capisce &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;anc&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2db0hNUoI/AAAAAAAAAuU/nMBd7-CozQk/s1600-h/DSC03099.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2db0hNUoI/AAAAAAAAAuU/nMBd7-CozQk/s320/DSC03099.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304569037392269954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;he&lt;/span&gt; da un solo sguardo chi persegue la voglia di panorama, chi invece è deciso a conquistare la montagna, chi è atteso dalla discesa successiva e chi vive la natura in tutte le sue forme. La montagna unisce le diversità di carattere. età e pensiero ed è quel misto di asimmetrie che nel finale completa una simmetria perfetta, con un'amalgama eccezionale tra tutti i membri della spedizione.&lt;br /&gt;Il tempo di seguire gli umori del bosco e subito ci ritroviamo al Colle del Sagrestano dove parte diretta la pista nordica e quindi la via più semplice per il Monte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt;. Posiamo le attrezzature su alcune rocce salvate dalla neve e finalmente apro il mio zaino e offro una fetta di girella alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;nutella&lt;/span&gt; alla "compagnia", mentre Federico dispensa cioccolato e torta al cocco. In quell'istante tutti accomunano i loro gusti e le loro sensazioni ed è un momento "ricreativo" piacevole che separa la fatica precedente da quella successiva. Persino il sapore semplice della cioccolata appare più buono e dolce in quel paesaggio scandinavo che si armonizzava tra alberi, reticolati, pietre e canaloni.&lt;br /&gt;Nell'attesa del nostro sci alpinista, indossiamo le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; e al suo arrivo, dopo aver fornito anche lui di girella e barrette di cioccolato, decidiamo che è ora di darsi da fare e di proseguire per vie più lunghe e più impegnative. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; è ad un passo , ma lo "sfizio" dell'escursione non può esser relegato ad un semplice raggiungimento e cosi dal colle puntiamo nel bosco fittissimo, su una striscia di neve, dove in estate regna una sottile mulattiera. Ricordo i passi di Montagna Grande eppure è tutto diverso in questo momento, ma la direzione sembra venir da se e il tutto risulta semplice e lineare. La neve fresca era di piacevole passaggio e qualche tratto più complicato veniva spianato dagli sci di Vincenzo che disegnavano curve perfette in uno slalom continuo senza precedenti. Dall'alto le fronde ghiacciate lasciavano cadere pezzi di neve stanchi di reggersi in bilico e al suonar del vento rimbombava un rumore simile a uno scricchiolio che subito ho associato a quel volersi distaccare dei rami che tra loro si erano "incollati" per il freddo.&lt;br /&gt;Il bosco emanava "sapori" che si percepivano all'olfatto, forse sapor d'inverno , di neve e di freddo e allo sbocco sulla Loggetta il sole ci regala un momento di grande "partecipazione sentimentale". Verso le valli di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Acerno&lt;/span&gt; si apriva lo spazio visivo fino alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Savina&lt;/span&gt; e dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Savina&lt;/span&gt; le nuvole tagliavano a mezza costa le cime dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Accellica&lt;/span&gt;. La "nord" e la "sud" immerse nelle solite nebbie invernali e di ogni stagione e dall'angolo della Loggetta si osservava con semplicità e vicinanza l'abitato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Montella&lt;/span&gt; che in quell'istante pareva interessato da una piccola nevicata. Dall'altro versante la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Raia&lt;/span&gt; della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;Scannella&lt;/span&gt; si tingeva di un azzurro carico ed elettrico e gli &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;alberi&lt;/span&gt; innevati all'inverosimile si piegavano tutti nella stessa direzione come a venerare la cima del comprensorio che spiccava dal retro delle altre vette: il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2h6VUjB5I/AAAAAAAAAuc/RFkvVj1SMuk/s1600-h/DSC03128.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2h6VUjB5I/AAAAAAAAAuc/RFkvVj1SMuk/s320/DSC03128.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304573959640123282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un attimo di "commozione" nel notare la strada che conduce a valle d'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Acera&lt;/span&gt; illuminata dal sole e alcune rocce ben posizionate che come un segnale naturale indicavano la via da seguire. Il costone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; non risulta subito di facile accesso. Sono necessari alcuni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;tentativi&lt;/span&gt; nella neve soffice per &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;aprire&lt;/span&gt; vie semplici e percorribili, i bastoncini e la piccozza svolgono un lavoro di aiuto molto utile ed importante, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;sorreggendoci&lt;/span&gt; lungo le piccole "slavine" che si &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;formavano&lt;/span&gt; quando le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; infilavano i propri ramponi nel manto morbido.&lt;br /&gt;Ma la  piccole "valanghe" non erano l'unico ostacolo, dato che alberi dal basso fusto e con rami insidiosi si incastravano tra zaini e indumenti impedendo un facile percorso. Le pietre anche remavano contro il nostro cammino ed infatti nonostante gli accumuli interessanti in alcuni tratti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;fuoriuscivano&lt;/span&gt; a scalfire le nostre racchette. Il cammino è faticoso, reso ancor più affascinante e leggendario da un vento di Grecale impavido e violento che rendeva rosse le guance e scottava le mani anche attraverso i guanti. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Chicchi&lt;/span&gt; di ghiaccio solcavano l'aria e si infilavano tra i capelli scoperti sorretti solo da una fascia frontale e il cappuccio diveniva necessario in quei versanti scoperti ed esposti che davano visuale fin sul Golfo di Salerno. Da lontano mentre mi riparo dal ghiaccio pungente scorgo anche le coste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;Agropoli&lt;/span&gt; e noto con mio piacere che il resto della compagnia è più avanti mentre io ed Enrico assorti nella fotografia restavamo più nascosti e lontani. Riprendiamo allora il passo mentre notavo Federico arrembante con Enzo e Michele che seguivano con passo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;formidabile&lt;/span&gt; e, all'improvviso, come una visione agognata, appare il costone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt;. Il costone che non vedevo dal lontano Gennaio del 2008 e che è rimasto segno di indissolubili avventure iniziali della mia vita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;escursionistica&lt;/span&gt;. Ancora una volta quel Rifugio Canadese in lontananza , il mare sulla destra e la vetta del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;Calvello&lt;/span&gt; sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;sinistra&lt;/span&gt;, illuminata dal sole che spuntava da alcune nuvole nere.&lt;br /&gt;Raggiunto il "canadese" passando per il viale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;raiamagra&lt;/span&gt; facciamo sosta al Rifugio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;Amatucci&lt;/span&gt;, non prima però di aver raggiunto il belvedere sul Lago &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_60"&gt;Laceno&lt;/span&gt; che in questa giornata risultava più particolare che mai. Addirittura al centro della sua conca sembravano presenti onde che si infrangevano sulle creste ghiacciate e più basse.&lt;br /&gt;Il Lago ci aveva riscaldato momentaneamente i pensieri e al "calduccio" della canna fumaria del "ristorante-rifugio" assaporiamo i nostri panini, degustiamo ancora cioccolato e girella e beviamo un po di grappa. Il riposo e&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2iIx51EJI/AAAAAAAAAuk/0out_O1n_50/s1600-h/DSC03140.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2iIx51EJI/AAAAAAAAAuk/0out_O1n_50/s320/DSC03140.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304574207830855826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_61"&gt;ra&lt;/span&gt; già finito, il vento aumentava, e cosi anche il freddo, quindi ritornando su passi precedenti raggiungiamo l'imbocco della pista nordica percorrendola a passi lunghi e ampi che in un manto di tanti centimetri bianchi ci conducevano fino al Colle del Sagrestano. Quel colle che avevamo raggiunto in mattinata e che ora "solcavamo" da un altro versante. Questa volta però non sostiamo e continuiamo a scendere in forte pendenza dando uno sguardo "innamorato" ai Monti che si aprivano dinanzi alla visuale candida dell'apertura del bosco e rimanendo entusiasmati dalla discesa alpinistica di Vincenzo che ci superava ed aspettava ogni cento metri di strada.&lt;br /&gt;Più si scendeva e più la neve come ovvio diminuiva, ricominciava a fioccare e riponiamo le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_62"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; tra gli agganci dello zaino. Ogni tanto uno sguardo tornava all'indietro verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_63"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; e immaginavo tutta la giornata e l'escursione passata da poco. Volevo non finire quella pista, ritornare su, magari percorrere un altro sentiero, ma la luce cominciava a scarseggiare e il ritorno si faceva quasi obbligatorio.&lt;br /&gt;La pista finiva, il maneggio rispuntava all'orizzonte e quasi come una "follia" dell'anima invece di percorrere la strada meno "trafficata" proseguo verso gli impianti di risalita, ad osservare la gente che impazziva per la neve e i tanti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_64"&gt;sciatori&lt;/span&gt; giunti in questa Domenica.&lt;br /&gt;Tanta gente, tante emozioni e tante parole che vagavano nell'aria e si allontanavano da me nell'istante in cui superato quel cancello di legno ritornai nell'auto e senza parlare ripresi la via di casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-407414129864040960?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/407414129864040960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=407414129864040960' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/407414129864040960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/407414129864040960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/02/piedi-ventre-e-dorso-del-raiamagra.html' title='Piedi, ventre e dorso del Raiamagra'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2SS7SCaaI/AAAAAAAAAuE/LzJfwrXcB34/s72-c/DSC03060.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7428333793812181555</id><published>2009-02-04T09:30:00.001-08:00</published><updated>2009-02-27T01:07:34.633-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piano del cupone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte cervialto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte raiamagra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='colle delle radici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiumara di tannera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lago laceno'/><title type='text'>Con le ghette, ciaspole e sci... al Colle delle Radici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnSPDKFWHI/AAAAAAAAAts/JAkX-R-GAsA/s1600-h/DSC05593.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnSPDKFWHI/AAAAAAAAAts/JAkX-R-GAsA/s320/DSC05593.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298997592565569650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il richiamo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Laceno&lt;/span&gt;, con la sua vocina insistente durante i giorni passati a studiare, finalmente si placava all'arrivo della Domenica. Il giorno dedicato alla Montagna , il giorno dove finalmente si concretizza e si riprende quel percorso lunghissimo che da qualche anno mi sta vedendo partecipe su queste terre. Quel passaggio sui Monti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Picentini&lt;/span&gt; che si arricchisce di significato ogni qual volta i miei passi ricadono sulle terre secche o innevate dell'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Laceno&lt;/span&gt;. Lo scenario di un lago finalmente spoglio dalle nebbie, con la vista di sua altezza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; che "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;pandorizzato&lt;/span&gt;" aspettava qualcuno che l'avesse sfidato ancora una volta. Ma il primo giorno di Febbraio riservava altre esperienze legate a posti nuovi che si fondevano con la conoscenza di "vecchi passaggi" ormai scritti per sempre nel cuore e nella mente.&lt;br /&gt;La strada per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Calabritto&lt;/span&gt; rivestita da una lingua di neve , spezzata ai lati dal cammino dei fuoristrada, conduceva dritta nel cuore della Montagna e man mano cominciava a diventarne parte di essa scomparendo progressivamente. I fiocchi cadevano bagnati lasciando agli occhi quella sottile linea ideale che spezzava il "caldo" con il "freddo" trasformando a seconda delle piccole variazioni le precipitazioni in neve o in pioggia. Il cielo cupo lasciava intravedere solo come un'ombra il sole che da tempi "lontani" manca sulle vallate dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Acernese&lt;/span&gt; e fa si che si conservi il suo aspetto più &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;consono&lt;/span&gt; al periodo. Un percorso verso il Colle del Leone allietato da scenari stravolti, cascatelle, rivoli, ruscelli e laghetti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;formatisi&lt;/span&gt; in questo "folle" tardo autunno senza fine. Il suono dell'acqua che impattava sulle rocce, quegli schizzi che toccavano gli argini innevati creando buchi uniformi come lacrime di gioia della natura, un paesaggio rigoglioso nonostante i rami degli alberi lasciassero trasparire ancora la loro "stanca presenza".&lt;br /&gt;Da un angolo del piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Acernese&lt;/span&gt; scorgo il canalone che conduce al Vallone del Turco e ricordo quel sentiero verde che mi appare all'improvviso dinanzi agli occhi come un immagine astratta che vaga senza meta in quei momenti di completa immedesimazione con l'amica Montagna.&lt;br /&gt;Un ricordo legato ai primi passi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;escursionistici&lt;/span&gt;, con pochi amici, all'avventura senza conoscere "regole" e senza immaginare le sorprese che la vita mi avrebbe apportato.&lt;br /&gt;La neve intanto , con la leggera ascesa, consentiva l'uso delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; e dopo qualche piccola difficoltà dovuta ai lacci e allo scarpone, riesco a prendere il giusto passo e attraverso l'altopiano soffermando l'attenzione su un piccolo albero solitario che d'estate avevo immortalato nel suo verde splendore e nella sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;buocolica&lt;/span&gt; forma insieme ad un piccole gregge di pecore.&lt;br /&gt;Ma i pensieri non fan&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnm881ONXI/AAAAAAAAAt0/Tq4YpsLYy5o/s1600-h/DSC05597.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnm881ONXI/AAAAAAAAAt0/Tq4YpsLYy5o/s320/DSC05597.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299020371373995378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;no da freno al nuovo entusiasmo e sollevando neve con il "tacco" che si riversa sulle parti "scoperte" (senza ghette) del pantalone con il gruppo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;CAI&lt;/span&gt; di Salerno entriamo finalmente nella "porta dei faggi" che separa il Piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Acernese&lt;/span&gt; dal piccolissimo Piano dei Vaccari. Un pianoro coperto, immerso nel bosco, quasi invisibile dalla strada, una minuscola radura dalla quale salendo per un sentiero alberato giungiamo allo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; del Colle del Leone. Al Colle, la strada asfaltata era una lunga "pista da sci" e si diramava in alto e verso il basso a seconda dei gusti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;ciaspolatori&lt;/span&gt; e sciatori. Dall'alto il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; "sfornava" nuvole di neve e dal basso la pioggia voleva impadronirsi dei guadi asciutti delle fiumare e impedirci il cammino verso il Piano del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Cupone&lt;/span&gt;. Uno sguardo deciso e attento tra i più esperti della "spedizione" e siamo giù, tra la neve delle faggete, tralasciando la mulattiera e addentrandoci nel bosco come stambecchi su pendi ripidi e innevati. Il serpentone di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;ciaspolatori&lt;/span&gt; scendeva sinuoso verso il prato del Leone, mentre gli sciatori si congiungevano dall'altro versante fino all'appuntamento "secondario" per decidere su che percorso proseguire. La pioggia diveniva più insistente e sulle mantelline erano evidenti solchi d'acqua che raggiungevano le estremità degli abbigliamenti e penetravano al loro interno. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; faceva quasi rimpiangere la scelta dei "bassi luoghi", &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;finché&lt;/span&gt; ancora una volta veniamo sorpresi dal tempo che ci concede un alito velocissimo di grecale con un lento passaggio a neve delle precipitazioni. Forza e coraggio e di nuovo in cammino, oltrepassando la collinetta che in estate è comandata dalle felci e percorrendo le mulattiere bianche tra pozzanghere "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;granitose&lt;/span&gt;" che in pochi passi giungono al bivio del Piano del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Cupone&lt;/span&gt;. Sulla destra una scia di rocce ad indicare una quota neve che terminava a 1000 metri, sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;sinistra&lt;/span&gt; una visuale aperta verso il bianco che spinge a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;proseguirla&lt;/span&gt; e ad ammirare la solitudine del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Cupone&lt;/span&gt; e lo spettrale gioco degli arbusti che spuntano dalla neve come soldati che scrutano dalle trincee gli ignari escursionisti. Il tempo inclemente intanto riprende a "lacrimare" e a sfiancare l'imperterrita compagnia che in cerca di imbocchi nascosti dalla neve esplora il piccolo altopiano nei sui selvaggi passaggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;finchè&lt;/span&gt; uscendo dal "labirinto" si ritrova su una pendente salita che costeggia un profondo canalone.&lt;br /&gt;Gli animi sembrano placarsi, come arrivati a metà di una giornata che merita un attimo di pausa e su quella salita lunga, tra nevose fronde e rami bassi inizia il tratto dedicato alla "parola". Sentieri, termini antichi, leggende, storie di uomini che come noi un tempo solcarono queste terre, pastori , briganti, un passeggiar che rievocando persone e luoghi riaccende la passione e riscalda l'animo, tanto che non mi accorgo di non indossare i guanti e la fame e la sete si assentano in quei piacevoli istanti. L'ardore del comunicare i sentimenti comuni che si trasforma in stimoli nuovi e nuove amicizie conduce fino al Valico del Colle delle Radici dove ancora una volta madre natura ci premia con la sua soffice creatura.&lt;br /&gt;Inizia il ritorno verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Laceno&lt;/span&gt; su quella strada percorsa in bici tantissime volte che sembrava una mulattiera immersa nel cuore dei Monti. L'asfalto coperto, il nero tinto di bianco , una sensazione di novità e&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnnIXrFo8I/AAAAAAAAAt8/dKqPTGYXQN0/s1600-h/DSC05682.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 170px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnnIXrFo8I/AAAAAAAAAt8/dKqPTGYXQN0/s320/DSC05682.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299020567557809090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di grandezza, ma &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;soprattuto&lt;/span&gt; un brivido di commozione nel vivere quel luogo lontano dal passaggio di auto e lontano da rumori molesti e "incoerenti".&lt;br /&gt;In una curva poniamo il nostro campo base, pranziamo ed io ritorno con la mente a quel 10 Agosto a Montagna Grande, quando parlando decisi che un giorno avrei &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;voluto&lt;/span&gt; provare lo sci escursionismo, e come in un "veloce ritorno", all'improvviso mi ritrovo su quegli sci, lasciando per&lt;br /&gt;qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;chiolmetro&lt;/span&gt; il dolce scricchiolio e la grande &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;versatilità&lt;/span&gt; delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; per provare quel silenzioso ed agile "pattinare". Un cammino leggero, veloce e faticoso tra canalette , rami da superare e cadute in agguato, un divertimento unico che si cerca di sfruttare fino all'ultimo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;briciolo&lt;/span&gt; di neve, quando l'erba spunta dal "ghiaccio", la terra diventa marrone e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Laceno&lt;/span&gt; riappare all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;orizzionte&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7428333793812181555?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7428333793812181555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7428333793812181555' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7428333793812181555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7428333793812181555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/02/con-le-ghette-ciaspole-e-sci-al-colle.html' title='Con le ghette, ciaspole e sci... al Colle delle Radici'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnSPDKFWHI/AAAAAAAAAts/JAkX-R-GAsA/s72-c/DSC05593.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7852710298211002494</id><published>2009-01-26T11:17:00.001-08:00</published><updated>2009-02-27T01:08:41.774-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte cervialto neve'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte raiamagra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cai salerno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lago laceno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laceno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piano migliato'/><title type='text'>Il Walzer della nevicata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4MeV0EqSI/AAAAAAAAAtU/YNeI5LBKqgA/s1600-h/Cervialto+ciaspolata+Cai+010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4MeV0EqSI/AAAAAAAAAtU/YNeI5LBKqgA/s320/Cervialto+ciaspolata+Cai+010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295683927225444642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All'alba della Domenica il rumore della pioggia nelle pianure lasciava intuire che "dietro i cari monti" la neve stava cadendo placida e compatta e che di li a poco il passo compatto delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; sarebbe stata la colonna sonora per eccellenza lungo i sentieri piacevoli dei monti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Picentini&lt;/span&gt;. Dal retro delle colline la situazione non era delineata, si pensava a nevicate a bassa quota, già assaporavo il gusto di una valle del Calore innevata ed invece da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Atripalda&lt;/span&gt; a Bagnoli lo scenario era tristemente umido e "caldo". Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Piscacca&lt;/span&gt; marrone, le montagne intorno incappucciate alle estremità e l'arrivo al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;laceno&lt;/span&gt; con neve mista a pioggia, la quale diventava sempre superiore alla "dama bianca". Delusione iniziale all'osservare la distesa d'acqua sorvolata dalle nebbie, come uno spettrale e surreale "gioco autunnale", dominato dal silenzio della natura e spezzato di tanto in tanto dal volo di qualche corvo. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; sommerso dalle nubi e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; leggermente scoperto che tralasciava sulle sue "gobbe" un filo di neve appena visibile. Verso il Colle del Leone però sembrava entrare in un'altra dimensione, il piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;acernese&lt;/span&gt; leggermente imbiancato e la strada resa scivolosa da neve granulare, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;finchè&lt;/span&gt; al parcheggio ancora una volta la pioggia spezza gli entusiasmi. L'acqua cadeva con disperazione dalle chiome spoglie degli alberi e delle gocce pesanti e "lunghe" "trafiggevano" vestiti e zaino; era giunta l'ora di indossare mantellina e cappuccio e prendere con decisione la strada della "salita", convinti e speranzosi di incontrare i fiocchi tanto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;desiderati&lt;/span&gt;. All'imbocco della carraia la neve cominciava a "piangere", stravolta dall'insolita temperatura e da quell'imprevedibile risveglio della stagione precedente che ormai dura da oltre tre mesi. I faggi seppur abituati , seppur abitanti di un mondo che li appartiene, apparivano esausti e "depressi", vittime anche loro delle stranezze e delle bizzarrie di un tempo "ingannevole". Intanto la pioggia aumentava d'intensità, la colonna proseguiva mogia evitando le pozzanghere e sporcandosi di fango, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;finchè&lt;/span&gt; ad un tratto il passaggio repentino alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;pri&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4ST3w4W1I/AAAAAAAAAtk/EWx9fJz7X9I/s1600-h/Cervialto+ciaspolata+Cai+071.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4ST3w4W1I/AAAAAAAAAtk/EWx9fJz7X9I/s320/Cervialto+ciaspolata+Cai+071.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295690344430066514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma nevicata. L'emozione del ballo della neve ancor una volta riscalda il cuore, i "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;cristalli&lt;/span&gt;" solitari ma nello stesso tempo "compagni" di avventura che cadono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;placidissimi&lt;/span&gt; e lenti sulle nostre "persone", quel "disgregarsi" sui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;giubbini&lt;/span&gt; e quel posarsi sulle piante, sulle rocce e sulla terra. La neve si conciliava con lo spirito della compagnia e più cresceva e aumentava più l'essenza dell'escursione prendeva senso e vita. Alla prima deviazione la danza del tempo diviene prepotente e le precipitazioni bianche cominciano ad attecchire ovunque, si vedono fiocchi grandi e per alcuni istanti pare di vedere una "muraglia" di puntini bianchi, quasi uniti, cadere verso il basso. In alto il cielo prendeva quella sua sembianza lattiginosa, il colore esatto dell'inverno che si impossessa della sua natura e nello stesso istante la vegetazione diveniva "grigia", trasformata dalle basse temperature e dal ghiaccio che ne modellava ogni singola foglia. Il libeccio fresco aveva "costruito" forme meravigliose e ricamato trame mozzafiato con "fili di legno" e "aghi di ghiaccio", un tessuto uniforme e vario che accompagna il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;ciaspolatore&lt;/span&gt; all'interno di gallerie alberate che si piegano al nostro passaggio.&lt;br /&gt;Prima di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; il manto nevoso superava già i 40 cm e pia piano cresceva, mentre la neve cessando lasciava spazio ad un altro tipo di precipitazione, granulosa, piccola e ghiacciata; la nebbia congelava e precipitava rimbalzando sulle nostre attrezzature. La "musica" cambia e con lei i "passi" della neve, agile danzatrice sulle "piste" dell'appennino. Intanto la "faggeta grande" immobile al passaggio sembrava rispettosa di un gruppo unito ed entusiasmato dal suo "padrone" che li stava ospitando e cosi, dopo altri passi più pesanti raggiungiamo lo scoperto affacciandoci allo "scivolo" delle creste. Di nuovo la neve prende la sua forma originale, forse ancor più fitta e armoniosa. L'estremità delle "coste" era invisibile eppure ci avventuriamo lungo quel crinale pendente e faticoso, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; fanno ottima presa sui versanti ghiacciatissimi e insidiosi mentre attorno tutto si colorava di bianco e la "cara dama" a questa quota cominciava a non distinguere più i monti dalle persone, impossessandosene con il suo candore.&lt;br /&gt;La vetta della prima escursione importante, la vetta dei miei record è ancora una volta conquistata. Ma il tempo inclemente e la nebbia fitta ancora una volta ci costringono a far presto ritorno, facendoci accontentar&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4SI39OecI/AAAAAAAAAtc/PnWvx0PwUDU/s1600-h/Cervialto+ciaspolata+Cai+087.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4SI39OecI/AAAAAAAAAtc/PnWvx0PwUDU/s320/Cervialto+ciaspolata+Cai+087.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295690155503286722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e con le ultime nevicate fin verso i 1400 metri, dove purtroppo la pioggia riprendeva il possesso delle "cose" e ci conduceva soddisfatti ma malinconici al punto di partenza.&lt;br /&gt;Avventura di nuovo diversa, singolare, affascinante, accattivante e piena di momenti di gioia con 16 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;ciaspolatori&lt;/span&gt; del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;CAI&lt;/span&gt; di Salerno, una compagnia divertente, affiatata e armoniosa che nel finale vogliosa ancora di montagna si è rilassata al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Laceno&lt;/span&gt;, al caldo di un caminetto e alla tranquillità di un tavolo e di una chiacchierata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7852710298211002494?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7852710298211002494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7852710298211002494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7852710298211002494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7852710298211002494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/il-walzer-della-nevicata.html' title='Il Walzer della nevicata'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4MeV0EqSI/AAAAAAAAAtU/YNeI5LBKqgA/s72-c/Cervialto+ciaspolata+Cai+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-2519147452670299189</id><published>2009-01-12T06:19:00.001-08:00</published><updated>2009-01-12T07:00:25.029-08:00</updated><title type='text'>Nel bianco dipinto di bianco...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtRxgg465I/AAAAAAAAAsU/0j_1uDRltwQ/s1600-h/Cervialto+11+Gennaio+2009+018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtRxgg465I/AAAAAAAAAsU/0j_1uDRltwQ/s320/Cervialto+11+Gennaio+2009+018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290412098260102034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il viaggio soleggiato fin verso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Acerno&lt;/span&gt; era di buon auspicio per una veduta panoramica a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;trecentossessanta&lt;/span&gt; gradi dalla vetta dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, eppure dalle Croci i "buoni propositi" si dissolvevano inghiottiti dalle nuvole basse che si attanagliavano nella valle del Calore. L'autunno si era impossessato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Montella&lt;/span&gt; e Bagnoli, gli alberi spogli erano come dei manichini tetri sui bordi delle strade, disegnati perfettamente sul contorno grigio e "terrificanti" al punto giusto come indicazioni di un "presagio" futuro. L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Accellica&lt;/span&gt; regina delle nebbie pareva aver ceduto lo scettro ed infatti il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ninno&lt;/span&gt; ben visibile in precedenza ci aveva tratti in inganno. Il paese "colorato" solo ogni tanto da qualche chiazza bianca di neve "sopravvissuta" al "massacro" delle piogge e il viaggio "mogio" verso il convento di San Francesco a Folloni dove era fissato l'appuntamento con un gruppo di amici (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Ass&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Lerka&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Minerka&lt;/span&gt;). La prima volta insieme e come fosse una sorta di obbligo sul "caro" Monte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;.  Ogni tanto qualche goccia di pioggia bagnava il vetro e la colonna sonora per eccellenza era quella del tergicristallo che agiva ad intermittenza.&lt;br /&gt;Giunti in orario tutti i membri, la partenza è repentina verso l'altopiano del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Laceno&lt;/span&gt; dove la nebbia presente a banchi non permetteva una visuale verso il basso e neanche verso i Monti lasciando tutto ad una sorta di "lancio della monetina" in attesa dell'imbocco del sentiero. Proviamo a raggiungere il Campeggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Zauli&lt;/span&gt; ma ci sembra quasi una follia conclamata quella di salire per il Valico di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Giamberardino&lt;/span&gt; cosi che presi da coscienza (almeno in questo caso) puntiamo al solito sentiero lasciando le auto tra i soliti faggi. La neve era presente a chiazze, le foglie bagnate erano padrone della mulattiera e intanto il cielo sembrava aprirsi lentamente. Man mano che si saliva infatti il cielo tendeva a divenire limpido e mentre il manto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;nevoso&lt;/span&gt; aumentava le nuvole si diradavano fino all'arrivo sulla "torretta". Dal nostro avamposto preferito la situazione appariva chiara e delineata, constatando una serie di nuvole &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;cumuliformi&lt;/span&gt; molto basse che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;aleggiavano&lt;/span&gt; tra il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e la valle , &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;lasciando&lt;/span&gt; libero il paesaggio dai 1300 metri in su. Scenario che si uniformava anche sulla vetta del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; pensando ai poveri sciatori sicuramente impacciati ai bivi e agli imbocchi di altre piste per la scarsa visibilità. La sosta è di breve durata, la neve ci attirava e non poco, e all'improvviso passiamo a camminare su un vero e proprio "dosso naturale", bianco e ghiacciato. Il manto a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; raggiungeva già &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;abbondantemente&lt;/span&gt; i 40 cm e pareva crescere a vista d'occhio con la salita. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; , dal piccolo tornante scoperto, non sembrava cosi innevato, mentre il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Boschetiello&lt;/span&gt; (forse &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;perchè&lt;/span&gt; più spoglio) dava l'impressione di esser sommerso nonostante la sua scarsa altitudine. Nel versante esposto a Sud Ovest del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; in questo momento la neve tocca i 50 cm ed è una situazione molto strana e affascinante, abituati in questa zona a camminare sulle rocce anche in pieno Inverno.&lt;br /&gt;Ma il desiderio d&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtaVhvyOoI/AAAAAAAAAsc/Ea8eWJyExcc/s1600-h/Cervialto+11+Gennaio+2009+072.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtaVhvyOoI/AAAAAAAAAsc/Ea8eWJyExcc/s320/Cervialto+11+Gennaio+2009+072.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290421513159326338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ella vetta accresce e nello stesso tempo anche la fatica, i passi sono davvero pesanti, si cerca di risparmiare energie tagliando tra i boschi e "accorciando" il sentiero anche se arrivati a quota 1600 scopriamo nuovi ostacoli e nuove emozioni. Il bosco cominciava a restringersi e la serie di arbusti e faggi giovani non erano più "retti" sui loro fusti ma piegati al suolo. Ostruivano la mulattiera come una serie di rovi, immersi nella neve, alcuni addirittura abbattuti dal peso. Cerchiamo di aggirare rami e tronchi, a volte siamo costretti a salirci sopra e a saltarli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;finchè&lt;/span&gt; superato il tratto critico raggiungiamo la "faggeta grande", li dove la neve era presente ancora sulle altissime chiome e regalava uno scenario suggestivo, quasi come la mattina dell'Epifania al Lago. Prendiamo per l'ennesima volta una scorciatoia data dall'esperienza della quattordicesima salita su questo versante e con passi ancor &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;più&lt;/span&gt; duri e corti raggiungiamo la staccionata delle creste. Le rocce sono scomparse, le "ringhiere" appena visibili, 70 cm sotto i nostri piedi e un tappeto candido fin sulla vetta che scendeva con un fiume di "panna" dallo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; superiore. Il cielo ancora azzurro e limpido, la giornata perfetta! L'entusiasmo è fortissimo, subito apriamo un varco sul versante Ovest del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; cercando di mantenere una traiettoria uniforme e uguale per tutti i membri, il vento iniziava a spirare più "freddo" e la neve aumentava , tanto che ad un tratto la mia piccozza scompare sotto il manto ed è recuperabile solo grazie all'attacco sul polso. Intanto voltandosi capivamo che qualcosa stava per cambiare. Le nuvole cominciavano ad alzarsi dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Migliato&lt;/span&gt;, l'Eremita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Marzano&lt;/span&gt; si dissolveva rapidamente e noi rimaniamo avvolti dalle nubi. Siamo ancora a tre quarti dalla vetta e la situazione si complica. Il vento diviene fortissimo, la nebbia fitta all'inverosimile ma l'obiettivo è la vetta e la ritirata è impossibile. Allora proseguiamo in fila indiana a qualche metro di distanza per darci segnali vocali e restare uniti, mentre io e l'amico "Zio Bacco" decidiamo di accostarci al versante alberato per evitare i "baratri" del costone est. A quota 1700 i membri della spedizione scomparivano dal campo visivo di ognuno di noi, cominciamo a salire più uniti ma il vento ci spinge uno contro l'altro e il rischio è quello di fare un "volo" comune. Determinazione e coraggio ci portano a scalare più decisi e più rapidi verso il primo "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;scollinamento&lt;/span&gt;" dove &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;iniziamo&lt;/span&gt; a trovare alberi congelatissimi ricoperti da oltre 40 cm di ghiaccio. La neve intanto sotto i piedi cominciava a superare il metro e le nostre ghette proteggevano le gambe solo fino al ginocchio, mentre ogni tanto si scendeva anche più sotto. La salita più entusiasmante e più (fatemi passare il termine) "alpinistica" &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;effettuata&lt;/span&gt; sin ora, uno scenario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Himalayano&lt;/span&gt; con folate fortissime, ghiaccio, neve e nebbie da terrore. Molti forse avrebbero gettato la spugna eppure grazie all'esperienza e la conoscenza della montagna in questione raggiungiamo la capannina della vetta. Un'arrivo improvviso, dove la cima sbuca dalla nebbia nonostante tutti erano convinti di trovarsi ancora più sotto, magari ad un centinaio di metri dalla meta. Gioia e tripudio, un urlo di liberazione mi esce spontaneo e per un attimo tolgo il cappello ed alzo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtanRSd5zI/AAAAAAAAAsk/6W1k6aDy-7k/s1600-h/Cervialto+11+Gennaio+2009+098.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtanRSd5zI/AAAAAAAAAsk/6W1k6aDy-7k/s320/Cervialto+11+Gennaio+2009+098.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290421817979037490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; la piccozza al cielo come segno di "vittoria". La stazione meteo è uno spettacolo indescrivibile con centimetri di ghiaccio scolpiti dal vento, frastagliati e disegnati alla perfezione con oltre un metro e mezzo di neve sui bordi delle antenne e delle pareti della "capannina". La conca è invisibile e nel frattempo comincia una bufera di piccoli pezzettini di ghiaccio mentre la nebbia comincia ad attecchire sugli abiti e sui guanti congelandosi e facendoci ricoprire di bianco. Un'emozione indescrivibile mi coglie nel vedermi "trasformare" pian piano come gli alberi e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;le strutture&lt;/span&gt; presenti al gelo in quei giorni.&lt;br /&gt;Prendiamo un po di fiato, ci copriamo ancora meglio e puntiamo di nuovo verso il basso dopo aver sostato solo cinque sei minuti in quel punto "fantastico". La montagna non ci ha respinti ma ci ha fatto capire che era l'ora di tornare a casa e lungo la discesa , arrivati fin giù alle creste il tempo tornava a graziarci facendoci di nuovo osservare il blu elettrico del cielo e le nebbie nelle valli che in serata ci avrebbero accompagnato fino ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Acerno&lt;/span&gt; nel viaggio di ritorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-2519147452670299189?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/2519147452670299189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=2519147452670299189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2519147452670299189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2519147452670299189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/nel-bianco-dipinto-di-bianco.html' title='Nel bianco dipinto di bianco...'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtRxgg465I/AAAAAAAAAsU/0j_1uDRltwQ/s72-c/Cervialto+11+Gennaio+2009+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-460535907491074325</id><published>2009-01-06T07:56:00.000-08:00</published><updated>2009-01-07T10:42:52.375-08:00</updated><title type='text'>Laceno da -12°</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWN_bWBBKhI/AAAAAAAAAr8/WGu-s1gzE3A/s1600-h/Laceno+6+Gennaio+2009+115.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWN_bWBBKhI/AAAAAAAAAr8/WGu-s1gzE3A/s320/Laceno+6+Gennaio+2009+115.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288210495206140434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Erano anni che ormai i tentativi si susseguivano, alla ricerca di quel momento cruciale, li dove il gelo arriva al &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;culmine&lt;/span&gt;, il calore si disperde nell'azzurro cielo e le nebbie cullano la valle facendola piombare nelle "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;grigie&lt;/span&gt;" tenebre dell'inverno. Le "tenebre" buone, le "tenebre" che incutono timore e riverenza ma nello stesso tempo la gioia di vivere la vita della natura in uno dei suoi momenti più particolari e affascinanti che possano esistere. Le croci di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Acerno&lt;/span&gt; già bianche e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;galavernate&lt;/span&gt;, preludio di quel che avevo già "pianificato", mi conducevano rapidamente lungo le strade delle valli Irpine che portano nel "cuore" pulsante della "passione". La mattina iniziava a prendere il sopravvento e già si notava tra i &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;castagneti&lt;/span&gt; candidi il "bussare" del sole. Dal basso pian piano riesco a notare le vette del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Laceno&lt;/span&gt; che con sforzo e fatica continuavano a proteggere l'altopiano dai "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;princìpi&lt;/span&gt; del caldo" mantenendolo freddo e compatto per il nostro arrivo. Dalle curve spicca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Nusco&lt;/span&gt; sul suo eremo, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Montella&lt;/span&gt; al risveglio, la valle in piena inversione termica e d'un tratto Bagnoli con i suoi camini che "fumavano" uniformemente verso l'alto "graziati" dal vento. Sono le 8.00 e al paese ci sono circa -3°, alla Torre aspettiamo l'amico Michele e poi senza perder tempo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;circumvallando&lt;/span&gt; il centro storico raggiungiamo il campo sportivo e cominciamo la salita per il Lago. Lungo la carreggiata il freddo diminuiva come era logico, la valle si allontanava e il cuscinetto creato in questi giorni non arrivava fino in quota ma ristagnava nelle conche e nelle piane. Dal Belvedere grande Bagnoli sembra un piccolo presepe e il tappeto creato dai tetti dello "stesso colore" vengono interrotti solo dal campanile di San Domenico e dall'imponenza della Chiesa Madre.&lt;br /&gt;Intanto superato l'ultimo tornante e scongiurati i pericoli del ghiaccio arriviamo nei pressi della fontana, la temperatura è ancora di -3° ma al passaggio sotto gli splendidi alberi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;galavernati&lt;/span&gt; del Colle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Molella&lt;/span&gt; si passa immediata&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3ElOgbLI/AAAAAAAAAsE/C6tgBHwmmZE/s1600-h/Laceno+6+Gennaio+2008+%2829%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3ElOgbLI/AAAAAAAAAsE/C6tgBHwmmZE/s320/Laceno+6+Gennaio+2008+%2829%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288623520524299442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mente al gelo toccando i -7°.  L'altopiano nella notte aveva "incamerato" tutto il freddo possibile facendo perdere nell'aria il suo calore e trasformando ogni cosa presente su di esso. Il sole faceva capolino verso la piana ma dal valico le nebbie che si levavano facevano scomparire il panorama sottostante. Fermiamo l'auto per osservare meglio le "prodezze" della natura e ci sembra di esser su una cima tra le nuvole, affacciati ad una finestra immensa creata da due alberi e dalle loro chiome. Per un attimo vedendo quegli alberi mi è sembrato di veder tutto fiorito. La neve si "arricciava" e si "arrotolava" su ogni singolo singolo ramo creando dei "petali" ovattati e dei "fiori" di cotone e alle nostre spalle l'azzurro elettrico del cielo ci invitava a raggiungere la valle per ricevere le nuove sorprese. Cosi giù da quell'avamposto ci "immergiamo" nel "nuovo mondo", lasciando le "terre alte e soleggiate" per "nuotare" nella laguna di nebbia. La ghiacciaia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Laceno&lt;/span&gt; prende il sopravvento, dai -7° piombiamo a -12° in un secondo, la visibilità è bassa, il viale alberato avvolto dalla foschia, tutto taceva. Alcune inferriate ed un cancello erano letteralmente pietrificati, la gelata sui ferri e sui rami qui al piano assumeva altre sembianze e tutto appariva come coperto da schiuma. L'asfalto rigido e scorrevole si percepiva nell'auto e il lago sulla nostra destra come "disperso" sembrava essersi trasferito altrove. Sbuchiamo sotto le pendici del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; e del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; dove il giorno era arrivato e lasciamo il tunnel "oscuro". Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; regnava placido nella sua forma dormiente, completamente rivestito da un manto ornato di neve bianca e ghiaccio azzurrino, la Montagna Grande più esposta al sole invece cominciava a scrollarsi alcuni colori e appariva candida tesa verso le nebbie che ancora "abitavano" sull'intero altopiano e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;soprattuto&lt;/span&gt; sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;superficie&lt;/span&gt; "inesistente" del Lago. Alla Cappella di Santa Nesta sostiamo per raggiungere dei salici congelati, i loro rami sembravano fuochi d'artificio a cascata esplosi nel firmamento limpido e sereno, silenziosi, affascinanti e animati soltanto da una inspiegabile emozione percepibile a vista.&lt;br /&gt;Verso le 9.00 le foschie si diradano, l'acqua del lago compare , brilla e luccica come comparsa da un gioco di prestigio di un "mago eterno". Immensa distesa di cristallo resa ancor più evidente dal candore della pianura che contornava ogni ansa e ogni riva dal ponte alla statua del crocefisso posta all'inizio del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Laceno&lt;/span&gt;. In riva le piante scrollavano dalle chiome gli aghi del gelo e una "nevicata" a ciel sereno toccava le nostre teste e si posava placida sulle "coste" del lago, tanto che all'improvviso dal suo "specchio" si ergevano come soldatini di piombo tantissime "figure bianche" che "marciavano" verso la sicura fine contro il "nemico" sole che pian piano li sconfiggeva sciogliendoli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;definitiv&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3OnSGJtI/AAAAAAAAAsM/4JAe9DJrzTg/s1600-h/Laceno+6+Gennaio+2008+%28114%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3OnSGJtI/AAAAAAAAAsM/4JAe9DJrzTg/s320/Laceno+6+Gennaio+2008+%28114%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288623692874917586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;amente&lt;/span&gt;. L'ostello abbandonato trasformato in un soggetto intonato al contesto rappresentava uno spunto visivo particolare e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; osservato frontalmente ci "guardava" perplesso come "arroventato" dal riflesso della luce sulla neve e sul lago ghiacciato.&lt;br /&gt;Il freddo per tutta la mattinata seppur intenso non aveva attecchito sulle nostre ossa e ci aveva permesso di camminare tranquillamente in quel comprensorio "rinnovato", quasi a capire le nostre sensazioni e a rendersi partecipe della nostra avventura, consapevole ancora una volta della nostra presenza e del nostro "amore" nei confronti di quel posto che l'ospitava. Gli ultimi sguardi intrisi di ricordi giovani e "antichi" si allontanavano dall'altopiano dirigendosi verso Bagnoli Irpino, lasciando al tempo e alle stagioni quello scenario commovente e intrigante che regna per un attimo per poi scomparire nell'attesa di un ritorno impossibile da prevedere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-460535907491074325?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/460535907491074325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=460535907491074325' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/460535907491074325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/460535907491074325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/laceno-da-12.html' title='Laceno da -12°'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWN_bWBBKhI/AAAAAAAAAr8/WGu-s1gzE3A/s72-c/Laceno+6+Gennaio+2009+115.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-29086052837211828</id><published>2009-01-04T12:59:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T07:14:02.885-08:00</updated><title type='text'>La Campania Alpina: Monte Cervati innevato 31-12-2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEjf4Og1II/AAAAAAAAArc/4Qb_x-oyhoM/s1600-h/Cervati+innevato+025.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEjf4Og1II/AAAAAAAAArc/4Qb_x-oyhoM/s320/Cervati+innevato+025.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287546468085847170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il gelido Vallo di Diano con i suoi -2° già a Sala Consilina faceva capire che la giornata non sarebbe stata la solita scampagnata sulle vette dei monti Picentini. Il Cervati progettato nel caldo Giugno e scalato per la prima volta il 29 dello stesso mese con tutte le premure del caso e le attenzioni dell'esordio piano piano stava diventando terra di conquiste e di imprese. Il verde bosco dell'estate accompagnato dalla chioma rossa e arancio del meraviglioso autunno che ora lascia il posto al candido bianco della neve e del ghiaccio.&lt;br /&gt;Già da Sassano la forma della Chiaia Amara evidenziava la coltre nevosa alta e compatta e i brividi salivano lungo la schiena osservando quel crinale impervio che nella mente rievoca scenari alpini e incontaminati. La salita per Monte San Giacomo si tinge di emozioni contrastanti che vanno dalla fermezza e decisione all'entusiasmo incontenibile e ogni qual volta la Chiaia spuntava a dare il benvenuto il bambino che era in noi dava segni di vita. Il Motola imbiancato leggermente solo all'estremità e i suoi abeti bianchi che tendevano la mano alla vallata sottostante, gelida, ghiacciata, tetra. Il termometro scende subito dai -2° ai -4°, raggiunge i -5° e prima della deviazione verso i Vallicelli tocca i -6° facendoci assaporare un'inversione termica d'altri tempi. Intanto la strada cominciava ad imbiancarsi, la neve inziava a presentarsi sull'asfalto e sui crinali, dapprima leggera e sottile, poi sembra più ghiacciata e compatta fino all'arrivo ai Vallicelli dove posiamo l'auto. Incredibile ed avvincente il manto nevoso che crescendo lungo la strada ci permette di arrivare al "posteggio" al limite, proprio all'imbocco del sentiero.&lt;br /&gt;Da cornice al freddo un rivolo, formato dalle piogge e dallo scioglimento lento delle nevi, inesistente in autunno e la sensazione di star per entrare in u sentiero trasformato e rigenerato da questa stagione "nuova" e dinamica. Cosi, al "Vallone dell'Acqua che suona" finalmente sentiamo e vediamo l'acqua cadere giù dalle rocce e fare salti con piccole cascatelle lungo la dorsale al ridosso delle falesie, ascoltiamo interessati e affascinati la musica composta dal fiumiciattolo sulle "corde" dei fusti inclinati e rimaniamo incantati da un ramo completamente ghiacciato steso sul letto del ruscello a prendere la forma che Madre Natura gli stava "creando".&lt;br /&gt;La strada saliva, senza le difficoltà estive e autunnali del fango, anzi a dir la verità molto più spedita e semplice grazie ai "gradini" formati dalla neve ghiacciata che supportavano i nostri passi evitando cadute e scivolate. La rapidità di questo primo tratto fa si che sbuchiamo in un attimo alla Fontana degli Zingari, attraversando prima un guado apertosi nel ventre della salita e poi un altro per raggiungere i pianoro. La neve iniziava a raggiungere un'altezza consistente e cosi posiamo lo zaino per terra e stacchiamo le "ciaspole" dagli imbraghi per utilizzarli sul soffice manto. I passi ora risultavano di gran lunga più leggeri e lunghi, la vista del canalone del Cervati imponeva rapidità solo a gu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEti3y0U8I/AAAAAAAAArk/syiV9PY18CI/s1600-h/Cervati+innevato+096.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEti3y0U8I/AAAAAAAAArk/syiV9PY18CI/s320/Cervati+innevato+096.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287557514625569730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ardarla e cosi con velocità e decisione ci "tuffiamo" nelle nevi del Bosco Temponi. Faggete spoglie, alberi galavernati alle estremità, nuvole di condensa e qualche fiocchetto ogni tanto sulle noste teste, cespugli completamente sommersi dalla "Dama", piccole impronte e una lunga mulattiera bianca che tra sali e scendi conduce nel cuore della fitta vegetazione. Il Rifugio Cervati non è ancora lontano ma la neve cresce ancor di più, i passi nonostante le racchette sono più macchinosi e di tanto in tanto ci fermiamo per apprezzare meglio l'essenza dell'inverno. Notiamo dal basso tra le fronde alcuni versanti della Chiaia Amara finchè colpiti da un raggio di sole sbuchiamo allo scoperto e dinanzi a noi si presenta un "Pandoro" candido e compatto, indicatoci dal solito albero solitario colpito da un fulmine estivo. Riusciamo a fatica ad abbandonare quella postazione magnifica e mentre dietro di noi i nostri passi sembravano fuggire nel bosco appena lasciato, quasi impressionati dalla fatica che ci aspettava, proseguiamo nella direzione del rifugio con lo sguardo sempre rivolto verso l'alto a notare mal appena la transenna del sentiero dei pellegrini che faceva capolino dalla coltre nevosa. Al Rifugio le stalattiti di ghiaccio che scendevano dal tetto rendevano la struttura armoniosa con il contesto, i tavolini completamente sommersi e la pertinenza impregnata di fumo, segno evidente del passaggio di qualcuno precedentemente, molto probabimlmente uno sci-escursionista date le tracce fin davanti alla porta. In tutto quel bianco e quel ghiaccio il caldo era fortissimo, le nostre guance e il nostro volto rosso, il sudore scendeva tra i vestiti ma era una sensazione scomoda perchè la temperatura in realtà bassa era pronta a tenderci brutti scherzi. Decisione saggia e decisa di continuare per il pianoro e proseguire verso la Chiaia Amara nel fitto del bosco. Passi pesanti, passi corti, le racchette invisibili sotto la neve, le ghette impegnate fino all'ultimo centimetro e quell'interminabile pendio reso difficile dall'accumulo importante di questi giorni. La mia piccozza sprofonda per 71 cm, alcuni tratti sono davvero insidiosi e il punto finale, al confine tra il bosco e la "Chiaia" risulta impegnativissmo. Va superato un dosso nevoso, alto e morbido che per le prime volte ci respinge facendoci scivolare verso il basso. I primi tentativi falliscono, una scivolata di Federico è salvata dalla pronta manovra di sicurezza con la piccozza e dopo aver scavato un solco finalmente giungiamo nel tratto scoperto. Il vento qui tirava forte e freddo, quindi posiamo lo zaino e prendiamo giubbini e cappello. Giunta l'ora anche di usare i guanti impermeabili per appoggiarsi al suolo durante eventuale cadute. L'amara roccia sommersa dal bianco sembrava un colosso insormontabile. La transenna del sentiero coperta all'estremo e i primi passi davvero complessi. Il percorso non è dritto, il crinale va attraversato a mezza costa per giungere al Crocillo e le ciaspole tendono a staccarsi e piegarsi durante i passi laterali che "accompagnano" enormi masse di neve verso il basso. Cinquanta metri inziali di prova e stancanti, continuiamo senza ciaspole ma è praticamente impossibile e quindi ritorniamo all'attrezzatura. La piccozza nella mano sinistra, il bastoncino nella destra la nostra forza per raggiungere la meta. Le braccia faticano più delle gambe nel reggersi lungo il pe&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWE4z5GQ5zI/AAAAAAAAArs/Lrxj0zIB9Fs/s1600-h/Cervati+innevato+193.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWE4z5GQ5zI/AAAAAAAAArs/Lrxj0zIB9Fs/s320/Cervati+innevato+193.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287569901661251378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ndio scivoloso e tiriamo un sospiro di sollievo quando sotto i nostri passi la neve si compatta a ghiaccio e ci permette di "camminarla" con i ramponcini delle "racchette" senza sprofondare. Di sicuro molti con le nostre attrezzature, senza ramponi avrebbero mollato, ma noi eravamo decisi fino in fondo e ancora una volta dopo aver riposato per qualche istante ci "gettiamo" a capofitto verso quel "muro" che dapprima invalicabile pian piano veniva "spianato" dalla nostra grinta. In alcuni tratti vedevo scendere verso di me alcune "pietre di neve", il sole splendeva sulla Chiaia Amara, le rocce più alte spuntavano mal appena e il blizzard regalava un sentimento di paura e coraggio insieme. Ovviamente è chiaro che in quegli istanti si prova qualcosa di "Immenso" che va oltre ad ogni possibilità di scrittura, difficile da pensare, difficile da capire, difficile da credere ma cosi viva dentro chi l'ha vissuta e continua a viverla con il ricordo. La fatica che si mescola con la voglia di conquista tanto cantata sugli altri monti, il conto alla rovescia con la luce del sole, il pensiero di non tornare a casa senza aver visto la vetta ci portano a raggiungere alle ore 12.00 la fatidica quota di 1840 m al Crocillo. Lo spettacolo è da brividi alpini. Usciamo sull'orlo della conca e sembriamo due formiche in confronto alla maestosità di quel cratere glaciale. La neve in vetta e nella "ghiacciaia" non è tanta come sul sentiero, il sole in cima ha provveduto a ridurre gli accumuli, ma nelle parti esposte a Nord e nelle zone all'ombra si ergevano dune bianche alte e profonde. Da una delle tante cime si avvicina  il Sindaco di Sanza con il quale scambiamo qualche parola e decidiamo sul da farsi per raggiungere la quota 1899. Lasciamo la compagnia e tentando a mezza costa camminiamo al di sotto del crinale sud, sprofondando nonostante le racchette e scivolando su tratti ghiacciati, finchè usciti allo scoperto di roccia in roccia e dando uno sguardo al golfo di Policastro , visibilissimo in questa giornata, finalmente tocchiamo il punto trigonometrico. La chiesa della Madonna della Neve si vedeva in lontananza con una leggera spolverata, le tracce della motoslitta nei pianori sembravano ,dalla nostra altezza, le scie dei nostri bastoncini (ma erano molto più grandi). Il vento spirava fortissimo, la temperatura era intorno ai -7°, necessitava un campo base coperto e riparato ma intanto il tempo era passato veloce ed era ormai scoccata la "tredicesima" ora del 31 Dicembre. Scendevano anche le nuvole e cominciava a nevicare. Saggezza e prudenza ci spingono a ripartire rapidamente sui nostri passi, giungere al crocillo e riscendere la Chiaia Amara per fare sosta al Rifugio ed esser più vicini al ritorno. Detto fatto, alle 14 poniamo campo base al Rifugio Cervati, giusto il tempo di bere un sorso d'&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWHFmSla8ZI/AAAAAAAAAr0/LRT9e3Qz2Fo/s1600-h/Cervati+innevato+195.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWHFmSla8ZI/AAAAAAAAAr0/LRT9e3Qz2Fo/s320/Cervati+innevato+195.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287724699124167058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;acqua e gustare (si fa per dire siccome era gelato) un panino per ricaricarci, oltre a "grattare" il ghiaccio sotto il tallone delle racchette. Ormai la giornata volgeva quasi al termine e nel gruppetto nonostante l' "impresa" regnava il silenzio e una sorta di malinconia che ci spinse a riprecorrere il sentiero fino ai Vallicelli in men che non si dica. Raggiunta l'auto la strada era ancora gelata, il rumore dell'acqua continuava a "suonare" e con un ultimo sguardo di "tristezza" lasciammo le gelide valli per le calde pianure del Sele.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-29086052837211828?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/29086052837211828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=29086052837211828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/29086052837211828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/29086052837211828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/la-campania-alpina-monte-cervati.html' title='La Campania Alpina: Monte Cervati innevato 31-12-2008'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEjf4Og1II/AAAAAAAAArc/4Qb_x-oyhoM/s72-c/Cervati+innevato+025.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7968822006738489912</id><published>2008-12-30T08:21:00.000-08:00</published><updated>2008-12-30T09:36:03.182-08:00</updated><title type='text'>Le nevi del Cervialto...disaventure dell'antivigilia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpKyvKT8HI/AAAAAAAAAq8/7s44m9qlRGM/s1600-h/Cervialto+23-12-08+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpKyvKT8HI/AAAAAAAAAq8/7s44m9qlRGM/s320/Cervialto+23-12-08+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285619348186329202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Bagnoli Irpino ci aveva salutato qualche sera prima regalandoci uno scenario mozzafiato, un tramonto sul rosa e sul lilla che accarezzava le vette dell'Altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e quel delinearsi delle vette &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Montellesi&lt;/span&gt; mentre i paesi nella valle si illuminavano come tanti presepi di notte dal belvedere grande. Il vento freddo e il cielo limpido, le luci dei lampioni sulla strada gelida da contorno al Lago e quella neve alta che con il calar del sole acquistava sempre più un colore rosso fuoco. Il tranquillo passeggiare poi per la piazza, le visite agli amici, i caminetti accesi, le caldarroste e quell'inesorabile ritorno verso casa. Un addio che non è mai definitivo ed è assicurato il ritorno anche quando non te lo aspetti oppure credevi di recarti altrove.&lt;br /&gt;Alla mattina dell'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;antivigilia&lt;/span&gt; di Natale la prima inversione termica (degna di questo nome) dell'anno si mostra sullo specchio del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Laceno&lt;/span&gt; costellandolo di piccole placche di ghiaccio che faticano a tenersi unite. Sottili strati di "cristallo" che alle prime avvisaglie del sole si ritirano e ritornano al loro stato naturale, mentre sotto le siepi e alle pendici dei monti la gelata continuava a vivere e a rendere lo scenario diviso in due settori diversi. L'inverno da un lato, l'autunno dall'altro, cosi come si spezza la linea di confine tra le vette e l'altopiano, l'uno spoglio e l'altre bianche. Il passo lento del mattino riprende vigore alla solita "piazzetta" del Colle del Leone dove osservo con sorpresa delle chiazze di neve congelate nella piana dei vaccari. L'altro mondo irpino al confine con il caldo salernitano si incontra in questi luoghi e tra un cumulo di foglie cadute e un tronco riverso dal vento, di versante in versante iniziamo a salire per il Monte "amico". Dalla strada si nota tra gli alberi già la sagoma del mare e una nave che transita sembrando quasi immobile data la lontananza. Subito si perde la traccia della piana e il sentiero sale leggero e "franoso" sotto le scarpe spesse e consumate. Le parole non sono frequenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;perchè&lt;/span&gt; l'inattesa temperatura colpisce il petto e il fiato e si preferisce fare "economia" di energie per arrivar "freschi" alla meta. La neve non ancora presente in grandi quantità è presente già da qualche metro e man mano il manto diviene sempre più compatto, scalfito solo dai nostri passi.Come in un rituale antico mi fermo in un punto ,ben presente nella mia mente, per togliermi il guanto destro, chinarmi sulle ginocchia e toccare la candida neve, granulosa e fredda. La mano subito diviene rossa e alcune goccioline scendono tra i suoi "canali", mentre un raggio di sole tra le "vecchie chiome" l'asciuga lentamente. Ritorniamo nel cammino dove già qualcuno ci avrà preceduto in questi giorni, notiamo le stalattiti sotto le radici dei faggi e anche la potenza del gelo che spacca alcune rocce. Alcuni tratti , vicini ad alcune pareti sono leggermente franati e sul bianco diventa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;anc&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpZxYvGeEI/AAAAAAAAArE/8OukCAaT5ms/s1600-h/Cervialto+23-12-08+047.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpZxYvGeEI/AAAAAAAAArE/8OukCAaT5ms/s320/Cervialto+23-12-08+047.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285635817661167682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ora più evidente la traccia di terra. La strada alla mia destra è irriconoscibile in questa nuova "manifestazione", le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;fragoline&lt;/span&gt; di bosco non ci sono più, le more aspettano in "riposo" i tempi caldi (ancora lontani) e le erbe "dormono" sotto il "dolce" accumulo.&lt;br /&gt;Siamo ormai giunti alla "torretta" dalla quale non riesco mai a far a meno di dare uno sguardo "furtivo" al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e a tirare sempre un sospiro verso il "Varco del Paradiso" delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Accelliche&lt;/span&gt;. Il punto dove si riesce a fondere la conoscenza dei monti con l'infinito ancora da scoprire. Solitudine, gioia, consapevolezza, amarezza, dolcezza, il cuore e l'animo non hanno pace di fronte all'immensa "prole" della natura. Cosi punto il cielo con gli occhi spalancati e tremolanti per ringraziare Colui che tutto ciò l'ha pensato nella notte dei tempi.&lt;br /&gt;Il passo ora diventava più pesante, il sole rifletteva sulla neve scottandoci le guance e facendoci avvertire un calore irreale, quindi ci fermiamo per riorganizzare il vestiario e dare una controllata alle scarpe e alle attrezzature. A &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; sostiamo su una transenna di legno che congiunge la strada principale con la deviazione per il Piano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Migliato&lt;/span&gt;. Siamo ,per la prima volta dopo tante escursioni, davvero stanchi. Il caldo e il sudore infastidiscono non poco e ormai l'assenza delle racchette si fa davvero pesante. Sprofondiamo fino al polpaccio, la camminata è macchinosa e le ghette riescono solo a dar sollievo alla gamba mentre i piedi cominciano (nonostante l'impermeabilizzazione) a sentirsi umidi e ghiacciati. Ma la forza d'animo è sempre viva, non si può lasciare un sentiero senza toccare la vetta almeno per un secondo e quindi gli sforzi continuano fino all'ultimo rettilineo prima delle creste. A questo punto il mio zaino diviene un macigno, appesantito anche dalle attrezzature e dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;giubbino&lt;/span&gt; del mio amico che sente la fatica molto più di me. L'inferno del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; stava per cominciare e quegli ultimi cinquanta metri verso le creste sembravano non finire mai, tra un passo lento e alcune parole per constatare le condizioni del mio "collega". Finalmente dopo aver "sofferto" abbastanza prendiamo il meritato riposo sotto alcuni alberi prima del tratto finale dove a differenza dell'inverno scorso (15 Febbraio 2008) la neve è davvero alta e tocca i 50 cm in molti punti facendo scomparire la fisionomia originale delle "coste". La pendenza aumenta, il sole è dritto sulle nostre teste, abbiamo le facce arrossate e caldissime e nell'istante in cui la mia piccozza sprofonda durante un passaggio roccioso sento un urlo di disfatta. A pochi passi dalla meta, l'amico rinuncia all'impresa, era la sua prima volta con la neve e l'attrezzatura &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;insufficiente&lt;/span&gt; legata all'allenamento discontinuo avevano giocato d'anticipo sulla volontà di vedere la conca del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Mi fermo per constatare la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;sit&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpavw9vJgI/AAAAAAAAArM/khx2ezN7VPI/s1600-h/Cervialto+23-12-08+077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpavw9vJgI/AAAAAAAAArM/khx2ezN7VPI/s320/Cervialto+23-12-08+077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285636889316894210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;uazione&lt;/span&gt;, provo a dargli forza ma è tutto inutile. I suoi piedi ormai sono fermi, atrofizzati dal freddo e ogni passo si tramuta in una scivolata e in una caduta. Il ritorno si complica e nell'incertezza dei tempi di ritorno occorre avvertire casa del probabile ritardo. In quell'istante il telefonino era inutilizzabile, la linea si può raggiungere solo in vetta, l'amico riprende un po di forze e cosi ai cento metri di dislivello finali ci dividiamo. Decido (viste le condizioni migliorate di Gaetano) di lasciarlo per qualche minuto. Gli faccio indossare il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;giubbino&lt;/span&gt; e gli pulisco una roccia per fargli un "sedile" mentre lo aiuto a stendere i piedi su un'altra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;pietra&lt;/span&gt; al sole per fargli riprendere "conoscenza". La situazione in quell'istante sembrava riprendersi e allora lasciate le ultime raccomandazioni salgo veloce verso la cima. Nella mia mente passavano i pensieri veloci, non riuscivo a distinguere la voglia di veder la cima con la necessità di telefonare e ritornare a casa. Le creste non erano mai risultate cosi difficili e faticose e la neve alta in alcuni tratti diventava un ostacolo da aggirare con piccole arrampicate e con colpi di piccozza ben assestati nel ghiaccio. Sono passati dieci minuti e la vetta sembra vicina ma non è ancora a portata di mano e preso dalla fatica lancio lo zaino dietro le mie spalle e proseguo più veloce di roccia in roccia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;finchè&lt;/span&gt; davanti ai miei occhi non appare lentamente l'antenna della stazione idrometeorologica. Finalmente sono in cima, la conca è davvero eccezionale, in fretta scatto tantissime foto, osservo la grandezza del Lago &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Laceno&lt;/span&gt; cresciuto in questo autunno e tento disperatamente di trovare campo con il mio cellulare. Sulla vetta il vento sferzava all'impazzata, il sole non riusciva a riscaldare e il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;sudore&lt;/span&gt; cominciava a "pietrificare" mentre il mio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;giubbino&lt;/span&gt; giaceva nella neve insieme allo zaino molti metri più in basso. Un momento "drammatico" diviso ancora una volta tra il dolore e la sofferenza causati dal vento freddo e la gioia di esser per la tredicesima volta in un anno in vetta. Uno sguardo tremante e malinconico verso l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;anticima&lt;/span&gt; e il suo libro di vetta che rimarranno lontani per questa volta. Dopo un quarto d'ora riesco ad effettuare la telefonata e di corsa scendo dalle creste con grandi salti come un atleta di sci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;aplinsimo&lt;/span&gt;. Riprendo lo zaino e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;giubbino&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;inzio&lt;/span&gt; a riscaldarmi e ritorno al punto dove avevo lasciato l'amico in difficoltà che nel frattempo aveva ripreso colore e riusciva a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;muov&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpbRY76KtI/AAAAAAAAArU/xSCL6yFmheo/s1600-h/Cervialto+23-12-08+079.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpbRY76KtI/AAAAAAAAArU/xSCL6yFmheo/s320/Cervialto+23-12-08+079.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285637466982329042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ere un po le dita dei piedi. Per fortuna il sangue riprendeva a circolare e la temperatura corporea cominciava a ritornare stabile cosi che in quel momento positivo presi la situazione in mano e facendo coraggio al povero (ma disorganizzato) sventurato scendemmo rapidamente verso la valle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7968822006738489912?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7968822006738489912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7968822006738489912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7968822006738489912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7968822006738489912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/12/le-nevi-del-cervialtodisaventure.html' title='Le nevi del Cervialto...disaventure dell&apos;antivigilia'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpKyvKT8HI/AAAAAAAAAq8/7s44m9qlRGM/s72-c/Cervialto+23-12-08+008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1161665045117928663</id><published>2008-11-28T14:15:00.000-08:00</published><updated>2008-11-28T14:17:50.857-08:00</updated><title type='text'>La nevicata del 23 Novembre 2008 al Cervialto</title><content type='html'>Il video è stato effettuato durante l'ultima delle cinque nevicate vissute durante l'escursione di Domenica scora. In questo istante la compagnia era sul versante NE della Cima del Cervialto a quota 1809 metri. La temperatura era scesa sui -10° , spirava un forte vento di Grecale e la nevicata, come vedrete, era molto molto fitta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1eetJ6WwqTg&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1eetJ6WwqTg&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1161665045117928663?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1161665045117928663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1161665045117928663' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1161665045117928663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1161665045117928663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/11/la-nevicata-del-23-novembre-2008-al.html' title='La nevicata del 23 Novembre 2008 al Cervialto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8999555824765581297</id><published>2008-11-28T13:00:00.000-08:00</published><updated>2008-11-28T14:03:49.814-08:00</updated><title type='text'>Profumo di neve...profumo di casa: 1809 m nella bufera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBcROJ1gRI/AAAAAAAAAp8/8T8MgYQvLLk/s1600-h/DSC01985.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 242px; height: 323px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBcROJ1gRI/AAAAAAAAAp8/8T8MgYQvLLk/s320/DSC01985.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273816614577733906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il caro inverno era arrivato e con lui quella gioia di chi nel suo cuore nasconde (ma palesa anche a volte) l'amore immenso per le sue bellezze che non tutti apprezzano. La voglia di rivivere ogni anno in questi periodi quelle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ebrezze&lt;/span&gt; che stimolate accuratamente rivivono negli occhi, sulla pelle e riprendono colore passo dopo passo, fiocco dopo fiocco, grado dopo grado. L'inverno dei sentieri non è la "fine" di un bel gioco estivo, l'inverno dell'escursionista è qualcosa di profondo, una personalizzazione di quel percorso con la natura che si concretizza nel suo "attimo primordiale" e che con se porta la vera concezione di ciò che l'uomo provò tanti anni or sono.&lt;br /&gt;Novembre con la sua veste "dicembrina" faceva capolino dal nord dell'Europa e quella "mano gelida" che si affievoliva man mano che tentava di accarezzare il bel Paese, riuscì per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;quel&lt;/span&gt; poco che basta a farci rivivere l'essere escursionisti nell'estremo del suo significato. I monti bianchi dai 1000 metri non brillavano illuminati dal sole, ma una coltre di nuvole a strati ne delimitava le cime e dalla piana il desiderio di "tuffarsi" e "immergersi" nel silenzio si trasformava ancora una volta in realtà e ancora una volta meta di quel "incontro" fu Bagnoli Irpino. La mattina era fredda, il campanile della chiesa Madre sembrava infreddolito a quei 4° e le vie del paese emanavano un sapore natalizio difficile da trovare nelle calde cittadine di costa. L'affresco del '300, solitario e "imponente" nella sua bellezza spiccava particolarmente e passo dopo passo la Piazza Di Capua si apriva dinanzi a me. Poso lo zaino sulla panchina, prendo una pausa dinanzi la fontana e subito dopo all'arrivo del resto della compagnia parto alla volta dell'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Laceno&lt;/span&gt;. L'atmosfera non è per tutti emozionante, le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;nuvole&lt;/span&gt; basse danno un effetto autunnale e la neve all'ingresso del valico Colle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Molella&lt;/span&gt; era appena appena visibile su per i crinali dei monti. Alcune chiazze rimanevano forse conservate dal gelido terreno ma il colore predominante era il verde dei prati. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; nonostante il cielo opaco erano luminosissimi e quelle vette incappucciate facevano trasparire quel "velo" d'inverno che le aveva accarezzate. La temperatura era di -1°, le pozze d'acqua sul ciglio della &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;storda&lt;/span&gt; ghiacciate, gli alberi spettrali, i pianori ricoperti da sottilissima coltre bianca e il cartello al Colle del Leone completamente gelato e coperto dalla neve. I faggi spogli mostravano le loro radici con determinazione, i&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkMdeinJI/AAAAAAAAAqE/ZZysZKaWJ8A/s1600-h/DSC01996.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 313px; height: 234px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkMdeinJI/AAAAAAAAAqE/ZZysZKaWJ8A/s320/DSC01996.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273825328884784274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l vento freddo tra i rami aveva un suono particolare, la voce del "Generale" inverno se pur sottile arrivava nel profondo dell'animo. Il cammino verso il sentiero era intriso dai ricordi, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; ormai una "casa" dove tornare sempre e lungo quel breve tratto di strada asfaltata i passi all'interno di cumuli enormi di foglie facevano scattare in me pensieri "antichi". D'un tratto mi parve di rivedere l'altopiano nella nebbia ricoperto da brina di un anno fa durante la mia prima volta su questo monte, vidi i passi nella neve alta di Febbraio, il verde di metà Maggio, la calura dell'estate e quel lento cambiare "vestito" di Settembre, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;finché&lt;/span&gt; arrivati alla sbarra e ritornando al presente mi accorsi che ancora una volta avrei vissuto un qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;Il sentiero immerso nel bosco era ovviamente reso piacevole dal sottile strato di neve iniziale e ogni tanto qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;fiocchetto&lt;/span&gt; ghiacciato cadeva sulle nostre teste anche se sotto i nostri piedi più che la "dama bianca" sentivamo le rocce e i rami della mulattiera. Il "ruggito" della "antica" stagione aveva portato piccoli frutti eppure &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;riassaggiarli&lt;/span&gt; anche se in piccole dosi metteva gioia e soddisfazione. I tornanti si susseguivano uno dietro l'altro e ad un certo punto osservano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Accellica&lt;/span&gt; sotto una bufera di neve che mano mano lambiva le creste del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; ci ritrovammo anche noi sotto la prima vera fioccata dell'anno. Soffici fiocchi, dapprima piccolissimi poi sempre più grandi e fitti, i capelli imbiancavano e con loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;giubbini&lt;/span&gt; e maglioni. Il silenzio della nevicata parlava più di centomila rumori del bosco e in quell'istante quel tocco ovattato rese più loquace l'intera montagna. Ancora una volta nella mia vita assistevo allo spettacolo di questa "meteora" cosi agognata da noi appassionati e per l'ennesima volta l'emozione era cosi forte da farci dimenticare il "cammino" e l'obiettivo da raggiungere. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; era avvolto da una nuvola "farinosa" e le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;virghe&lt;/span&gt; cadevano dal cielo ben evidenti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;finché&lt;/span&gt; il tutto si calmò e noi continuammo più spediti verso la cima. La &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkXO3FkWI/AAAAAAAAAqM/xmxsnV0zqgw/s1600-h/DSC02037.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 307px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkXO3FkWI/AAAAAAAAAqM/xmxsnV0zqgw/s320/DSC02037.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273825513939767650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;soddisfazione per quella nevicata cresceva nei nostri discorsi e quando la "fame" arriva difficilmente si sazia e con gli occhi verso il mare puntavamo l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;orizzonte&lt;/span&gt; tra gli alberi spogli alla ricerca di altri regali del maestrale. Arrivammo d'un colpo alla "torretta", il Piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Acernese&lt;/span&gt; faceva da contrasto con l'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Laceno&lt;/span&gt; "spoglio" e mentre si osservava ecco che arrivò il nuovo "regalo". Fioccata in grande stile, fiocchi più forti e più grandi, il cielo bianco e l'atmosfera surreale, ma la strada è ancora lunga. Presi ancora dall'entusiasmo dopo la nuova "avventura" raggiungiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; (la dove parlano gli alberi) dove questa volta ad aspettarci è il "silenzio" dei nostri Faggi, stanchi dalle calure estive e vogliosi di riposo; ammetto che a non sentir fischiare il vento ebbi un po di "dispiacere", una sensazione quasi di "timidezza" , come quasi a pensare di recar fastidio alla natura in un suo momento privato, ma poi il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; mi smentì facendomi assaporare dopo pochi passi un viale spettacolare di alberi innevati e fantasiose conformazioni di ghiaccio che uscivano dal terreno e dalle radici. L'umidità che congelava dal terreno si innalzava come aghi e il "pianto" del bosco congelava in enormi "candele" che emettevano una dolce melodia al passare del soffio del vento.&lt;br /&gt;Cosi, tra un'emozione e una nuova sensazione giungemmo alle creste, la fidata piccozza finalmente aveva ragione di esistere e lungo il primo crinale la prima cosa che si notava era il contrasto tra il bianco della neve fresca e il giallo delle erbe secche e congelate. Delle erbe piegate tutte nello stesso modo che facevano da apripista sulle rocce rese scivolose dalle gelate. Dall'alto del primo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; prima della cresta finale ebbi un sussulto a notare le montagne circostanti completamente avvolte dalle nuvole e in quell'istante &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;capiì&lt;/span&gt; che quel giorno da li a poco sarebbe diventato memorabile. Presto l'Eremita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Marazano&lt;/span&gt; scomparve e subito il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; divenne invisibile, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;var&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpoXbMe8I/AAAAAAAAAqU/KFnDge0765s/s1600-h/DSC02063.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpoXbMe8I/AAAAAAAAAqU/KFnDge0765s/s320/DSC02063.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273831305854614466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;co del Paradiso "si nascose" e iniziò a nevicare di nuovo, ma questa volta con un'imponenza del tutto diversa. La neve cadeva decisa e copiosa e fu allora che di corsa raggiungemmo la capannina della vetta e godemmo di quell'istante. Ma la nevicata possente finì in pochi minuti e subito si levarono delle correnti nord orientali che in un primo istante portarono molto vento e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;fiocchetti&lt;/span&gt; piccolissimi ma molto vistosi. La conca della cima non era affatto colma di neve ma la temperatura di -8° ne era la spiegazione: troppo bassa per permettere accumuli non gelidi tali da poter creare una "matassa" soffice e uniforme. Le erbe anche in quel cratere dominavano la scena e dietro le mie spalle il filo spinato della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;stazioncina&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;meteorologica&lt;/span&gt; era un filo di ghiaccio. Lo sguardo non poteva che ammirare quello spettacolo della natura e all'improvviso una volpe rossiccia dal lontano di una cresta ci osservò e scappò via di corsa perdendosi nei fiocchi. Le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;impronte&lt;/span&gt; degli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;animaletti&lt;/span&gt; si notavano lungo il sentiero ma sembravano quasi portatrici di presenze "invisibili", ma quella volta si concretizzarono alla nostra vista. Intanto il freddo pungente entrava dal cappuccio e cosi decisi di indossare anche una &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;specie&lt;/span&gt; di mascherina per la bocca e di proseguire lungo il crinale ovest verso il "libro di vetta". Il gelo era fortissimo, le rocce completamente avvinghiate nella morsa del ghiaccio e ogni passo andava ponderato e deciso con fermezza. Il vento spirava sempre più forte e cosi presi dalla saggezza dell'esperienza camminammo a mezza costa nel cratere fino a spuntare di nuovo sull'ultima cresta e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;assistere&lt;/span&gt; all'ennesimo spettacolo dell'amato monte. Infatti, fu proprio all'uscita verso la vista di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Calvello&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Cervarulo&lt;/span&gt; che il cielo si incupì di nuovo, il vento aumentò a dismisura e la neve cadde ancora più forte di prima. Il boato del grecale era commovente, le giravolte di fiocchi grandi come un pugno rallegravano la compagnia, il bianco divenne il colore unico del cielo e delle montagne. Raggiungere il punto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;tr&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpxWQ3t5I/AAAAAAAAAqc/piGFdivlz14/s1600-h/DSC02076.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpxWQ3t5I/AAAAAAAAAqc/piGFdivlz14/s320/DSC02076.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273831460161697682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;igonometrico&lt;/span&gt; divenne uno spettacolo e vivevamo con intensità quell'istante tanto che nonostante la temperatura fosse scesa sui -10° riuscii lo stesso a firmare e a scrivere il resoconto sul libro di vetta, li, seduto su una roccia tra i fiocchi e il vento del nord.&lt;br /&gt;Durò ben venti e lunghi minuti la bufera, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;cosicché&lt;/span&gt; noi decidemmo di prendere riparo nel retro di una collinetta rocciosa. Posammo gli zaini, spalammo un po di neve e con la piccozza rompemmo il ghiaccio da alcune rocce per sederci; i panini persero sapore, la cioccolata era pietrificata ma il the caldo conservato nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;termos&lt;/span&gt; ci diede calore e colore (ringrazio Emilio e Rosa ancora!!). E fu proprio quel tocco di vita a rimetterci in moto nel momento in cui il sole sembrava voler dominare la scena e lasciare allontanare le nuvole verso le terre dei Balcani. Ritornammo al punto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;trigonometrico&lt;/span&gt; e godemmo dello scenario bianco del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Sazzano&lt;/span&gt; e delle vallate, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;finchè&lt;/span&gt; dopo una piccolissima nuova nevicata prendemmo via per le creste in direzione del Colle del Leone. Avevamo visto di tutto, neve, ghiaccio, vento, gelo eppur qualcosa mancava: lo splendore dei raggi del sole sulla soffice neve. Sembrava quasi un'escursione non completa, ma dopo qualche centinaio di metri, al di la delle fronde "morte" uno spiraglio di luce sopravanzò. Le nubi scomparvero completamente e il sole iniziò a splendere forte nel cielo reso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;azzurrissimo&lt;/span&gt; del grecale. Nel tornante verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; ci rendemmo conto della grande "giornata" che stavamo vivendo e finalmente i raggi solari riflettevano sul bianco manto che a sua volta rispondeva con luccicanti segnali. Dietro di me il "tratturo" assumeva un'altra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;esembianza&lt;/span&gt; e mi sembrava di non esser stato in quei posti e man mano che proseguivamo verso il basso &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;opinione&lt;/span&gt; comune era quella di "camminare su un altro monte". Fino alla fine del nostro viaggio il sole riscaldò e giunti all'auto v&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBqAqoKvRI/AAAAAAAAAqk/yW9bCCIjUFo/s1600-h/DSC02116.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBqAqoKvRI/AAAAAAAAAqk/yW9bCCIjUFo/s320/DSC02116.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273831723326160146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;enne di nuovo la nebbia e si ripiombò in Inverno.&lt;br /&gt;E allora caro Inverno e caro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; (fusioni perfette di quel che provo e che vorrei far trasparire agli altri, essenza dell'escursionista immerso nella bellezza dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, sorgenti di continue sensazioni) lungo il percorso degli anni e del ciclo della natura resterò sempre consapevole della vostra rara unicità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8999555824765581297?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8999555824765581297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8999555824765581297' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8999555824765581297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8999555824765581297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/11/profumo-di-neveprofumo-di-casa-1809-m.html' title='Profumo di neve...profumo di casa: 1809 m nella bufera'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBcROJ1gRI/AAAAAAAAAp8/8T8MgYQvLLk/s72-c/DSC01985.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6647321153754936162</id><published>2008-11-07T09:40:00.000-08:00</published><updated>2008-11-07T10:01:57.203-08:00</updated><title type='text'>Un successo per la "II Mostra Fotografica Campania da Scoprire"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRR90U6fiAI/AAAAAAAAApE/mCN6lopBRmQ/s1600-h/Bagnoli+Irpino+018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 294px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRR90U6fiAI/AAAAAAAAApE/mCN6lopBRmQ/s320/Bagnoli+Irpino+018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265972202223667202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La nostra seconda mostra fotografica svoltasi nelle sedi dell'Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino è stata un successo indiscusso. Il paese è stato accogliente e ci ha regalato una manifestazione di alto livello nonostante le paure iniziali e i timori dovuti dall'affluenza relativa della prima mostra tenutasi a Bellizzi. Bagnoli Irpino con i suoi 3500 abitanti e con le sue 200.000 visite alla mostra del Tartufo ci ha completamente trascinati , portando all'esposizione fotografica all'incirca 500-600 visitatori, ben 450 in più rispetto alla prima in un paese di 10.000 abitanti superiore. Il risultato raggiunto premia la nostra associazione e sicuramente i tanti che hanno lavorato al progetto e il ringraziamento va a tutti i soci che si sono impegnati attivamente sul posto e sul web facendo pubblicità. Vogliamo citare Francesco Landi (colui che ha costruito i cavalletti e ha squadrato i pannelli, nonchè membro attivo della preparazione della sala e del trasporto), Michela De Santis (ha messo a disposizione la sua abitazione per la squadratura e il deposito dei pannelli, si è impegnata nella pubblicità della mostra e nella disposizione delle fotografie nonchè altro membro attivo della preparazione della sala), Vito Petruzzello (instancabile al fianco del Presidente i giorni precedenti alla mostra nel definire i dettagli, accompagnatore e sostenitore per 3 giorni a Bagnoli e membro della squadra di montaggio), Eduardo Mazzaro (sostenitore del trasporto e aiutante nel montaggio del giorno 23). Inoltre il ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito con il loro voto associativo e il loro supporto economico alla manifestazione: Luigi Scapolatiello, Roberta Donato, Diego Di Giuseppe, Giuliana Squitieri, Francesca Di Marino, Mariachiara Rocco). Un ringraziamento extra associativo va a Massimo De Santis per la realizzazione della grafica dei volantini e per la pubblicità sui siti internet e ad Angelo Russo dell'Associazione Palazzo Tenta 39 che ci ha supportato in questi 3 giorni insieme al Presidente Mimmo Nigro.&lt;br /&gt;Passando ad un'analisi tecnica, in 3 giorni le visite sono state tantissime e nonostante una disposizione in un palazzo e non &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRSBxXWb0CI/AAAAAAAAApM/6JtCEyFriLI/s1600-h/Bagnoli+Irpino+071.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 303px; height: 202px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRSBxXWb0CI/AAAAAAAAApM/6JtCEyFriLI/s320/Bagnoli+Irpino+071.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265976549384638498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sulla strada sono state continue e interessate. La disposizione ha permesso che alla mostra salissero solamente persone interessate e quindi con tutti i visitatori c'è stato un rapporto diretto con spiegazioni e delucidazioni fotografiche ed escursionistiche. Scelta molto apprezzata è stata quella del video proiettore dove sono passate 400 foto di paesaggi campani in una sala a parte dove i visitatori potevano comodamente sedersi e "gustare" lo spettacolo. Le visite inoltre sono state distribuite equamente dalle 10 del mattino fino alle 00 di notte dove nonostante l'orario inoltrato continuavano a salire persone e purtroppo non è stato possibile accontentare tutti.&lt;br /&gt;Insomma un grande successo della nostra Associazione che ci permette di guardare avanti consapevoli che il nostro lavoro è valido e appreazzato.&lt;br /&gt;Speriamo che la collaborazione con l'Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino continui e si rafforzi nel tempo con altre interessanti manifestazioni ed eventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6647321153754936162?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6647321153754936162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6647321153754936162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6647321153754936162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6647321153754936162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/11/un-successo-per-la-ii-mostra.html' title='Un successo per la &quot;II Mostra Fotografica Campania da Scoprire&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRR90U6fiAI/AAAAAAAAApE/mCN6lopBRmQ/s72-c/Bagnoli+Irpino+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4514229319332048108</id><published>2008-10-31T15:29:00.000-07:00</published><updated>2008-11-06T08:36:49.206-08:00</updated><title type='text'>Bagnoli Irpino...e fu cosi che ci "conoscemmo"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMadNr_QvI/AAAAAAAAAok/zCzF6iVXm1w/s1600-h/Bagnoli+Irpino+030.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 278px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMadNr_QvI/AAAAAAAAAok/zCzF6iVXm1w/s320/Bagnoli+Irpino+030.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265581478518932210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"L'attenzione che da tanti anni ormai avevo posto sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; si estendeva sempre più e ormai quella valanga di emozioni che si perpetrava in quelle terre irpine scendeva sino a valle e il richiamo di quella ridente cittadina diveniva sempre più forte. Dall'alto di quel belvedere, al quarto tornante, quel paesino raccolto su una collinetta tenuto stretto tra l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Accellica&lt;/span&gt; e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Piscacca&lt;/span&gt; aveva qualcosa di insolito e affascinante e non capivo fino a che punto mi avrebbe rapito in futuro. Bagnoli Irpino, sempre oltrepassato per la Via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Circumvallazione&lt;/span&gt;, un bel giorno di Agosto mi richiamò e fu un "amore" immenso che ancora oggi è forte e accresce sempre più. La piazza Di Capua, quei vicoli, quel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ciottolato&lt;/span&gt; e quel sapore d'Irpinia misto a storia e a tranquillità che mi davano pace, mi han portato a ritornare più volte in quella "terra" a me cara ma ancora poco conosciuta. Eppur, nell'animo sentivo la necessità di fare qualcosa, di addentrarmi tra la "sua" gente, di conoscere e di vivere una realtà che lontana dalla Piana del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Sele&lt;/span&gt; era cosi vicina a me nell'indole e nell'animo. Strano è pensare a questo rapporto cosi stretto, eppure chi mi conosce sa che in questo posto ritrovo sensazioni eccezionali e sento quasi le mie radici nonostante provenga da una tradizione diversa e purtroppo troppo giovane. "Sapor d'Irpinia", scrissi una volta su delle righe sparse, "sapor d'Irpinia mi prese", non so come e il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;perché&lt;/span&gt;, resta solo il fatto che ho insistito e "vagato" alla ricerca di un contatto, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;finché&lt;/span&gt; un giorno (che ringrazio ancora) ho avuto la fortuna immensa di trovare quella "risposta" che aspettavo e con l'aiuto dell'Associazione Palazzo Tenta 39 , il desiderio di "far qualcosa" in "quella terra" divenne realtà. Cominciarono cosi i giorni dell'organizzazione, del movimento, dell'impegno e dell'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;ingegno&lt;/span&gt;, che di li a poco mi avrebbero e "ci" avrebbero portati a vivere un'esperienza speciale in un contesto "particolare" e "affascinante", dove cultura, tradizione, storia, musica e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;tant&lt;/span&gt;'altro si univano con la gioia &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMcx3tArNI/AAAAAAAAAo0/fosa8Z7ax3c/s1600-h/Bagnoli+Irpino+013.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 291px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMcx3tArNI/AAAAAAAAAo0/fosa8Z7ax3c/s320/Bagnoli+Irpino+013.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265584032418147538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di poter "vivere" per qualche ora queste sensazioni.&lt;br /&gt;Il sole del mattino, puntuale espresso da oriente che indicava con decisione la via dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, il dolce cammino (seppur faticoso) tra i monti salernitani e quelli irpini, il confine visibile e netto tra le due province che si nota come clima e come percezione, l'arrivo a Bagnoli, il rumore accogliente dei pneumatici sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;ciottolato&lt;/span&gt; del centro storico e poco prima quello sguardo silenzioso all'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;insu&lt;/span&gt; come a dire "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; so che sei li dietro, ci vediamo presto".&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Dopodiché&lt;/span&gt; con l'arrivo si apriva la seconda fase, magnifica rappresentazione di quel che immaginavo con il giro per la piazza, il salutarsi con gli abitanti del posto, la chiacchiera amichevole e interessata, il piacere di esser apprezzati da tanti, il calore dei palazzi antichi e poi il sapore vero e reale delle prelibatezze locali. Difficile ancora ora dimenticarsi del Pecorino bagnolese, delle tagliatelle ai funghi porcini, del tartufo che ben si sposavano con l'indole "montanara" del sottoscritto. Ma poi, anche li dove si spezza il confine del sole alto ed inizia la fase calante e il cielo tende a divenire scuro, nonostante l'aria frizzante che "accudisce" chi la ama e "terrorizza" chi la soffre (a mio avviso è un toccasana), gli scenari si modificano e contemporaneamente evolvono in uno "spettacolo" di luci e di "rumori" che "ascoltati" e "osservati" rendono l'idea del "paese" e della sua tradizione; e così un lampione acceso che "lancia" la sua luce su muri antichi e nei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;vicoletti&lt;/span&gt; riscalda più di un fuoco acceso, il passeggio della gente ti fa compagnia al sol osservarlo, il saluto della sera si trasforma i&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMbJMt_xdI/AAAAAAAAAos/PyWsJe5GQxw/s1600-h/Bagnoli+Irpino+119.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 212px; height: 283px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMbJMt_xdI/AAAAAAAAAos/PyWsJe5GQxw/s320/Bagnoli+Irpino+119.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265582234173162962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n una festa al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;suon&lt;/span&gt; di "che bello rivedersi", i profumi ti saziano anche senza assaggiare le pietanze, i passi sui ciottoli fanno da colonna sonora e la sera cala nel "silenzio della folla" che fino a tardi, fino a notte fonda ti "culla" e ti riporta a casa.&lt;br /&gt;Questo il periodo dal principio alla fine, per i giorni precedenti e i giorni vissuti in "festa" e i giorni successivi a guardare quelle stesse strade e quegli stessi posti, lanciando uno sguardo al passato, chiudendo gli occhi e rivivendo tutto, fino a chiudere dietro di me quella porta che spero riaprirò presto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ringraziamento ancora una volta all' Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino che ci ha accolto nel migliore dei modi, permettendoci di esporre la nostra mostra fotografica e ospitandoci eccezionalmente con la loro disponibilità e amicizia.&lt;br /&gt;Ringraziamento speciale ad Angelo Russo, Mimmo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Nigro&lt;/span&gt; e Michele Gatta di Bagnoli Irpino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4514229319332048108?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4514229319332048108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4514229319332048108' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4514229319332048108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4514229319332048108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/bagnoli-irpinoe-fu-cosi-che-ci.html' title='Bagnoli Irpino...e fu cosi che ci &quot;conoscemmo&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMadNr_QvI/AAAAAAAAAok/zCzF6iVXm1w/s72-c/Bagnoli+Irpino+030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7988255860239383648</id><published>2008-10-20T05:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-21T13:02:51.668-07:00</updated><title type='text'>Piaggine - Cima di Mercori 1788 m</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPx_ONXa8ZI/AAAAAAAAAf8/RPj_ZDu_s8E/s1600-h/Cima+di+Mercori+017.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPx_ONXa8ZI/AAAAAAAAAf8/RPj_ZDu_s8E/s320/Cima+di+Mercori+017.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259218346944688530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'alba di un nuovo giorno iniziava a levarsi sul salernitano, la vita pian piano riprendeva e ormai come un "qualcosa" di schematico mi ritrovavo nell'auto con Walter, con l'aggiunta di un nuovo "collega" di escursioni, Francesco. Sta volta consapevole delle curve e della distanza faccio scorta di "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;xamamina&lt;/span&gt;" e fortunatamente l'effetto è di quelli sperati.&lt;br /&gt;La statale 18 &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;scorreva&lt;/span&gt; chilometro dopo chilometro e da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Capaccio&lt;/span&gt; scalo che col mare quasi confina ci ritroviamo su per terre, tra le splendide colline della Val Calore. Dagli otto tornanti il pensiero &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ricade&lt;/span&gt; in quei giorni estivi passati sulla mia bici da corsa a battagliarsi per giunger primi allo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; e non posso non ricordarmi del Monte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Vesole&lt;/span&gt; e del "Passo delle due &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;nevere&lt;/span&gt;" che consacrò quell'intesa di follia ciclistica tra me e un mio carissimo amico di "avventure".&lt;br /&gt;Lungo la strada per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Roccadaspide&lt;/span&gt; lo sguardo è fisso sui Monti Alburni, le creste occidentali e quelle settentrionali da questa visuale si fondono e spianano verso la valle, rendendo cosi evidente l'alta via degli altipiani che dal Lauro Fuso giunge al Casone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Aresta&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Controne&lt;/span&gt; bassissimo inghiottito dalle Timpa Pianella e Petrosa, mentre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Castelcivita&lt;/span&gt; dava l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;impressione&lt;/span&gt; di voler dominare il massiccio e di restare in guardia contro le torri del La Nuda e le vette &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;sapere&lt;/span&gt; del Monte Urto Falcone.&lt;br /&gt;Intanto lo sguardo si chiude nel piccolo paese di Castel San Lorenzo, siamo nel bel mezzo del Cilento, la "terra dei tristi", quel territorio cosi interno della nostra provincia ma cosi indipendente e diverso come cultura e tradizioni, cosi affascinante e intrigante. Un sibilo di malinconia mi prende pensando alla vita lontana dalla mie abitudini e mentre attraversiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Felitto&lt;/span&gt; ci rendiamo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; conto di come il tempo abbia creato in questi luoghi un abisso tra il "calendario e le ore" e la "vita". Nello stesso tempo però dai riflessi del finestrino, da uno sguardo a quei boschi e dalla vista dei Monti riassaporo l'essenza primordiale dell'uomo e son sicuro che chi ha come obiettivo quello di godere della natura non può che "ritrovarsi" in cosi tanta "purezza".&lt;br /&gt;Intanto i chilometri percorsi sono tantissimi, raggiungiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Laurino&lt;/span&gt; ed entriamo nel suo centro storico, passando al fianco di antiche abitazioni e antiche chiese, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;finchè&lt;/span&gt; dopo un'altra decina di minuti entriamo nella Piazza di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Piaggine&lt;/span&gt; e ci fermiamo ad aspettare il resto de&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40l4WlASI/AAAAAAAAAgU/cs4PqshLUtM/s1600-h/Cima+di+Mercori+050.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40l4WlASI/AAAAAAAAAgU/cs4PqshLUtM/s320/Cima+di+Mercori+050.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259699240202207522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;lla&lt;/span&gt; compagnia.&lt;br /&gt;Domenica di paese, tra un tavolino di anziani che giocano a carte e un mercato rionale, i vicoli e la piazza in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;ciottolato&lt;/span&gt;, la chiesa che sovrasta il centro e il Cervati , colosso buono e benefico, che dai suoi 1899 metri "impera" le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;popolazioni&lt;/span&gt; circostanti (spero mi sia permesso il latinismo).&lt;br /&gt;Da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Piaggine&lt;/span&gt;, appena il gruppo è compatto, si prende direzione tra lande desolate e lontane dalla civiltà delle località montane delle "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;chiaine&lt;/span&gt;" (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Piaggine&lt;/span&gt;) e solo dopo stretti tornanti e salite pendenti, attraversando un'amena vallata tra mucche e cani, giungiamo in località &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Orsaia&lt;/span&gt; dove &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;inizia&lt;/span&gt; la nostra avventura. Un simbolo rosso e giallo su un muretto segna la partenza e da quel "cemento" saliamo su un piccolo pendio fangoso in un "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;vialetto&lt;/span&gt;" di Ontani che nel giro di pochissimi metri ci conduce all'aperto, sotto un sole cocente ottobrino che stona con il contesto stagionale. Ai nostri occhi si aprono due scenari distinti, da un lato il cielo azzurro verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Chianiello&lt;/span&gt;, dall'altro la Serra del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Radicone&lt;/span&gt; con la sua struttura rocciosa stratificata che alle sue spalle minacciava nebbie e pioggia. Ovviamente tutto ciò non scoraggia la compagnia e sul crinale del "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Lagarone&lt;/span&gt;" tra piante di lavanda e pietre proseguiamo in direzione di una sterrata che ci conduce all'interno del fantastico bosco della "Serra del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Cretazzo&lt;/span&gt;". L'autunno in questo tratto inizia a mostrare la sua carta d'identità, anche se all'inizio ha tentennato, e da questo punto fin sullo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; i faggi ci regalano "l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;ardor&lt;/span&gt; d'autunno" che avevo descritto in una mia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;poesia&lt;/span&gt; l'anno scorso. La luce del sole inizia già a calare inghiottita da un velo sottile, tenue che in poco tempo rende bianco il cielo. Le foglie sotto i nostri piedi di un rosso spento, bagnatissime e dalle chiome goccioline d'umidità ci ricordano che sopra di noi ci sono "esseri viventi" che ci scrutano e ci ascoltano. Ma la salita non è molto dura e neanche troppo lunga, essa culmina in una radura dalla quale a 1330 metri si apre la Valle di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Mercori&lt;/span&gt;. Questo angolo aperto che ricorda molto il Lauro Fuso si distingue per colori e vegetazione e quella stradina immersa in quella piccola valle non stona affatto con il conte&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40v3apV2I/AAAAAAAAAgc/lLY0HmDjWUE/s1600-h/Cima+di+Mercori+084.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40v3apV2I/AAAAAAAAAgc/lLY0HmDjWUE/s320/Cima+di+Mercori+084.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259699411749525346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sto e prosegue dopo alcune fronde giallo oro e una pozza di fango in un bosco mitico. In questi attimi il silenzio è l'argomento più rumoroso che possa apprendere, i funghi spuntano in ogni dove, i rami degli alberi bassi sembrano accarezzare le teste degli escursionisti e i faggi alti ostentano sicurezza e un po di diffidenza nei confronti di quell'essere (l'uomo) che cosi poche volte "calpesta" il loro territorio.&lt;br /&gt;Dal bosco in un tratto pianeggiante si divide la strada tra una carraia forestale e una deviazione su mulattiera ricoperta da foglie, la quale con pochissime difficoltà ci conduce alla "Bocca delle Tre Fontane" a 1495 m. Un posto che rievoca l'immagine di una sorgente e che invece rappresenta un piccolo anfratto di terra al ridosso di un salto della montagna dove un rivolo scorre e concede acqua al suolo e agli animali.&lt;br /&gt;Da questo punto in poi la salita si fa più dura e in alcuni punti si cammina tra faggi giovani e vegetazione fitta che man mano si apre fino ad uno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; che conduce in una prima radura e poi in un'altra ancora più grande, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;finchè&lt;/span&gt; all'improvviso e senza preavviso dal retro di un albero lo scenario si apre e dinanzi a noi "sbuca" una dolina carsica di dimensioni eccezionali. Siamo alla "Dolina dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Gigantini&lt;/span&gt;" a 1598 metri d'altitudine, un "cratere" carsico che non ha seguito il processo di conformazione di un inghiottitoio e che nei suoi 200 metri di lunghezza e oltre 50 di larghezza dona all'escursionista "inerme" ed "impotente" un suggestivo scorcio di "unicità". Personalmente rimango stupito dall'altezza dei faggi e dalla loro disposizione in alcuni punti e le chiome "rame" lasciano senza parole, mentre un altro albero solitario si piega nel vero senso della parola per poi riprendere slancio verso l'alto. I primi ad entrare dall'alto sembrano dei puntini in confronto, l'erba all'interno gialla e secca non è molto alta ma rende lo stesso morbido il passaggio. La Cima di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Mercori&lt;/span&gt; è ormai vicina ma non la notiamo, immersa nella nebbia com'è in questo istante. Alcuni di noi si fermano all'imbocco della dolina, mentre i più "arditi" &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;perseguono&lt;/span&gt; su un crinale di foglie bagnate molto aspro, si cammina a passi alti e si giunge rapidamente sotto alcune rocce degne del miglior paesaggio "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;alburnino&lt;/span&gt;". Superate queste rocce sul lato destro e lasciandole sulla sinistra si entra in un boschetto basso, su gradoni di pietra. Seguiamo i gradoni facendo attenzione alla loro scivolosità e man mano che avanziamo la vegetazione lascia il posto, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;finchè&lt;/span&gt; si aprono delle piccole creste (simili a quelle del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; ma molto più piccole) che ci portano sulla Cima di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Mercori&lt;/span&gt; a quota 1788. La nebbia è la padrona, il panorama sul Golfo non c'è, e sono dispiaciuto pensando alla mattina dove dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Lagarone&lt;/span&gt; il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Vesole&lt;/span&gt; e il Soprano svettavano in lontananza. Ad un tratto però il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;Faiatella&lt;/span&gt; si scopre e come un gigante lunare si "spoglia" dal velo anche "Sua Altezza" il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;Cervat&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP405zjp-bI/AAAAAAAAAgk/sfMeU8YI2X4/s1600-h/Cima+di+Mercori+100.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP405zjp-bI/AAAAAAAAAgk/sfMeU8YI2X4/s320/Cima+di+Mercori+100.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259699582512265650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i. Impressionante, maestoso, massiccio, terrificante e cosi affascinante. Le sue creste, le doline, quelle cime pietrose mi riportano a quel Giugno dove i miei occhi videro per la prima volta quel monte, ma mentre ricordo la nebbia mi avvolge e mi "sveglia" dal "pensiero".&lt;br /&gt;Il tempo non ci darà più tregua, sono ormai le 15 ed è ora di scendere, recuperiamo il resto della compagnia e tra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Mercori&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Cretazzo&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;Lagarone&lt;/span&gt; ritorniamo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Piaggine&lt;/span&gt; dove inizierà quel ritorno dolce e silenzioso verso casa, tra Villa Littorio e la valle del Calore che al tramonto chiudeva il conto con un altro giorno di "vita".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7988255860239383648?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7988255860239383648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7988255860239383648' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7988255860239383648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7988255860239383648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/piaggine-cima-di-mercori-1788-m.html' title='Piaggine - Cima di Mercori 1788 m'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPx_ONXa8ZI/AAAAAAAAAf8/RPj_ZDu_s8E/s72-c/Cima+di+Mercori+017.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1053404551518593863</id><published>2008-10-18T06:46:00.000-07:00</published><updated>2008-10-18T06:54:23.113-07:00</updated><title type='text'>II Mostra Fotografica "Campania da Scoprire"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPno6LPCasI/AAAAAAAAAfc/QgD5FyLYyQk/s1600-h/volantino2008curve.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPno6LPCasI/AAAAAAAAAfc/QgD5FyLYyQk/s320/volantino2008curve.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258490126077684418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'Associazione "Girogustandocampania" per la prima volta esce dal territorio salernitano e si "tuffa" nell'avellinese con la sua II Mostra Fotografica "Campania da Scoprire" a Bagnoli Irpino nei giorni 25-26 Ottobre durante la "Mostra mercato del Tartufo Nero di Bagnoli e della castagna". La mostra è realizzata in collaborazione con l'Associazione "Palazzo Tenta 39" nei locali della stessa in Via Garibaldi, facilmente raggiungibile dalla Piazza Di Capua. La mostra rappresenta la prima collaborazione ufficiale tra le due Associazioni dopo quella interattiva (scambio link e annunci) e continuerà anche dopo questo evento per la realizzazione di altre importanti e interessanti iniziative.&lt;br /&gt;Invitiamo tutti i soci, gli appassionati e chiunque legga questo annuncio a visitare la nostra mostra per "gustare" una giornata diversa dal solito tra vicoli storici, gastronomia e buona fotografia.&lt;br /&gt;Per maggiori informazione visita &lt;a style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;" href="http://www.girogustandocampania.it/"&gt;www.girogustandocampania.it&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.palazzotenta39.it/prima.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;www.palazzotenta39.it/prima.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1053404551518593863?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1053404551518593863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1053404551518593863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1053404551518593863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1053404551518593863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/ii-mostra-fotografica-campania-da.html' title='II Mostra Fotografica &quot;Campania da Scoprire&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPno6LPCasI/AAAAAAAAAfc/QgD5FyLYyQk/s72-c/volantino2008curve.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7765076279559921355</id><published>2008-10-15T02:20:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T03:31:23.551-07:00</updated><title type='text'>Monte Cervati da Monte San Giacomo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW2J8XQ0jI/AAAAAAAAAec/8PF-PV8iaoE/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW2J8XQ0jI/AAAAAAAAAec/8PF-PV8iaoE/s320/Monte+Cervati+Autunno+005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257308421963698738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Monte Cervati , purtroppo, per la sua distanza e per il suo posizionamento all'interno del Cilento è una meta abbastanza difficile da raggiungere per noi "poveri" escursionisti "cittadini", vicin a Salerno e vicini al mare, ma quando il richiamo dell'autunno si fa sentire le distanze si accorciano e il tutto diventa una "passeggiata". Gli orari di partenza semi-invernali dovrebbero inziare ad entrare nel nostro meccanismo di pianificazione eppure la voglia della mattina e dell'alba ci spinge ad alzarci sempre prestissimo , tanto che Domenica il sole non era neanche sorto e noi, nel silenzio della città e del mondo circostante ci avviamo con tranquillità e pace verso Sala Consilinia. La luce dell'alba vista dal retro degli Alburni era per me una sensazione del tutto nuova, un rimandare quasi alle luci del tramonto ma ritrovarsi alle 6 del mattino e "contemplare" quell'arancio carico che dava contrasto con il blu della notte nel cielo alto e l'azzurrino del cielo al risveglio giù, verso il mare. Ad est quindi pian piano faceva capolino il "Generale del mattino" e ad ovest i monti prendevano forma  delineandosi alti e sfavillanti. Verso Sicignano lo sguardo ancora assonnato nota con un po di malinconia le rocce dell'Urto Falcone e seguendolo in direzione sud riesco a ripercorrere con il pensiero quella traversata di metà estate e mi sembra di rivedere dinanzi agli occhi il Tirone, il Vuccolo dell'Arena e quella notte stellata al Lauro Fuso.&lt;br /&gt;Intanto l'auto correva e la strada "scorreva", giungiamo verso Petina dove le creste del Figliolo ci danno il benvenuto e il giorno prendeva forma schiarendo il blu scuro del cielo e cosi fino a Sala Consilina il tempo passava veloce. La strada in direzione di Monte San Giacomo questa mattina non era "invisibile" per la nebbia, ma c'era solo una leggera foschia che dava carattere al posto e tantissimi corvi infestavano la strada alzandosi solo al nostro passaggio. Sassano con il suo Santuario apriva la via per la nostra meta e arrivati nel centro storico ci dirigiamo con rapidità verso la località montuosa de&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW7Jwze4II/AAAAAAAAAek/XaH9AyeiIq0/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+023.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW7Jwze4II/AAAAAAAAAek/XaH9AyeiIq0/s320/Monte+Cervati+Autunno+023.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257313916418973826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i Vallicelli. Lungo il sentiero l'alba creava dei colori caldi molto particolari anche se tenui e dato l'orario ancora decente e sopratutto dato che quel posto non tornerà cosi facilmente ad ogni angolo sostiamo per immortalarne lo sfondo.&lt;br /&gt;Il paesaggio è vario e dal "calore" si passa al "gelo" di un campo completamente ghiacciato per le inversioni notturne e a dir la verità mai avrei pensato in un Ottobre come questo di poter assaporare temperature sotto lo zero in qualche posto campano.&lt;br /&gt;Intanto siamo quasi a destinazione e appena lasciata l'auto lo sguardo si dirige per sbaglio su una vetta del Cervati dalla quale inizio a capire il tipo di giornata che ci avrebbe atteso. Fotograficamente siamo nella stagione migliore e quegli alberi in alto gialli, rossi e arancioni sembrano vogliano invitarci a nozze. Il freddo è pungente, il maglione è d'obbligo e le mani si congelano e fanno male, il Vallone dell'Acqua che suona ha un retrogusto di antico e intoccabile ma la sua pendenza è sempre "nuova" nelle gambe anche se la superiamo con molta agilità. Gli alberi alti in questo tratto sono il miscuglio tra autunno e primavera ed infatti ci accolgono con chiome dipinte in due parti, da un lato "capelli" verdi lucenti e dall'altro passavano il testimone al giallino.&lt;br /&gt;In un tratto fitto di vegetazione c'è la prima linea di distacco da un paesaggio all'altro di un Monte che a mio avviso è stratificato come se ogni parte raccontasse una sua storia e disegnasse una sua identità precisa. Siamo alla Fontana degli Zingari che rispetto all'estate ora è quasi un fiume in piena, l'acqua è freddissima e il suo getto potente e vigoroso , forse anche merito delle piogge dei mesi precedenti che hanno arricchito di acqua un luogo che è già molto provvisto di questo bene prezioso. Dalla fontana ci rechiamo all'omonimo pianoro, quel pianoro che in estate ci regalò soddisfazioni incredibili, perchè dal suo interno era possibile guardare la verde cima del Cervati, in questo periodo ci lascia davvero senza parole. Il cielo terso riflette una luce del sole limpida e forte che in un attimo avvolgendo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW-0I4wppI/AAAAAAAAAes/DrnbrHNsMlk/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+045.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW-0I4wppI/AAAAAAAAAes/DrnbrHNsMlk/s320/Monte+Cervati+Autunno+045.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257317942972950162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; quella piccola pianura dal verde estivo colora tutto di un giallo secco carico e intenso e la vetta del Monte questa volta è di un'unicità pazzesca. Dalle sue rocce che colore non cambiano, spuntano alberi dalle foglie "deboli" che si nota a distanza come vogliano cadere e prendere il volo e la loro "pelle" è degna delle migliori abbronzature della natura. Tutto intorno prende un colore che riscalda l'anima, però si nota già un presagio di stanchezza che porterà nel giro di poco a vedere tutto senza vita, le foglie cadranno e il paesaggio cambierà aspetto regalandoci un tappeto da far invidia ai migliori artigiani arabi.&lt;br /&gt;Dagli "zingari" entriamo nel bosco dei Temponi e qui la nostra attenzione si posa su tantissimi ceppi di alberi bruciati e umidi sui quali nascevano spontanei centinaia di funghi che coprivano completamente la loro superfice. Caratteristica mai trovata prima e da contorno ad un bosco alto e pulito che nella sua possenza sa donare tranquillità e quando si esce allo scoperto sulla carraia che porta alla "Sequoia" il bosco tende poi a richiudersi finchè da lontano non scorgiamo una luce atunnale viva e vegeta. Il passo si fa più veloce e la voglia di raggiungere quel punto è immensa, sappiamo dove siamo e cosa vogliamo vedere e quel bagliore ci da una speranza immensa. Usciamo allo scoperto e notiamo con meraviglia e stupore il pianoro del Rifugio Cervati che a differenza dei colori eccezionali ma "stanchi" del primo altopiano, presenta una vita immensa, con delle sfumature che vanno dal rosso intenso e sgargiante, al giallo acceso, lucente e "sbarazzino". Non c'è un solo albero dalla stessa chioma e tutti tra di loro convergono nei colori e al contatto con lo sfondo dominato dalla Chiaia Amara del Cervati si delineavano perfettamente tanto che era facile distinguerene foglia per foglia, ramo per ramo anche a distanza. La chiaia di un grigio esausto mi appariva dinanzi agli occhi maestosa e ad indicarmela era il faggio antico che bruciato da un fulmine è riuscito a far sopravvivere in lui un solo ramo che germoglia in ogni stagione, e questa volta era l'unico ramo che rispetto agli altri aveva la parvenza del "rame".&lt;br /&gt;Perdiamo in senso positivo, molto del nostro tempo all'ingersso di questo spettacolo ma poi ci rechiamo all'ingresso del Rifugio e sostiamo per un po, sia per fotografare sia per gustare all'aria aperta uno dei nostri panini. Al centro del piano i soliti laghetti, ovviamente più abbondanti e molto più paludosi e al fianco un terreno spugnoso zuppo. Dietro al rifugio la fontana e il lavatoio e nella pertinenza, una volta ap&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXCyDwAfjI/AAAAAAAAAe0/YGKip4aQStU/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+074.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXCyDwAfjI/AAAAAAAAAe0/YGKip4aQStU/s320/Monte+Cervati+Autunno+074.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257322305280835122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erta il caminetto spento da poco (forse dal girono prima) emanava un odore di brace e di fumo degno della miglor esperienza di Montagna invernale. Chiudo la porta del capanno e torno su una panchina , seduto su una trave di legno, riposiamo per qualche minuto finchè decidiamo che è ora di proseguire. La Chiaia Amara sembra più dolce del solito, la percorriamo con facilità e sicurezza e le chiome che vedevamo dal giù ora sono sulle nostre teste e saranno loro che ci avranno dato una carica impressionante. All'uscita del bosco, lo scenario è molto simile a quello estivo, le rocce non cambiano colore ma il panorama sottostante è completamente cambiato e dal verde uniforme ora si nota un bosco dalle mille forme e in lontananza spuntao altre cime che la foschia estiva non ci permetteva di vedere.&lt;br /&gt;Sul sentiero dei pellegrini non sostiamo molto, vogliamo raggiungere il Crocillo e arrivare presto in cima , ed è proprio cosi che facciamo finchè non si apre dinanzi a noi la grande conca "glaciale".&lt;br /&gt;L'erba nel suo fondo non è carica come l'ultima volta e tutto intorno sembra immerso in un silenzio stranissimo ma interessante e da "ascoltare". Proseguendo in senso antiorario camminiamo lungo le creste e attraversiamo tanti pianori carsici di dimensioni inferiori a quello principale e dando uno sguardo al Gelbison e ai cavalli selvatici che girano per il monte , passo dopo passo giungiamo alla vetta più alta del Monte Cervati. Sulla vetta a quota 1899 metri, si scorge in lontananza la Chiesetta della Madonna della Neve, ma stavolta non la raggiungiamo, non certo per mancanza di rispetto al posto Sacro, ma per quella voglia di restare staccati da un posto che farebbe perdere il senso del posto in se, dato che alla Cappella si può giungere in auto e da quel versante si notava decisamente la presenza troppo scomoda dell'uomo. Una vetta cosi particolare e bella ,(ed uso bella perchè è proprio nella banalità di questo aggettivo che si racchiude tutta la grandezza di questo posto) non può e non deve essere deturpata da nessun genere di tecnologia che purtroppo si notavano e si sentivano, ed è proprio per questo che rimaniamo sulla vetta più alta e più lontana dalla vita materiale.&lt;br /&gt;Il sole a mezzogiorno concilia il riposo dopo il pranzo e cosi mi appoggio su una roccia liscia e mi addormente, con il mio cappello davanti al viso per proteggere gli occhi dai raggi, mi sveglierò più in la grazie al "richiamo" di Walter che mi invita ad alzarmi e a proseguire verso il basso. Una discesa decisamente veloce con delle soste solo nei punti più entusiasmanti e resi ancora più appassionanti dalla luce del pomeriggio e arrivati al Piano degli Zingari una deviazione volontaria ci porta ai Gravittoni dove notiamo rocce e muschi simili agli Scanni di Petina e un inghiottitoio "prepotente" e impressionante dal quale fuoriuscivano faggi antichi e alberi vecchissimi insieme ai velenosi Tassi baccati.&lt;br /&gt;Volgendo le spalle ai Gravittoni nel pianoro il Cervati non è più visibile per via della luce del sole frontale e allora nulla più ci può fermare verso il ritorno ai Vallicelli, discendendo il pendio dell'Acqua che Suona. Questa Domenica di Ottobre per ora passerà nell&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXGVdCG9OI/AAAAAAAAAe8/V7c53a1_VUY/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+151.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXGVdCG9OI/AAAAAAAAAe8/V7c53a1_VUY/s320/Monte+Cervati+Autunno+151.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257326211897947362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a mia storia escursionistica come la più bella mai vissuta e per concludere questo resconoto voglio lasciare qui due righe per me significative: "Il Monte più bello della Campania (da me conosciuta), il sentiero più entusiasmante fatto fin ora (sempre tra quelli conosciuti), la miglior giornata e la miglior escursione da sempre (fin ora)""&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7765076279559921355?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7765076279559921355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7765076279559921355' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7765076279559921355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7765076279559921355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/monte-cervati-da-monte-san-giacomo.html' title='Monte Cervati da Monte San Giacomo'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW2J8XQ0jI/AAAAAAAAAec/8PF-PV8iaoE/s72-c/Monte+Cervati+Autunno+005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6626961002266579250</id><published>2008-10-09T05:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-13T12:10:42.248-07:00</updated><title type='text'>Prima domenica di Ottobre: Monte Tobenna 850 msm e Terravecchia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SO3_CIh1aaI/AAAAAAAAAck/jqJyJrBclE0/s1600-h/Tobbenna+e+Terravecchia+006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 298px; height: 223px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SO3_CIh1aaI/AAAAAAAAAck/jqJyJrBclE0/s320/Tobbenna+e+Terravecchia+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255136752325454242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il riposo dell'escursionista, la Domenica che non ti aspetti, quel giorno che vorresti passare rilassandoti e pensando di vagare solo in auto per visitare qualche paesino o magari solo per scattare qualche foto. Il primo freddo Ottobrino era arrivato, a Bellizzi appena 9° svegliavano la piana del Sele e la strada era libera e piacevole. Vedo i Monti, i Picentini sono ben delineati e ormai il Cervialto, nonostante sia un monte a me caro, è da considerarsi "completato" e cosi preso da una strana voglia di "mare" prendo direzione verso poggi che mi portino alla visione del golfo. La direzione è verso Pontecagnano dove saliti in direzione di San Mango e oltrepassato il centro abitato di San Cipriano , mi trovo a Castiglione del Genovesi dove senza entrare nel paesino ma prendendo una deviazione sulla destra che conduce ad una impervia salita prendo via per il Santuario del Monte Tobenna. Le foglie iniziano a cadere, la strada è leggermente bagnata, le castagne saltano sotto le gomme dell'auto e finalmente il panorama si apre e noi posiamo la macchina nei pressi della vecchia chiesetta. Notando le sue creste frastagliate, quella sua composizione quasi a cinta muraria il pensiero è subito rivolto a quel poggio alto che domani il golfo, tanto che in men che non si dica, da una semplice passeggiata ne esce una piccola ma significativa escursione. La brina si è accomulata sulle rocce, sembra quasi neve, ma al tatto si capisce la sua consistenza, gli steli dal "calcare" si alzano come a volersi mettere sull'attenti e smuovono la "testa&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOcxMRUMLI/AAAAAAAAAd0/ku3Pxsw0aTM/s1600-h/Monte+Tobenna+%289%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 299px; height: 224px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOcxMRUMLI/AAAAAAAAAd0/ku3Pxsw0aTM/s320/Monte+Tobenna+%289%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256717558992875698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;" a destra e sinistra , mentre i nostri passi avanzano su "scalini" che man mano aumentano di grandezza. Il sole è frontale, i suoi raggi ci "accecano", la strada non è segnata ma la vista ci indica il percorso. Sprogendoci su di un lato inziamo a "respirare" il panorama verso Palinuro anche se la luce ci impedisce di guardare oltre.&lt;br /&gt;Pian piano però il sole "tramonta" dietro le rupi e siamo noi a decidere questo calare, camminando verso Nord in direzione del Monte Monna che liscio come una lama sembrava dialogare con Pizzo San Michele. Oltre tutto, e oltre tutti i Monti , la Cima del Terminio ci regala il dono della Dama Bianca, la neve ha coperto le sue rocce più alta e siamo solo al quattro Ottobre.&lt;br /&gt;I passi si accorciano, il fiatone si fa sentire, non attrezzati e sfiorati dal vento freddo finalmente raggiungiamo il "Poggio". Da sopra il panorama è mozzafiato, il mare sembra a portata di mano, Salerno commuove lo spettatore inerme che capisce di esser nato in un posto unico, dove il mare, i monti ed il cielo si fondono e si ha una scelta ampia difficile da trovare altrove.&lt;br /&gt;Ma il panorama non è l'unica caratteristica, ed infatti camminando su quella "pianura di cresta" giungiamo nei pressi di un castagno solitario , verde, che al suo "cospetto" aveva una radura formata da felci e da un'insolito "cunicolo" di vegetazione dove vi era un tappeto di ricci.&lt;br /&gt;Sopra è tutto abbastanza secco, la vegetazione si nota sui monti vicini e Castiglione spunta "indifeso" tra le "terre".&lt;br /&gt;La nostra permanenza non &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOdGEyPNgI/AAAAAAAAAd8/346c2MTypmw/s1600-h/Monte+Tobenna+%2820%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 291px; height: 218px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOdGEyPNgI/AAAAAAAAAd8/346c2MTypmw/s320/Monte+Tobenna+%2820%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256717917760730626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;è lunga, il tempo di qualche foto e via verso la chiesetta, ma prima un po di semi arrampicata per scendere in tratti diversi da quelli della salita, affrontando dei salti di roccia che mi procurano anche una leggera slogatura.&lt;br /&gt;Il ritorno verso i Picentini è legato al ricordo di quel mare che si godeva nella sua interezza da un Monte per giunta non tanto alto e prima di ritornare a casa, per il gusto di esplorare e di non perdere neanche un minuto prezioso di questa uscita, visita a Terravecchia tra i suoi vicoli, le sue piazzette e i suoi splendidi palazzi antichi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6626961002266579250?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6626961002266579250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6626961002266579250' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6626961002266579250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6626961002266579250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/prima-domenica-di-ottobre-monte-tobenna.html' title='Prima domenica di Ottobre: Monte Tobenna 850 msm e Terravecchia'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SO3_CIh1aaI/AAAAAAAAAck/jqJyJrBclE0/s72-c/Tobbenna+e+Terravecchia+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-879283538899257526</id><published>2008-10-08T06:44:00.000-07:00</published><updated>2008-10-08T06:49:29.191-07:00</updated><title type='text'>Bellizzi-Piano del Gaudo-Laceno-Bagnoli Irpino-Acerno-Bellizzi in moto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6NUxiL2I/AAAAAAAAAcU/8kv4gEBsyqE/s1600-h/Moto.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6NUxiL2I/AAAAAAAAAcU/8kv4gEBsyqE/s320/Moto.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254779603312062306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La mattinata era iniziata con i migliori propositi, il sole splendeva alto nel cielo azzurro e da contorno solo qualche nuvoletta che faceva da coreografia. L'ideale, pensavo, per intraprendere un giro da "spettatore" in moto con l'amico Francesco. Il tempo passa, ascolto un po di musica e arriva l'ora di pranzo... il cielo si fa più scuro, mi affaccio alla finestra ma c'è un pallido sole che viene coperto da una piccola nuvoletta mentre le montagne sono limpide alle spalle della città. Mangio, ascolto un po di musica e alle 15 decido di prepararmi per scendere... un jeans, calzini media altezza, canottiera, maglietta, maglione, giubbino pesante e guanti nella tasca del giubbino.... chi sa!&lt;br /&gt;Alle 16 arriva Francesco, il cielo intanto non era per niente limpido ma le montagne lo erano ancora... partiamo alla volta di Montecorvino dove per i primi tratti sbilancio un po il "pilota" ma poi capisco i meccanismi e seguo traiettorie e movimenti per armonizzare con la guida. Le mani sono calde, la faccia anche, la visiera del casco dinanzi al volto e le gambe rilassate. Superiamo Montecorvino Rovella quando alla Madonna dell'Eterno un po di freddo si sente nelle mani e un altro brivido sale quando la moto prende velocità per un rettilineo facendomi "squagliare" per un secondo, ma subito riprendo colorito e concentrazione. Il mare su un lato e il Raione dall'altro, tra una chiacchiera e l'altra sul modo di guidare l'auto e Michela che soffre le curve arriviamo nel fitto del bosco dove inizio ad indossare i guanti.&lt;br /&gt;Non avevo eccessivamente freddo ma le mani si erano leggermente atrofizzate e forse il casco non della mia misura mi comprimeva le vene del cervello facendo diventare più fredda la mia mente che faceva da contrasto al corpo. In località Camporotondo faccio appello all'attenzione per passaggio di "maiali e cinghialetti" quotidiano e poi tra curve e contro curve si arriva sul rettilineo del primo scollinamento dove per un duecento metri perdo lucidità vedendomi la strada scorrere troppo veloce.&lt;br /&gt;Pazienza! La velocità si ristabilisce subito dopo in curva... e dopo aver superato N'dramaciume e qualche altra salita finalmente siamo ad Acerno dove decidiamo (io) di salire verso il Piano del Gaudo! (scelta infame). La strada all'inizio sembra rotta, ma poi alla Madonna delle Grazie si aggiusta un po ed io ancora in me "buffoneggio" indicando monti e nomi e segnalando sentieri .... alla vostra destra il Polveracchio, alla sinistra il Ponte Pinzarrino, alla destra...ecc ecc... finchè quando Francesco voleva assentarsi dalle chiacchiere scattava di colpo e mi faceva ammutolire per qualche istante...poca roba! Passando per eccezionali castagneti ancora verdi e ripidi pendii, attraversando un boschetto fitto e scuro giungiamo sui Pianori del Gaudo dove alcuni cavalli ci danno il benvenuto mente i jeans iniziavano a indurire le maglie e le trame. In quel momento ho iniziato a temere essendo arrivati sui 1100 m e avendo coscienza che a quell'altezza saremmo restati per molto ancora. Superiamo i piani del Gaudo dove racconto i fatti storici della Pasquetta 2005 (con gli amici di Acerno alla Caserma) con sommo interesse di chi guidava e arriviamo in un tratto dove finalmente si scende sotto i 30 orari (sollievo!!) per via di alcune buche. Ma "purtroppo" torna l'asfalto, anzi l'asfalto nuovo e riprendono alcuni allunghi per farmi "tacere" o per tastare le ruote nuove... mah! Anche se quei picchi di velocità non erano male, sarò sincero. Nello stesso istante mi rendo conto che avevo i guanti e che sotto i guanti però non avevo le mani, o meglio iniziavo a tastarmi la faccia non per sentire il volto ma per sentire i miei arti superiori (toccando più volte la visiera del casco che mi sembrava trasparente) e mi &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6Vwkl-xI/AAAAAAAAAcc/0J81Etvqd2E/s1600-h/Moto+%281%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6Vwkl-xI/AAAAAAAAAcc/0J81Etvqd2E/s320/Moto+%281%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254779748212931346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rendevo conto che mi mancava una parte di corpo...allorchè ho iniziato a temere e ho cercato di mantenermi con i soli piedi, ma mentre li cerco di muovere mi sovviene che li avrò dimenticati a casa perchè anch'essi sono inesistenti e le gambe ormai degne di un Bronzo di Riace tanto ferme e statiche... i jeans cominciavano a cacciare le stalattiti e sembravano quei merluzzi surgelati messi nei supermercati. In quell'istante ero un vegetale, solo la parte del corpo riparata da Francesco era viva e l'unica cosa che muovevo era la lingua che dal profondo del corpo era animata da non so cosa...e non lo sapremo mai dato che come ragionavamo : smetterò di parlare solo quando fra 1000 anni... lasciamo sta!&lt;br /&gt;Dal Piano Migliato ormai in assenza di sangue liquido in diverse parti del corpo, penso al Dottor Alvino Jr. e ai suoi teli termici e all'improvviso le labbra perdono consistenza e il naso mi sembra cuocere! Il Cervialto sembra vicino ma mancano ancora 5 km al Colle del Leone e al Piano L'Acernese le uniche funzioni organiche riguardavano il cuore e la lingua, il cervello ormai era staccato da un bel pezzo... inizio anche a tremare... lunga volata finale dal Ristorante La Lucciola e finalmente fermiamo quell' "arnese infernale" e appena scavalco (con l'uso del mento ancora abbastanza funzionale) la moto sto quasi per cadere perchè oltre alle gambe il jeans si era atrofizzato ed era rimasto cosi come mi ero seduto... ma lo scatto a scendere spacca quel po di ghiaccio formatosi e mi permette di restare nel baricentro impedi... Francesco mi trasporta in braccio nel bar dove tento di riprendere calore...E PENSARE CHE AVEVAMO DECISO DI PRENDERE UNA COSA FRESCA!!! Decido di passare al Cappuccino, intanto la bocca e la faccia sono viola e le mani tremano a mo di morbo di Parkinson... Francesco prende un gelato e mentre lo vedo con la mano nel frigorifero vengo trafitto da un dolore atroce... MAMMA MIA! COMM SI FA! Arriva il cappuccino ed è un momento tragico... le mani mi tremano cosi tanto che non riesco a tenere la tazza ferma, mi cade del latte sul sotto tazza e la poso... provo a rialzarla ma ricade... la terza volta faccio un sorso...mentre alle mie spalle un infame.. ehm simpaticissimo Francesco sta morendo dalle risate ed io non riesco neanche a parlare finchè al Bar vedendomi impossibilitato a usare le mani mi chiedono se volessi una "Cannuccia" ed è li che il "simpaticone" inizia a piangere e se ne esce con frasi del tipo :"L'uomo di montagna" "colui che va sulle nevi"... avessi avuto un po di forza in più non so che vendette avrei provocato ma non era il caso...mi sarei spezzato anche il muscolo della parola!! Dopo circa 15 minuti riesco a sollevare la tazza , la mano trema meno e bevo il cappuccino...prendo il portafoglio e non riesco ad inserire il resto al suo interno ancora per il tremore (sempre tra le risate di....). Usciamo e ci sediamo su una panchina dove ci viene la brillante idea di chiamare a ........Miky con la quale sempre il "simpatico pilota" inizia a sbeffeggiare il loro Presidente ed io me la faccio passare dicendo : "MM M I I CHE'.. A VVVUUOOO F FF A ANCORA A MOOODDDERRATRICCE" (parole tremolanti) e ovviamente altre minacce che non sto qui a raccontare per il decoro di questo forum... il tempo passa, sto per prendere un po di colorito mentre Francesco mi umilia con fotografie, inserisco il casco facendo le solite peripezie per far entrare l'orecchio destro e poi si parte... ma mentre il calore sta per arrivare lentamente... INIZIA A PIOVERE. Dapprima leggerissima, poi sempre più forte... a Bagnoli il diluvio che ci accompagna fino alle Croci di Acerno dove ormai l'acqua è entrata ovunque, le mutande sono zuppe, i pantaloni ora congelano meglio perchè aiutati dall' H2O (molecola odiosa in questi casi)...e il freddo poi stimola anche la voglia di andare al bagno.&lt;br /&gt;Fortunatamente ad Acerno spunta il sereno e fino a Montecorvino sono uno straccio su uno stendino sul balcone in una sera di grecale che oltre ad asciugarsi congela e resta fermo e "n'tizznut" fino al paese... pensare che non ho tolto neanche gli occhiali da sole quando alle 19 era tutto scuro...ma orami non ero più in me. Scendo dalla moto e sto quasi per cadere a terra...sono un fantasma e l'unica parte bagnata rimane quella più nascosta  Stato comatoso...&lt;br /&gt;Doccia calda di mezz'ora...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resoconto di ciò che doveva essere una piacevole gita in moto e che si è trasformata in un calvario al Monte...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto sommato non ci lamentiamo e quando il calore ritorna la prima cosa che viene in mente è : Cacchio! Però lo rifarei!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-879283538899257526?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/879283538899257526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=879283538899257526' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/879283538899257526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/879283538899257526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/bellizzi-piano-del-gaudo-laceno-bagnoli.html' title='Bellizzi-Piano del Gaudo-Laceno-Bagnoli Irpino-Acerno-Bellizzi in moto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6NUxiL2I/AAAAAAAAAcU/8kv4gEBsyqE/s72-c/Moto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-853740107847202766</id><published>2008-10-08T05:59:00.000-07:00</published><updated>2008-10-08T08:14:25.781-07:00</updated><title type='text'>QUOTA 10 "Al Cervialto dei Record" 21 Settembre 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyvJCYzVAI/AAAAAAAAAb8/IGSqO0A9fow/s1600-h/Cervialto+21+Settembre+2008+002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyvJCYzVAI/AAAAAAAAAb8/IGSqO0A9fow/s320/Cervialto+21+Settembre+2008+002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254767435029107714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando la Vita ti sorprende non sai mai in che modo e in che forme lo fa prima che lo provi sulla tua pelle e l'esperienza capitatami il 21 Settembre 2008 ha , a dir poco, dell'incredibile. Notizie che ti sconvolgono, situazioni inimmaginabili, prestazioni atletiche inaspettate sono tutto ciò che ho vissuto sulla mia pelle dal 17 al 21 Settembre.&lt;br /&gt;Ormai avevo riposto nel 28 tutte le speranze di raggiungere quota 10 al Cervialto e mai avrei pensato che in qualche modo la "sorte" mi avrebbe posto dinanzi un'ennesima possibilità di scalata che da possibilità poi si è tramutata in una "prova" vera e propria. Da ormai un anno il sentiero della vetta dei Picentini non ha segreti ma a volte una semplice affermazione rende un percorso visto e rivisto una situazione inedita. Ed è cosi che inizia la storia, seduti su un divano al compleanno dell'amica Michela che dopo tre mesi di continue proposte di escursione all'improvviso da l'inatteso "ok" in compagnia di Francesco. In quell'istante la notizia mi ha reso leggermente sconvolto, poi pian piano ho inziato a realizzare cosa stesse succedendo e se non fosse stato per Francesco credo che non mi sarei neanche organizzato perchè non ci avrei creduto. L'appuntamento è fissato alle 7.15 aBellizzi ma io scendo alle 7.30 (tanto già sapevo) nonostante l'avvertimento telefonico di ritardo (che aspettavo). Walter aspettava con la sua solita pacatezza e impassibilità e nella sua mente gli spettri del suo "quinto" Cervialto iniziavano ad aleggiare e una smorfia di inquietudine si leggeva chiaramente sul suo volto; si capiva facilmente che la sua presenza era dovuta solamente alla compagnia che anche lui più volte aveva auspicato.&lt;br /&gt;Finalmente il tutto è pronto, Michela dorme ancora, ma si può partire, ci dividiamo in due auto (sempre per colpa sua) e saliamo alla volta di Acerno e come in una maledizione mentre mi lamentavo amichevolmente per la scelta delle due auto (scelta dovuta ad abitudini di guida per non sentirsi male nelle cur&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4DGbyFkI/AAAAAAAAAcE/QZDEwuMkwNc/s1600-h/Cervialto+21+Settembre+2008+017.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 295px; height: 221px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4DGbyFkI/AAAAAAAAAcE/QZDEwuMkwNc/s320/Cervialto+21+Settembre+2008+017.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254777228640785986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ve) mi sento male e devo fermarmi in località "camporotondo". Subito mi volto alla macchina dietro ma poi riprendendomi ripartiamo. Passano altri chilometri e a Bagnoli ho di nuovo il mal d'auto e quindi nuova sosta; fin sul Laceno però problemi zero e la visuale della nebbia che abbandonava i Monti era idilliaca. Walter non era convinto di trovare limpidezza sulla vetta, io neanche (anzi ne ero convinto della nebbia!) ma cercavo di tirare su il morale con frasi arrembanti.&lt;br /&gt;Al Colle del Leone parte la preparazione, zaini, scarpe da trekking, macchine fotografiche e sveglia a Michela che inziava a riprendersi (forse).  Il sentiero è bagnato , il passo non è male e arriviamo in poco tempo alla "torretta" dove dopo migliaia di chiacchiere una "fatica" immane (per tre una passeggiata) ci porta alla visuale sul Piano l'Acernese.&lt;br /&gt;Il tempo passa, la camminata è piacevole, non parlano tutti forse assediati dalle mie chiacchiere, Francesco è pimpante, Walter con le sue scarpe d'Alpinismo puro (a mio avviso inutili) è afflitto dal peso della sua Nikon che ormai è in pensione da circa 2 mesi , ma continua a caricarsela nello zaino. Riposiamo a Filicecchio, ci sediamo sulle rocce e scattiamo qualche foto, poi senza decellerare più, dritti sulle creste del Cervialto. La salita più dura dell'intero sentiero, mi giro e vedo lo sconforto , allora prendo il passo avanti e cedo i bastoncini a Michela che li usa come Vito (senza metterli nel terreno: non servono a niente). Lungo il crinale nonostante le nuvole e il cielo grigiastro il Mare era limpidissimo, la costiera amalfitana "splendeva" con Capo d'Orso e Vietri all'orizzonte mentre sul lato montano nebbie avvolgevano le cime più alte.&lt;br /&gt;Alcuni allora iniziano a parlare delle vecchie imprese e arrivati alla prima cresta, Walter mi manda all'avanscoperta per allontanare una mandria di mucche, dopo le quali partiva impervia la seconda cresta. Un falchetto ci passa sulla testa, la nebbia inzia ad infittirsi e la visuale si chiude, come volevasi dimostrare anche il Cervialto alla vista degli ospiti si è messo paura e si è chiuso a "riccio". La conca è "inesistente", la temperatura bassa come il 17 Settembre e allora invece di fermarci andiamo in contro alla "sorte" su per le creste verso il punto trigonometrico, verso "LUI", il "mitico" ed "amatissimo" libro di Vetta! Dieci volte in cima! Obiettivo raggiunto! Quattro volte solo a Settembre (ma ci sarà la quinta) e conquistata la vetta nel primo giorno di autunno. Firmano tutti e Michela concede anche i suoi pensieri sulle pagine del "mio" diario; va bè concediamoglielo.&lt;br /&gt;La permanenza in vetta non è facile, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4ZI2sU7I/AAAAAAAAAcM/5BGUE95nGzU/s1600-h/Cervialto+21+Settembre+2008+046.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4ZI2sU7I/AAAAAAAAAcM/5BGUE95nGzU/s320/Cervialto+21+Settembre+2008+046.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254777607247647666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;quindi decidiamo di mangiare e scendere subito, questa volta all'interno della conca, dove la nebbia sul suo fondo non c'era me regnava l'umidità e la scivolosità; e senza fare nomi , nel gruppo c'era anche ci con le scarpe di "gomma" stava rischiano la "vita". Risaliamo il "crinale" e scendiamo rapidi verso le auto al Colle del Leone.&lt;br /&gt;L'escursione "impossibile", l' escursione dei "miracoli" , il Cervialto dei Record ( e non per le 10 volte). Indimenticabile, scioccante, emozionante e piacevole, nonostante le mie preoccupazioni su di un membro della spedizione il tutto è filato liscio senza problemi. Ritorniamo a casa pimpanti, forti , arzilli e contenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. qualcuno ha messo il pigiama alle 20.30 e si è svegliata alle 13 del giorno dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-853740107847202766?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/853740107847202766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=853740107847202766' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/853740107847202766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/853740107847202766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/quota-10-al-cervialto-dei-record-21.html' title='QUOTA 10 &quot;Al Cervialto dei Record&quot; 21 Settembre 2008'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyvJCYzVAI/AAAAAAAAAb8/IGSqO0A9fow/s72-c/Cervialto+21+Settembre+2008+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8206922776429988441</id><published>2008-09-19T05:22:00.000-07:00</published><updated>2008-10-08T05:57:28.496-07:00</updated><title type='text'>17 Settembre 2008 In cima al Freddo: conclusione di un'estate di imprese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SNOZ2jMhrQI/AAAAAAAAAbY/18UlCMTxsSE/s1600-h/Cervialto+17-09.2008+012.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 296px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SNOZ2jMhrQI/AAAAAAAAAbY/18UlCMTxsSE/s320/Cervialto+17-09.2008+012.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247707153256525058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il mercoledì delle imprese, il giorno in cui si è conclusa l'avventura estiva della coppia d'attacco Angelo Mattia Rocco - Federico Alvino; ebbene si, Federico dopo 2 mesi Campani è tornato a Siena per studio, ma come fu La Nuda (la prima impresa) all'inizio, un'escursione "leggendaria" ha coronato questa fantastica esperienza montana durata tantissimo. Stanchi dal dover convivere con la "novità", ovvero di dover sempre cercare un incentivo nuovo per proseguire le nostre escursioni e consapevoli della mia voglia di conquistare 10 volte il Cervialto in un anno, presi anche dalla malinconia finale ci rechiamo per l'ennesima volta sull'altopiano Laceno. L'obiettivo era chiaro e preciso già da una settimana, le carte meteo annunciano un freddo invernale improvviso sui monti e noi vogliamo toccare con mano la temperatura più bassa della campania. Ci sarebbe stato il Cervati come vetta più alta e forse più fredda, ma la mattina stessa ci mostra un'Irpinia avvolta ancora da nebbie e nuvole e un cilento sgombro da nubi e al sole e cosi il picco del "gelo" è li, su quella vetta che ormai è divenuta il simbolo di questa estate.&lt;br /&gt;L'altopiano desertissimo, anche le mucche sembravano in ferie, il freddo tardo autunnale e quei 9° con il venticello a penetrare nelle ossa, il laghetto solitario e quella vetta avvolta da nuvole e nebbie possenti. Al Campeggio Zauli per l'ennesima volta , la terza consecutiva, dove posiamo le auto e indossiamo il maglione pesante. Durante la settimana aveva anche piovuto e cosi ci ritroviamo su un sentiero bagnato, franato in alcuni tratti e molto molto scivoloso nelle parti più ripide.&lt;br /&gt;Superiamo con grande disinvolutra il primo tratto al fianco del vallone e le foglie battute dalle acque rendevano il tutto più semplice e intuitivo, la salita ovviamente ripida come sempre e l'umidità che si alzava dal suolo, ogni tanto qualche fungo (velenoso ovviamente) e lo sforzo di raggiungere la prima mulattiera. Dalla prima mulattiera il paesaggio cambia radicalmente per un sentiero impervio, reso durissimo e faticoso da una coltre di fango sottilissima che però non concedeva spazio all stabilità. Fino al Valico di Giamberardino però il passo era ancora abbastanza agevole, le difficoltà enormi dopo, dal varco alla crinale Nord del Monte Cervialto. I giovani faggi gocciolanti&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyt6CA37JI/AAAAAAAAAb0/RFMX5xuvzdc/s1600-h/Cervialto+17-09.2008+023.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 286px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyt6CA37JI/AAAAAAAAAb0/RFMX5xuvzdc/s320/Cervialto+17-09.2008+023.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254766077719080082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e umidi, una leggera nebbiolina che man mano diveniva sempre più fitta, il vento freddo e una "pioggia" di larve di cavalletta che cadevano dalle piante. Il sentiero era di un rosso argilloso, i piedi faticavano a mantenere l'aderenza e i bastoncini erano chiusi al massimo come se fossero delle piccozze in uso su un ghiacciaio. Rischiamo diverse volte di cadere, ma non ci scoraggiamo minimamente, raggiungiamo il tratto più ripido e notiamo che le solite foglie secche sono state "sostituite" da un'immensa fanghiglia compatta e a "cascata"; l'ultimo sforzo e infine siamo sul boschetto che di li a poco in una coltre di nebbia fittissima ci avrebbe portato sulla vetta. Nel vallone non vediamo praticamente nulla, il freddo ci prende all'improvviso mentre una bellissima brinata ci fa rendere conto della temperatura prossima allo zero e cosi in velocità , vestiti solo di una camicetta ci rechiamo al punto trignometrico dove indossiamo maglione, giubbino invernale, guanti e cappuccio.&lt;br /&gt;Il vento è terrificante, il termometro segna 3°, il tutto è avvolto dal "grigio" e di tanto in tanto si odono delle voci venire da chissà dove, mentre mucche pascolavano indisturbate sotto i nostri occhi che però non potevano vederle. L'obiettivo del "freddo" è stato raggiunto, la situazione meteorologica è esaltante per chi voleva a tutti i costi verificarla e cosi apriamo il libro di vetta e firmiamo descrivendo sentiero e condizioni atmosferiche. La mia nona volta in cima e non l'ultima, che ha rappresentato un giorno invernale in uno strano giorno di fine estate.&lt;br /&gt;Il freddo iniziava a penetrare nelle ossa, l'umidità era del 100%, i panni restavano impregnati di sudore e ormai le mani non le sentivamo più, cosi decidiamo di scendere seguendo la strada "maestra" sulla cresta W che in quel caso poteva essere percorsa solo da chi nella sua esperienza la conosce molto bene data l'assenz&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOytkNV9T3I/AAAAAAAAAbs/bFpkto8VPnU/s1600-h/Cervialto+17-09.2008+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 298px; height: 227px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOytkNV9T3I/AAAAAAAAAbs/bFpkto8VPnU/s320/Cervialto+17-09.2008+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254765702803181426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a di punti di riferimento. Su quel versante il vento sferza delle raffiche impressionanti, la mia faccia è quasi viola e ormai i guanti sembrano inutili, finchè giunti alla "stazione idrometereologica" scendiamo di quota e già a 1700 metri lo scenario della nebbia ci abbandona. Lungo il sentiero 113 verso il Colle del Leone ce la prendiamo con calma, godiamo del tempo e dell'ebrezza di questa giornata e ci riposiamo su di una rupe per circa 45 minuti nell'intento di respirare fino in fondo questa avventura.&lt;br /&gt;Al Colle poi per i piani dei Vaccari e dell'Acernese, immersi in un sole freddo che ci condusse all'auto, con la quale di li a poco ci saremmo spostati sull'Altopiano Laceno per riscaldarci con una cioccolata calda e un buon cappuccino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8206922776429988441?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8206922776429988441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8206922776429988441' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8206922776429988441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8206922776429988441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/17-settembre-2008-in-cima-al-freddo.html' title='17 Settembre 2008 In cima al Freddo: conclusione di un&apos;estate di imprese'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SNOZ2jMhrQI/AAAAAAAAAbY/18UlCMTxsSE/s72-c/Cervialto+17-09.2008+012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4254523505662925037</id><published>2008-09-10T14:34:00.000-07:00</published><updated>2008-09-10T14:51:56.028-07:00</updated><title type='text'>28 Settembre Raduno-Escursione al Monte Cervialto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg-CgRWo_I/AAAAAAAAAbQ/pwF9gM5h4Ig/s1600-h/Cervialto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg-CgRWo_I/AAAAAAAAAbQ/pwF9gM5h4Ig/s320/Cervialto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244509978816324594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il giorno 28 Settembre, salvo condizioni metereologiche avverse, l'Associazione Girogustandocampania propone un'escursione comune al Monte Cervialto per tutti i soci e non solo. Per l'escursione sono richieste preparazione fisica ed attrezzatura adeguata e il tutto ovviamente è a responsabilità propria, l'associazione declina da ogni responsabilità.&lt;br /&gt;Il Raduno è previsto presso la Fontana Sorgente della Tronola sul Lago Laceno nei pressi dell'Area di Servizio per le ore 8.15 - 8.30. Per le ore 8.45 - 9.00 invece proseguimento verso il Colle del Leone dove lascermo le auto per proseguire a piedi lungo il sentiero che congiunge alla vetta del Cervialto. L'escursione è di media difficoltà, abbastanza lunga, della durata di 3 ore o 3 ore e mezza con un dislivello in salita di 600 m. Occorre oltre ad una buona preparazione fisica, uno zaino, scarpe da trekking, 2 bottiglie d'acqua, 2- 3 panini e qualche cornettino (zuccheri).&lt;br /&gt;Per partecipare a livello associativo è necessaria la prenotazione tramite e-mail all'indirizzo info@girogustandocampania.it , per informazioni rivolgersi personalmente a me (Angelo Mattia Rocco) allo stesso indirizzo.&lt;br /&gt;Le prenotazioni saranno aperte fino al 24 Settembre. Nei giorni successivi a seconda delle condizioni meteo si deciderà la partenza sicura o l'eventuale rinvio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4254523505662925037?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4254523505662925037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4254523505662925037' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4254523505662925037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4254523505662925037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/28-sttmbre-raduno-escursione-al-monte.html' title='28 Settembre Raduno-Escursione al Monte Cervialto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg-CgRWo_I/AAAAAAAAAbQ/pwF9gM5h4Ig/s72-c/Cervialto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1828180542028318737</id><published>2008-09-10T13:53:00.001-07:00</published><updated>2008-09-10T14:19:26.813-07:00</updated><title type='text'>07-09-2008 Cervarolo:il tassello mancante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMgz5wW_teI/AAAAAAAAAaw/VvMDcCb5uSw/s1600-h/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMgz5wW_teI/AAAAAAAAAaw/VvMDcCb5uSw/s320/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244498833399854562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ovviamente tutto avrebbe fatto pensare ad un addio o ad un lungo arrivederci con quel pianoro diventato un "simbolo" della nostra associazione, eppure ciò che resta dentro ad ogni momento è sempre pronto a riuscire per concrtizzarsi e realizzarsi. Una domenica apparentemente tranquilla ma con l'accenno al nervosismo dell'aria e non solo; converrebbe date le premesse restare a casa, partecipare alla vita quotidiana che ormai da diverse "feste" manca, ma la montagna chiama, urla e non possiamo che ascoltarla.&lt;br /&gt;La fontana della Tronola come al solito immagine fissa di un viaggio-ricordo mi riappare davanti e con il suo gocciolio sottile riempie le bottiglie che vi portiamo ogni volta e noi beviamo quell'acqua come un filtro, un elisir che ci proteggerà lungo il cammino. Il cielo umidissimo, le goccioline d'acqua si tramutano in sudore e solo di tanto in tanto la "nostra stella" fa capolino, ma quando si è già ad altezze rilevanti e sopratutto alla quota magica di 1100, su un altopiano a te noto è impossibile tirarsi indietro. Il cammino a differenza del solito non parte dal duro asfalto ma per ferma decisione del collega Walter si sosta dinanzi ai tavolini e alla fresca fontana del Campeggio Zauli, posto divenuto ormai familiare e dal sapore ormai antico. Gli alberi iniziano ad avere una "faccia" stanca, c'è già chi si fa la tinta e inzia a mostrare ciocche colorate vanitosamente, altri invece ostentano giovinezza e sopratutto potenza ma si percepisce che sono al calar della loro eccellenza. Le pietre della carraia diventano molto grige, la luce cala, il bosco si infittisce e il sentiero come ovvio si perde tra i faggi mentre il vallone attraversato il martedi comincia a divenire tetro. Il caldo avvolge il bosco, lo riusciamo a vedere con gli occhi e sopratu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg2uXZ9YyI/AAAAAAAAAa4/xFl3xuM-g4k/s1600-h/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg2uXZ9YyI/AAAAAAAAAa4/xFl3xuM-g4k/s320/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244501936257721122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tto ci rendiamo conto di quando ci abbaracci, ma non è una fusa amichevole. Dopo tutto però, la natura ti accoglie e ti respinge, bisogna saperla conoscere ed è necessario assecondarla e farvi amicizia e probabilmente le "lamentele" di un nostro amico disprezzante di rami e foglie non fanno altro che accentuare questo astio. I tornanti si inerpicano e la strada sembra sempre più coperta come se dall'alto qualcuno si fosse smosso i "capelli" che però vengono puliti più in alto dai più giovani che nella loro tenera età si raggruppano ai bordi della mulattiera per scherzare con noi. Ovviamente il tratto è come l'altra volta affascinante, l'unica acqua rimasta giù si nota come una piccola chiazza e Giamberardino ci saluta di nuovo volgendo a noi però lo sguardo torvo e nervoso. La luce è praticamente sorpassata dalla nuvolaglia e al fermarsi del caldo, il vento freddo ci raggiunge per sollevarci ma d'improvviso la pioggia ci prende di sorpresa. Il tempo cambia, l'autunno si assapora ancor di più e finalmente proviamo le attrezzature di emergenza. Scavalchiamo i rami che ci sgambettano e usciamo allo scoperto con le mantelline ed i coprizaini e ossrvando quelle che io definisco "gobbe" e non creste ci avviamo su quel "bruco" roccioso per raggiunger il suo addome curvo verso l'alto nel momento di massimo sforzo. Il passaggio iniziale è allo scoperto ma subito incontriamo la presenza di un boschetto sul costone, all'inizio non concentrati ci fermiamo ma come un lampo si accende l'idea di attraversare un albero bruciato dai fulmini e superata quella porta il terreno si "batte" come un vialetto di gnomi o elfi nel verde e nella pace di un caratteristico boschetto. Il regno della tranquillità che si aggiunge all'uscire del sole che ci riscalda e ci costringe a togliere ciò che avevamo indossato per proteggerci dall'acqua.&lt;br /&gt;All'uscita dall'idilliaco loco si aprono le altre gobbe e notando una vetta alta sorpassiamo altri alberi puntando verso il basso e risalendo, raggiungendola; ci rendiamo subito conto di non essere al culimine e cosi riscendendo e risuperando altri clivi boscosi giungiamo sulla vetta del luogotenente Cervarolo, colui che aiuta l'imperatore Cervialto nel lavoro di guardia contro le intemperanze dell'uomo.&lt;br /&gt;La gobba principale ci sostiene a tre, con Adriano e Federico soddisfatti ed io entusiasmato ancora una volta da quel fazzoletto d'Irpinia visto da un'altra angolazione, vorremo stare li ancora molto ma la vista del "gigante" ci fa subito capire che Giamberardino richiama all'oridine per proseguire "lo passo antico". Ritorniamo velocemente al punto sbagliando anche leggermente strada ma raccapezzandoci subito e cosi su per i faggi chini e i crinali scoscesi, incontrando anche un amico serpente di sfuggita nel tronco di un albero, giungiamo sul dorso del sovrano e con una corsa immane tocco per la ottava volta la sua corona, li sulla sua vetta.&lt;br /&gt;Pnso e ripenso agli altri giorni, alle avventure, alla neve, al Maggio freddo, alla nebbia di Luglio, al cielo terso di Agosto, alla prima volta &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg5r6VqkcI/AAAAAAAAAbA/6s-g8-IS1Ss/s1600-h/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+037.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg5r6VqkcI/AAAAAAAAAbA/6s-g8-IS1Ss/s320/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+037.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244505192630227394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di Settembre e non riesco a staccarmi da quelle rocce e da quel libro di vetta che ormai per me è come un confidente, un diario personale custodito da colui il quale più di un lucchetto manterrà i miei segreti lasciandoli leggere solo a chi avrà la forza di giungervi; e chi avrà questa passione di sicuro non potrà rimanere distante e non sarà persona disfattista da cancellare ciò che è stato fatto.&lt;br /&gt;Cervialto ormai ti conosco, mi rendo conto della tua "vita" e ci credo davvero al fatto che in fondo percepsici la nostra presenza, ma sopratutto vedo al cielo e sento colui che nell'eternità e nell'antichità ti creò, cosi alto e lontano da noi per far si che salendoti e scalandoti potessimo ammirare il Suo Creato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1828180542028318737?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1828180542028318737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1828180542028318737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1828180542028318737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1828180542028318737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/07-09-2008-cervaroloil-tassello.html' title='07-09-2008 Cervarolo:il tassello mancante'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMgz5wW_teI/AAAAAAAAAaw/VvMDcCb5uSw/s72-c/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8975205102302656099</id><published>2008-09-09T07:11:00.001-07:00</published><updated>2008-09-09T07:49:15.462-07:00</updated><title type='text'>Campeggio Zauli - Cima Cervialto 02-09-2008 (Sostituzione libro di vetta)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaEdzPqrzI/AAAAAAAAAaQ/pmlIqM_XepM/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaEdzPqrzI/AAAAAAAAAaQ/pmlIqM_XepM/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244024463626514226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ultimamente il tempo è stato tiranno e non ho avuto possibilità di aggiornarvi sulle nostre avventure, ma questo pomeriggio mi sembra adatto e cosi sono qua per "regalarvi" l'emozione vissuta il 2 Settembre in compagnia dell'amico Federico. La settimana prima ci eravamo lasciati con la mia sesta volta al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; e la storia continua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perchè&lt;/span&gt; da allora altre due volte sono stato in cima, ma con delle differenze che ora vi spiegherò.&lt;br /&gt;La mattina del 2 Settembre parte con presupposti completamente diversi, dopo un anno dalla scoperta di questa cima e dopo essermi affezionato alle sue creste da socio del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;CAI&lt;/span&gt; chiedo se è possibile &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sostituire&lt;/span&gt; il libro di vetta che ormai è al termine e Sandro ci da fiducia consegnandoci il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;quadernino&lt;/span&gt; nuovo con tanto di scritte e di adesivi ufficiali. Ma nonostante l'impegno affidatoci e nonostante la voglia di battere il mio personale record di raggiungimento in un anno, non abbiamo voglia di arrivare in cima dal solito posto con la sicurezza di giungervi, ma tentiamo una nuova strada mettendo in conto di poterci fermare per assenza di sentiero. L'obiettivo di giornata è l'intero sentiero 113 del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;CAI&lt;/span&gt; partendo dall'Altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Laceno&lt;/span&gt; esattamente dal Campeggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Zauli&lt;/span&gt;, ma noi convinti di ciò che stavamo facendo e vogliosi di avventura lasciamo l'auto all'imbocco di via Sorgente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Tronola&lt;/span&gt; e proseguiamo a piedi su strada asfaltata fino al Campeggio Bruno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Zauli&lt;/span&gt;. Dal Campeggio parte ufficialmente il sentiero ed è facilmente rintracciabile percorrendo la strada che va verso il Piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Acernese&lt;/span&gt; e girando a sinistra sul primo ponticello verde (con tanto di segnalino rosso bianco e scritta 113) che conduce su una carraia. D&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;apprima&lt;/span&gt; non convinti della decisione per l'assenza di segni, continuiamo per questa strada scorgendone qualcuno eroso dal tempo. Questo è un sentiero "vecchio", non battuto da diverso tempo e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;soprattutto&lt;/span&gt; la&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKr0tbF4I/AAAAAAAAAao/5H1dW0I2lfk/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+035.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKr0tbF4I/AAAAAAAAAao/5H1dW0I2lfk/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+035.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244031301607692162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sciato come fu fatto la prima volta a livello di segnalazioni, ma l'essenza del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; va respirata e a me stuzzica questa via. La carraia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;dapprima&lt;/span&gt; ciottolosa ad un tratto si interrompe in mulattiera e sbagliamo anche direzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;perchè&lt;/span&gt; facendoci prendere dalla semplicità del percorso non ci rendiamo conto inizialmente che il sentiero prende una netta piega sulla sinistra all'interno di un fitto bosco, tra rami, foglie e faggi spettacolari. Il manto di foglie accarezza i piedi, ogni tanto qualche ramo ci fa inciampare e la pendenza non è delle più semplice, i segnali fanno capolino ogni tanto sulle cortecce fino ad un vallone che costeggeremo per qualche metro. Dal vallone successivamente ci sposteremo vero l'interno ricongiungendoci su una mulattiera che lasceremo sulla destra e proseguendo nel bosco con un cambio di salita repentino in una piccola traccia di sentiero che fa serpentina tra rocce e rami con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;tornantini&lt;/span&gt; entusiasmanti. Siamo gasati, saliamo molto veloce e rimaniamo colpiti dai giochi di luce che il sole fa tra i rami , ma all'improvviso ci ritroviamo alla fine di questa salita su una mulattiera larga a doppio proseguimento. Le possibilità sono due continuare sulla destra o proseguire sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;sinistra&lt;/span&gt;, ma sia il buon senso che la cartina ci fanno prendere decisi sulla sinistra fino ad una piccola radura dove il sentiero al fianco del canalone-vallone riprende fitto e pendente. Si attraversa una faggeta giovane molto basse e in questo tratto i segnali non ci sono cosi dopo qualche minuto di cammino ne ritroviamo uno e proseguiamo tranquilli. La vegetazione cambia, i faggi diventano più alti e alle spalle ora è possibile scorgere il Lago e l'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e quando questi non saranno più visibili si aprirà dinanzi a noi una faggeta dalle radici particolari, simile alla tana del lupo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt;, che ci fa capire che siamo arrivati alla Valle di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Giamberardino&lt;/span&gt;. Da questa valle davvero caratteristica ci spostiamo fuori pista per un attimo allo scoperto raggiungendo le creste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; ma evitando di salirvi sopra lasciandocelo per la prossima avventura. Cosi, ritorniamo sul sentiero, attraversiamo un'altra giovane faggeta fitta e bassa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;finchè&lt;/span&gt; la strada non si apre su un bosco dai faggi chini (stile &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Terminio&lt;/span&gt;) che in alcuni metri ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;condu&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaIFOIxgOI/AAAAAAAAAaY/Ef6iJQE24Ro/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+030.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaIFOIxgOI/AAAAAAAAAaY/Ef6iJQE24Ro/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+030.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244028439395139810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ce al Varco di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Giamberardino&lt;/span&gt; ad oltre 1500 m, dal quale poi con una deviazione netta sulla destra prosegue il sentiero verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Calancone&lt;/span&gt; e le coste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;. Il sentiero ora diviene altamente complesso per l'inclinazione, ma il passo è davvero impressionante e anche dove il bosco si stringe fitto noi passiamo velocissimi incuranti di tutto e tra arbusti, fogliame e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;canalini&lt;/span&gt; scivolosi finalmente scorgiamo il cielo azzurro tra gli alberi. Alla vista del cielo lasciamo il sentiero e tagliamo dritti, sbuchiamo su una valle verde, un prato stupendo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;di fronte&lt;/span&gt; il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;Cervarulo&lt;/span&gt; e le coste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; ora ci sembrano cosi vicine che la fatica si perde e comincia l' "arrampicata" finale verso il "trionfo". L'erba è alta ed è un periodo eccezionale questo per i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, dove la secchezza non si è fatta viva e tutto è rimasto verde al contrario del giallo e del secco del 2007. Il passo in quell'erba alta era abbastanza pesante ma la vista della struttura in ferro del punto trigonometrico mi fece &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;sentire&lt;/span&gt; più forte e in men che non si dica vi giungemmo posando zaini e attrezzatura prima di aprire il faretto dove vi è posto il libro di vetta.&lt;br /&gt;L'emozione è fortissima, apro il "cofanetto", prendo la penna, leggo la mia ultima avventura e sull'ultima pagina a disposizione scrivo il resoconto della giornata e l'emozione che avevo nel compiere quel gesto che facile e banale all'apparenza per me significava molto. La firma su quell'ultima pagina e il ringraziamento a Sandro fanno da cornice al rituale del cambio, dove Federico prendendo il quaderno nuovo dallo zaino lo consegna nelle mie mani ed io &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;riscrivendo&lt;/span&gt; l'avventura e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;rifirmando&lt;/span&gt; lo pongo a custodia del "mio" Monte.&lt;br /&gt;La missione è stata superata, l'esito positivo, l'entusiasmo e alle stelle e la giornata è di quelle difficili da dimenticare. Siamo solo da 2 giorni nel mese dell'autunno e qui sopra già si respira quell'aria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;frizzantina&lt;/span&gt; di inizio Novembre, il vento freddino, il sole pallido e la vallata dormiente &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;conciliano&lt;/span&gt; la pace del corpo e cosi sdraiati su quelle rocce e poggiano la testa con un cappello sul viso riposiamo per circa 45 minuti nel silenzio totale. Ed ancora una volta ciò che dentro si prova è ancor diverso e penso che mai ci sarà giorno in cui una cima mi darà sensazioni di stanchezza e di ripetitività.&lt;br /&gt;Il riposo è rigenerante, la giornata passava tranquilla ma noi non avevamo fretta e ancora per un'altra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;mezz&lt;/span&gt;'ora decidemmo di stare li in compagnia della natura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;finchè&lt;/span&gt; dopo aver mangiato non prendemmo via verso le cresta Sud Occidentali e attraversata la Conca&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKLXoHXvI/AAAAAAAAAag/8eZxAAK_GDQ/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+073.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKLXoHXvI/AAAAAAAAAag/8eZxAAK_GDQ/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+073.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244030744044986098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ci rifermiamo alla capannina per assaporare di nuovo la "quota". Lungo le creste la sensazione di percorrere un giro da anni come in un film che al girar della pellicola ti fa ricordare tutti i momenti vissuti e tutte le emozioni che basta stimolarle per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;riviverle&lt;/span&gt;. Mi giro di tanto in tanto per osservare ciò che osservavo sempre salendo dal Colle del Leone ed è tutto cosi particolare ed unico che non mi stancherò mai di ripetere la sua &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;unicità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Discesi dalle creste poi ci rilassiamo camminando nel sottobosco di quelle alte faggete, tra i tornanti aperti al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; e le distese di erbe dove in Luglio vi spadroneggiavano le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;fragoline&lt;/span&gt; di bosco e a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; come per magia e per l'ennesima volta sento gli alberi "parlare" e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;scommetto&lt;/span&gt; che in quell'istante qualcosa su di me la stavano pensando e spero non in negativo. Dispiace solo che stavolta la solita sosta non c'è stata ma abbiamo proseguito dritti e veloci fino alla sbarra dove però stavolta abbiamo cambiato rotta e siamo scesi all'interno del bosco sbucando al Piano dei Vaccari e dal Piano dei Vaccari dritti in un altro bosco eccezionale e somigliante ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;Temponi&lt;/span&gt; del Cervati (solo più basso) uscendo poi al Piano L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;acernse&lt;/span&gt; esattamente sotto l'albero che ci apparve dopo la disavventura il 16 Settembre del 2007. Sotto quest'albero foto ricordo e una chiacchierata di rilassamento ma poi continuando ancora per i prati passiamo per i fontanili in pietra (senza acqua) e giungiamo "purtroppo" alla fine del sentiero e imbocchiamo la strada asfaltata che percorreremo per circa 2 km fino al Campeggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Zauli&lt;/span&gt;, dove ovviamente ci ricongiungiamo alla via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; per poi riprendere via Sorgente della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Tronola&lt;/span&gt; e arrivare alle auto.&lt;a id="publishButton" class="cssButton" href="javascript:void(0)" onclick="if (this.className.indexOf(&amp;quot;ubtn-disabled&amp;quot;) == -1) {var e = document['stuffform'].publish;(e.length) ? e[0].click() : e.click(); if (window.event) window.event.cancelBubble = true; return false;}"&gt;&lt;/a&gt;La giornata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;escursionistica&lt;/span&gt; volge al termine ma non certo quella dello sforzo e della fatica dato che ci attendevano le nostre bici da corsa e attorno all'anello del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;Laceno&lt;/span&gt; altri 60 km avrebbero messo fine a quella che è stata un'avventura, un'emozione e un ricordo che vivranno limpidi e vitali per sempre nel nostro animo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8975205102302656099?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8975205102302656099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8975205102302656099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8975205102302656099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8975205102302656099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/campeggio-zauli-cima-cervialto.html' title='Campeggio Zauli - Cima Cervialto 02-09-2008 (Sostituzione libro di vetta)'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaEdzPqrzI/AAAAAAAAAaQ/pmlIqM_XepM/s72-c/Cervialto+2+Settembre+2008+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1866956481499435795</id><published>2008-08-27T01:18:00.001-07:00</published><updated>2008-09-03T03:32:11.066-07:00</updated><title type='text'>Cervialto "6"... "mio" 26-08-208</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUOM_V1hPI/AAAAAAAAAZk/xLNznPCrlB0/s1600-h/Cervialto+26+Agosto+2008+010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 295px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUOM_V1hPI/AAAAAAAAAZk/xLNznPCrlB0/s320/Cervialto+26+Agosto+2008+010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239109357839680754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La 2 giorni alburnina è passata cosi in fretta che il giorno dopo la voglia di Montagna era ancora forte e il ricordo dell'Urto e del Figliolo erano cosi vivi che stare in casa è risultato davvero una tortura. Il lavoro mi ha preso tempo in questi giorni e la montagna ha aspettato, ed io in questi lunghi 10 giorni di "astinenza" mi sono "salvato" salendo di tanto in tanto a quote medie in auto ad osservare l'Accellica e i  Picentini in generale.&lt;br /&gt;Domenica purtroppo la tanto attesa escursione alla Tempa del Castello è saltata, il CAI ha ceduto il posto al dovere e cosi ieri, preso anche dalla frenesia di ritornare in alta quota "concludo" un'infrasettimanale eccellente al "mio" amatissimo Monte, quel monte che vi sta assillando in questa pagine. Bellizzi in questi giorni era "bollente" e le strade che tiravano verso Acerno ieri mattina erano cosi scorrevoli e piacevoli che anche il ritardo di 45 minuti dell'amico (anche se l'ho davvero odiato per un attimo : ) ) Eduardo alla fine è passato in secondo livello, sarà stata forse anche la saggezza di Vito a trattenermi.&lt;br /&gt;Lago Laceno ci accoglie per l'ennesima volta (45° volta per me), la veste non è delle migliori, il tempo è si sereno ma non eccellente, qualche nuvola all'orizzonte. Montagna Grande ora è visibile ai miei occhi, è riconoscibile e il Cervialto dall'alto dei suoi 1809 metri già ci faceva assaggiare l'ebrezza dell'evento. Allora via verso la solita stradina di pianori e al Colle del Leone dove non sostiamo ma proseguiamo fino all'imbocco del 113. Il vento tra i rami, quela strada familiare e quella passeggiata cosi densa di significato. Come d'obbligo e da tradizione ci affacciamo a quella che noi chiamiamo "la torretta del bellizzese" e poi con passo deciso prendiamo fin sotto le creste e saliamo ancor più prepotentemente su quelle rocce dove alla vista della "casupola" alzo le braccia al cielo e indico il numero 6 con le mani. Ormai questo monte mi da la sensazione di conoscermi, mi trovo a mio agio e ogni volta che salgo ho sempre meno difficoltà nel salire e nell'approcciarmi a lui. Dalla stazione idrometereologica, invece di sostare come facciamo di solito, il passo è diretto verso il libro di vetta dove però prima di arrivare sul puntro trigonometrico troviamo tantissime percore e altrettanti cani. Eduardo il più esperto in materia cammina tranquillo domando gli animali da guardia, io e Vito restiamo più indietro ed aspettiamo il pastore. Al libro di vetta scambiamo qualche chiacchiera con Giuseppe di Calabritto (il pastore), ricordiamo vecchi episodi e inziamo a "banchettare" e fare brindisi con coca cola e girella alla nutella. Su quelle rocce c&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SL5nnJjVF5I/AAAAAAAAAaI/txkzio8FAXw/s1600-h/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SL5nnJjVF5I/AAAAAAAAAaI/txkzio8FAXw/s320/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241740938582497170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i riposiamo per diverso tempo ed io di tanto in tanto mi voltavo per cercare con lo sguardo il sentiero che scende verso la valle di Giamberardino per effettuare la salita dall'altro versante un giorno. Intuisco probabilmente l'innesto ma non ne sono sicuro e cosi in solitaria mi avvio verso le creste di Cervarulo e godo dello spettacolo dell'Eremita e dell'Altillo.&lt;br /&gt;Le nuovle stavano per prendere il sopravvento, la termoconvettivià faceva il suo lavoro estivo e cosi decidiamo di scendere. Sotto le creste altra sosta sotto una piccola faggeta e a Filicecchio dove ascoltiamo per l'ennesima volta la "voce degli alberi" e con tutta tranquillità dopo aver riflettuto e dopo esserci rilassati ritorniamo al "campo base" soddisfatti e orgogliosi della nuova impresa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1866956481499435795?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1866956481499435795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1866956481499435795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1866956481499435795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1866956481499435795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/08/cervialto-6-mio-26-08-208.html' title='Cervialto &quot;6&quot;... &quot;mio&quot; 26-08-208'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUOM_V1hPI/AAAAAAAAAZk/xLNznPCrlB0/s72-c/Cervialto+26+Agosto+2008+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8846007917347991041</id><published>2008-08-16T01:23:00.000-07:00</published><updated>2008-08-16T03:52:58.433-07:00</updated><title type='text'>Due giorni tra gli Alburni: dall'Urto Falcone al Casone Aresta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaWRGApZ3I/AAAAAAAAAXc/bYfBLLLXBY4/s1600-h/2+giorni+Alburni+001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaWRGApZ3I/AAAAAAAAAXc/bYfBLLLXBY4/s320/2+giorni+Alburni+001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235036837280049010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La prima volta che il termine "Alburni" fu nominato da noi in maniera più decisa e convinta è stato quel fatidico giorno sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; dove per la prima volta a 1800 metri osservammo le creste nella loro imponenza. Da quel giorno si parlò di traversate, di semplici escursioni, di località, si iniziarono a studiare cartine e man mano che si parlava si sognava la vita montana. L'idea di dormire tra le "montagne del silenzio" sembrava un qualcosa di irrealizzabile non tanto per questioni logistiche ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perchè&lt;/span&gt; gli Alburni da tutti cantati e lodati sono anche conosciuti come montagne impervie e "terrificanti". Ma da Febbraio ad oggi è stata una lenta e lunga preparazione ai sentieri "calcarei". Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; dell'Arena prima, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Panormo&lt;/span&gt; poi, il La Nuda e finalmente la spedizione inizia a considerare seriamente l'impresa. Il 13 mattina io, Federico e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Lello&lt;/span&gt; preparati psicologicamente da una settimana decidiamo di tentare questa sorta di traversata con un programma ben preciso e definito che ci permetterà di visitare tante cime e tante località a noi ancora sconosciute. La spedizione è "armata" fino ai denti, ogni zaino pesa sui 50 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;kg&lt;/span&gt; e con noi abbiamo tutta l'attrezzatura necessaria. I viveri sono stati studiati a tavolino, abbiamo con noi scatolame vario, panini, 4 l d'acqua a testa, cornetti e zuccheri vari, pasta per il secondo giorno. Dal punto di vista tecnico invece torce frontali, scarpe da trekking, materassini per la notte, tenda divisa tra i tre membri, corda, pronto soccorso, bussola, cartina, moschettoni, maglione pesante, crema sol&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaO5p0h30I/AAAAAAAAAXU/t7m4v2jp41c/s1600-h/2+giorni+Alburni+005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaO5p0h30I/AAAAAAAAAXU/t7m4v2jp41c/s320/2+giorni+Alburni+005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235028737994645314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;are e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;tant&lt;/span&gt;'altro ancora. Siamo decisamente pronti e alle 6.30 partiamo da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Bellizzi&lt;/span&gt; in direzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Ottati&lt;/span&gt; verso il Rifugio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Panormo&lt;/span&gt;. Prima di arrivare ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Ottati&lt;/span&gt; però ci fermiamo per un attimo alla splendida fontana di Postiglione per prendere un sorso d'acqua e rilassarci prima del grande evento. Dopo la sosta alla fontana ultima fermata ad un bar nel paese di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Ottati&lt;/span&gt; per un ultimo caffè "cittadino" e poi dritti verso quegli 11 km di strada che conducono ai Pianori del Rifugio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Panormo&lt;/span&gt;. La strada sembrava scorrere più del solito e lo spettacolo era davvero supremo, il cielo azzurro e nitido e dalla località Timpa del Prato si notavano tutte le creste ed in lontananza il mare che faceva un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;tutt&lt;/span&gt;'uno con il cielo. Una giornata che dava la carica già da subito e quindi consapevoli di aver scelto un giorno "interessante" continuiamo a guidare fino al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; della Carità e da qui verso il Rifugio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Panormo&lt;/span&gt; dove posiamo l'auto e ci carichiamo per iniziare la "passeggiata". La direzione del primo giorno è all'interno del bosco di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Ottati&lt;/span&gt; per raggiungere il Monte Urto Falcone mai esplorato da noi fin ora. Passiamo dal Rifugio per avere alcune informazioni e dal Rifugio prendiamo la strada al fianco dei Pozzi Farina che ci conducono alle prime radure. Dalle prime radure il passo è breve verso la prima deviazione che su per la montagna prendendo il S.I. (sentiero Italia) conduce al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; dell'arena e dritto alla Fonte di Lauro Fuso. Ovviamente consci della nostra meta giriamo per il Sentiero Italia e da li in circa quindici minuti, soffrendo leggermente per il peso dello zaino giungiamo al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; dell'Arena a 1526 m di quota. Al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; ci prendiamo una piccola sosta, il tempo di bere un sorso d'acqua e di mangiare un piccolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;cornettino&lt;/span&gt; per poi riprendere subito in direzione dei Pozzi del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Secchietiello&lt;/span&gt;. Ovviamente la giornata era appena iniziata e noi prima di arrivare a destinazione decidiamo di prendere un'altra deviazione scendendo verso le sette votate per conoscere una parte di sentiero verso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Sicignano&lt;/span&gt; che non ave&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaYpLAQ5KI/AAAAAAAAAXk/iAlCAkDDoe8/s1600-h/2+giorni+Alburni+031.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaYpLAQ5KI/AAAAAAAAAXk/iAlCAkDDoe8/s320/2+giorni+Alburni+031.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235039449960735906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;vamo&lt;/span&gt; ancora esplorato e poi tornando indietro su un punto scoperto che svettava tra le lame del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; e la piana sottostante. Da questa loggetta, da questo belvedere scendiamo ben presto dopo aver scattato qualche foto e riprendiamo il sentiero all'interno del bosco fino ad arrivare in una radura principio di inghiottitoio che dapprima aggirata e poi attraversata ci conduce in un punto scoperto dal quale si notano svettanti le creste dolci del Tirone e quelle impervie e prepotenti del Monte Urto Falcone, nostra prossima meta. Da questo punto scoperto lasciamo il sentiero per un po camminando per creste tra alcune &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;felcete&lt;/span&gt; costellate da ciuffi di origano e poi puntando di nuovo nel bosco cerchiamo di ricondurci alla mulattiera che da cartina dovrebbe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;condurci&lt;/span&gt; ai pozzi del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Secchietiello&lt;/span&gt;. Per un attimo continuiamo nei nostri fuori pista, saliamo sulle creste e riscendiamo nel fitto del bosco fin quando ad un certo punto incrociamo un altro sentiero (probabilmente proveniente dal rifugio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Varroncelli&lt;/span&gt;) e dopo questa deviazione giungiamo finalmente ai Pozzi del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Secchietiello&lt;/span&gt;. Ai Pozzi incontriamo alcuni escursionisti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Battipaglia&lt;/span&gt; con i quali scambiamo qualche chiacchiera e tra una parola e l'altra decidiamo di sederci sotto uno splendido faggio ed ammiriamo il paesaggio rustico ed uno spettacolare albero secco che domina la radura. La chiacchierata è molto piacevole, si discute sui vari sentieri, sulla passione per la montagne e sulle mucche che di tanto in tanto venivano a farci visita. Il posto era davvero molto fresco, considerato il peso degli zaini ed il sole molti avrebbero preferito rimanere fermi, ma il tempo passava e cosi di colpo ci alziamo e riprendiamo il cammino. L'idea iniziale era quella di salire direttamente dalla radura prima del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;Secchietiello&lt;/span&gt; in direzione del Tirone, ma poi decisi ad esplorare di più la zona proseguiamo in un altro bosco seguendo il sentiero del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;CAI&lt;/span&gt;. Camminiamo per molto tempo salendo di pochissimo, si procede quasi sempre in piano tra faggi &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaeYVsNmYI/AAAAAAAAAXs/K3mHyu9o_m4/s1600-h/2+giorni+Alburni+042.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaeYVsNmYI/AAAAAAAAAXs/K3mHyu9o_m4/s320/2+giorni+Alburni+042.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235045757841414530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e qualche quercia e solo ogni tanto il sentiero dava l'impressione di prendere subito quota verso l'Urto Falcone ma non era cosi. Passa un'ora ed oltrepassiamo un campo di rocce calcaree alte e spettacolari &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;finchè&lt;/span&gt; ci rendiamo conto di essere andati oltre e ci fermiamo per dare uno sguardo alla cartina. Effettivamente avevamo camminato troppo e i sentieri ci avevano condotto dopo le Rupe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Ferinte&lt;/span&gt; sotto la Spina dell'Asino. Un po di sconforto ci prende, volevamo l'Urto Falcone e sembrava impossibile conquistarlo, ma in ogni caso ora bisogna tornare indietro e cosi riprendendo la strada verso il basso torniamo nella radura del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Secchietiello&lt;/span&gt;. Il tempo scorreva, erano già le 12.50 e noi eravamo consapevoli che il nostro ritorno era obbligato alla Fonte di Lauro Fuso cosi decidiamo in base al sole il da farsi e la decisione non tarda ad arrivare. Dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Secchietiello&lt;/span&gt; si taglia ad azimut sul crinale in direzione del Monte Tirone e cosi facendo passando per il bosco e per le felci giungiamo sui gradoni di roccia. Da questi gradoni proseguiamo puntando ad occhio il Tirone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;finchè&lt;/span&gt; troviamo delle tracce di sentiero, ci riconduciamo ad esso e in breve tempo giungiamo al Varco del Tirone a 1452 m e al sentiero che porta a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Sicignano&lt;/span&gt;. Dal Varco sempre ad azimut via verso la cima e cercando in tutti i modi di evitare le rocce più alte in altri quindici minuti riusciamo nel tentativo di conquistare il Monte Tirone. Al Tirone (1556m) la sosta è d'obbligo come le foto di rito e lo spettacolo della vallata e del mare è davvero impressionante. Alle 13.30 un sole splendente e umidità inesistente permettevano di far vedere ad occhio nudo i monti più lontani e la costiera amalfitana, un angolo di paradiso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;espostissimo&lt;/span&gt; che usiamo per rilassarci e per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;cons&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKafoUCJWaI/AAAAAAAAAX0/yHc9JvP1dqM/s1600-h/2+giorni+Alburni+067.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKafoUCJWaI/AAAAAAAAAX0/yHc9JvP1dqM/s320/2+giorni+Alburni+067.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235047131786074530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;umare&lt;/span&gt; un panino e bere l'ultima acqua dei primi due litri. Gli zaini ci avevano piegato le spalle ed era ora di svuotarli leggermente, il sole picchiava forte su di noi e il tempo continuava a scorrere ma l'Urto Falcone sembrava più vicino nella sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;possenza&lt;/span&gt; e in me e Federico regnava comunque la voglia di raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati. Purtroppo in questi casi bisogna essere lucidi e soprattuto coscienziosi al tal punto da saper rinunciare ai propri desideri, ma quella vetta era li a portata di mano e cosi chiediamo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Lello&lt;/span&gt; di aspettarci sul Tirone mentre noi a passo svelto tentavamo di raggiungere l'Urto. L'escursione inizia a prendere una piega decisamente più "ardita", tra uno sguardo all'orologio e uno alle creste la tensione "sale" ma bisogna farcela e dopo circa dieci minuti giungiamo sulla prima cresta a quota 1551, mancano ancora 100 metri di dislivello ed un'altra cresta che ci porta ai 1584 da dove svetta il temibile Urto Falcone. Dalla seconda vetta non riusciamo ad identificare una via per salire di quota, le rocce sono lisce ed alte, sembra non esservi nessun varco eppure da qualche parte si dovrà pur salire. Pensiamo di posare gli zaini e continuare dritto per aggirare l'ostacolo ma il sole iniziava a calare (seppur di pochissimo dato che siamo alle 14.30) e noi avevamo il pensiero a Lauro Fuso, cosi determinatissimi ci arrampichiamo in alcuni tratti dove uscivano degli appigli sicuri e con uno sforzo non indifferente saliamo un dislivello di circa 100 metri in poco tempo e finalmente siamo in vetta all'Urto Falcone (&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKah43xj5kI/AAAAAAAAAX8/gBFwaG0RSR8/s1600-h/2+giorni+Alburni+095.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKah43xj5kI/AAAAAAAAAX8/gBFwaG0RSR8/s320/2+giorni+Alburni+095.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235049615281350210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;1661 m). Soddisfazione immensa e grande gioia, l'altra vetta è conquistata, gli obiettivi della giornata sono stati marcati con il "visto", ma adesso è ora di scendere in fretta e di riprendere via verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; dell'Arena. La discesa è ardua, cerchiamo gli stessi punti di prima ma non li troviamo e cosi discendiamo da una parete più pendente della precedente voltandoci di spalle e appoggiando il corpo sulle lame calcaree scendendo con le gambe per trovare appoggi. Dopo alcuni minuti finalmente siamo ai piedi del bastione e in men che non si dica giungiamo di nuovo al Varco del Tirone da dove tirando per il bosco arriviamo ai Pozzi e riprendiamo il sentiero. Ancora una volta i segni "tentano" di portarci in altro "loco" ed infatti per alcuni metri proseguiamo verso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Varroncelli&lt;/span&gt;, ma subito ci rendiamo conto che non è la strada giusta e ritorniamo ad un grande Faggio preso come punto di riferimento e saliamo sulle creste di nuovo tra le felci. Dalle felci ancora ad occhio verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; dell'Arena, fino ad un punto oltrepassato la mattina che si estende su un crinale dove a farla da padrone è un albero di quercia. Riconosco subito il punto e ricordo alla perfezione come l'avevamo raggiunto e in questo istante puntiamo nella radura e nel bosco dove finalmente passando al fianco di un inghiottitoio ritroviamo il sentiero &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;CAI&lt;/span&gt; e in circa venti minuti giungiamo al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Vuccolo&lt;/span&gt; dell'Arena dove &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;ri&lt;/span&gt;-sostiamo. Ancora un sorso d'acqua e un morso ai cornetti per poi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;proseguire&lt;/span&gt; in direzione opposta al sentiero che conduce alla cima del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Panormo&lt;/span&gt; verso la deviazione del sentiero Italia. Dal bivio questa volta prendiamo nella prima radura che apre al sentiero di Lauro Fuso e cominciamo a camminare molto stanchi in questi pianori tra faggi altissimi e alcune doline. Si aprono diverse radure e diversi pianori &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;finchè&lt;/span&gt; in un tratto si entra nel fitto del bosco per evitare una mulattiera e nel bosco oltrepassato un guado fangoso e pieno di insetti giungiamo ad un cartello che ci indica Lauro Fuso a venti minuti. La stanchezza si faceva sentire sempre di più ma ormai il punto principale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;er&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKakM9njKOI/AAAAAAAAAYE/LzvPLhy8HlY/s1600-h/2+giorni+Alburni+116.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKakM9njKOI/AAAAAAAAAYE/LzvPLhy8HlY/s320/2+giorni+Alburni+116.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235052159470610658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a quasi raggiunto ed infatti (nonostante i 20 minuti del cartello) in cinque minuti siamo alla vallata e alla Fontana di Lauro Fuso a 1372 m. In un primo istante da lontano notiamo solo la vasca ma non sentiamo e non vediamo acqua che scorre, ci prende un po il "panico" ma man mano che ci avvicinavamo sentivamo il rumore e arrivati a destinazione vediamo anche un sottilissimo ma utilissimo filo d'acqua. Il primo giorno giunge quasi al termine e noi dobbiamo porre il nostro campo base in questa radura. Riempiamo con molta lentezza (per via dell'acqua lenta) le nostre bottiglie e ovviamente ci sciacquiamo e laviamo la faccia e le mani. Federico inizia a preparare il terreno per porre la tenda, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;Lello&lt;/span&gt; prepara il cerchio di pietre e i rametti per accendere il fuoco ed io giro per la radura a cercare ceppi secchi e ideali per trascorrere in tranquillità la nottata davanti al nostro "falò". Fortunatamente il terreno per la tenda è ideale e Federico impiega pochissimo a montarla, la legna secca è presente a quantità industriali e con lo stratagemma (idea Federico) della barella di legno riusciamo a trasportare tantissimi rami in pochissimo tempo al "cerchio di pietre". &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;Lello&lt;/span&gt; rapidamente accende il fuoco e per la prima ora si impegna ad alimentarlo mentre noi continuiamo a portare materiale da &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;combustione&lt;/span&gt; nei pressi della "base".&lt;br /&gt;La notte stava per scendere a Lauro Fuso, alcune mucche si avvicinano alla vasca prosciugandola e noi accendiamo le torce frontali e ci sdraiamo intorno alla "legna" a guardare il cielo stellato mentre la luna illuminava p&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKamjBN-NxI/AAAAAAAAAYU/yewa7LAD8gE/s1600-h/2+giorni+Alburni+174.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKamjBN-NxI/AAAAAAAAAYU/yewa7LAD8gE/s320/2+giorni+Alburni+174.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235054737417451282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;arte dalla radura e Federico ci "dilettava" con frasi di Nietzsche sulle virtù e gli ideali dell'uomo. Quando la Luna si allontana dalla vallata, il cielo diventa più scuro e le stelle si moltiplicano, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;Lello&lt;/span&gt; si reca in tenda e noi due continuiamo ad alimentare il fuoco e a parlare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;finchè&lt;/span&gt; presi dal sonno e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;soprattutto&lt;/span&gt; presi dal pensiero del giorno dopo decidiamo di andare a dormire ma prima però costruiamo un altro cerchio di pietre attorno al primo, molto più ampio e robusto in modo da poter bruciare tutta la legna e restare sicuro per la notte. Il primo giorno quindi volge al termine con 7 ore e 15 minuti di camminata effettiva 815 metri di dislivello in salita e 795 m in discesa ad una velocità media &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_60"&gt;ascensionale&lt;/span&gt; di 6 minuti al metro sia in ascesa che discesa.&lt;br /&gt;La notte in tenda non è certamente delle migliori, si sta freschi ma strettissimi, i sacchi a pelo sono ingombranti e il terreno ovviamente non è un materasso, d'altronde è la prima volta che dormiamo cosi ed è normale che avessimo qualche problemino nell'adattarci. Ogni tanto sentivamo qualche rumore di rami che si rompevano e il verso di civette e gufi che solo di notte fanno &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_61"&gt;ascoltare&lt;/span&gt; il loro canto, ma noi eravamo tranquilli e per diverso tempo ci ha fatto compagnia anche il rumore dei campanacci della mucche che probabilmente si erano fermate nei pressi del Lauro Fuso. Quando prendevamo un po di sonno subito ci risvegliavamo ed io cercavo di scorgere dalla tenda sempre un raggio di sole pronto ad immortalare l'alba degli Alburni che ancora manca alla mia collezione. Il pensiero della giornata trascorsa, la voglia di continuare il giorno dopo e la passione immensa per la natura mi portano a &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_62"&gt;svegliarmi&lt;/span&gt; alle 5.10 con forse due ore di sonno e dopo aver messo le scarpe ed indossato il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_63"&gt;pantaloncino&lt;/span&gt; corto mi reco al fuoco ormai spento per riaccenderlo e ridare calore alla vallata. L'aria è fresca, non c'è affatto umidità, la fontana è sempre "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_64"&gt;dormiente&lt;/span&gt;" e il sole iniziava ad illuminare leggermente le cime &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_65"&gt;calcaree&lt;/span&gt;, ma la scena più suggestiva per me rimane quella del fuoco che si alza verso il cielo azzurro come a cercare di risvegliarlo e di dare il buongiorno alla spedizione. Alle 7.15 siamo tutti in piedi, è l'ora della colazione che ognuno&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaotpthccI/AAAAAAAAAYc/-OfeCa0sbKg/s1600-h/2+giorni+Alburni+188.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaotpthccI/AAAAAAAAAYc/-OfeCa0sbKg/s320/2+giorni+Alburni+188.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235057119109149122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di noi fa a modo suo. Federico prepara il latte di Soia, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_66"&gt;Lello&lt;/span&gt; mangia qualche fetta di torta e prepara il caffè, io (a prima mattina come si suol dire) preparo un saltimbocca alla brace con una scatoletta di tonno ed in un attimo siamo tutti svegli e pimpanti, almeno all'apparenza. Alle 8.30 iniziamo a smontare il campo base, la tenda è ormai un ricordo, gli zaini sono quasi pieni e l'acqua è &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_67"&gt;di nuovo&lt;/span&gt; tornata ai 4 litri iniziali, il sole ormai era prepotente sulla montagna e le mucche di nuovo alla vasca, mentre le api iniziavano a svolazzare sui fiori spinosi della radura. La compagnia è nuovamente pronta per proseguire l'avventura, questa volta invece di seguire la cosiddetta "alta via della Creste" il sentiero ci propone l' "alta via degli altipiani" ed infatti verso il prossimo obiettivo ossia il Casone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_68"&gt;Aresta&lt;/span&gt; il dislivello resterà &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_69"&gt;pressoché&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_70"&gt;costane&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_71"&gt;portandoci&lt;/span&gt; solamente 200 metri più in basso con un percorso lunghissimo. Da Lauro Fuso in direzione Pedata della Lepre nel bosco di faggi polveroso e secco, oltrepassiamo diversi inghiottitoi carsici ed alcuni sono anche recintati per evitare danni al bestiame. Uno di questi gravi è davvero impressionante, profondissimo, lanciamo una pietra e non sentiamo nemmeno toccare il fondo ma la ascoltiamo rotolare per circa otto secondi. Il sentiero è davvero facile con alcuni sali e scendi che a volte si aprono in piccoli pianori finchè la strada non ritorna sulla mulattiera-carria principale che dopo circa un'ora e quaranta minuti ci conduce in una splendida pianura al ridosso di alcuni bastioni roccioso probabilmente al disotto del bosco labirinto degli Scanni di Petina. Un pozzo in muratura ed una vasca prima di un bivio e dopo un bosco pulito e caratteristico ci indica che siamo giunti alla Pedata della Lepre e qui in questo posto magico ci riposiamo al fresco degli alberi per circa cinque minut&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKarRrI9W9I/AAAAAAAAAYk/SJYZH8IPStU/s1600-h/2+giorni+Alburni+237.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKarRrI9W9I/AAAAAAAAAYk/SJYZH8IPStU/s320/2+giorni+Alburni+237.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235059936991206354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i prima di proseguire in direzione del Casone Aresta. L'aria è ancora limpida, lo scenario suggestivo e le forza mano mano ritornavano ad essere quelle iniziale ovviamente con un po di brillantezza in meno. Dalla Pedata della Lepre la strada è ancora in pianura, si lascia di nuovo la carraia e si entra in un altro bosco dove oltrepassando due rocce a destra e sinsitra della strada come una sorta di porta di una cinta muraria giungiamo ad un bivio. Da questo punto sentiamo un campanile e affacciandoci notiamo l'abitato di Petina, siamo sotto gli Scanni ed esattamente alla deviaizone che parte sulla sinistra del sentiero principale che conduce a Petina , esattamente al Km 12 della strada per Sicignano nei pressi del fontanile. Ma a noi quella deviazione non interessa ed infatti con un po di attenzione notiamo un'altra strada che proseguiamo (al ritorno la segnaleremo anche con un pennarello rosso). Questa strada in poco tempo porta ad un piccolo belvedere raggiungibile tirando verso le creste ad occhio e da questo angolo notiamo il Figliolo in lontananza e capiamo che non abbiamo scelto la via diretta per gli altipiani ma non fa niente dato che questa cima rientrava nel nostro programma. Scendiamo dal belvedere e continuiamo nel bosco, la strada inizia a scendere finchè troviamo due cartelli indicanti la scritta AVCA ossia Alta via del Cervati e degli Alburni una traversata stupenda. Dai cartelli le deviazioni sono due e per il primo momento prendiamo quella a sinistra capendo subito che ci avrebbe condotto dietro le bastionate del monte Figliolo di Petina. Ed infatti dopo solo due minuti si giunge ad un recin&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKasqIVdvwI/AAAAAAAAAYs/hvwE40weRfM/s1600-h/2+giorni+Alburni+287.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKasqIVdvwI/AAAAAAAAAYs/hvwE40weRfM/s320/2+giorni+Alburni+287.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235061456656776962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;to di filo spinato superabile con una scaletta e ad un cartello che oltre ad indicare il nome della vetta segna la presenza di pareti "alpinistiche attrezzate". Siamo ovviamente senza imbragature e attrezzatura da scalatori ma vogliamo ugualmente raggiungere la vetta e cosi aggiurando gli ostacoli rocciosi giungiamo ad un valico molto appeso. Posiamo gli zaini giù e proseguiamo arrampicandoci nel vero senso della parola tra le rocce finchè dopo alcuni sforzi siamo allo scoperto e da questo punto notiamo la vetta segnata da una statuetta della Madonna. Raggiungere la vetta esatta ora è più difficoltoso, la parete è esposta a destra e sinistra e sotto di noi c'è praticamente i vuoto; a carponi e con molta attenzione mettiamo le mani ed i piedi nei punti giusti e raggiungiamo la statuetta, ci sediamo e osserviamo il panorama eccelso ed incontrastato di una vetta che dall'alto dei suoi apparentemente pochi 1291 metri regala una visuale da paura. Il ritorno è effettuato con tantissima prudenza e finalmente dopo aver attaraversato di nuovo la gola delle rocce che sembrano instabili scalata all'andata ritorniamo alla partenza e da qui proseguiamo verso l'Aresta.Prima di ripartire però ci soffermiamo su una rupe soprannominata da noi "la rupe del senza sangue" per una vecchia storia di alcune fotografie di Lello scattate 20 anni fa.&lt;br /&gt;Ritornando sul percorso si incontrano altre cime ed è forse qui che nasce la confusione con il locali che ancora oggi non sanno definire quale sia il Figliolo e quale il Figlioletto ma sinceramente per noi questo ha poco conto ed invece di perderci in disputa inutili continuiamo la nostra avventura. Ritorniamo sulla mulattiera e finalmente dai pianori spunta la cupola del Casone Aresta ma è ancora abbastanza lontana; si rientra nel bosco e si supera una vecchia teleferica per il trasporto del legno e del carbone, si rientre nei pianori scoperti tra rocce e cavalli allo stato brado e dopo aver superato collinette e doline finalmente giungiamo all'osservatori&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKauVqld0eI/AAAAAAAAAY0/WZOxCB13iQI/s1600-h/2+giorni+Alburni+329.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKauVqld0eI/AAAAAAAAAY0/WZOxCB13iQI/s320/2+giorni+Alburni+329.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235063304096698850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o astonomico dell' Aresta a 1160 metri di quota. La soddisfazione è massima, gli altipiani sono stati dominati ed omrai è l'ora del pranzo che consumiamo stanchi e sporchi sotto la struttura del Casone al fresco e all'ombra. La spdizione a questo punto ha come solo obiettivo il ritorno, ma il sole è cocente ed i ritorni sono sempre i più fastidiosi. Federico prepara pasta e fagioli con il suo fornellino e dopo aver pranzato e riposato sui materassini alle 14.15 si riparte nella stessa direzione. Ora la fatica si fa sentire davvero, i chilometri percorso sono tanti ed il sole non ci è d'aiuto, l'acqua sta quasi per terminare ma ne abbiamo ancora per il ritorno almeno fino a Lauro Fuso ed in ogni caso il "peggio" è passato. Attraversiamo gli altipiani con lentezza e puntando alla vista del Figliolo e del Panormo ripercorriamo le stesse strade e gli stessi boschi fino a Lauro Fuso. Alla fontana però questa volta le mucche non ne vogliono sapere di spostarsi e cosi non riusciamo a riempire le bottiglie e neanche le borracce e l'unica acqua a disposizione è la "Fonte di Lello Fuso" ossia la borraccia rossa in alluminio che ci ha allietato con il suo rumore per tutto il viaggio. Da Lauro Fuso è un passo trionfante vero il Rifugio Panormo dove nel pianoro al fianco dell'auto ci gettiamo esausti per terra e ci rechiamo dopo poco al ristorante per prendere una bibita fresca. Dopo la bibita &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKawuXbMhVI/AAAAAAAAAY8/DB0kO57GHgo/s1600-h/2+giorni+Alburni+339.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKawuXbMhVI/AAAAAAAAAY8/DB0kO57GHgo/s320/2+giorni+Alburni+339.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235065927473333586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;carichiamo le auto e partiamo verso casa pieni di soddisfazione e pieni di orgoglio per la nostra impresa. La seconda giornata finisce con 5 ore e 50 minuti di cammino, 620 metri di dislivello in discesa e 710 metri in salita con una media ascensionale di 5 minuti all'ora in salita e 6 in discesa.&lt;br /&gt;La traversata è finita, gli Alburni ci salutano ed anche il mare dall'alto ci dona l'ultimo sorriso con uno spettacolo superbo dell'Isola di Capri che dal mare spunta come fosse vicinissima alle nostre amate vette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ringraziamento a Lello, a Federico e ad Angelo (cioè io) per l'impresa di questa fantastica due giorni che rimarrà per sempre nelle nostre menti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8846007917347991041?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8846007917347991041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8846007917347991041' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8846007917347991041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8846007917347991041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/08/due-giorni-tra-gli-alburni-dallurto.html' title='Due giorni tra gli Alburni: dall&apos;Urto Falcone al Casone Aresta'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SKaWRGApZ3I/AAAAAAAAAXc/bYfBLLLXBY4/s72-c/2+giorni+Alburni+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8750185230554876826</id><published>2008-08-11T01:03:00.001-07:00</published><updated>2008-08-11T01:31:23.049-07:00</updated><title type='text'>Piano Laceno - Montagna Grande - Vallone Raiamagra - Piano Laceno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_yuRmmAqI/AAAAAAAAAW0/bnrMoaNQABQ/s1600-h/Montagna+Grande+004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_yuRmmAqI/AAAAAAAAAW0/bnrMoaNQABQ/s320/Montagna+Grande+004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233168168840987298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una giornata secca e limpida si delinea all'orizzonte e come d'obbligo in questi casi, ci discostiamo dall'appuntamento originiale per arrivare al punto di partenza in anticipo e godersi la giornata. Al piano Laceno la situazione è delle più tranquille e piacevoli, il sole batte sul circuito ma non si sente, un grecale "allegro" spazza via nuvole e rende l'aria freddina e un cielo azzurrissimo ci da il benvenuto. Posiamo le macchine lontane dalla partenza alla Cappella di Santa Nesta, siamo distanti circa 2 km e mezzo dal ritrovo ma come da "quinquennale tradizione" preferiamo camminare ma non perdereci la bevuta alla fontana della Tronola con annessa mini escursione prima dell'avventura grande.&lt;br /&gt;Dalla fontana ci incamminiamo a piedi sull'anello che d'apprima passa per l'Hotel Cervialto e poi continuando su rettilineo, evitando il bivio per gli impianti di risalita ci porta alla cappella. Alla cappella posiamo gli zaini, ci sediamo lungo l gradinate ai piedi di freschi abeti che ci "culleranno" in attesa della compagnia del CAI di Salerno. Durante l'attesa ascoltiamo in lontananza un muggito possente dal bosco e dopo qualche istante una mucca dietro la chiesetta fa capolino muggendo sempre più forte. Per alcuni istanti non riusciamo a decifrare la situazione , ma quei richiami diventavano sempre più forti finchè dall'altopiano Laceno non si ode una risposta di un altro muggito. Passano due, tre minuti e dall'altra parte della strada un vitellino sbuca e "urla" in attesa di una risposta e dopo poco si riunisce alla mamma per la "poppata quotidiana". Una scena davvero emozionante, e vi assicuro che dal vivo fa davvero uno strano effetto e ti da la piena coscienza di come la natura animale sia grande e simile alla nostra.&lt;br /&gt;Nel frattempo arriva il resto della compagnia e dopo la conta dei membri si parte in direzione del bosco, alle spalle di Santa Nesta e si comincia in pendenza il sentiero tra i Faggi che oltrepassando un canalone ci conduce all'interno della montagna sotto le Ripe del Moggio. La vegetazione è molto fresca, è l'ideale camminare all'interno di questi boschi in estate, e la luce è ideale per rilassare occhi e spirito dato che il sole riflettendo sulle foglie verdi creava un effetto "pacificante" a armonioso. Il sentiero non è segnalato, occorre una guida per poter raggiungere la destinazione anche se oltrepassato il primo boschetto e alcune radure e giungendo in località Vallepiana, un pianoro tra i faggi, la strad&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_4VJBBeUI/AAAAAAAAAW8/q5rbtlY-s6E/s1600-h/Montagna+Grande+042.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_4VJBBeUI/AAAAAAAAAW8/q5rbtlY-s6E/s320/Montagna+Grande+042.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233174334108956994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a si congiunge al nuovo sentiero CAI 137, quello che da Colle Molella porta direttamente al Colle del Leone. Ovviamente uscendo dai primi tratti boscosi per congiungerci a questo sentiero la direzione è obbligata verso il colle del Leone e per molto tempo tra faggi e agrifogli seguiamo le tracce di questa carraia che solo ogni tanto si perdono per alcune stradine di terra caratterizzate da tappti di foglie secche. Ma ad un certo punto il sentiero che prosegue viene lasciato a se stesso per deviare dritti in un bosco e prendere quota più rapidamente. La fitta vegetazione ci impone ogni tanto di abbassarci e di aggrapparci a qualche ramo, ma ormai lo sforzo è quasi al termine e oltrepassando "praterie" di origano di montagna finalmente usciamo allo scoperto su una piccola dorsale formata da piccole rocce e da erba secca. Siamo a Montagna Grande a quota 1508 m e da questa vetta delimitata dal fitto bosco dal quale non è possibile vedere in basso, si notano però tutte le cime maggiori e cosi spicca incontrastato ad Ovest il Monte Raiamagra con tutta la sua dorsale e verso Sud il Monte Cervialto dalla quale posizione è possibile notare anche la valle di Giamberardino. Sul Raiamagra inoltre si nota la pista da sci nordica e il vallone che delimita la nostra cima dalla quta 1667 dell vetta Raiamagra.&lt;br /&gt;Sostiamo per un'oretta sotto un cerro solitario e dopo aver mangiato e scambiato qualche chiacchiera amichevole riprendiamo la discesa verso la deviazione che ci riporta sul sentiero 137. A questo punto invece di ritornare indietro continuiamo verso il monte delle piste d'apprima spuntando su un belvedere "detto" la "loggetta del Raiamagra" dal quale è possibile vedere Sassosano e il Monte Ac&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_4wNskzhI/AAAAAAAAAXE/ceNNDbvHgI8/s1600-h/Montagna+Grande+052.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_4wNskzhI/AAAAAAAAAXE/ceNNDbvHgI8/s320/Montagna+Grande+052.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233174799221837330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cellica e poi ritornando sul sentiero verso il Colle del Sagrestano a metà della pista da sci nordica. Al colle del Sagrestano altra piccola sosta per poi proseguire in direzione del vallone Raiamagra costeggiandolo per lungo tempo per poi lasciarlo nel finale onde evitare di uscire sotto gli impianti di risalita e "approdare" nel vallone di fronte l'hotel Grisone. Al parcheggio dell'Hotel salutiamo la compagnia ed io e l'amico Federico continuiamo a camminar per strada prima raggiungendo il parco giochi di Lacenolandia e poi sul circuito di nuovo per arrivare alle nostre auto dopo atlri 3 km. La giornata che sembrava volgere al termine non era affato finita ed infatti svestiti dai panni di escursionisti dalle auto prendiamo le bici da corsa e completiamo 30 km intorno al Lago. In realtà l'obiettivo erano almeno 60 km ma una foratura e la mancanza dell'attrezzatura di ricambio ci hanno impedito di proseguire nella nostra "impresa". In ogni caso la prendiamo con "allegra filosofia" e conludiamo la giornata alle 18.15 con un caffè, una coca-cola e un gelato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8750185230554876826?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8750185230554876826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8750185230554876826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8750185230554876826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8750185230554876826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/08/piano-laceno-montagna-grande-vallone.html' title='Piano Laceno - Montagna Grande - Vallone Raiamagra - Piano Laceno'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJ_yuRmmAqI/AAAAAAAAAW0/bnrMoaNQABQ/s72-c/Montagna+Grande+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7619529442822094708</id><published>2008-08-05T12:30:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:34.499-08:00</updated><title type='text'>Cervialto... stento a crederci ma sono 5</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJiqwWaOIUI/AAAAAAAAAWc/UbVCB0h9DRE/s1600-h/Cervialto+Agosto+2008+003.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJiqwWaOIUI/AAAAAAAAAWc/UbVCB0h9DRE/s320/Cervialto+Agosto+2008+003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231118714816831810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ebbene si carissimi lettori, stento a crederci perchè solo 11 mesi fa ci salii per la prima volta. Inoltre stento a crederci perchè fu proprio quella prima volta il 16 Settembre 2007 che pronuncia la famosa frase: "questa è l'ultima volta". La paura per la disavventura nel finale, il pensiero dell'essersi allontanati da sentieri e ritrovarsi in posti lontani dalla meta immersi nel bosco senza avere indicazioni precise mi fecero pensare che la mia storia con l'escursionismo stava per volgere al termine. Eppure, oggi non è passato neanche un anno ed è la mia quinta volta su questo Monte. Un controsenso all'apparenza, ma in realtà un approccio alla vita in montagna che è stato reso più forte dal Cervialto che è stata la prova ufficiale alle mie passeggiate in compagnia di amici che volevano affrontare i primi passi in questo fantastico "sport".&lt;br /&gt;Stavolta non siamo i soliti e finalmente con me Vincenzo e Vito i "due del Raiamagra" , coloro i quali sono saliti chi per due volte e chi per una su quel Monte ma non hanno potuto assaporare la vera ebrezza della Montagna. Cosi, con il pensiero rivolto al come approcciare il sentiero e come caricare una compagnia "nuova" ci rechiamo verso il Lago Laceno, dove dopo la solita colazione rituale ci rechiamo al solito "Colle del Leone" e posiamo l'auto esattamente nel solito posto tra i due faggi nello spiazale adiacente al sentiero 114. I due nuovi "colleghi" sono ben determinati ed equipaggiati al punto giusto, anche se io per sicurezza riempio il mio 70 l per affrontare la salita con tutta la cautla del caso.&lt;br /&gt;La strada inizia a salire e subito mi rendo conto che gli amici hanno davvero un ottimo passo e senza dir loro niente ogni tanto mi metto in testa a fare un po di andatura e con mio grande stupore noto la loro agilità e la loro possenza nello scandire i passi. Solo poche volte si sentono i fiati "spezzati", eppure è la loro prima volta su un sentiero lungo. Ovviamente l'entusiasmo è alto, Vito l'amante del verde è estasiato e Vincenzo scandisce il ritmo sicuro di se e pronto a conquistare la vetta. La sosta è d'obbligo al "belvedere" sul Piano l'Acernese ed oggi lo è ancora di più per via di un cielo terso e azzurro che ci ha regalato uno scorcio paradisiaco. I lamponi uscivano numerosissimi dalle piantine sottostanti e cntinaia di more verdi fagevano gustare i sapori della tarda estate. La sosta fotografica finisce e noi ci avviamo verso la salita e ad un bivio testo la compagnia dopo aver spiegato loro la sntieristica del CAI. Ovviamente non sono ancora abiutati a scorgere le bandierine bianco-rosse ma dopo un po scelgono la strada giusta ed io avallo la loro decisione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJiyORe345I/AAAAAAAAAWk/MiED3VWTBBg/s1600-h/Cervialto+Agosto+2008+051.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJiyORe345I/AAAAAAAAAWk/MiED3VWTBBg/s320/Cervialto+Agosto+2008+051.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231126925471638418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A Filicecchio, in una fresca e verdissima faggeta l'ennesima "solita" sosta, seduti su dei massi ad assaporare l'aria dolce e frizzante e a guardare il cielo turchese. Un mandriano ci saluta e si ferma a chiacchierare con noi e ci da qualche consiglio e qualche indicazione, ma appena sa che per me è la mia quinta volta esclama sorridente: "ah, allora andate tranquilli!" . Ricambiamo la cortesia indicandogli il posto dove avevamo incontrato due mucche che a quanto abbiamo capito stava cercando dalla mattina.&lt;br /&gt;Si continua su per le rampe fino alla prima curva scoperta dove è doverosa la citazione e lo sguardo al Polveracchio e poi proseguiamo ancora decisi nella faggeta più alta e spettacolare del Cervialto, resa meno fitta dagli arbusti che già stanno perdendo le foglie. Alcuni tornanti ancora e finalmente giungiamo alla base delle creste finali. D'apprima noto un po di apprensione, soprattutto da parte di Vito che pensa alla discesa, ma subito mi metto in testa e do la carica trovando un bastone ideale a Vito e cedendo uno dei miei bastoncini a Vincenzo. Inizia la "scalata" alle creste. Il sole picchiava ma l'aria era perfetta, la fatica in alcuni si notava ma lo sforzo era continuo e determinato; solo ogni tanto una piccola pausa "foto". Oggi l'Accellica svettava davvero incontrastata slanciata nel cielo azzurro e tutti gli altri monti intorno non erano da meno, ma la sensazione più forte la davano gli Alburni e la cima del Cervati.&lt;br /&gt;Superato il primo tratto di cresta annuncio un po di pianura e subito vengo "deriso" per aver definito cosi una piccola lingua di terra di circa 20 metri, ma lo scherzo finisce ben presto perchè davanti c'è l'ultima rampa. Pian piano da qui si scorgeva l'antenna della "casetta" in vetta e mano mano si faceva sempre più vicina e la fatica si alleviava. Sono le 11.00 e noi siamo in cima dopo solo 2 ore e 30 comprese le varie soste. La conca è per l'ennesima volta di un colore diverso, l'erba non è ancora secca, anzi, e le creste sono ancora verdi e non gialle come l'anno scorso. Il punto trigonometrico si vede già in lontananza ed ho solo il tempo di togliermi la maglia che la compagnia decide di proseguire e non fermarsi, in direzione del libro di vetta. Una scelta che condivido e passeggiando sulle creste in poco tempo giungiamo alla struttura metallica che subito scalo per godermi il panorama. Dei cani di pecora ci vedono dalla valle e cominciano ad abbaiare ma il pastore li richiama all'ordine e con tutte le pecore viene verso di noi e scambiamo qualche chiacchiera. Racconta della&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJi5YOun41I/AAAAAAAAAWs/kT_hJYSv3NY/s1600-h/Cervialto+Agosto+2008+072.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJi5YOun41I/AAAAAAAAAWs/kT_hJYSv3NY/s320/Cervialto+Agosto+2008+072.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231134793112478546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; sua vita, del suo lavoro, delle varie montagne e del suo pascolo e noi accettiamo la compagnia e discutiamo di sentieri e località finchè dopo circa mezz'ora il lavoro chiama e noi ritorniamo sul punto trigonometrico. Firmiamo il libro di vetta e lasciamo il resoconto della giornata per poi dedicarci di nuovo al panorama.&lt;br /&gt;La discesa è veloce, anche se nel primo tratto ci sono alcune difficoltà per Vito, ma le supererà eccelsamente. Discesa con poche soste, se non a Filicecchio per ri-godere della faggeta e poi "finalmente" giù al Piano Laceno dove una bibita fresca e un caffè faranno da "spartiacque" tra la prima parte della giornata e la seconda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7619529442822094708?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7619529442822094708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7619529442822094708' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7619529442822094708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7619529442822094708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/08/cervialto-stento-crederci-ma-sono-5.html' title='Cervialto... stento a crederci ma sono 5'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJiqwWaOIUI/AAAAAAAAAWc/UbVCB0h9DRE/s72-c/Cervialto+Agosto+2008+003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6596051923996978824</id><published>2008-08-04T12:43:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:35.246-08:00</updated><title type='text'>Bardiglia - Cima Polveracchio 1790 m</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJddMl8P3uI/AAAAAAAAAV8/9u26GbrFvDs/s1600-h/Polveracchio+004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 223px; height: 298px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJddMl8P3uI/AAAAAAAAAV8/9u26GbrFvDs/s320/Polveracchio+004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230751963138744034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Giornata divertentissima e didattica quella di ieri. Finalmente dopo aver parlato tantissime volte del CAI ci siamo decisi a tesserarci e ad affrontare la prima escursione insieme. Da Bardiglia al Monte Polveracchio per un dislivello totale di circa 1000 metri, un giro di difficoltà media sulla carta che per molti (anche del nostro gruppo) è risultato "arduo". Questa volta l'appuntamento è ad Acerno alle ore 8.30 per il raduno e dopo esserci compattati ci siamo diretti alla volta di Bardiglia in auto. Passaggio per "capocasale" e la "Madonna delle Grazie" fino al Ponte Pinzarrino per poi deviare dopo alcuni metri sulla destra verso le aree Pic Nic di Bardiglia. Arrivati al raduno principale posiamo le auto e ci riuniamo alla sbarra prima della sorgente per la conta e doop le istruzioni dei direttori di escursione finalmente si parte.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andatura sostenuta, un passo che a me sinceramente piace molto e il gruppo che cammina in una lunga fila indiana nel bel mezzo del bosco. All'inizi si prende il alla sinistra della sbarra per un sentiero tra gradoni delimitati da passamani in legno in forte pendenza e subito dopo inizia un passaggio ancora in salita molto suggestivo all'interno della vegetazione del massiccio. Oltrepassiamo alcuni tratti con rocce-dolmen sulla sinsitra mentre sulla destra spettacolari valloni scendevano verso Bardiglia. Dopo circa 30 minuti di cammino il sentiero prende una piega sulla sinistra e inzia una piccola carraia che scende per almeno un centinaio di metri fino a raggiungere una piccola radura dalla quale voltando sulla sinistra è possibile raggiungere la "Sorgente del Savuco" a quota 920 m. Ed è ovvio che la "compagnia" si rechi a visitare questa sorgente  e a rinfrescarsi idee e corpo. Il getto d'acqua è davvero impressionante e dalla roccia esce con tutta la sua possenza rifersandosi nel terreno. Davvero un toccasana in queste giornate calde e umide e davvero una soddisfazione enorme considerando gli allarmi di siccità che in questi anni venivano emanati da Protezione Civile e Forestale.&lt;br /&gt;Dopo una lunga sosta al Savuco, riprendiamo il cammino costeggiando un vallone e proseguendo per questo vallone saliamo man mano di quota in un sentiero impervio con rocce d'apprima e con un tappeto di foglie altissimo poi, fino a raggiungere un'altra faggeta, non più "sparsa" come quella inziale ma molto più ordin&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJdi9ZmEr3I/AAAAAAAAAWE/fWIu8aSDyVY/s1600-h/Polveracchio+068.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 296px; height: 223px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJdi9ZmEr3I/AAAAAAAAAWE/fWIu8aSDyVY/s320/Polveracchio+068.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230758299196239730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ata e con un sentiero che oltre ad aumentare di pendenza si allargava regalandoci un passaggio agevole. Camminiamo quindi costeggiando la montagna e affrontando continui tornanti finchè ad un certo punto la mulattiera prosegue ma il sentiero prende un'altra piega. Nuova sosta quindi e poi dritti ancora sul sentiero 7 , però questa volta all'interno di una faggeta molto fitta che sale in pendenza. Le tracce di mulattiere e carraie qui si perdono e rimangono solo i solchi dei precedenti passaggi che protano tra un albero e l'altro a salire di quota. Arrivati a circa 1700 metri il sentiero si infittisce ancora di più per poi dopo circa altri 60 metri di dislivello aprirsi in una radura caratteristica situata a pochissimi passi dalla vetta. Ormai notiamo il cielo dietro gli alberi già da parecchio ma in questo momento è davvero vicino e quindi risalendo ancora il crinale giungiamo allo scoperto su un costone erboso dal quale a soli venti metri si erge una Croce che delimita la vetta del Polveracchio. Siamo in cima e come ogni cima lo spettacolo è mozzafiato ma il tutto è contornato dalla gioia di aver concluso una scalata in compagnia e dall'emozione di osservare una vetta ancora a me sconosciuta.&lt;br /&gt;Il Polveracchio ricorda, almeno nella parte sommitale, per alcuni versi il Raiamagra, con rocce di una carraia e un costone da un lato scoperto e dall'altro delimitato da arbusti dal fusto medio. Basta fare quattro passi però per rendersi conto della differenza e per osservare come questa vetta sia caratterizzata da un crinale lunghissimo che si estende da Campagna a Senerchia e Calabritto creando una suggestiva "passeggiata panoramica". Inoltre camminando per un po in direzione dell' Eremita-Marzano la vetta si apre ad alcuni pianori e ad un pascolo molto ma molto caratteristico dal quale è possibile osservare verso N l'intero Cervialto e verso NE il Monte Boschetiello. Da questi pianori come indicato dai cartelli in cima partono altri sentieri tra cui quello per la Caserma della Forestal di Piano del Gaudo che vorremmo tanto visionare.&lt;br /&gt;Purtroppo ancora una volta il tempo d'estate gioca brutti scherzi, il cielo inzia ad annuvolarsi e cosi zaino in spalla e via v&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJdjobtdgFI/AAAAAAAAAWU/lpFUtFogtds/s1600-h/Polveracchio+099.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJdjobtdgFI/AAAAAAAAAWU/lpFUtFogtds/s320/Polveracchio+099.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230759038498472018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erso Bardiglia. Seguiamo per un primo tratto lo stesso sentiero di prima finchè ad un certo punto il direttore di escursione decide un fuoripista eccezionale che parte da una faggeta resa impervia da un terriccio morbido e scivoloso. Ma superata questa prima difficoltà rientriamo nel vivo del cammino fino ad arrivare alla località "Tana dei Lupi" dove ad accoglierci è una bosco di fagi "grigi" come quelli del Terminio al Rifugio degli uccelli, con la differenza adesso di trovarsi all'interno di un massiccio poco frequentato. La magia è ancora più grande.Dalla "Tana dei lupi" prendendo ancora alcune deviazioni ritorniamo alla sorgente del Savuco per poi deviare ancora su un altro versante della Montagna. Questa deviazione è davvero centrata ed infatti si cammina ora all'interno di un vallone creato dall'acqua durante il periodo primaverile caratterizzato da grandi rocce muschiose e da grotte e cavità che dalle pareti ci "osservavano" minacciose. Usciti da questo vallone "inviolato" ritorniamo su una carraia larga ,ma resa scivolosa a volte da alcuni ciottoli, che scendendo decisamente ci riporterà di nuovo alle sorgenti di Bardiglia su una deviazione al fianco dell'inizio del sentiero di salita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6596051923996978824?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6596051923996978824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6596051923996978824' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6596051923996978824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6596051923996978824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/08/bardiglia-cima-polveracchio-1790-m.html' title='Bardiglia - Cima Polveracchio 1790 m'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJddMl8P3uI/AAAAAAAAAV8/9u26GbrFvDs/s72-c/Polveracchio+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4026348292793835547</id><published>2008-07-31T12:28:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:37.088-08:00</updated><title type='text'>Postiglione - Monte La Nuda 1704 mslm</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJISgPh2iuI/AAAAAAAAAVM/eeDSo3WPdNo/s1600-h/La+Nuda+054.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJISgPh2iuI/AAAAAAAAAVM/eeDSo3WPdNo/s320/La+Nuda+054.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229262462464199394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Credevo, ovviamente sbagliando, di aver visto già tutto l'immaginabile delle nostre splendide montagne, ma oggi ho ricevuto una lezione di "novità" e di "difficoltà" dalla cim,a forse (e qui ci vuole), più dura da raggiungere degli Alburni, la Regina "La Nuda". Questa montagna che da inesperti, noi per primi e molti con noi, scambiavamo per il Panormo (dato che dava l'impressione di essere la vetta più alta guardando da Bellizzi) ha sempre arrecato nelle nostre menti un qualcosa di "bizzarro", di "folle", quel giusto sentimento che tramuta la vista di una cima nella voglia spasmodica di conquistarla. "La Nuda", osservata e studiata su libri e cartine, discussa tra di noi e molte volte nominata durante le visite al Panormo stava diventando giorno per giorno un obiettivo da raggiungere, nonostante da consiglie e letture sapessimo di dover affrontare una montagna non simile alle altre, ma non si sapeva per cosa. L'ora delle domande però doveva giungere al termine, la curiosità diventava più insistente e incalzava la smania di toccare con mano la realtà, ma nello stesso tempo in cuor mio e in quello del "collega degli alburni" Federico c'era la paura di portare allo sbaraglio una compagnia non pronta o non abbastanza attrezzata per una montagna a noi sconosciuta. La paura di sbagliare, di affaticare e rendere difficile la vita di nostri compagni ci ha spinto a partire all'alba di questo Giovedi 31 Luglio 2008 in compagnia dell'unico membro extra Lello, escursionista allenato a sentieri alburnini da tanti anni. L'idea è quella di vedere il sentiero, analizzarlo, studiarlo e vedere le difficoltà per poi portarvi il gruppo con tutta sicurezza e cosi alle ore 6.00 si parte verso Postiglione.&lt;br /&gt;Postiglione alle 6,30 del mattino, sensazione strana, una piazzetta deserta e qualche passante con cui scambiamo qualche chiacchiera, le pareti calcaree a picco sul paese e quel sapore di montano che solo gli alburni sanno donare. Alle ore 7.00 da Piazza Europa proseguiamo in direzione della chiesa adiacente e dopo aver superato una strada asfalatata in pesante pendenza raggiungiamo il primo segnale CAI e il cartello "Grotta di S.Elia". Il primo tratto ci ha fatto superare già un dislivello di circa ottanta metri in pochissimo tempo, lo sguardo verso la grotta inoltre lasciava già assaporare quello che "La Nuda" ci avrebbe riservato. Pendenza e gradoni ci conducono in relativamente poco tempo agli 890 m della Grotta dove sostiamo per un po e godiamo del panorama sulla valle del Sele e sulla Piana del Sele. Il Polveracchio svetta con i suoi pianori incontrastato verso i Picentini e solo il Cervialto potrebbe fargli paura, ma quella vetta che si alza al disopra di esso sembra impotente difronte al massiccio di Campagna.&lt;br /&gt;La sosta dura circa dieci minuti, si inzia subito a bere molto, il sentiero precedente ci ha già messi alla prova, ma il tutto dov&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJIY_2h9fhI/AAAAAAAAAVc/dd0gZaSa4ao/s1600-h/La+Nuda+046.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJIY_2h9fhI/AAAAAAAAAVc/dd0gZaSa4ao/s320/La+Nuda+046.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229269602579349010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;eva ancora arrivare.&lt;br /&gt;Continuiamo dalla grotta e ritorniamo al sentiero il quale inzia ad impennarsi nel bosco su piccolo sentierino quasi battuto in terra, si susseguno strappi pesanti fino alla prima parte esposte e lo spettacolo dei bastioni ci lascia per un attimo incantati. Ma non si può rimanere fermi, l'altimetro segna ancora 990 metri e la salita è lunga, quindi si rientra nel fitto del bosco per riprendere a salire in decisa pendenza. Continua un percorso che va mano mano perdendosi tra l'erba del bosco, le foglie occupano anche i piccoli spazi di terra dove forse vi era una traccia di mulattiera larga solo per i piedi, in alcuni punti si cammina al lato di un canalone in un fazzoletto di terreno e mentre un piccolo tratto in discesa ci fa respirare, voltandoci notiamo il bosco selvaggio e il sentiero come un muro. I bastoncini ci sono di un aiuto incredibile, picconiamo a tratti per non cadere e per alzarci su alcune rocce, in alcuni tratti e davvero difficile mantenere l'equilibro e la terra polverosa non aiuta affatto l'aderenza. Per diverso tempo si salirà in queste condizioni ed inoltre la concentrazione non va mai persa perchè anche i simboli del CAI in alcuni tratti diventano "impervi" come il sentiero. Finalmente sembra però che la situazione ritorni alla normalità e si esce di nuovo sotto le bastionate dove il Colle Medoro ci sorride e noi con lui gioiamo, ma dato che siamo a soli 1100 metri capiamo che per attraversarlo e uscire sul valico a 1400 dovremmo sudare ancora e affrontare chi sa quale fatica. La risposta non tarda ad arrivare, dapprima un sentiero in erba che cade a cascata sul costone che impedisce di visualizzare bene i segnali, poi imboccata la via giusta la pendenza risale ancor di più di prima finchè  dopo circa un'ora cominciamo a camminare nella parte più bassa del Medoro a contatto stretto con le lame calcaree. Sensazione idilliaca, tocchiamo con mano il calcare che vediamo e "veneriamo" sempre dal basso e passiamo sotto cavità carsiche e rocce sporgnti alte meno di due metri. A volte si ha l'impressione che tutto crolli e cada addosso. Un tratto suggestivo ed emozionante, ma i sentimenti lasciano di nuovo spazio alla fatica ed infatti arriva ora il tratto più duro in assoluto che in quasi due anni di escursionismo abbiamo affrontato. D'apprima paragonato alla "Chiaia Amara" del Cervati, subito ci rendiamo conto che quella non era che una passeggiata e costeggiando il bosco sottostante i bastoni camminiamo  su uno scoscesissimo costone ciottoloso che frana spesso al nostro passaggio. Cadono rocce, sassi e tronchi ma "La Nuda" va conquistata e noi non ci fermiamo. Ovviamente qualche attimo ti tensione è d'obbligo e superata la traversata dei ciottoli ci guardiamo in alto e notiamo il valico, ma tra noi e il valico vi è un canalone roccioso con alcuni faggi che nel finale vanno quasi a chiudersi. Ora la situazione è dura e noi ci armiamo di coraggio e pazienza, posiamo i bastoncini nello zaino e cominciamo ad afferrarci agli alberi e alle rocce per mantenerci dato che ora si cammina quasi in verticale e in alcuni tratti ci sono difficoltà quasi da arrampicata. Tra la presa di un albero e quella di una roccia, faticando non poco e sudando tantissimo giungiamo al tratto più ripido e più fitto, dove con un po di determinazione in più e facendo forza sulle braccia tra due rocce, passiamo al di sotto degli utlimi rami e raggiungiamo il Valico. Al Valico &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJIYzqled3I/AAAAAAAAAVU/RA8XaFm0Ks4/s1600-h/La+Nuda+065.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJIYzqled3I/AAAAAAAAAVU/RA8XaFm0Ks4/s320/La+Nuda+065.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229269393214437234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ovviamente ci fermiamo e ci compattiamo. Saliamo su una roccia a punta scalandola e da li osserviamo il panorama verso i Pozzi di Santa Maria, una zona di pianori davvero interessanti, da dove partono sentiero per la Grotta di Malacera. Inoltre scendendo di nuovo al valico si notano nel loro splendore selvaggio e puro tutte le creste da Controne a Postiglione. Si vedono le Timpe, si vedono i Gemelli di Roccia e si vede il mitico Colle Medoro e ovviamnte il nostro sguardo non può che volgersi a quelle creste spettacolari che salgono come un'onda che parte dalla terra e si infrange nel mare del cielo azzurro rilasciando al suo ritorno la sabbia rocciosa e le alghe boschive. Il tutto qui ha un sapore altamente poetico ed è ovvio il ricordo di Virgilo che lasciò le sue memorie anche su questi Monti Alburni. Davvero è difficile staccarsi da questo scorcio paesaggistico, ma la salita non è affatto terminata e quindi occorre tornare in marcia. Ma stavolta il sentiero è lasciato a se stesso sulla cresta "nuda" saliamo ad occhio e a sentimento e cerchiamo in tutti i modi di arrivare subito alla nostra meta sapendo che il peggio è passato. Il tratto roccioso al sole è sicuramente più impervio dell'ultimo tratto finale del Panormo e sale con maggiore decisione e proprio mentre con forza si giunge la dove il cielo fa da confine alla vetta ci rendiamo conto di essere solo su un'anticima e cosi ripuntando ad occhio il nostro "sogno" prendiamo il "volo" Un "volo" diretto nel blu toccando terra, un qualcosa che si può provare solo in montagna, una sensazione che a volte qui sugli Alburni accresce forse per quel desiderio insito di vivere lontani da tutto e da tutti che qui si realizza in concreto.&lt;br /&gt;Il libro di vetta spunta da una roccia, manca poco davvero eppure abbiamo un altro tratto difficile tra le rocce, ma superato questo finalmente ci siamo. Con determinazione, caparbietà e coraggio abbiamo raggiunto senza l'ausilio di guide e con la sola voglia di conoscere, dopo aver studiato le IGM a tavolino (e ovviamente agevolati dal CAI)  la vetta del Monte La Nuda. Godiamoci il panorama e il meritato riposo che poi riposo non è ma sarà più un "riposto" dato che la sosta ovviamente come previsto si è tramutata in un continuo saltellare tra rocce e rocce per capire i segreti del Monte.&lt;br /&gt;La vetta è molto solitaria, non è contornata da altre cime ed è molto piccola, subito si aprono precipizi verso i valloni sottostanti e solo tramite il bosco adiacnte è possibile raggiungere non in poco tempo la "Spina dell'Asino" che però lasceremo inviolata aspettando la traversata.&lt;br /&gt;Foto di rito, sguardi nel vuot&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJIcr-Ncl6I/AAAAAAAAAVk/YWcB4Aq2U1E/s1600-h/La+Nuda+099.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJIcr-Ncl6I/AAAAAAAAAVk/YWcB4Aq2U1E/s320/La+Nuda+099.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229273659089917858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o, firme al libro di vetta, panino, bevuta e tanto relax per poi ritornare prima che il sole inizi a picchiare per la strada del ritorno. Una strada che oltre ad essere ovviamente triste come lo sono tutti i ritorni presenta ancora difficoltà dato che i tratti precedenti di salita ora saranno affrontati in discesa e la sitazione non è delle più facili. Ma la grinta che avevamo ci ha fatto superare anche queste ultime difficoltà, girati di spalle e scendendo esattamnte come eravamo saliti invertndo soltanto i movimenti prendiamo via per il bosco. Stiamo molto attenti e per altre volte procuriamo piccole frane nelle pareti ciottolose ma finalmente arriviamo in tratti meno impegnativi del ritorno e la compagnia inzia a riposare mentalmente. Una montagna selvaggia, arcigna, aspra, dura, tremenda, affascinante non poteva che salutarci diversamnte che con la visione di uno splendido Lupo che tra il fogliame scappa e fa cadre tante rocce e un topolino di montagna marrone che ci salta davanti e si tuffa nelle felci degli ultimi castagneti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4026348292793835547?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4026348292793835547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4026348292793835547' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4026348292793835547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4026348292793835547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/07/postiglione-monte-la-nuda-1704-mslm.html' title='Postiglione - Monte La Nuda 1704 mslm'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SJISgPh2iuI/AAAAAAAAAVM/eeDSo3WPdNo/s72-c/La+Nuda+054.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8743503379060605569</id><published>2008-07-29T02:40:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:38.084-08:00</updated><title type='text'>L'escursione dei due "dirimpettai"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI7mE1t3hXI/AAAAAAAAAU0/K30nLXfTRlc/s1600-h/Terminio+e+Pizzo+San+Michele+010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 296px; height: 222px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI7mE1t3hXI/AAAAAAAAAU0/K30nLXfTRlc/s320/Terminio+e+Pizzo+San+Michele+010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228369188237051250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'escursionismo è molto più che una semplice discipliina sportiva, l'escursionismo ti prende, ti coinvolge al di la del risultato finale di qualsiasi "inziativa", l'escursionismo ti prende all'improvviso e ti scoinvolge la giornata quando meno te lo aspetti. L'escursionista, l'appassionato vero e vivo della Montagna a volte non resiste al suo richiamo e risesce a cambiar una giornata che all'apparenza non avrebbe avuto grandi scossoni. Cosi è stato per me e il collega Federico, appena tornato da Siena, con il quale avevamo programmato una passeggiata in bici. Eravamo già pronti e pimpanti per intraprndere i nostri chilometri quando alle 6 del mattino mentre mi apprestavo a scendere, osservando il mio nuovo zaino da 70 l, il cielo e le montagne chiamo l' "amico" e gli propongo al volo una "Cima Terminio". La notizia è stata presa subito con entusiasmo e cosi in men che non si dica cambio abbigliamento, metto due bottiglie d'acqua nello zaino e qualche pezzo di torta (che fortunatamente avevo da S.Anna Domenica) e preparo due panini. Alle 6.30 l'arrivo a Pontcagnano e alle 7.30 già sul sentiero a Campolaspierto. La mattinata è fresca, ci sono 13°, il cielo verso il mare è limpido e azzurro ma sui monti inziava ad apparire una certa foschia strana. Decidiamo di incamminarci subito verso i pianori di Campolaspierto e con un passo decisamente diverso dalle solite escursioni in pochi attimi ci ritroviamo sulla carraia, tiriamo dritto per la deviazione al Rifugio degli Uccelli e marciando come due soldati e godendoci il bosco giungiamo in pochissimo tempo alla sorgente intermittente dell' Acqua del Cerchio. Riposiamo giusto due minuti per bere e mangiare una fettina di torta, dato che io non avevo fatto colazione, e messi a posto gli zaini riprendiamo il cammino sul sentiero 1b del CAI entrando nel fitto della vegetazione. Qui il sentiero, come ampiamente detto nei precedenti post, si inerpica e purtroppo in alcuni tratti bisogna cambiare itinerario perchè qualcuno ha avuto la "brillante idea" di passarci con un piccolo escavatore (per fortuna la natura sta reimpossessandosi del maltolto). Su questo tratto si respira tutta l'essenza del bosco, passi attraverso ai Faggi padroni del Terminio ed sprofondi nei tappeti di foglie e nelle "dune" di terra che si alzano a polvere al passaggio. Ma questo è anche un tratto breve ed infatti subito si nota il cielo tra le piante verso il Valico e in un batter d'occhio (per chi è allenato si intende! ) ci si trova a Collelungo. Collelungo, i 1620 m che segnano gli ultimi 200 di dislivello e che rappresentano anche un'altra sosta obbligata per godersi la montagna. Ma, come al solito con Federico, la voglia di raggiungere vetta è troppa e cosi ci alziamo subito dalle rocce e con passo svelto ripercorriamo il crinale verso la deviazione dell ' 1b, prendiamo per il bosco in una canaletta di terra e raggiungiamo il bosco dei faggi chini che nel giro di quindici minuti con un comodo sentiero ci permette di assaporare l'ebrezza della Cima Terminio. Sono le 9 e noi siamo già in vetta, e la sensazione di mattina si respira subito, si entra in un altro mondo e solo chi ama la montagna può comprendere quella commozione che si prova a sapere che in quell'attimo diventi quasi come un "essere del bosco", un&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI7q60W8PlI/AAAAAAAAAU8/r50NB9Pi67I/s1600-h/Terminio+e+Pizzo+San+Michele+037.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI7q60W8PlI/AAAAAAAAAU8/r50NB9Pi67I/s320/Terminio+e+Pizzo+San+Michele+037.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228374513631903314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; tutt'uno con esso.&lt;br /&gt;Sulla cima prendiamo un po di tempo per osservare i canaloni e le rupi esposte e come ogni volta gli abeti su quelle pareti danno un colpo d'occhio eccezionale. Il pianoro è inviolato e sembra ancora dormiente e noi stavolta decidiamo di lasciarlo dormire e di osservarlo da lontano per non turbarlo. Si pensa all'inverno, alle eventuali vie da intraprendere per evitare dirupi e parti esposte coperte dal manto bianco e cosi disegnamo anche una traiettoria prendendo come punto di riferimento un gruppo di arubsti e un gruppo di rocce che si appoggiano sul fatidico crinale. Pensiamo subito che non sarà un'impresa facilissima, ma basterà sapersi almeno regolare con il "tempo" e gestirsi in modo da salire in vetta quando la neve avrà lasciato solo un piccolo ricordo e non si sarà impossessata di tutto il volume.&lt;br /&gt;In ogni caso, dopo questi ragionamenti, ci voltiamo verso Bagnoli Irpino e notiamo come vi fosse un muraglione di nubi. Non convinti sugli sviluppi del meteo e consicenti che i temporali pomeridiani sono sempre in agguato alle 9.30 (sembra ridicolo pensare già al pomeriggio a quest'ora!) riprendiamo il sentiero fino al valico di Collelungo che raggiungiamo in appena sedici minuti. Da Collelungo però non puntiamo all'acqua del Cerchio e come l'atlra volta voltiamo sulla sinistra per raggiungere il pianoro a 1400 del Rifugio degli Uccelli, dove vi è posta la Faggeta più affascinante di tutti i Picentini esplorati fin ora. Come al solito una discesa veloce e pendente ed infatti sono appena le 10 quando ci sediamo ai mitici tavolini di fronte alla "pertinenza" del Rifugio e scattiamo qualche foto eccezionale. I colori di questo posto ogni volta ci regalano delle emozioni inaspettate, e sarà l'erba o il sole che tra quei faggi grigi reagala giochi di luci particolari, ma ogni volta ci si può aspettare una sorpresa.&lt;br /&gt;Dal Rifugio manca poco a Campolaspierto e l'idea che ci era balenata in testa in discesa prende corpo...arrivati all'auto direzione Fisciano-Calvanico e via per il Pizzo San Michele!&lt;br /&gt;Alle 11.30 precise scendiamo con l'auto verso la SS 574 del Terminio e all 12.25 raggiungiamo Fisciano. Da Fisciano iniziano una serie di problemi dato che al Pizzo ero andato una sola volta e non ricordavo la strada, e cosi, prima sbagliamo in direzione di Calvanico e poi in direzione del Varco del Cerzone, ma finalmente chiedendo qualche informazione prendiamo la strada giusta per Carpegna. Da Carpegna posiamo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI73VCmTsJI/AAAAAAAAAVE/qOklBOHBgU4/s1600-h/DSC02487.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI73VCmTsJI/AAAAAAAAAVE/qOklBOHBgU4/s320/DSC02487.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228388158270582930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; l'auto e ci rechiamo in direzione del Casone De Fazio e ovviamente dal Casone via verso la salita che ci condurranno al Pizzo. Saliamo molto rapidamente, il tempo diventava pessimo e noi volevamo a tutti i costi raggiungere la seconda vetta. Le nuovole inziano a diventare sempre di più e iniziamo a scorgere nebbia sui Monti Mai, ma nonostante tutto in poco tempo siamo al Pizzo. Da qui purtroppo il panorama è completamente oscurato, la nebbia ci avvolge e abbiamo il tempo solo di mangiare un altro panino, ma siamo orgogliosi e contenti. In lontananza prima della copertura totale avevamo scorto il Monte Terminio e naturalmente ci siamo soffermati per un attimo a pensare all'intera giornata. Iniziano i tuoni, qualche fulmine, la visita al rifugio è stata già fatta e cosi molto velocemnte ci tuffiamo verso il basso. Mezz'ora per raggiungere l'auto e appena entrati grandine e pioggia... asciutti per un pelo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8743503379060605569?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8743503379060605569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8743503379060605569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8743503379060605569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8743503379060605569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/07/lescursione-dei-due-dirimpettai.html' title='L&apos;escursione dei due &quot;dirimpettai&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SI7mE1t3hXI/AAAAAAAAAU0/K30nLXfTRlc/s72-c/Terminio+e+Pizzo+San+Michele+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-696409671552839076</id><published>2008-07-21T03:33:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:38.571-08:00</updated><title type='text'>20-07-08 Colle del Leone - Cervialto: l'autunno in estate</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIRmbSCARRI/AAAAAAAAAUc/Bkf0RKiNlDs/s1600-h/Cervialto+20-07-2008+024.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIRmbSCARRI/AAAAAAAAAUc/Bkf0RKiNlDs/s320/Cervialto+20-07-2008+024.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225414086539363602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cervialto ancora una volta meta delle nostre avventure appenniniche! A molti potrebbe sembrare strano il continuo salire su monti già visti, eppure vi assicuro che nulla è più entusiasmante di rivedere e riassaporare ciò che mai davanti ai vostri occhi si mostrerà uguale. Ogni mese e perfino ogni settimana un sentiero cambia, e a maggior ragione cambia un monte alto 1809 m che risente particolarmente dei fenomeni atmosferici e delle stagioni.&lt;br /&gt;Questa volta con noi oltre al fedelissimo Walter ci sono altri due amici, Peppe e Dalibor (alla sua ultima escursione campana dell'anno). Come al solito la base per la nostra partenza è l'altopiano Laceno, e ancora una volta il Colle del Leone è il punto principale per l'ascensione al Monte più alto dei Picentini. Ancora una volta quindi il sentiero 113 del CAI anche se, dopo la disavventura del Settembre 2007, c'è l'intenzione di riprovare a percorrere quella strada interna e scalare la "parete" del Cervialto da un versante più aspro e molto più "divertente".&lt;br /&gt;Giornata serena e tranquilla al Piano e al Colle, una foto di gruppo per cominciare il cammino e su per la mulattiera che purtroppo in un anno ho trovato giorno per giorno peggiorata, forse a causa dei fuoristrada e delle escursioni in Quad. Il sentiero è molto ciottoloso, dissestato e per chi non possiede le scarpe da trekking è davvero un "calvario". Ma la voglia di raggiungere cima non ci permette di soffermarci su questi "dettagli" e cosi tra una chiacchiera e l'altra e il solito fuori pista sul belvedere del Piano l'acernese, raggiungiamo il Valico di Filicecchio dove poniamo per un attimo il nostro campobase. In questo periodo la natura è davvero generosa; origano, timo, fragoline di bosco e alberi verdi che si slanciano verso l'alto e si illuminano al sole ci regalano uno scorcio "idilliaco" da conservare gelosamente nelle nostre menti. Per una decina di minuti sediamo su alcune rocce lisce e con lo sguardo adocchiamo alcuni funghi che purtroppo o per fortuna non sappiamo riconoscere e prima di ripartire ci soffermiamo anche ad ascoltare il bosco per "capire" le sue intenzioni. Intanto il cielo si copre e da un'unica nuvoletta nel cielo azzurro ora regna il grigio e l'omogeneità. Inizio a sentire un po di turbolenza nella spedizione, tra chi è convinto della pioggia e chi invece ormai è deciso a raggiungere la meta anche a costo di bagnarsi, anche se convinto che il tutto filerà liscio senza intoppi.&lt;br /&gt;Filicecchio si allontana, la strada è ancora abbastanza lunga, siamo a circa metà salita dai 1500 ora l'obiettivo è la fine del sentiero e l'inizio della cresta per poter tirare di nuovo il fiato e intraprendere la scalata finale. Attraversiamo il bosco di faggi più interessante del comprensorio, rimaniamo affascinati an&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIdcXuQvZWI/AAAAAAAAAUk/x_R0lRAkeB8/s1600-h/Cervialto+20-07-2008+082.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIdcXuQvZWI/AAAAAAAAAUk/x_R0lRAkeB8/s320/Cervialto+20-07-2008+082.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226247455211742562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cora una volta da quei fusti altissimi e dai cespugli fittissimi che a destra e sinistra del sentiero delimitano la "linea dei faggi" e cosi dopo altre due curve giungiamo all'imbocco delle creste. Riposiamo giusto cinque minuti, osserviamo il cielo ancora più cupo e via per la prima cresta. Sulle rocce la vegetazione stranamente è fittissima, di solito già in Giugno assisitiamo a uno scenario secco e brullo, ma forse le piogge di questo 2008 hanno reso la natura forte e vigorosa e cosi siamo costretti (con un certo impaccio) a solcare queste erbe infestate da simpatici grilli, da cavallette e da ragni molto grandi. Ogni tanto qualche vespa e qulche bombo e purtroppo anche sciami di mosche cavalline che ovviamente cercavano di posarsi addosso.&lt;br /&gt;Superata la prima cresta, ci apprestiamo ad un tratto di pianura prima della cima e superata la pianura non ci resta che tirare dritti per la montagna e seguire non più i simboli del CAI ma il cielo. Il lato esposto verso il Piano Migliato è ancora una volta il più affascinante, da sapore alpino, con macchie di alberi aggrappati alla parete che sembra cadano da un momento all'altro, eppure sono li da anni. Il Monte Eremita Marazano immerso dalle nuvole, gli Alburni invisibili e girandoci notiamo mal appena il Raiamgra, mentre Lattari, Terminio e Accellica sono avvolti nel "nero". Verso la piana si scorge in una piccola schiarita il Monte Castello e Bellizzi.&lt;br /&gt;La salita sta per volgere al termine e pian piano spunta il tetto della casupola-ripetitore radiofonico sulla vetta. Siamo arrivati, posiamo gli zaini e osserviamo (la 4° volta per me, la 3° per Walter e la 1° per Peppe e Dalibor) la conca "vulcanica" del Cervialto rivestita di un colore ancora assente nella mia "collezione fotografica". Sulla vetta consumiamo il nostro inseparabile panino, assaggiamo l'acqua presa alla sorgente della Tronola e dopo le foto di rito ci avviamo all'anticima su per le cresta meridionali per raggiugnere il libro di vetta. Le soprese stavano per cominciare; d'un tratto il cielo si copre sempre più, sale la nebbia dalle vallate, si alza un vento freddo e tutto intorno scompare avvolto dalle nuvole basse: è lo spettacolo naturale più entusiasmante a cui abbia mai assistito su questo monte. La nebbia che saliva e si invorticava regalava agli occhi uno spettacolo raro, forse unico dato che molti non sarebbero neanche salito con questo tempo, eppure chi non tenta queste avventure non scopre mai cosa si cela in quelle cime che a volte dalla pianura vediamo immerse nelle nuvole. A volte pensiamo che sta piovendo in motagna, che li ci sarà temporale eppure Domenica abbiamo vissuto in diretta ciò che l'appennino diventa durante queste manifestazioni di sfogo del calore.&lt;br /&gt;La visuale si è abbassata di tantissimo, era difficile perfino vedersi uno con l'altro ma continuamo lo stesso la nostra passeggiata osservando le rocce e in men che non si dica siamo al punto trigonometrico. Con la ste&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIdejt24UAI/AAAAAAAAAUs/ybNQD7MHQes/s1600-h/Cervialto+20-07-2008+104.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIdejt24UAI/AAAAAAAAAUs/ybNQD7MHQes/s320/Cervialto+20-07-2008+104.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226249860284960770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ssa emozione di sempre apro il cofanetto per prendere il libro di vetta e poggiandomi su un sasso inizio a descrivere la nostra giornata e dopo 3 pagine lascio la mia firma e quella dei nostri amici. Riposto tutto nel cofanetto odiamo un tuono ed è quello il segnale che ci fa capire che forse la montagna non ci desidera e che quindi dobbiamo lasciarla e cominciare il percorso verso il Piano Laceno.&lt;br /&gt;Cosi di nuovo per le creste e verso Filicecchio dove con nostra sorpresa voltandoci alla vetta notiamo che il cielo ormai era pulito e sgombro da qualsiasi nube, un segno inequivocabile che a comandare è la natura e l'uomo non può far altro ceh rispettarla, viverla e rassegnarsi ai tempi che essa detta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-696409671552839076?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/696409671552839076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=696409671552839076' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/696409671552839076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/696409671552839076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/07/20-07-08-colle-del-leone-cervialto.html' title='20-07-08 Colle del Leone - Cervialto: l&apos;autunno in estate'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SIRmbSCARRI/AAAAAAAAAUc/Bkf0RKiNlDs/s72-c/Cervialto+20-07-2008+024.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7529096544895710550</id><published>2008-07-14T13:09:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:39.479-08:00</updated><title type='text'>Campolaspierto-Terminio-Rifugio degli Uccelli-Verteglia-Candraloni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHuytF7EN_I/AAAAAAAAAUE/TPDGYS9YtKA/s1600-h/Terminio+2008+019.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHuytF7EN_I/AAAAAAAAAUE/TPDGYS9YtKA/s320/Terminio+2008+019.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222964680619997170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I Picentini sono ancora una volta meta delle nostre escursioni e delle nostre giornate fotografiche. Quella di Domenica è stata più di un'escursione, una vera e propria "traversata" del Monte Terminio, dei suoi sentieri e dei suoi pianori alla ricerca di "sguardi" nuovi e di particolarità da scoprire. La giornata parte all'alba e alle 5.50 siamo già in auto verso Serino dal quale poi raggiungeremo con facilità il Piano d'Ischia e la località Campolaspierto. Da Campolaspierto parte la nostra avventura e sono sono le 7.30, c'è tempo per divertirsi e conoscere meglio questa montagna osservata tante volte da altri monti ma scalata solo l'estate scorsa e ormai abbastanza lontana dai nostri ricordi "confusi" dalle altre esperienze montane. Da Campolaspierto la strada è segnalata molto bene sia dal CAI che dalla Comunità Montana e attraversando un grande pianoro e tre faggi modellati dai venti entriamo subito nel bosco per affrontare una strada carraia sconnessa che si inerpica fino all'Acqua del Cerchio, una sorgente intermittente dove non è difficile osservare gli animali dissetarsi. La giornata non era delle migliori, il cielo era coperto e sembrava dovesse venire a piovere da un momento all'altro ma ovviamente abbiamo proseguito nella continua speranza che il sole pian piano si affacciasse e facesse capolino dal retro della vetta. All'acqua del cerchio si nota affascinante e "solitaria" la croce su uno degli speroni del Terminio e opposto alla croce invece il sentiero iniza a prendere una piega letteralmente più "escursionistica" attraversando un bosco di faggi in pendenza tra rocce, terra e polvere. La scalata non è difficoltosa ma si fa attenzione ad appoggiare bene i piedi sulle rocce dato che alcune erano state spostate (dall'uomo sicuramente) e oltrepassata la faggeta ci troviamo al Valico di Collelungo dove il vento spadroneggiava e noi ci fermiamo per consumare un panino e bere un sorso d'acqua. Da Collelungo di nuovo per i boschi e questa volta il sentiero inzia a diventare molto stretto e gli alberi si piegano su di esso creando una sorta di galleria naturale vegetale attraversabile stando chini e facendo attenzione alla testa. Il bosco nei pressi della cima è un luogo "mistico" e "spettrale" con centinaia di faggi "chini",  "genuflessi" in eguale maniera, probabilmente piegati sotto il peso delle abbondanti nevicate invernali degli anni passati. Sembravano tanti uomini in preghiera, in penitenza, in attesa di un miracolo per rivivere e questo miracolo per loro si avvera in estate.&lt;br /&gt;Finalmente raggiungiamo la vetta e nonostante le nuvole fossero tante la visibilità era perfetta, il mare era dietro l'angolo e spiccavano molto vistosi i Monti Mai, Pizzo San Michele, il Lieggio, il Partenio e in lontan&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHyiWiddrvI/AAAAAAAAAUM/L1D3COzqN70/s1600-h/Terminio+2008+112.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHyiWiddrvI/AAAAAAAAAUM/L1D3COzqN70/s320/Terminio+2008+112.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223228175934140146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;anza il Vesuvio. Gli abeti dalle pareti rocciose erano di un verde scuro primaverile, la natura era ancora vivissima e non secca come era prevedibile pensare, ma il tutto regnava ancora incontrastato come se il sole avesse solamente accarezzato quella vetta delegando il suo calore alle sole pianure. Ovviamente la temperatura è piacevolissima, un vento abbastanza forte ci accompagna e a quello spettacolo non possiamo far altro che sederci su alcune rocce e aspettare un po che la natura ci parlasse e ci consigliasse il da fare. Riposatici quindi per un po riprendiamo il cammino per tutto il versante e ci avviciniamo alla Croce dall'altra parte del costone per arrampicarci e "spiccare il volo" sul panorama sottostante. Riesco a scorgere Bagnoli Irpino e le montagne del Laceno ed è sempre emozionante vederle cosi vicino e pensare tutti giorni trascorsi nei loro boschi.&lt;br /&gt;Ma la giornata almeno all'apparenza non sembra promettere nulla di buono e cosi zaino in spalle partiamo per raggiungere di nuovo il sentiero, ripassiamo per i "Faggi chini" e dopo circa 30 minuti siamo di nuovo a Collelungo. Al Valico le nuvole inziavano a diradarsi, il sole prendeva spazio e cosi invece di scendere per l'Acqua del Cerchio ci dirigiamo in direzione opposta per raggiungere il Rifugio degli Uccelli. Un sentiero molto ripido da percorrere in discesa, molto franoso e a dir il vero un po maltrattato dai lavori per la messa in sicurezza dello stesso. Ma non ci facciamo molto caso e continuiamo il nostro percorso decisi più che mai ad esplorare posti nuovi e cosi finalmente dopo un'altra mezz'ora ci troviamo in una piccola pianura immersa nei faggi. Un posto da favole, faggi grigi dalle forme slanciate e dalle chiome luminose, radici dalle forme più strane e simbiosi naturali da sogno. La mia attenzione si posa subito su due faggi uniti alla radice in una sola pianta e nella loro congiuntura una sorta di conca con l'acqua piovana...un vero paradiso. Siamo arrivati finalmetne al Rifugio degli Uccelli dove posiamo di nuovo le attrezzature e godiamo dello spettacolo di questa faggeta unica e dal valico di Collelungo dal basso. Passeremo molto tempo li, tra foto e chicchiere e solo dopo esserci rilassati abbastanza riprendiamo via per un altro sentiero che ci condurrà dopo circa 35 minuti di nuovo a Campolaspierto. Il sole ora è forte e fa caldo e cosi ci rechiamo dietro ai ristoranti per la visita,al fresco dei boschi , al F&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHylG3Az-cI/AAAAAAAAAUU/oy0epj1auIo/s1600-h/Terminio+2008+162.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHylG3Az-cI/AAAAAAAAAUU/oy0epj1auIo/s320/Terminio+2008+162.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223231205108087234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;aggio Monumentale. Una pianta eccezionale, 25 metri di altezza e 6,2 di diametro, uno dei pochi alberi monumentali d'Italia, un patrimonio vegetale da tutelare e da valorizzare. Si rimane affascinati ad osservare quel faggio composto da dieci o dodici altri faggi nati insieme e fusi durante gli anni, durante i secoli... ogni ramo sembra un altro albero, davvero una visita necessaria per chi si ferma a Campolaspierto.&lt;br /&gt;Dal Faggio ci spostiamo stavolta in auto verso il Piano d'Ischia e dal Piano d'Ischia al Piano di Verteglia dove prendendo una deviaizone e passando per il laghetto fermiamo l'auto nei pressi del Ristorante "La Bussola" e proseguiamo a piedi per un altro sentiero. Non si camminerà per molto tempo, un sentiero di circa un chilometro e mezzo costeggiando un fiumiciattolo e arrivando allo spettacolare inghiottitoio-grotta di Candraloni, dove l'acqua entra al suo interno e sbuca solo verso Montella al Varo dell'Orso della Scorzella.&lt;br /&gt;Da Candraloni poi altra passeggiata al rifugio omonimo e altra sosta per gustare la natura che ci circondava prima delle definitva ritirata alle 17.00. Una giornata piena ed entusiasmante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7529096544895710550?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7529096544895710550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7529096544895710550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7529096544895710550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7529096544895710550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/07/campolaspierto-terminio-rifugio-degli.html' title='Campolaspierto-Terminio-Rifugio degli Uccelli-Verteglia-Candraloni'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHuytF7EN_I/AAAAAAAAAUE/TPDGYS9YtKA/s72-c/Terminio+2008+019.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-3966631477973593424</id><published>2008-07-07T08:19:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:40.793-08:00</updated><title type='text'>Il ritorno alla Tannera... e il fallimento del Magnone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI0nKMySgI/AAAAAAAAATc/YsFSMp5ia2Q/s1600-h/Fiumara+di+tannera+002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI0nKMySgI/AAAAAAAAATc/YsFSMp5ia2Q/s320/Fiumara+di+tannera+002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220292765433350658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando una giornata non inzia con il piede giusto un escursionista dovrebbe capire che non è il suo giorno e decidere per una semplice giornata fotografica e quando anch'essa non è "concepibile" materialmente, dovrebbe ritirarsi e preparare la prossima meta. Ieri l'obiettivo della spedizione era il Monte Magnone o Piscacca di Laceno e successiva scalata al Montagnone di Nusco passando per i pianori carsici della vallescura di sopra e fotografare l'altopiano Laceno da una visuale nuova e sopratutto dare uno sguardo dal belvedere verso la verde Irpinia. La partenza è come sempre di buon ora ma le aspettative si spegnevano già durante il tragitto quando il sottoscritto si è sentito male in auto e ci siamo dovuti fermare a Bagnoli Irpino per farmi rinvenire. Partiti e inziata la salita per il Laceno le sensazioni sembravano migliorare il Magnone era li ad uno sguardo e la voglia di scalarlo tanta. Arrivati cosi al Valico del Colle Molella giriamo per la strada asfaltata sulla sinistra per cercare l'imbocco del sentiero (numero 1 del Comune di Bagnoli e numero 12 del CAI). Aiutandoci con le carte IGM troviamo la mulattiera che ci condurrà a destinazione, ma io mi sento di nuovo male e cosi andiamo a prendere qualcosa al bar per rimettermi in sesto. Dopo un cornetto alla crema la situazione si riprende, partiamo allora di nuovo verso la mulattiera, posiamo l'auto e iniziamo il sentiero immerso in campi dediti alla pastorizia. L'inizio è già poco promettente, segnalazioni inesistenti sia della carta dei sentieri sia del CAI e cosi andiamo a cartina e proseguiamo. Primo inconveniente è il letterale assalto delle mosche cavalline e bufaline che non ci lasciano respirare un secondo, poi una mandria di centinaia di mucche solleva polvere e terra e ci impedisce il passaggio per una mezz'ora finchè non decido di tagliare per la montagna e raggiungere la mulattiera. Il sole picchiava duro, il sudore scendeva dalla fronte e le mosche tornavano ad attaccare, ma proprio mentre le mosche si dileguavano da una collinetta saltano e corrono verso di noi due cani abbianado e mostrando i denti. La cosa saggia è quella di fermarsi e vedere la reazione, i cani si arrestano, proviamo a fare un passo ma ci vengono contro e cosi dopo qualche secondo di tensione a passi lenti ci voltiamo e torniamo indietro alla partenza, n&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI8LxG_HpI/AAAAAAAAATs/SQFZq_5VbJY/s1600-h/Fiumara+di+tannera+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI8LxG_HpI/AAAAAAAAATs/SQFZq_5VbJY/s320/Fiumara+di+tannera+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220301090934693522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;onostante i cani alle spalle ci continuavano a seguire per alcuni metri.&lt;br /&gt;La giornata è pressochè persa, sono le 9.30 e nessun sentiero di vetta per il caldo è al momento percorribile cosi presi dalla voglia di non gettare tutto al vento prendiamo via per il Colle del Leone per affrontare la Fiumara di Tannera al fresco dei verdi Faggi. Al Colle del Leone però troviamo una montagna "cittadina" con decine di auto parcheggiate tra spiazali e strada di rcercatori di funghi. Giriamo nei dintorni e parcheggiamo l'auto nei pressi dell'imbocco del sentiero del Cervialto. Al Colle del Leone prendiamo per la sbarra più bassa a sinistra e per i primi tornanti imbocchiamo il sentiero segnalato 114 del CAI che dalle cartine è dato 14 B. Lo seguiamo per la faggeta fino all'apertura di una radura, il Prato del Leone e passata la collinetta di felci prendiamo per una deviazione su mulattiera che dopo alcuni minuti ci condurrà ad un bivio. A questo bivio si trova un cartello della Comunità Montana indicante "Piano del Cupone " su una freccia verso sinistra e due simboli del CAI che indicano il sentiero 14b e l'incrocio per il 19 ossia "Piano Tizzano- Fiumara di Tannera". Prima di proseguire per il 14 B verso la fontana di Don Giovanni però, prendiamo un po il 19 passando per il Cupone e immettendoci in un bosco (chi non sa la strada non la trova perchè non è segnalata) che ci porterà davanti all'inghiottitoio di Strazzatrippa (Grotta di Strazzatrippa) a 1100 m dal livello del mare. Una sosta davanti al grave, uno sguardo alla cartina e l'inutile tentativo di trovare segnalazioni per il Tizzano assolutamente inesistenti. Torniamo indietro per il Cupone e sentiamo alcuni campanacci, pensiamo subito ad altre mucche ma da dietro la boscaglia spuntano 5 cavalli , grandi, alti, stupendi che impauriti fuggono sbattendo gli zoccoli su quel terreno carsico e facendo rimbobare il rumore per la vallata. Superati i cavalli e ripresa la s&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI7IZltEtI/AAAAAAAAATk/ocZtCz3V4c8/s1600-h/Fiumara+di+tannera+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI7IZltEtI/AAAAAAAAATk/ocZtCz3V4c8/s320/Fiumara+di+tannera+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220299933569848018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;trada per il sentiero 14 B dopo diverso tempo raggiungiamo la fontana intermittente di Don Giovanni dove salendo la collinetta di fronte giungiamo al valico che ci condurrà verso la Fiumara di Tannera. Al valico incontriamo due escursionisti e dopo alcune chiacchiere scendiamo per il sentiero che si restringe e scende a forte pendenza nel bosco. Durante la discesa su una roccia è ben visibile la deviazione per il 14 A che conduce alla Fiumara (il14 B prosegue alla sorgente). Il sentiero è al dir poco trattato male, legna abbattuta, alberi buttati giù e parti di sentiero interrotte, ma con un po di peripezie giungiamo finalmente alla Fiumara. Purtroppo rimaniamo scontenti, un escavatore dall'altro lato del fiume, un ammasso di detriti , il letto del torrente scavato, tronchi ovunque e sentiero del CAI difficilmente interpetrabile per questi cambi. Nonostante tutto però scattiamo qualche foto, metto le mani nell'acqua fredda e pulita della Tannera e osserviamo lo spettacolo naturale delle cascatelle che in ogni caso l'acqua ci regala. Camminando per qualche metro e superando alcuni tratti impegnati giungiamo anche alla sorgente del Cantariello. Uno spettacolo di una &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI-HyHl_mI/AAAAAAAAAT0/D6wWFbOqlnA/s1600-h/Fiumara+di+tannera+043.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI-HyHl_mI/AAAAAAAAAT0/D6wWFbOqlnA/s320/Fiumara+di+tannera+043.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220303221509455458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sorgente che si tuffa in una vasca naturale erosa dall'acqua nel tempo e che casca tra due pareti rocciose spettacolari sulle quali l'acqua rifletteva la luce del sole. Peccato ancora che anche li l'uomo si veda e la pulizia del tratto è praticamente insesitente per un turismo che vorrebbe decollare da questi sentieri. Speriamo tanto che finalmente qualcuno dall'Altopiano prenda la situazione in mano e decida di valorizzare le potenzialità enormi che potrebbero essere sfruttate e non chiudersi a riccio per evitare contatti con l'esterno perchè il tutto farebbe solo sprofondare nell'indifferenza totale una località che avrebbe potuto prendere il volo.&lt;br /&gt;Ma tralasciato l'inciso polemico, ritorniamo alla Tannera che da tanto tempo sognata e tentata una volta senza riuscita con l'amico Federico questa volta ci lascia delusi non tanto per il posto ma per la sua cura. Consumiamo in pace alloar un panino su una roccia, ci ricompattiamo e prendiamo per l'impervia salita fino al ritorno al Colle del Leone e riposiamo per oltre 4 ore al Piano Laceno nell'attesa di alcuni cari amici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-3966631477973593424?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/3966631477973593424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=3966631477973593424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/3966631477973593424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/3966631477973593424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/07/il-ritorno-alla-tannera-e-il-fallimento.html' title='Il ritorno alla Tannera... e il fallimento del Magnone'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SHI0nKMySgI/AAAAAAAAATc/YsFSMp5ia2Q/s72-c/Fiumara+di+tannera+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-5435115105565510761</id><published>2008-06-30T05:58:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:43.775-08:00</updated><title type='text'>Monte San Giacomo - Vallicelli - Monte Cervati 1899 msm</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjZVSl32WI/AAAAAAAAASs/z1RusNbxob4/s1600-h/Cervati+001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjZVSl32WI/AAAAAAAAASs/z1RusNbxob4/s320/Cervati+001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217659128099887458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Monte Cervati ci aspetta da diverso tempo, già a Marzo infatti la spedizione era pronta per effettuare l'assalto ma delle nevicate e sopratutto il cielo cupo ci impedirono di organizzarci e di prendere via alla scalata. Anzi, a dir il vero, i fattori meteo ci condizionarono anche nello studio delle carte che non comprammo nemmeno sicuro (dalle carte del tempo) che il 20 (data designata) sarebbe stato impossibile salire. Da Marzo allora venne decisa la data del 29 Giugno e in questi mesi primaverili è stato un susseguirsi di domande, ricerca di informazioni, studi di cartine igm e di preparativi. Il 29 Giugno finalmente arriva e la spedizione composta da 7 "intrepidi" si da appuntamento alle ore 6.00 a Bellizzi pronti a prendere l'autostrada Sa-Rc e recarsi a Monte San Giacomo. Dopo la partenza, passati Eboli, Campagna, Contursi, Sicignano, Petina, Polla e Atena Lucana, all'uscita di Sala Consilina giriamo per vie interne fino alle frazioni minori di Sala per giungere ad una deviazione sulla destra ( nei pressi di una chiesetta antica) che ci avrebbe condotti nel giro di 7 o 8 km ai 660 m di Monte San Giacomo. Breve sosta al bar, caffè, cornetto e vi in direzione "Vallicelli" una località montana del paese. La strada non l'avevamo mai fatta ma dalla cartina le indicazioni che avevamo studiato prendevano corpo nella pratica, inziamo a costeggiare le pendici del Monte Motola e ogni tanto ad osservare le Ripe del Cervati  che spiccavano in tutta la loro candida maestosità. La strada è asfaltata, agevole ma iniziava a stringersi fino ad un bivio che Adriano ha subito ricondotto ad un punto esatto della cartina. Fermiamo l'auto nei pressi di questa deviazione dove un cartello indicava " l'alta via del Cervati" ma eravamo ancora distanti dai Vallicelli ed infatti da li in 6 ore si sarebbe giunti solo al Rifgio Cervati a quota 1560 m. P&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjeFZFKsdI/AAAAAAAAAS0/oqfH5gPeFPM/s1600-h/Cervati+013.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjeFZFKsdI/AAAAAAAAAS0/oqfH5gPeFPM/s320/Cervati+013.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217664352521990610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;resa la deviazione sulla destra proseguiamo ancora per alcuni chilometri fino ad addentrarci in splendide faggete, la strada si faceva sempre più stretta e finalmente raggiungiamo il punto di partenza parcheggiando l'auto nei pressi dell'inizio di un altro sentiero, a qualche centinaio di metri prima dei Capannoni dei Vallicelli.&lt;br /&gt;Raccolti gli zaini, presi bastoncini, macchina fotografica, cappello e cartina scendiamo per alcuni metri sulla strada asfaltata fino a prendere la deviazione sulla sinistra "Alta via del Cervati" ben segnalata che tirava dritto nella faggeta. Inizia lo spettacolo del Monte "arcigno" e selvaggio, un monte che da una sensazione di immensità rara su altre montagne campane, nel bel mezzo di un massiccio che come vetta ha solo lui : Cervati. La strada inizia subit con una salita impervia, fangosa e resa scivolosa dalle piogge, partenza da quota 1200 costeggiando il Vallone dell'Acqua che suona per risalire allo scoperto verso i 1436 metri della fontana degli zingari. Una salita davvero dura, fin ora ne Alburni ne Picentini, per quel che sono stati esplorati, ci hanno visto affrontare pendenze simili e cosi impegnative, ma fa parte del "grande gioco della montagna" e a dir il vero quel gioco ci piace anche molto perchè l'escursionismo è anche prova con se stessi nei confronti e nel rispetto della natura che ti ospita.&lt;br /&gt;Finalmente dopo 50 minuti nei quali copriamo 200 metri di dislivello ci troviamo nei pressi della "vasca" della "Fontana degli Zingari", beviamo un sorso d'acqua freschissima, quasi ghiacciata per la verità e proseguiamo in direzione opposta ad un piccolo rifugio uscendo per un attimo allo scoperto nel piano degli zingari dove prima di entrare nel "bosco dei Temponi" notiamo di nuovo le vette del mitico Monte Cervati. Nel Pianoro c'è una deviazione verso i "gravittoni" (inghiottitoi) ma non è la strada per la vetta, proseguiamo per un po quindi su una mulattiera-carraia attraversando alcuni tratti con faggi solitari e cespugli di fiori di San Giovanni finchè lasciamo la mulattiera sulla destra e prendiamo a sinistra attraversando un piccolo canale e addentrandoci in un piccolo sentiero tra i "Temponi". Siamo a quota 1500 e il sentiero diventa ancora più entusiasmante&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjfv_cE8wI/AAAAAAAAAS8/mJKjLaNSdsY/s1600-h/Cervati+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjfv_cE8wI/AAAAAAAAAS8/mJKjLaNSdsY/s320/Cervati+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217666183884763906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, le faggete diventano altissime e ampie, non più fittissime ma creando enormi spazi disegnando un sottobosco spettacolare, leggendario e affascinante. Camminiamo ancora per diverso tempo , ad una deviazione non segnalata benissimo decidiamo di istinto di proseguire costeggiando un canalone ed infatti ci troviamo dopo circa 300 metri sul sentiero principale (a scendere prenderemo invece la strada che sarebbe uscita alla deviazione evitata) che riuscendo allo scoperto ed evitando un'altra mulattiera che ci avrebbe fatto allungare ci porta ad un Faggio enorme soprannominato da noi "La Sequoia". Dalla "Sequoia" proseguendo tra sali e scendi di una carraria ad un certo punto la strada si riapre alla vetta su una piccola valle caratterizzata da un laghetto formatosi dallo scioglimento delle nevi e dalle piogge, finalmente siamo giunti ai 1597 metri del Rifugio Cervati. La curiosità ci prende, quindi ci portiamo nei pressi della stuttura, dove un piccolo "capanno" in cemento è lasciato aperto e al suo interno era posto un caminetto e un tavolino con tanta legna da bruciare. Al di sopra del caminetto una frase eloquente: "La legna va consumata ma va anche raccolta". Dietro al rifugio una fontana gelida, una vasca e un lavatoio. Riposiamo un po e poi via per un nuovo bosco dal sentiero roccioso e ciottoloso che ci condurrà dopo aver faticato un po a quota 1780 metri alla località "Chiaia Amara". Dalla "Chiaia amara" parte visibilissimo su per le rocce aride del costone il "sentiero dei pellegrini", reso percorribile da alcuni passamani in legno presenti sulle estremità del costone. Il sole picchiava quasi a mezzogiorno ma l'aria era freschissima e si stava benissimo, la spedizione a questo punto smette di essere compatta e ognuno con il suo passo tenta di raggiungere la vetta. Siamo quasi in cima e alcune scale di ciottoli delimitano il passaggio nel varco verso gli splendidi pianori glaciali del Monte, siamo al Crocillo a quota 1844 metri.&lt;br /&gt;Al Crocillo allora ci aspettiamo tutti, riposiamo e scattiamo foto, lo spettacolo è entusiasmante sembra di stare in un altra&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjhdnmAjUI/AAAAAAAAATE/4BZ9Kdk47Tc/s1600-h/Cervati+075.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjhdnmAjUI/AAAAAAAAATE/4BZ9Kdk47Tc/s320/Cervati+075.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217668067269578050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Regione, a nessuno verrebbe in mente che la Campania, la terra di Capo Palinuro , Camerota, Acciaroli e Sapri potesse riservare uno scenario d'alta montagna cosi suggestivo.&lt;br /&gt;La vetta però non è stata ancora raggiunta, o meglio non è stato ancora raggiunto il punto più alto dell'intero comprensorio delle "vette" del Cervati, un comprensorio enorme, gigantesco, un "cratere" pieno di pianori, doline e montagnelle rocciose. Dal crocillo allora proseguiamo in senso orario su per le creste per raggiungere i 1899 m dove è situato il punto trigonometrico. La strada che sembrava breve in realtà è abbastanza lunga e camminiamo per diversi minuti osservando mandrie di cavalli per le rocce, erbe particolari e piantine grasse che dalle rocce nascevano spontanee in tutta la loro caratteristica bellezza. Su questa vetta tutto sembra esser rimasto veramente alle origini, la presenza dell'uomo (anche nel sentiero) non si sente, anche gli escursionisti stessi non passano molto tempo qui e lo scenario è tutt'altro che monotono e ripetitivo rispetto alle altre cime campane. La sensazione è quella di trovarsi in un luogo di confine con il cielo, dove lo si può toccare tranquillamente alzando la mano e da li controllare tutta la Campania che ai "suoi" piedi si prosta.&lt;br /&gt;Dopo questo passaggio dedicato alle sensazioni e dopo essersi fermati a guardare le cime del Gelbison, del Faitella e del Bulgheria, costeggiando ancora le creste finalmente giungiamo in Cima e dalla Cima vediamo più vicina la chiesa della Madonna della neve che fra non molto sarebbe stata raggiunta. Dalla vetta ognuno dei 7 si è immortalato sul punto trigonometrico e ovviamente ci siamo presi anche il te&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjjNDtIx_I/AAAAAAAAATM/CuIGEY9lMkk/s1600-h/Cervati+121.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjjNDtIx_I/AAAAAAAAATM/CuIGEY9lMkk/s320/Cervati+121.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217669981781149682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mpo per fare la solita foto di gruppo e per far rifornimento di zuccheri e d'acqua prima della vera sosta giornaliera. A questo punto è doveroso citare tutti e ringraziare tutti e non lo farò alla fine perchè nel mezzo del racconto mi sembra di rivivere l'escursione cosi da sentirmi nel mezzo della giornata di ieri e non trattare il tutto come qualcosa di rimeto. Allora un grazie (in ordine come nella foto dopo di me che sono il primo a sinsitra) a Walter, Alessia, Adriano, Lello, Eduardo e Federico (l'altro cow boy). Ovviamente una menzione particolare va ad Adriano che con come a studiato la cartina senza perdere un colpo e a Lello che dopo tanti anni torna all'escursionismo ad altissimi livelli. Un gruppo compatto, unito e reso ancora più affiatato da questa esperienza che non è stata facilissima e semplice come le altre, un motivo in più per credere in ciò che ci piace e continuare questa magnifica passione insieme.&lt;br /&gt;Ma lasciamo la vetta per continuare il racconto e cosi ci incamminiamo verso il Santuario della Madonna della neve che a vista sembrava vicinissimo ma ci siamo resi subito conto che quindici minuti non sarebbero bastati e infatti dopo i 1900 metri dinanzi a noi si aprivano altri pianori, altre doline e altre montagnelle che risalivano e scendevano creando grande dislivello. Cosi, dopo aver fatto due sali e scendi tiriamo dritti sul sentiero dei pellegrini lasciato prima in modo da trovare una strada più agevole ed efficace e finalmente dopo esser passati sotto uno splendido albero (forse un cerro) mdoellato dai venti di quota raggiungiamo la Chiesetta della Madonna della Neve e purtroppo scopriamo con nostro dispiacere che da Sanza hanno portato una strada asfaltata fino in cima che ha tolto "sacralità" al Monte sovrano della Campania. Naturalmente l'essenza della montagna non ci vedrà penso mai partecipi di quella strada e saremmo sempre lieti di faticare per raggiungere la nostra meta.&lt;br /&gt;Intanto il tempo inziava ad annuvolarsi, visitiamo quindi la chiesa e ci riposiamo sulle sue scale e mentre gli altri mangiavano io, Adriano , Federico e Lello ci portiamo verso il Canalone e la Rupe per scendere alla grotta della Madonna della Neve. Una porta in pietra ne delimita l'accesso e due rupi strettissime vanno attr&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjmGCnRzrI/AAAAAAAAATU/Et2v3gMlp8U/s1600-h/Cervati+149.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjmGCnRzrI/AAAAAAAAATU/Et2v3gMlp8U/s320/Cervati+149.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217673159763938994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;aversate per entrarvi, regalandoci uno scorcio "terrificante" e stupendo. Una grotta piccolissima con la statua della Vergine, un ingresso strettissimo e non per tutti, una volta bassa e scura e acqua che cadeva attraversando la roccia. Una sensazione di freschezza unica e da provare. Usciti dall Grotta saliamo di nuovo verso il canalone e la rupe per tornare alla Chiesa dove dopo un'altra mezz'ora passata a chiacchierare decidiamo di muoverci verso il ritorno convinti che il tempo non ci avrebbe graziato.&lt;br /&gt;Cosi, di nuovo per il sentiero dei pellegrini, passati per il Crocillo, la Chiaia amara, il Rifgio Cervati, la Fontana degli Zingari e il Vallone dell'Acqua che suona arriviamo ai "nostri" Vallicelli dove smontando le attrezzature ci complimentiamo a vicenda e torniamo alle auto verso Monte San Giacomo, dove un gelato e una bibita fresca segneranno la fine della nostra avventura e l'arrivederci alla prossima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.girogustandocampania.it/forum/viewtopic.php?t=907"&gt;REPORTAGE COMPLETO MONTE SAN GIACOMO - CERVATI&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-5435115105565510761?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/5435115105565510761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=5435115105565510761' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/5435115105565510761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/5435115105565510761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/06/monte-san-giacomo-vallicelli-monte.html' title='Monte San Giacomo - Vallicelli - Monte Cervati 1899 msm'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGjZVSl32WI/AAAAAAAAASs/z1RusNbxob4/s72-c/Cervati+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-3529607065088779892</id><published>2008-06-24T02:34:00.001-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:44.410-08:00</updated><title type='text'>Rifugio Panormo-Auso-Antece-Ausoneto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDACdGRg5I/AAAAAAAAASU/J-5tkrxESuI/s1600-h/Giro+degli+Alburni+027.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDACdGRg5I/AAAAAAAAASU/J-5tkrxESuI/s320/Giro+degli+Alburni+027.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215379516898247570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una Domenica che al Sabato risultava essere di riposo e di preparazione all'esame universitario del Lunedi si è trasformata in un momento unico dai mille risvolti fotografici e non solo.&lt;br /&gt;La mattina mi sveglio di buon ora e affacciandomi alla finestra mi accorgo di una giornata tersa, limpida con un cielo cosi azzurro e pulito da non poter far finta di niente. Una giornata cosi non capita spesso e cosi mi preparo e scendo alla volta di non so quale meta nei Picentini. Fortuna volle però che verso le 6.30 il "collega" Walter che si era organizzato per se mi chiama per vedere se avessi infranto l'ordine di riposo, ed infatti mi trova sveglio e già in auto ma ancora nel  mio paese. Il tempo di una chiacchiera veloce e poso di nuovo l'auto aggregandomi e ignaro della meta che avrei conosciuto di li a poco. Strano ma vero, si ritorna a distanza di una settimana al Rifugio Panormo per immortalare alcuni coni di luce tra le fitte faggete che Walter aveva osservato la settimana prima. Lungo l'autostrada e sopratutto sulle strade interne tra Castelcivita e Ottati però ci rendiamo subito conto che la luce ci avrebbe permesso di fare ben altre foto e sulla strada verso il Rifugio un azzurro fortissimo e "fresco" ci lascia allibiti e ci fa prendere coscienza della necessità di dover conservare nella memoria e documentare con foto la bellezza di questo spettacolo offertoci dalla natura. Un anticiclone delle Azzorre forte, l'umidità rilegata e spinta nel basso delle pianure marine e cosi in altura secchezza e lucentezza tali da rendere monti, alberi, piante e quant'altro contornati da un cielo mozzafiato. Sui pianori del rifugio posiamo l'auto esattamente dove la lasciammo una settimana prima e a piedi giriamo la vallata per cercare nuvoi spunti fotografici e camminando camminando, sopratutto tra i Cerri e i Lecci, incontriamo doline e pianure carsiche interessanti rese ancor più affascinanti dalla luce che oltre a rendere il verde forte e intenso, colorava il rosso della terra e il bianco delle rocce. Dalle prime doline ci trasferiamo a quelle inziali dove uno spettacolare melo in fiore in un avvallemento regnava incontrastato e modellato dai venti d'altura durante gli anni. Domenica era tutto perfetto e con quei colori anche&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDGAXy4_1I/AAAAAAAAASc/IGYGHhe46yQ/s1600-h/Giro+degli+Alburni+113.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDGAXy4_1I/AAAAAAAAASc/IGYGHhe46yQ/s320/Giro+degli+Alburni+113.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215386078184800082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; la piccola lingua d'asfalto che si inerpica tra le pianure era fotograficamente perfetta.&lt;br /&gt;Dopo aver passato diverso tempo a scattare e sopratutto a riflettere su questi scatti stando attenti ad impostazioni e usando quasi sempre il cavalletto per non fare sbavature deidiamo di portarci al Rifugio dove mangiamo un panino con prosciutto e formaggio paesano e beviamo un sorso di coca cola riposandoci al fresco dei Faggio vicini all'inghiottitoio sulle panchine di fronte al Casone. Una breve sosta allora e via alla volta dei Pozzi Farina per gli ultimi momenti sul pianoro a 1300 m. Erano le 11.30 il cielo ancora perfetto e cosi vedendo una foto nel rifugio e presi dalla voglia di conoscere quel posto, dopo aver chiesto informazioni ci rechiamo a Sant'Angelo a Fasanella. Da Sant'Angelo arrivati in piazza percorriamo altri 500 m fino ad una deviazione che conduceva alle Cascate del Fiume Auso oltre che al Ponte Romano e ai Ruderi Fasanella. Dalla deviazione altri 4 km abbondanti di strada finchè entriamo nel parchetto del Ponte Romano che attraverseremo a piedi fino alle piccole "botti" create dalle cascatelle dell'Auso. Lo spettacolo maggiore però lo avremo solo dopo quando resici conto di una nuova stradina ci imbattiamo nella cascata più grande, affascinante e "prepotente" nel suo getto d'acqua. Purtroppo però l'umidità vicino a quelle cascate era tantissima, il sole batteva a mezzo giorno e scottava tantissimo, il fisico non reggeva molto questa situazione e di conseguenza ritorniamo nel parchetto sotto degli alberi "buttandoci" letteralmente sotto il getto della Fontana Auso. Il tempo di riposarsi qualche minuti e di prendere "fiato" che siamo già in macchina pronti per il ritorno a casa, ma arrivati alla deviazione inziale leggiamo su un cartello "Antece" e presi dall'entusiasmo e dalla voglia di non buttare le possibilità offerteci da questa Domenica prendiamo questa strada di montagna. La via è lunga e inerpicata, risaliamo ai 1000 m e a costa Palomba posiamo di nuovo l'auto, questa volta però alle prese con un sentiero tra Faggi, Meli e Peri selvatici che in quindici minuti circa ci conducono alla sommità di Costa Palomba a 1240 msm dove spunta sulle rocce la scultura rupestre di Antece. Antece (colui che precede) è un guerriero datato 2000 a.c. scolpito in una roccia su questo pizzo al di sopra di una vasca sacrificale. Il sentiero per arrivarci è &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDGbltwLRI/AAAAAAAAASk/h_AvYG6v-1U/s1600-h/Giro+degli+Alburni+132.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDGbltwLRI/AAAAAAAAASk/h_AvYG6v-1U/s320/Giro+degli+Alburni+132.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215386545777814802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;molto semplice nel tratto iniziale ma ababstanza difficile nell'ultimo tratto dove piante alte e fitte fanno perdere i segni del sentiero e disturbano il passaggio. All'Antece purtroppo però non si può sostare molto per la sua posizione, quindi si riscende all'auto e invece di tornare a Sant'Angelo proseguiamo in salita dove incontriamo prima la deviaizone per il Santuario della Madonna delle Grazie, poi il sentiero per la Grotta di Fra Gentile in località Fontana della Madonna ed infine al Rifugio Ausoneto o Sant'Angelo. La strada porseguendo si sarebbe congiunta all'osservatorio astronomico del Casone Aresta ma in quel punto ci andremo una prossima volta per non "consumare" tutto in una sola uscita e sopratutto per organizzarne un'altra con tutta la compagnia che purtroppo non è stata presente a questa improvvista.&lt;br /&gt;La discesa verso Sant'Angelo continua ad essere interessante fotograficamente sopratutto nei punti dove le ginestre coprivano letteralmente i bordi della strada, ma a questo punto ci fermiamo poco e l'ultima sosta sarà sulla strada Serre-Controne dove tra gli uliveti svettavano imponenti e "terrificanti" le vette degli amati Monti Alburni.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.girogustandocampania.it/forum/viewtopic.php?t=897"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;REPORTAGE FOTOGRAFICO COMPLETO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-3529607065088779892?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/3529607065088779892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=3529607065088779892' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/3529607065088779892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/3529607065088779892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/06/rifugio-panormo-auso-antece-ausoneto.html' title='Rifugio Panormo-Auso-Antece-Ausoneto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SGDACdGRg5I/AAAAAAAAASU/J-5tkrxESuI/s72-c/Giro+degli+Alburni+027.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1405507319673677181</id><published>2008-06-17T01:44:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:44.827-08:00</updated><title type='text'>Rifugio Panormo - Cima Panormo...atto estivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFd6PxvmjAI/AAAAAAAAAR8/ALr0yBr4AD0/s1600-h/Cima+Panormo+Estate+140.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFd6PxvmjAI/AAAAAAAAAR8/ALr0yBr4AD0/s320/Cima+Panormo+Estate+140.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212769505174260738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Domenica è stato tempo di allontanarsi dai nostri vicini ed esploratissimi Picentini per tornare sul massiccio "bianco e candido" degli Alburni... bianco per le sue "lame" che scendono a strapiombo lungo la montagna e "candido" per la sua atmosfera pulita e pura. La Cima del Panormo in inverno ci aveva colpito positivamente, l'avventura fu piacevole e la vetta un vero e proprio paradiso da dover rivistare in estate alla luce di colori e atmosfere diverse. Cosi, all'alba partiamo io, Walter ed Eduardo e dopo aver preso l'autostrada ed esser usciti a Campagna, passando per Serre, Controne, Castelcivita e Ottati giuugiamo finalmente agli 11 km finali che dal Cimitero conducono al Rifugio Panormo a 1300 msm. La salita verso il Rifugio è già il sintomo di come la natura si sia rigenerata in pochi mesi ed era praticamente irriconoscibile quel passaggio tra le verdi fronde e i faggi che rendevano la strada buia considerando il ricordo di un percorso brullo, secco e spoglio invernale. Al Rifugio posiamo l'auto in uno dei pianori vicino al primo inghiottitio (completamente pieno di alberi) e ci rechiamo alla struttura per salutare il gruppo Scout di Battipaglia e per iniziare ad organizzarci per il sentiero. L'impatto non è stato positivo a dire il vero, la vegetazione cosi fitta e differente per un po di tempo mi ha tenuto impegnato nel trovare l'imbocco, ma dopo una mezz'oretta nel pianoro finalmente dalle piante si scorge il pozzo-abbeveratio che delimita l'inizio della scalata. Prendiamo subito piede allora nel bosco caratterizzato da Faggi, Cerri e Querce e passando sotto degli alberi inclinati e vicino una roccia calcarea simile ad un dolmen arriviamo in poco tempo al bivio per Lauro Fuso- Pedata della Lepre e Vuccolo dell'Arena - Cima Panormo. Ovviamente la direzione è verso la Cima e girando verso il sentiero impervio entriamo in una nuova faggeta, praticamente buia dove solo ogni tanto qualche raggio di sole penetrava tra gli alberi e colpiva dei tronchi caduti e bruciati dai fulmini facendoci scorgere piccoli funghi tra i muschi. Il cammino non è molto agevole, il tappeto di foglie è bagnato per le piogge, c'è un po&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFeAAePVhEI/AAAAAAAAASM/WSTo_wParE4/s1600-h/Cima+Panormo+Estate+077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFeAAePVhEI/AAAAAAAAASM/WSTo_wParE4/s320/Cima+Panormo+Estate+077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212775839310382146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di fango e sopratutto c'è molta umidità, ma nonostante tutto non ci fermiamo e a metà strada per il Vuccolo incontriamo anche altri tre escurisionisti di Nocera e Pagani che si uniscono a noi nella traversata. Tra qualche chiacchiera e presentazione giungiamo al Vuccolo dell'Arena dove purtroppo per la vegetazione non riusciamo a vedere le "lame" e cosi armati di determinazione giriamo sulla destra prendendo i tornanti che ci porteranno nel fitto di un bosco che già in inverno è intricato e complicato, un vero e prorpio labirinto naturale. Questo "labirinto" reso difficile da alberi dal basso fusto ben presto ci conduce all'inghiottitoio principale e al passaggio tra altre due "ventare" dove spicca un enorme Tasso Baccato, forse uno dei più grandi esistenti sulle nostre montagne. Pochi passi ancora e finalmente si è allo scoperto sul costone che però a differenza dell'altra volta ora è ricoperto da campi di orchidee selvatiche altissimi e da erbe abitate da bombi e vespe. Superiamo questo tratto con un po di apprensione ma ben presto la strada punta dritto verso l'alto sulla Cima Panormo che raggiungiamo sul sentiero di cresta. Dalla vetta la visuale aperta a 360° ci permetteva di osservare le nebbie e le nuvole basse che si scontravano contro le rocce calcaree e che creavano dei vortici bianchi da paura ed inoltre visibilissimi erano i pianori di partenza. Sediamo per un attimo al punto trigonometrico, salutiamo la guida più esperta degli Alburni Nicola Tuccino (c'è una lapide in vetta) e prima di dividere la spedizione facciamo una foto ricordo tutti insieme. Gli amici scenderanno dritti nel bosco per raggiungere il Rifugio, mentre noi continueremo ancora in vetta verso la vista del Figliolo, ma vi resteremo solo il tempo di scattare qualche altra foto e di vedere le nebbie diradarsi e lasciar posto alla piana sotto Sicignano. Spettacolo entusiasmante, montagna selvaggia, aspra e "incontaminata" dall'uomo. Lo sguardo si perdeva all'orizzonte ma purtroppo il pensiero era rivolto sempre a delle nuovle minacciose e a dei tuoni che non promettevano niente di buono. Allora zaini in spalle e giù per il sentiero, anche se incontriamo alcune difficoltà per rientrarne nel "labirinto", i segnali del CAI si perdevano tra le erbe e solo dopo tanti tentativi riusciamo finalmente a trovare la strada e a proseguire verso i pianori. L'uscita dal bosco è stata dell&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFd95SOVk9I/AAAAAAAAASE/TdajAx9pDFc/s1600-h/Cima+Panormo+Estate+075.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFd95SOVk9I/AAAAAAAAASE/TdajAx9pDFc/s320/Cima+Panormo+Estate+075.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212773516802626514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e più spettacolari con il sole a battere sulle felci rese di un verde carico che colpiva gli occhi e lasciava soddisfatti, inoltre la piana verde e il cielo azzurro rendevano il tutto magico e piacevolissimo. Arrivati al punto di partenza entriamo nel Rifugio Panormo dove ritroviamo gli amici di prima che ci offrono da bere e insieme a loro rimarremo per oltre un'ora seduti a tavolo, intorno al camino a raccontare storie di escursionismo e sentieri montani, finchè il freddo non ci ha convinti ad uscire allo scoperto e a metterci al sole a scattare qualche altra foto.&lt;br /&gt;La giornata sembrava ritornare buona e cosi armati di macchina fotografica ci sentiamo in dovere di immortalare tutto ciò che è possibile immortalare, giriamo ed esploriamo piane e doline, troviamo particolari funghi, piccole sorgenti e insetti montani.&lt;br /&gt;La giornata volge al termine, il sole si fa più basso e appagati e stanchi ritorniamo all'auto per scendere verso la Piana del Sele. Entusiasmante anche il ritorno con gli Alburni da Controne immersi tra le nuvole, impressionanti e maestosi...ed il pensiero di esser stati prorpio li su dove il silenzio domina e l'uomo non può far altro che diventare parte della montagna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1405507319673677181?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1405507319673677181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1405507319673677181' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1405507319673677181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1405507319673677181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/06/rifugio-panormo-cima-panormoatto-estivo.html' title='Rifugio Panormo - Cima Panormo...atto estivo'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SFd6PxvmjAI/AAAAAAAAAR8/ALr0yBr4AD0/s72-c/Cima+Panormo+Estate+140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-5927074782384031024</id><published>2008-06-08T15:18:00.000-07:00</published><updated>2008-06-08T15:20:07.948-07:00</updated><title type='text'>L'essenza della Scorzella</title><content type='html'>Due video che danno l'idea di cosa sia l'Escursione alla Scorzella, due video pieni di valore "affettivo" e di significato, due video che tentano di far apprezzare ancor di più le bellezze della Verde Irpinia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo video è la preparazione del Campo base e del Melone con la Grappa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3sVbBEJ162o&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/3sVbBEJ162o&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Secondo video di Silvestro Volpe è un quadro di tutta l'escursione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8BbhDdQaGiA&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8BbhDdQaGiA&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-5927074782384031024?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/5927074782384031024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=5927074782384031024' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/5927074782384031024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/5927074782384031024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/06/lessenza-della-scorzella.html' title='L&apos;essenza della Scorzella'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6910780138421339586</id><published>2008-06-03T12:52:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:45.205-08:00</updated><title type='text'>Escursione alla Scorzella</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SEWhYcrA0FI/AAAAAAAAAQ8/t4JlxYjMyH8/s1600-h/Laceno+1+Giugno+2008+037.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 277px; height: 208px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SEWhYcrA0FI/AAAAAAAAAQ8/t4JlxYjMyH8/s320/Laceno+1+Giugno+2008+037.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207745985509380178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lunedi 1 Giugno 2008 sarà ricordata come la "consacrazione escursionistica" delle Associazioni Girogustandocampania e Saxetum, una giornata indimenticabile, un sentiero fuori dal comune, un posto incantevole e incontaminato lontano da tutti e da tutto, un'emozione cominciata la mattina presto ma che tutt'ora sento guardando le foto e i video realizzati. Alle 8.15 la spedizione si riunisce al Varo della Spina prima di Montella, posa le auto e dopo essersi salutata e organizzata prende per il bosco verso la Scorzella, tutto sotto la guida esperta di Silvestro.&lt;br /&gt;Si inizia subito con un piccolo ponte esposto, molto breve che ci introduce nella fitta vegetazione e immediatamente il fragore dell'acqua si sente sempre più vicino finchè dopo pochi passi si incontra la prima cascata sotto un ponte dell'epoca fascista. La mulattiera si apriva a baratro sul corso del fiume e la cascata si tuffava con la sua "potenza" facendo un salto di circa cinque metri lasciandoci tutti stupiti e affascinati da vedere qualcosa che da fuori non è nemmeno immaginabile. Proseguiamo costeggiando la cascata e risalendo la montagna tra splendidi faggi e cerri e ogni tanto lo sguardo si posava su particolari pungitopo e sui tassi baccati (pianta velenosissima). Passati per "Iumicieddo" (fiumicello), un guado ieri secco e continuando ancora per alcuni minuti incontriamo una deviazione d'obbligo che ci condurrà allo spettacolo delle "botti della tufara". Riscendiamo quindi verso il fiume e alcuni (purtroppo non tutti,anche io non ho guadato) togliendosi scarpe e calzini guadano per raggiungere questo spettacolo della natura. Silvestro è il primo a passare, seguono Claudio e Adriano che non esita a "farsi un'immersione semi completa nel fiume" scivolando su del muschio ed infine Eduardo che entra in acqua senza togliere neanche le scarpe. Io, Walter e Andrea purtroppo restiamo dall'altra sponda a fotografare perdendoci lo spettacolo delle "botti" le quali le osservammo più sopra dall'alto. Una serie di cascate che si tuffano nelle cosiddette "botti" ossia conche formate dall'acqua durante gli anni che consumando la roccia ha creato delle vasche spettacolari. Altro passaggio "proibito" per la portata ancora alta l' "Urio di Cupido" che non tarderemo a visitare nella prossima escursione.&lt;br /&gt;La camminata verso la Scorzella non è molto lunga ancora, il sentiero ci accompagna ancora per un'altra mezz'ora effettuando altri due piccolissimi guadi e giungendo nell'ultimo tratto da superare prima di formare il campo base. L'ultimo passaggio è ancora un guado ma un piccolo "ponte" di tronchi e rocce ci agevola la traversata e dopo alcune piccole peripezie di qualche membro della spedizione, riusciamo a giungere finalmente alla Scorzella. Una sorta di penisola tra due rami del fium&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SEWoVoFgYWI/AAAAAAAAARE/u9c4pnJykJ8/s1600-h/Laceno+1+Giugno+2008+087.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SEWoVoFgYWI/AAAAAAAAARE/u9c4pnJykJ8/s320/Laceno+1+Giugno+2008+087.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207753633615077730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e detti "troncone" e "tronconciello".&lt;br /&gt;Posiamo le attrezzature, io e Walter ci rechiamo al salto dell'acqua per vedere altre cascatelle che arrivano da molto più in alto e che seguendone il corso portano fin sul Piano di Verteglia alle pendici del Terminio, ma dopo tanti scatti ci prendiamo il meritato riposo e insieme agli altri sediamo su delle rocce. La scorzella è un luogo incantevole situato tra quattro faggi forse secolari che ne delimitano il territorio e dallo spettacolo dei rami del fiume che con il loro scorrere rendono l'atmosfera davvero suggestiva ed emozionante.&lt;br /&gt;Mentre osserviamo e riposiamo Silvestro, Andrea e Claudio preparano l'accampamento mentre Adriano si avventura per i boschi alla ricerca di sentieri nuovi da esplorare. Vedere i nostri amici all'opera è stato un saggio di come comportarsi in montagna e sopratutto di come ci si viene attrezzati e preparati... una base per il fuoco con pietre per delimitare la combustione, la ricerca di rami adatti e di foglie precise, la preparazione della brace, la cottura della carne e sopratutto lo spettacolo della "grappa al melone". Silvestro infatti, taglia un melone alla sommità, facendo una sorta di cappuccio a forma di stella, toglie il cappuccio e svuota il frutto per bene, dopodichè riempie il melone di grappa e lo richiude col "cappuccio" fissandolo con stuzzicadenti (di solito scoglie la cera di una candela per sigillarlo), il tutto per portarlo in un ramo del fimue, riaperto dopo aver tolto foglie e rami che ostruivano, per posare il tutto nell'acqua e farlo raffreddare (dicesi frigorifero). Davvero una tecnica simpatica e ingegnosa che mi è rimasta molto impressa.&lt;br /&gt;Dopo aver arrostito per bene la carne e brindato al sapore di "Luigino" (cosi si chiamava il vitello prima del macello) e dopo aver mangiato una bella "panella" con la soppressata di Montella, riponiamo le attrezzature negli zaini, spegniamo il fuoco e ripartiamo verso il Varo della Spina. Il ritorno è stata un'altra esperienza unica con me e Claudio impegnati in una vera e prorpia corsa in montagna fino alla fontana finale, lasciando tutti indietro e aspettandoli per oltre venti minuti all'uscita del bosco. Una giornata davvero memorabile, un ringraziamento agli amici di Montella che sono stati gentilissimi e ospitali e una citazione di merito a "Bussola" il cane di Silvestro che poverina ci ha seguito stancandosi molto durante la "folle corsa" del ritorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6910780138421339586?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6910780138421339586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6910780138421339586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6910780138421339586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6910780138421339586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/06/escursione-alla-scorzella.html' title='Escursione alla Scorzella'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SEWhYcrA0FI/AAAAAAAAAQ8/t4JlxYjMyH8/s72-c/Laceno+1+Giugno+2008+037.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7868940936527336434</id><published>2008-05-23T02:11:00.000-07:00</published><updated>2008-05-23T02:13:21.074-07:00</updated><title type='text'>Emozioni al Raiamagra di Domenica 18 Maggio</title><content type='html'>Il video dell'Escursione di Domenica montato dal nostro utente Luigi Scapolatiello (Zerogradi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aT8bqjngt00&amp;amp;hl=it"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aT8bqjngt00&amp;amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7868940936527336434?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7868940936527336434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7868940936527336434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7868940936527336434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7868940936527336434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/05/emozioni-al-raiamagra-di-domenica-18.html' title='Emozioni al Raiamagra di Domenica 18 Maggio'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7566174978064252737</id><published>2008-05-20T05:26:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:46.264-08:00</updated><title type='text'>Domenica 18 Maggio: Verde Raiamagra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SDLDfvgJwkI/AAAAAAAAAQk/TUkjhsbXklE/s1600-h/IMG_0252.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 290px; height: 223px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SDLDfvgJwkI/AAAAAAAAAQk/TUkjhsbXklE/s320/IMG_0252.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202435469661028930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Finalmente la tanto attesa escursione con i "meno escursionisti" è arrivata! A dire il vero non me me lo aspettavo che lungo i 3,5 km che ci hanno condotto al Raiamagra si sarebbero rilevati grandi talenti "pronti ad altre avventure". Il gruppo non è grandissimo ma in 6 ci siamo divertiti a scalare il Monte Raiamagra salendo per prima dalla settevalli e poi tagliando su per le piste nere. L'appuntamento come al solito sul lago di buon ora alle 8.30 anche se io e l'amico Eduardo arriviamo alle 8.00 e prima di aspettare Luigi e Roberta (avevamo appuntamento alle 8.45) e Michela e Francesco (ore 9.15) ci siamo divertiti a fotografare particolarità nei pressi della riva del Lago, un'impresa ardua dato che quasi ogni piccolo angolo di questo posto meraviglioso sembra esser passato sotto la mia macchina fotografica.&lt;br /&gt;La giornata non è delle migliori, il vento è forte e a maniche corte non si regge molto tempo, bisogna in continuazione indossare e togliere il maglioncino a seconda dell'intensità e del freddo. Il giorno prima ci informano sia stata una giornata da "paradiso", 28° e clima completamente estivo l'ideale per la giornata che avevamo architettato. Nonostante ciò però, il gruppo si compatta e verso le 9.30 si reca presso l'impianto di risalita a posare le auto. Due sesti del gruppo guardano con rimpianto le seggiovie e quasi "maledicono" la loro "guida" nel pensare a quel tratto di bosco che li aspetta, ma nonostante gli scoraggamenti la partenza avviene puntuale e subito si mette in evidenza la voglia di "emergere" di Luigi che con la sua maglia da super eroe delle montagne si appresata a conquistare la sua prima vetta. Dal piazzale a metà della prima salita ci segue un cane che poi farà perdere le sue tracce nel bosco, Eduardo è pimpante, Luigi è in preda ad un raptus fotografico e non riesce a far a meno di immortalare l'impresa mentre Francesco aspetta il momento adatto per sfoderare il suo gioiellino della tecnica. Michela dorme ancora, lo farà per tutta la giornata e Roberta è determinatissima a raggiungere il più in fretta possibile la vetta. All'intermedio facciamo una piccola sosta, il tempo di far cadere un Ringo offertomi da Michela e di indossare il maglioncino per poi ritornare sul sentiero. La seconda parte dall'intermedio alla vetta è quella leggermente più complicata per la pendenza. Non volendo più proseguire per la pista "settevalli" si taglia per le piste nere, la cima si nota già da lontano ma quei tratti ripidi per molti sembrano non finire mai. Saliamo regolari, qualcuno scatta, qualcuno si diverte e qualcuno si arrabbia, ma tutto questo fa parte del gioco. Un'altra mezz'ora di cammino e finalmente giungiamo a destinazione, ma purtroppo i piani saltano subito. Avevamo deciso di mangiare il nostro panino in vetta, seduti sul Costone del Raiamagra guardando il mare, ma il vento fortissimo e il freddo ci hanno impedito anche di avventurarci troppo verso le creste della montagna. Qualche foto al belvedere panoramico, una passeggiata al "viale alberato" fino a giugnere al rifugio canadese che molti avevano visto solo nelle mie fotografie invernali. Il verde del Raiamagra era carico ed elettrico, i fiori gialli spiccavano e rendevano il crinale caratteristico rispetto a tutte le altre stagioni. Il Raiamagra come montagna non presenta bellezze&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SDLKgPgJwlI/AAAAAAAAAQs/0nwHWBBJEs4/s1600-h/Laceno+18+maggio+2005+028.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 302px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SDLKgPgJwlI/AAAAAAAAAQs/0nwHWBBJEs4/s320/Laceno+18+maggio+2005+028.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202443174832357970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di particolare rilievo ma in alcuni periodi dell'anno come la primavera appunto e come l'autunno (l'inverno fa discorso a parte per la neve) è possibile scorgere (questo sulla cima perchè l'intera montagna è un cantiere per le piste da sci) delle tonalità di colori molto affascinanti. Per la prima volta, nonostante sia salito ben 13 volte al Raiamagra, ho notato il suo spettacolo primaverile e lo spettacolo dei monti circostanti completamente "vivi" e "gioiosi".&lt;br /&gt;Dopo aver osservato per qualche minuti e impossibilitati dalle circostanze meteorologiche scendiamo in seggiovia al piano. Cerchiamo un posto dove poter mangiare in pace e lontani dal possibile caos di scampagnate fuori porta per molto tempo, finchè una volta trovato oltre a consumare i nostri panini ci deliziamo con un'ottima (almeno per me ma credo che i commenti siano stati unanimi) girella alla nutella.&lt;br /&gt;Riposti gli zaini e buttata la spazzatura negli appositi cassonetti ci rechiamo nel piano per giocare un po a pallavolo, scomprendo un talento innato e incompreso di questo sport: Michela. Ma sarà meglio non infierire per non rompere l'armonia del gruppo  (sarà difficile?? penso di si).&lt;br /&gt;Il tempo è passato velocemente, giocare con persone "esperte" alla lunga stanca perchè ci si sente "inferiori" , quindi come ultima tappa ci aspetta la riva del lago e un meritato riposto seduti sull'erba guardando il panorama e scambiando le ultime chiacchiere della giornata.&lt;br /&gt;La stanchezza prendeva il sopravvento, il sole cominciava a calare e cosi anche noi scendemmo verso la nostra piana del Sele (Luigi invece  sotto il Monte Finestra), non senza prima dare l'ultimo sguardo ai monti dal tornantino dove è posta la statua della Vergine Maria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7566174978064252737?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7566174978064252737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7566174978064252737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7566174978064252737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7566174978064252737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/05/domenica-18-maggio-verde-raiamagra.html' title='Domenica 18 Maggio: Verde Raiamagra'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SDLDfvgJwkI/AAAAAAAAAQk/TUkjhsbXklE/s72-c/IMG_0252.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-3098334027346272262</id><published>2008-05-14T12:25:00.001-07:00</published><updated>2008-05-14T12:25:57.575-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il video dell'Escursione al Cervialto montato da Silvestro Volpe con le foto di Angelo Mattia Rocco e Adriano Garofalo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lTxlKt9dNyw&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/lTxlKt9dNyw&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-3098334027346272262?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/3098334027346272262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=3098334027346272262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/3098334027346272262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/3098334027346272262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/05/il-video-dellescursione-al-cervialto.html' title=''/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-2031983822596037351</id><published>2008-05-13T09:20:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:47.061-08:00</updated><title type='text'>Monte Cervialto: Non c'è due senza tre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnIq_gJwcI/AAAAAAAAAPk/oLZJvHs6NdM/s1600-h/Cervialto+11-05-2008+001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 291px; height: 217px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnIq_gJwcI/AAAAAAAAAPk/oLZJvHs6NdM/s320/Cervialto+11-05-2008+001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199907885702300098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Domenica 11 Maggio alcuni membri della nostra associazione (compreso me), hanno battezzato materialmente l'alleanza tra la nostra associazione e quella di "Saxetum-attorno a Montella", con la prima escursione comune effettuata in territorio "nautro" tra Calabritto e Bagnoli Irpino sul Monte Cervialto. Per me è stata la terza esperienza su questa cara Cima e dopo la caratteristica escursione a Febbraio con tantissima neve, questa sicuramente è stata la più entusiasmante e divertente. L'appuntamento come da rituale (un rituale che va avanti da anni per tutte le gite sull'altopiano e dintorni) e nei pressi della "Sorgente Tronola", dove alle 8.30 ci attendevano Silvestro, Claudio e Adriano di Saxetum. La spedizione di Girogustandocampania composta dal sottoscritto, da Walter ed Eduardo con sveglia alle 6.00 e partenza alle ore 7.00 da Bellizzi arriva puntuale all'appuntamento. Subito i due gruppi si sono identificati nonostante nessuno si conoscesse di persona ed è stato un bel momento di aggregazione, con annesso caffè e cornetto per iniziare bene la giornata.&lt;br /&gt;Dopo la pausa colazione, ci addentriamo tra gli altopiani alla volta del Colle del Leone, dove una volta posate le auto e scattata la foto di rito, inzia la nostra avventura verso il "dilettoso monte". Silvestro purtroppo non partecipa all'escursione ma sicuramente non mancheranno altre occasioni per "camminare" insieme e dopo esserci slutati e dati appuntamento alla prossima mettiamo piede all'interno della faggeta. Partenza quota 1227, camminando su una mulattiera semi-battuta, tra il verde dei faggi in primavera e l'ocra delle foglie "reduci" dal riposo invernale sotto la coltre bianca. Subito il gruppo inzia a discutere, si crea occasione cosi di scambio culturale su tradizioni locali e località da visitare e ogni tanto si ironizza anche sull'eventualità di imbattersi nell'Orso avvistato a Caggiano, il quale a detta di molti sarebbe passato per queste faggete. Purtroppo il primo tratto di questo sentiero è caratterizzato da una vegetazione ancora giovani, probabilmente rimboschimento e cosi notiamo ancora una volta la mano dell'uomo a devastare un ambiente incontaminato da difendere e da valorizzare. Il primo punto di riferimento da raggiungere è un tratto aperto del sentiero dal quale è possibile osservare il Piano l'Acernese, il Raiamagra e l'Accellica e infatti, arrivati alla prima meta ci soffermiamo per qualche minuto a fotografare, notando anche il Piscacco in lontananza. L'intraprendenza di Claudio e Adriano si nota subito con una scalata fuori pista sulla collinetta per giungere ad una visuale migliore. Abbastanza ripido il tratto, un po scivoloso ma il tutto viene ripagato dalla vista del mare sul quale era visibilissima una nave. Riscendiamo e riprendiamo il sentiero, Walter è in piena forma, Eduardo alla sua prima escursione nell' alta Irpinia è soddisfattissimo come del resto gli amici di Saxetum, estranei ancora al Cervialto ma veri e propri indomiti combattenti del Monte Accellica o Celeca (al proposito mi farebbe molto piacere pubblicare un giorno la loro avventura su questo blog).&lt;br /&gt;Prima di arrivare al cosiddetto "intermedio" ossia il Valico di Filicecchio a quota 1534, una sosta ricreativa per bere e per consentire a Walter di immortalare qualche scorcio di Faggeta (eh, si il nostro Walter è il "Re delle Faggete") e poi di nuovo "sui pedali" verso Filicecchio. Da Filicecchio in poi la vegetazione la fa da padrona a tutti gli effetti, gli alberi inziano a "invecchiare" e si nota la loro possenza e la loro altezza. Il passaggio più affascinante è all'interno della penultima faggeta, sicuramente la più caratte&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnAOvgJwbI/AAAAAAAAAPc/qaONL6RXWgg/s1600-h/Cervialto+11-05-2008+109.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 305px; height: 229px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnAOvgJwbI/AAAAAAAAAPc/qaONL6RXWgg/s320/Cervialto+11-05-2008+109.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199898604277973426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ristica con piante enormi e cespugli ai lati del sentiero completamente tappezzato di foglie cadute negli autunni scorsi. Altri pochi passi, due tornantini ed un rettilineo e giugniamo al punto che amo di più, le Creste del Cervialto. Con una deviazione in leggerissima "scalata" il sentiero punta dritto sulle Creste e da quota 1670 con due rampe intervallate da un falsopiano sempre di cresta si giunge alla vetta dell'amato Monte. Dalle creste, abbastanza pendenti, lo sguardo inizia a spaziare su tutti i monti Irpini e non solo. Scorgiamo con chiarezza anche gli Alburni, il Cervati, il Monte Finestra e i Monti Lattari e con Claudio e Adriano definiamo anche con esattezza Saxetum, Serrapullo e le altre montagne prettamente montellesi. Da ora in poi quindi avrò sempre la consapevolezza completa di tutte le cime, anche di quelle che mi lasciavano ancora perplesso.&lt;br /&gt;Su in vetta il vento era molto forte, decidiamo di mettere maglioni e giubbini, walter in maniche corte sfoggia una tuta wind-stopper ed un cappuccio di pile caldo, mentre Eduardo sembra l'unico a non soffrire, anche se alla fine incitato da noi decide di coprirsi. Dalla vetta, dalla stazione idrometereologica si nota la famosa e ormai "venerata" Conca dall'aspetto vulcanico, caratterizzata da chiazze di neve sparse e dal suo fondo colorato di un verde forte e carico. Dopo aver mangiato e bevuto di nuovo, scendiamo nel pianoro per raggiungere l'anticima, Walter preferisce raggiungerci sul sentiero di cresta e arrivati al punto trigonometrico dell'IGM dove è posto il libro di vetta, scriviamo la nostra esperienza mattutina e firmiamo la nostra presenza. Dall'anticima ci dirigiamo camminando per un po sulle creste che puntano in discesa verso il Piano Migliato, si apre d&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnJLvgJwdI/AAAAAAAAAPs/0paNLnUZFGQ/s1600-h/Cervialto+11-05-2008+132.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnJLvgJwdI/AAAAAAAAAPs/0paNLnUZFGQ/s320/Cervialto+11-05-2008+132.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199908448343015890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;inanzi a noi la vista del Monte Calvello con tutta la vallata verso Lioni verde e i rossi boschi sulla pendice ancora pieni di neve. Vorremmo continuare ancora su quella strada ma alcune virghe piovose sull'Accellica alle nostre spalle ci convincono che è meglio tornare indietro. Raggiunto di nuovo il punto trigonometrico, nuova foto di gruppo e via verso il Colle del Leone.&lt;br /&gt;La discesa come sempre risulta leggermente più triste, la montagna ti lascia grandi emozioni e fai fatica ad abbandonarla ed una volta nel sentiero per non pensare alla mattina e alla fatica si fa di tutto per raggiunger presto la meta, nonostante alcuni del gruppo "fantasticavano" ancora sull'impresa.&lt;br /&gt;Un'esperienza davvero positiva, un'alleanza con i ragazzi di Montella che con questa avventura si rafforza è da vita ad una collaborazione che spero sia lunga e produttiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-2031983822596037351?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/2031983822596037351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=2031983822596037351' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2031983822596037351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2031983822596037351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/05/monte-cervialto-non-c-due-senza-tre.html' title='Monte Cervialto: Non c&apos;è due senza tre'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SCnIq_gJwcI/AAAAAAAAAPk/oLZJvHs6NdM/s72-c/Cervialto+11-05-2008+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1802374548770492712</id><published>2008-05-04T02:02:00.001-07:00</published><updated>2008-05-05T10:29:56.719-07:00</updated><title type='text'>Monti Alburni</title><content type='html'>Vi proponiamo il montaggio video dell'escursione al Monte Panormo realizzato dall'amico Silvestro Volpe (Silvestro1958) utente del nostro forum e del forum amico SAXETUM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vv4kO02nrrs&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vv4kO02nrrs&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1802374548770492712?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1802374548770492712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1802374548770492712' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1802374548770492712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1802374548770492712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/05/vi-proponiamo-il-montaggio-video.html' title='Monti Alburni'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7669094868958097788</id><published>2008-05-01T07:14:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:47.189-08:00</updated><title type='text'>Giornata fotografica a Lago Laceno...maltempo e "didattica"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SBnQmegniUI/AAAAAAAAAO0/EQs-mTNWkPs/s1600-h/Laceno+ad+Aprile+037.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SBnQmegniUI/AAAAAAAAAO0/EQs-mTNWkPs/s320/Laceno+ad+Aprile+037.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195413004592056642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 25 Aprile è stata una giornata di sole stupenda, l'ideale per fare fotografie, purtroppo nessuno del gruppo era a disposizione e cosi io e  Walter decidiamo di puntare tutto su Domenica 27, un'intera giornata fotografica al lago Laceno. La mattina del 27 però già si capiva che non sarebbe stata una giornata ideale...il tempo era poco nuovoloso sulla piana, ma i monti alle nostre spalle erano avvolti da una cappa di nuovole grige. La voglia di salire lo stesso al piano laceno è superiore al desiderio di evitare un buco nell'acqua (fotograficamente parlando) e cosi, se pur con un po di dispicere per il tempo, saliamo per la mitica SS 164. Alle croci le prime nebbie ci avvertono e quasi sembra vogliano scoraggiarci a salire ma ormai il gioco è fatto... siamo arrivati sul piano. Un vento freddo "primaverile" ci gela subito le mani, qualche goccia di pioggia cade sugli obiettivi delle macchine fotografiche... il primo assalto è fallito, decidiamo di fermarci cosi un attimo al bar all'uscita di "via sorgente della Tronola". Un cornetto, un caffè e di nuovo in auto in giro per il circuito e per un attimo lo lasciamo anche salendo verso Lioni e raggiungendo a piedi un dosso naturale alle pendici del Cervarolo. Dalla collinetta l'altopiano ci appariva di un verde scurissimo, si notava tantissimo quant'era impregnato d'acqua, ma nello stesso tempo rimaniamo contenti al notare la grandezza del lago che a differenza dei periodi precedenti raggiunge più punti del piano. Scendiamo, ritorniamo sul circuito e posiamo la macchina prima dell'hostel abbandonato...ci avviciniamo alle sponde fangose e procediamo fino alle transenne dove alcuni pescatori si divertivano nel prendere trote e carpe. Il lago era molto accresciuto, arrivava fin sotto l'area pic nic Erica e notiamo anche la struttura messa a punto per alimentarlo e cosi evitare il suo prosciugarsi. Un canale che parte con tutta probabilità dalla Sorgente della Tronola (colei che prima del terremoto alimentava il lago) è collegato direttamente alla conca e convoglia l'acqua piovana, quella dello scioglimento delle nevi e quella della sorgente direttamente nel lago.&lt;br /&gt;Il tempo continua a peggiorare, ritorna a piovere, giusto il tempo di addentrarci in un boschetto sull'altopiano per scorgere un rifugio della forestale che torniamo di corse all'auto. Riflettiamo per qualche istante se sia il caso di aspettare il pomeriggio o rassegnarsi... una nuvola si sfrangia esce un raggio di sole, ma subito dopo ne arrivano altre e il cielo si incupisce di nuovo.&lt;br /&gt;Scendiamo con tanta tristezza...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7669094868958097788?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7669094868958097788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7669094868958097788' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7669094868958097788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7669094868958097788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/05/giornata-fotografica-lago.html' title='Giornata fotografica a Lago Laceno...maltempo e &quot;didattica&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SBnQmegniUI/AAAAAAAAAO0/EQs-mTNWkPs/s72-c/Laceno+ad+Aprile+037.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7768687153251161100</id><published>2008-04-24T12:00:00.000-07:00</published><updated>2008-04-24T12:01:52.363-07:00</updated><title type='text'>Ricordate il Cervialto Bianco?</title><content type='html'>&lt;object height="355" width="425"&gt;Eravamo in dubbio se metterlo o meno, ma un po di sana ironia e  un po di buon umore  fanno sempre bene. Una parte della scalata al Cervialto... non fate caso ad alcune parole sconnesse...era la fatica-gioia.&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/P_to9O8Dq88&amp;amp;hl=it"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/P_to9O8Dq88&amp;amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7768687153251161100?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7768687153251161100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7768687153251161100' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7768687153251161100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7768687153251161100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/04/ricordate-il-cervialto-bianco.html' title='Ricordate il Cervialto Bianco?'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4906355603961095737</id><published>2008-04-23T04:46:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:47.395-08:00</updated><title type='text'>Il Blog del Lago Laceno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SA8h9-gnhxI/AAAAAAAAAKc/8UMYWQcdOkk/s1600-h/Copia+di+DSC04937.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 235px; height: 177px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SA8h9-gnhxI/AAAAAAAAAKc/8UMYWQcdOkk/s320/Copia+di+DSC04937.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192406244017014546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Girogustandocampania.it è sempre attivo e pieno di nuovi spunti. Le nostre iniziative si stanno diffondendo, il nostro sito è sempre più visitato e stiamo mettendo a punto dei miglioramenti per rendere il tutto più fluido e visitabile. Nel frattempo, da una mia grande passione, è nato il blog sul lago laceno: &lt;a href="http://lagolaceno.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;la mia vita sul Lago&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Questo blog ha come intento quello di creare un vero e prorpio speciale dedicato a questo meraviglioso e incantato luogo della Campania. Un luogo che a mio avviso potrebbe essere la base del turismo della nostra regione, un posto pieno di ricchezze da poter sfruttare e da mettere in campo per far crescere la nostra immagine in italia e non solo. Si tratterà di avventure personali, di sensazioni, di poesie, di racconti, di percorsi, di studi e di tant'altro. Una vera e prorpia dimensione Laceno.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lagolaceno.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;http://lagolaceno.blogspot.com/&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4906355603961095737?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4906355603961095737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4906355603961095737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4906355603961095737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4906355603961095737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/04/il-blog-del-lago-laceno.html' title='Il Blog del Lago Laceno'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SA8h9-gnhxI/AAAAAAAAAKc/8UMYWQcdOkk/s72-c/Copia+di+DSC04937.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7567525839063747874</id><published>2008-04-20T06:40:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:47.646-08:00</updated><title type='text'>Contattateci</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SAtIHfiIIhI/AAAAAAAAAIg/iyLA6jz9Lp8/s1600-h/Borsa+verde+016.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 322px; height: 243px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SAtIHfiIIhI/AAAAAAAAAIg/iyLA6jz9Lp8/s320/Borsa+verde+016.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191322289035551250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Girogustandocampania.it ad un anno di vita ringrazia i numerosi utenti per i risultati autorevoli raggiunti. Qui di seguito le statistiche di questo anno che ci vede raggiungere visite e contatti "stratosferici" per un portale amatoriale e che contiamo farlo crescere sempre di piu con il vostro aiuti. Da Aprile del 2007 hanno visitato il nostro portale 118.536 persone e sono state viste 288.144 pagine. Anche il forum di discussione raggiunge livelli autorevoli con 69 utenti registrati e la bellezza di 13.955 messaggi!!&lt;br /&gt;Da oggi è attiva la nostra e-mail anche su questo blog . Contattateci, partecipate numerosi alle nostre attività e rendetevi partecipi del rilanco storico-culturale-ambientalistico della nostra Campania.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7567525839063747874?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7567525839063747874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7567525839063747874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7567525839063747874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7567525839063747874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/04/contattateci.html' title='Contattateci'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SAtIHfiIIhI/AAAAAAAAAIg/iyLA6jz9Lp8/s72-c/Borsa+verde+016.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-2708951831160907568</id><published>2008-03-28T06:02:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T04:15:47.844-08:00</updated><title type='text'>Avvistato un Orso a Capo La Serra (Caggiano)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R-zsv7jf3_I/AAAAAAAAAIY/PmEpsJ7L_bc/s1600-h/800px-Monte_Capo_la_Serra_di_Caggiano_01.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R-zsv7jf3_I/AAAAAAAAAIY/PmEpsJ7L_bc/s320/800px-Monte_Capo_la_Serra_di_Caggiano_01.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182777579381186546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La notizia dell'avvistamento di un orso sulle montagne di Caggiano, esattamente a Capo la Serra riempie di gioia tutti gli appassionati di natura e montagna e di conseguenza anche la nostra community di &lt;a href="http://www.girogustandoacmpania.it"&gt;Girogustandocampania&lt;/a&gt;. A confermare l'eventualità arriva la notizia già diffusissima, dello stesso avvistamente qualche giorno prima in Val d'Agri nella montagne Lucane. Il parco ha appreso dell'avvistamente come un grande segno della natura a dimostrazione che le nostre montagne rappresentano o possono rappresentare ancora un posto incontaminato dove poter far rinascere una fauna che ci aveva abbandonato anni or sono. Quindi dopo il ripoplamento di alcune nostre montagne con i Cervi, resta apera l'ipotesi dell'orso marsicano. La forestale in territorio lucano e campano sta avviando meticolose ricerche per impedire eventuali rischi al bestiame degli abitanti delle zone circostanti e soprattutto per trarre eventuali conclusioni sull'accaduto. In caso di ritrovamento e veridicità del fatto allora si dovrà decidere se l'orso sarà riportato nel suo luogo d'origine oppure verrà rimpiantato sulle nostre splendide montagne. Ora le ipotesi sono tante, ad avvalorare gli avvistamenti sono i ritrovamenti di alcune impronte trovate in val d'agri compatibili con quelle del marsicano. Alcuni studiosi hanno anche provato a ripercorrerne le origini e il risultato che ne potrebbe uscire è davvero sorprendente. Partendo dalla notizia che gli orsi dall'Abruzzo sono già arrivati nei Monti Sibillini e nel Lazio, lo spostamento del nostro marsicano passerebbe proprio dal parco nazionale del Gran Sasso ai monti sibillini per poi passare tra le montagne del Matese cosi da scavalcare il Sannio e portarsi in Irpinia nei pressi del Monte Calvello. Al Calvello trovate le prime difficoltà l'orso avrebbe puntato nelle faggete del Monte Cervialto per poi uscire e trovarsi ai confini della Basilicata in val d'agri. Nelle prossime ore in caso di novità vi faremo sapere, resta in ogni caso un possibilità reale che questo enorme ed affascinante animale sia potuto giungere fin da noi e speriamo che giunga noi una conferma cosi da poter avallare come "montagne pulite e incontaminate" i nostri appennini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-2708951831160907568?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/2708951831160907568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=2708951831160907568' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2708951831160907568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2708951831160907568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/03/avvistato-un-orso-capo-la-serra.html' title='Avvistato un Orso a Capo La Serra (Caggiano)'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R-zsv7jf3_I/AAAAAAAAAIY/PmEpsJ7L_bc/s72-c/800px-Monte_Capo_la_Serra_di_Caggiano_01.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7566143416803409215</id><published>2008-03-05T02:35:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T04:15:48.037-08:00</updated><title type='text'>I Mostra Fotografica "Campania da Scoprire"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R853xYvuDLI/AAAAAAAAAHs/LuLb8daHRdQ/s1600-h/manifesto-campania-da-scoprire.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R853xYvuDLI/AAAAAAAAAHs/LuLb8daHRdQ/s320/manifesto-campania-da-scoprire.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174204712235175090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'Associazione Girogustandocampania è lieta di annunciarvi la I mostra fotografica "Campania da Scoprire". L'evento promosso dai soci fondatori con l'aiuto del partner ufficiale "Graphic &amp;amp; Web" di Bellizzi si terrà nei locali del Centro Sociale di Bellizzi (SA) i giorni 15 e 16 Marzo 2008. La manifestazione divisa in due giorni sarà aperta al pubblico dalle ore 9.30 alle ore 22.00 del Sabato, mentre la Domenica oltre all'apertura standard dell'esposizione alle ore 10.30 sarà presentata al pubblico l'Associazione Girogustandocampania e la sera alle 20.30 verrà festeggiato il primo compleanno del sito www.girogustandocampania.it e il primo anno di questo blog. Saranno 100 le fotografie esposte nel centro sociale, con un connbuio tra mare, monti, sole  e neve contronato da spettacolari scorci di borghi antichi campani. La redazione quindi vi invita a partecipare numerosi e diffondere questa interessante e nuova inziativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7566143416803409215?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7566143416803409215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7566143416803409215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7566143416803409215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7566143416803409215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/03/i-mostra-fotografica-campania-da.html' title='I Mostra Fotografica &quot;Campania da Scoprire&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R853xYvuDLI/AAAAAAAAAHs/LuLb8daHRdQ/s72-c/manifesto-campania-da-scoprire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1830000850842615541</id><published>2008-02-26T03:33:00.001-08:00</published><updated>2008-12-10T04:15:48.228-08:00</updated><title type='text'>Rifugio Panormo - Cima Panormo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R8P5iXHit1I/AAAAAAAAAHE/GfUSBQ3CsFk/s1600-h/DSC02214.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R8P5iXHit1I/AAAAAAAAAHE/GfUSBQ3CsFk/s320/DSC02214.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171251165867980626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando un obiettivo diviene con il passare dei giorni un pensiero fisso, e quel pensiero fisso si tramuta ogni volta in una piccola ossessione, giunge l'ora di trovare una cura, di trovare un rimedio per porre fine a questa "sofferenza". Il Vuccolo dell'Arena ci aveva respinto qualche settimana fa, cosi ci siamo riorganizzati pronti per affrontarlo Venerdi, ma purtroppo le piogge ci hanno impedito di partire. Allorchè decidiamo di salire Sabato, ma la foschia era talmente fitta che per l'ennesima volta abbiamo dovuto rinunciare. Domenica parte invece con una giornata straordinaria, un sole pieno, un cielo limpido e sereno...è giunta l'ora forse di toccare con mano la cima del Monte Panormo. Questa volta invece di andare verso Sicignano scegliamo e optiamo per il "Rifugio Panormo" per osservare da vicinio le bellezze dei pianori alburnini situati sul versante meridionale del massiccio. Partenza ore 7.00 da Bellizzi, passiamo per Battipaglia usciamo con l'autostrada a Campagna, risaliamo Serre, scendiamo a Controne, giungiamo a Castelcivita e finalmente ad Ottati. Da Ottati subito dopo il paese, probabilmente già comune di Sant'Angelo a Fasanella parte una strada ripida e stretta che in 11 km porta a quota 1300 metri del Rifugio Panormo. La strada è asfaltata ma impervia, tappeti di foglie, rami spezzati, rocce fin sui pianori. Dalla macchina inziamo ad assaporare l'ebrezza della nostra avventura e ci soffermiamo con lo sguardo oltre che sui pianori carsici sugli enormi pozzi che costeggiano la strada. Arrivati al pianoro principale dove è sito il Rifugio Panormo, posiamo la macchina nei pressi di un inghiottitoio (non molto profondo ma spettacolare), ci prepariamo, mettiamo le scarpe da trekking e ci guardiamo intorno ad  osservare quelle piccole valli. La neve in alcune conche resiste ancora ma la temperatura non è bassa e lo scenario è tardo autunnale, colori forti, caldi e prevalentemente sul giallo e sul rossiccio. Dalla macchina proseguiamo su una mulattiera che costeggia il rifugio e dopo aver dato un'occhiat alla cartina orientandola per bene verso N, prendiamo il sentiero giusto (segnalato bene dal CAI) e proseguiamo nella faggeta costeggiando altri due piccolissimi inghiottitoi. Al nostro segutio dal rifugio un cagnolino che sembrava conoscere la strada e sopratutto sembrava volesse accompagnarci fino in cima. La faggeta all'inizio è molto ampia e in alcuni punti si apre su dei pianori innevati fino al raggiungimento di un bivo segnalato. Proseguendo dritto in 40 minuti si sarebbe giunti alla "Fonte Lauro Fuso" (famosa per 3 faggi gemelli spettacolari), in un'oretta alla "Pedata della lepre" e in circa due ore e mezza all'osservatorio astronomico del "Casone Aresta". Tirando invece verso la montagna il sentiero portava a Sicignano, al Vuccolo dell'Arena e con una deviazione netta alla Cima del Panormo. Ovviamente seguiamo quest'ultima indicazione e ci addentriamo di nuovo nella faggeta, ostacolata da alberi caduti e da un tappeto di foglie altissimo che a volta ci faceva sprofondare fino al ginocchio. Sulla strada osservando verso il bosco ogni tanto si potevano ammirare altri pianori ma sopratutto dei laghetti ghiacciati rotondi (alcunu anche abbastanza profondi dato che siamo andati a verificare) che sembravano essere degli inghiottitoi stracolmi d'acqua. Il sentiero prosegue dolce, dolcissimo, si cammina quasi sempre in piano o logicamente in leggera salita. Troviamo la prima neve, ghiacciata ma granulosa, nessuna difficoltà per i nostri passi, e dopo un po giungiamo a quota 1520 al "Vuccolo dell'Arena". Dal Vuccolo (finalmetne raggiunto dopo tanti tentativi) ci dirigiamo per un attimo verso Sicignano per costeggiare un boschetto che ci avrebbe portati su una rupe espota dalla quale potevamo ammirare i costoni calcarei dolomitici del Vuccolo che pendavano a picco come lame sulla valle del Sele. Dopo questo piccolo momento di "contemplazione" sull'essenza della montagna, proseguiamo dal Vuccolo verso N addentrandoci in una nuova faggeta, molto intricata e molto fitta, contornata da spettacolari inghiottitoi carsici (molti dei quali adornati da alberi e muschio). Ogni tanto anche quest'ultima faggeta si apriva ma non a pianori bensi ad alcune rupi. Decidiamo di fare una sosta per controllare la cartina e per bere, poi riprendiamo di nuovo nel bosco. Qui i segnali diventano molto rari, non è difficile perdersi se non si tiene conto dei segnali precedenti e la neve diventa alta. Mettiamo le ghette e proseguiamo con non poche difficoltà, ma dopo aver ponderato bene e osservato con attenzione i segnali "spuntano" e cosi riusciamo ad uscire dal bosco su per un costone roccioso. Il Costone roccioso era quello del Monte Panormo, la cima era visibile dal basso ma ancora molto lontana altimetricamente. A sud si ammiravano i pianori dove avevamo lasciato la macchina e anche le montagne del Cilento. Spiccava su tutti il Cervati innevato, ma il Monte Sacro o Gelbison non sfigurava e in lontananza era possibile osservare il Monte Pollino.&lt;br /&gt;Il cammino prosegue, le creste sono ripide ma non scivolose, tagliamo un po l'originale sentiero per arrivare prima alla vetta e dopo circa mezz'ora riusciamo ad arrivare al punto trigonometrico e cosi alla vetta. Da li, si apre una visuale a 360° sulla Provincia di Salerno e oltre. Si nota Sicignano piccolissimo sotto le pareti rocciose, la valle del Sele, il Monte Cervialto nell'Avellinese, le montagne del Vulture e le pianure di Lacedonia. Uno spettacolo davvero supermo considerando la nostra posizione di estrema "precarietà" su un cucuzzolo espostissimo che cade a picco sulla valle. Il vento del Nord spirava con dolcezza ma facva sentire il suo alito freddo, ma noi continuammo a camminare su per le creste. Giungemmo alla lapide di "Nicola Tuccino" grande guida ambientalista e alburnologo e proseguimmo oltre il Panormo fino ad aprirsi dinanzi a noi uno spettacolo da brividi. Mentre alle nostre spalle svettavano nellaloro innocua e dolce figura le creste dolci dell'Urto Falcone e dei Gemelli di Roccia, davanti si prestavano le ripide, irte e pericolose creste del Monte Figliolo. Una sensazione unica, quasi sospesi nel vuoto ad osservare un cammino sottile e leggero "appesi" e "in bilico" come un equilibrista su una corda. Ci sentivamo più alti dei monti, da li li sovrastavamo e pensammo a quel giorno che sarà di Settembre quando organizzeremo la grande traversata da Controne a Petina.&lt;br /&gt;Osservata la situazione dall'altro versante tornammo al Panormo, mettemo il campo base, accendemmo il fuoco (con pietre attorno e in un posto lontano ad sterpaglie), preparammo il caffè, mangiammo e infine riprendemmo passo verso il Rifugio. Intanto il cane davvero ci aveva seguito, anzi cia veva preceduto fin sulla cima, per poi riscendere quando noi vi fermammo.&lt;br /&gt;Dopo circa un'oretta tornammo ai pianori, ritrovammo il cane al rifugio, ci soffermammo ad ammirare il sole calante dietro i monti e poi con tanta gioia e soddisfazione prendemmo la via del ritorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1830000850842615541?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1830000850842615541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1830000850842615541' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1830000850842615541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1830000850842615541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/02/rifugio-panormo-cima-panormo.html' title='Rifugio Panormo - Cima Panormo'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R8P5iXHit1I/AAAAAAAAAHE/GfUSBQ3CsFk/s72-c/DSC02214.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6692879485691914823</id><published>2008-02-17T02:28:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T04:15:48.481-08:00</updated><title type='text'>Cervialto bianco... l'Essenza della Montagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R7gN-HHitzI/AAAAAAAAAG0/vFOw-iCSIIU/s1600-h/cervialto+bianco+101.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167895933121378098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R7gN-HHitzI/AAAAAAAAAG0/vFOw-iCSIIU/s320/cervialto+bianco+101.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci eravamo lasciati al valico Vuccolo dell'Arena, quella "sconfitta" che tanto ci ha segnato nell'orgoglio...la neve tanto invocata e tanto decantata in quel giorno ci fu avversa. Al che, decisi sempre di più ad affrontare un'escursione da EAI (escursionisti ambiente innevato) prendemmo "ali al folle volo" e decidemmo insieme all'amico Federico di intraprendere le coste del Cervialto. Un allenamento d'altura in vista della grande impresa del Panormo che ci attende...perchè... "non vi preoccupate, tanto ci ritorneremo"... a noi non la si fa! Federico scappato da Siena con una voglia di conquista più aspra e accesa di prima ed io con tanta delusione passata e con un desiderio ardente di vedere ciò che vidi secco e caldo in una "tragica" giornata di Settembre (vi ricordate la disavventura del Cervialto??). Come Ulisse e Diomede cercammo di valicare le nostre "colonne d'ercole" sperando di non ritornare "due dentro ad un foco". La mattina si presentava come sempre dall'aspetto invitante, anche se alcune nubi e un po di foschia turbavano l'immagine di cielo limpido e sereno che speravamo di trovare in cima. Arrivati a Laceno le prime sorprese e le prime emozioni. Un -4° C con una gelata davvero entusiasmante, scendemmo in riva al lago come da rituale e dopo aver assaporato la "prima essenza" ritronammo in auto per raggiungere il Colle del Leone. Al Colle del Leone, rimembrando l'avventura della Tannera ci preparammo a questa nuova esperienza. Zaino in spalle, bastoncini tecnici alla mano e ghette pronte all'uso...inziò il nostro cammino. Per un primo tratto fino alla quota di 1350 m, la neve non era presente e il bosco si presentava molto diverso da Settembre dove abbondava la folta vegetazione dei Faggi. Subito i passi si fecero veloci, ci togliemmo i giubbini e proseguendo sempre con passo spedito finalmente giungemmo alla prima neve. All'inizio molto ma molto bassa, poi sempre più alta e farinosa, a tratti ghiacciata e scivolosa. Ci fermammo ad assaporare il paesaggio candido e mettemmo piede con un'emozione indescrivibile nel primo punto dove le impronte umane cessavano di esistere e rimanevano impresse nella neve solo quelle degli animali selvatici del bosco. Mettemmo le ghette e via dentro quella coltre di circa 60 cm di neve, sicuramente l'accumulo bianco da Ottobre ad oggi rimase intatto. Nei versanti esposti a NE la neve ricopriva davvero tutto e in alcuni punti riusciva ancora a rimanere sugli alberi, mentre a SW a farla da padrone erano le rocce spoglie asciugate dai "caldi" raggi del sole. I passi si facevano sempre più pesanti , ma veder solcare la nostra presenza per primi ci riempiva di gioia e orgoglio. Dopo aver superato il bivio per Filicecchio e aver fatto una piccola sosta nell'unico tornante privo di vegetazione finalmente giungemmo alla fine del sentiero 113 del CAI dove inizia il sentiero di cresta o meglio di costa. L'ascesa verso la cima era resa più impegnativa dalla coltre nevosa delle creste che accompagnata dal ghiaccio e dalle rocce rendeva il tutto più faticoso. Superato il primo costone, giungemmo al tratto intermedio intervallato da una piccola pianura rocciosa, fin poi riprendere cammino per la seconda costa che ci portò fin su la stazione idrometeorologica situata in cima. Un passo e uno sguardo oltre quella capanna e vi trovammo il "paradiso". Quell'immenso pianoro, quell'immenso cratere ricoperto da oltre 1 metro di neve...non potemmo far altro che rimanere qualche minuto fermi ad ascoltare il silenzo ed assaporare la vera "essenza della montagna". Federico iniziò ad allestire il campo base, picchettammo il "todomodo" per sederci e preservare la nostra attrezzatura dalla neve. Dopo aver preparato il tutto, l'esperienza singolare, spettacolare e unica di gustare un ottimo caffè caldo a quota 1809 m con vento gelido e tanto ghiaccio di contorno (ringrazio Federico per il fornellino a gas). Dopo aver mangiato cioccolato e panini, bevuto, ci togliemmo la soddisfazione di attraversare per la prima volta in questo inverno l'inviolata conca bianca tra la cima e l'anticima, affrontando anche l'eventuale rischio di sprofondare per la scarsa conoscenza dell'altezza del manto nevoso. Arrivati al centro ci guardammo intorno e godevamo di una panoramica quasi artica del cuore di un pezzo di appennino campano, figli del grembo di quella montagna. Dal pianoro via verso l'anticima dove come tradizione raccontammo la nostra avventura al libro di vetta e ponemmo i vessilli della nostra conquista sul punto trigonometrico....&lt;/div&gt;&lt;div&gt;... e fermi a contemplare le nuvole, a farci accarezzare dal vento, a godere "per gli occhi" delle valli sottostanti, ritornammo giù per quelle creste.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per le foto dell'escursione ecco il link&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.girogustandocampania.it/forum/viewtopic.php?t=698"&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;CERVIALTO BIANCO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6692879485691914823?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6692879485691914823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6692879485691914823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6692879485691914823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6692879485691914823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/02/cervialto-bianco-lessenza-della.html' title='Cervialto bianco... l&apos;Essenza della Montagna'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R7gN-HHitzI/AAAAAAAAAG0/vFOw-iCSIIU/s72-c/cervialto+bianco+101.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-5112887451738594592</id><published>2008-02-04T13:09:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T04:15:48.826-08:00</updated><title type='text'>Ciak Si Pizza... aperto a Pranzo!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R6d_KV6e0fI/AAAAAAAAAGs/Uo9TAUnG2OA/s1600-h/2004182842119128552_rs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R6d_KV6e0fI/AAAAAAAAAGs/Uo9TAUnG2OA/s400/2004182842119128552_rs.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163235313461416434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Girogustandocampania.it informa che la pizzeria convenzionata nel nostro circuito "Ciak...si Pizza" dal 16 Gennaio 2008 effettua anche pizza a pranzo con servizio a tavolo e consegne a domicilio gratuite!&lt;br /&gt;Quale occasione migliore per godere dell'ottima pizza e dell'ottima ristorazione della "casa" anche a pranzo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. (Nota della redazione)&lt;br /&gt;Per le vostre degustazioni consiglio personalmente di provare il fagotto! Una vera prelibatezza!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info consultare il sito &lt;a href="http://www.girogustandocampania.it/"&gt;www.girogustandocampania.it&lt;/a&gt; nella sezione ristorazione-pizzerie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il link di accesso rapido alle informazioni sulla Pizzeria-Ristorante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.girogustandocampania.it/salerno%20rist.htm"&gt;Ciak si...pizza&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-5112887451738594592?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/5112887451738594592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=5112887451738594592' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/5112887451738594592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/5112887451738594592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/02/ciak-si-pizza-aperto-pranzo.html' title='Ciak Si Pizza... aperto a Pranzo!'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R6d_KV6e0fI/AAAAAAAAAGs/Uo9TAUnG2OA/s72-c/2004182842119128552_rs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4603265805697393502</id><published>2008-01-29T12:04:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T04:15:48.959-08:00</updated><title type='text'>Ci avventuriamo per il Monte Mai?</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R5-HNV6e0dI/AAAAAAAAAGc/cv7Zd5bUz1Y/s1600-h/Colla+in+inverno+018.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160992361280360914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R5-HNV6e0dI/AAAAAAAAAGc/cv7Zd5bUz1Y/s320/Colla+in+inverno+018.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: left"&gt;Circa due settimana fa, dopo alcune nevicate che avevano imbiancato le vette dai 900 metri in su, mi avviai sui Picentini per raccogliere qualche scatto interessante. La giornata non era certo della migliori meteorologicamente parlando, il cielo era velato, una cappa d'umidità regnava e la luce quindi non era perfetta per la fotografia. Indeciso sul dove recarmi, chiamo un mio carissimo amico e di comune accordo decidiamo di avviarci verso Giffoni Valle Piana. Da Giffoni Valle Piana proseguiamo in direzione di Cruti e Cruticelle, fino ad arrivare dinanzi al Santuario della Madonna di Carbonara. All'inizio eravamo tentati di fermarci, ma poi cambiai idea e proseguii dritto...continuando la salita. La strada che conduce al Valico della Colla, selvaggia, non curata e "trasandata" riporta alla mente luoghi selvatici e abbandonati, il tempo si ferma, la natura ha il sopravvento sulla tecnologia e sull'uomo, e sarò sincero, anche la tranquillità si perde lasciando spazio ad un leggero velo di inquietudine. Dopo i diversi tornanti si giunge la Valico della Colla. Parcheggio l'auto e mi dirigo in direzione di Serino,dove dalla strada il colosso del Terminio dava sfoggio della sua possenza, ricoprendosi di bianco dai 1100 metri. Si notavano le tre cime sovrastanti le tre valli e il baratro della circumvallazione serinese scompariva nella fitta vegetazione. Tornati al punto di partenza, scrogo un sentiero del CAI e mi ci avventuro. Molto scosceso, rude, polveroso e da selva scura dantesca...conduceva alla traversata dei Monti Mai fino al Pizzo San Michele. La tentazione di prseguire era tanta ma l'attrezzatura non c'era e cosi torno indietro continuando la giornata fotografica. Scendendo dalla Colla il mio sguardo si ferma all'orizzonte e dai tornanti esposti scatto delle foto tetre ma spettacolari...il giusto sapore e la giusta atmosfera per una giornata uggiosa, velata, non monotona ma eccezionalmente particolare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4603265805697393502?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4603265805697393502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4603265805697393502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4603265805697393502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4603265805697393502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/01/ci-avventuriamo-per-i-monti-mai.html' title='Ci avventuriamo per il Monte Mai?'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUcGU6BEmI/AAAAAAAAAZw/am_dj5dkX14/S220/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R5-HNV6e0dI/AAAAAAAAAGc/cv7Zd5bUz1Y/s72-c/Colla+in+inverno+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-5797164718514784307</id><published>2008-01-28T13:10:00.001-08:00</published><updated>2008-12-10T04:15:49.413-08:00</updated><title type='text'>Verso il Monte Alburno... fermi al Vuccolo dell'Arena</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R55FP16e0cI/AAAAAAAAAGU/LzAyJys-pIg/s1600-h/DSC02038.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160638361485889986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/R55FP16e0cI/AAAAAAAAAGU/LzAyJys-pIg/s320/DSC02038.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Anche Virgilio ne palrava già nelle "Georgiche", affascinato da questo imponente massiccio che dall'alto della sua cima più grande da il nome a tutto il comprensorio. Alburni deriva da Albus; infatti candidi si vestono di roccia calcarea e dolomitica differente da qualsiasi altra catena campana. Ieri, Domenica 27 Gennaio 2008 la spedizione parte alla volta della cima del Panormo. Un sentiero importante, una svolta nelle nostre escursioni...dopo innumerevoli sortite nei Picentini, arrivano finalmente loro, i "Monti del Silenzio", i "monti del mistero" che nelle loro imprevedibilità rendono la voglia di raggiungimento un'anzia spasmodica e incontrollabile. Informatici a dovere, letto qualche libro di Andrea Perciato sui sentieri, studiata la cartina IGM ci avviamo verso Sicignano degli Alburni. La mattinanta è gelida in valle, causa forti inversioni termiche, e cosi a Zuppino registriamo -2° con gelate spettacolari, ma arrivati al paese la temperatura si addolcisce e quei 4° 5° ci accompagneranno per tutto il tragitto. Sicignano si presta dormiente al mattino, mentre una timda luce del sole fa capolino sulle case, noi inziamo a passare inosservati fino al campo sportivo. Posiamo la macchina, ci equipaggiamo, zaini in spalla e bastoncini alla mano, la fatica ci attende. Alla destra del campo sportivo incontriamo il primo segnale del CAI, inizia il sentiero. Una carraia d'apprima, per un attimo perdiamo le tracce e decidiamo di proseguire ancora; alla fine dopo una mezz'ora finalmente la carraia si unisce al sentiero...inizia una mulattiera, stretta, con un tappeto di folgie cadute, d'apprima in un castagneto, ma pian piano via verso la faggeta. Il sentiero si presenta ripido, con continui tornantini, stallatti fanno da cornice alle radici di alberi inclinati e sospesi dai pendii sul sentiero, formazioni di ghiaccio e calcare sotto la terra vengono calpesatate dai nostri piedi, il muschio sulle rocce, scivoloso e abbondante. Si cammina molto, la fatica non la sentiamo ma preferiamo fare una sosta per fare colazione. Ripartendo la vegetazione si fa meno fitta, si incontrano alcune cavità carsiche otturate da fogliame e pietre, e all'improvviso ci ritroviamo su nella parte di sentiero più affascinante, accompagnata ai bordi delle vallate da Pini Nani e passando sotto sporgenze calcaree conquistate da muschi e ghiaccio. Iniziamo anche a trovare la neve, d'apprima ci rese felici ma poi ci condannò alla resa. Man mano che si saliva la neve aumentava, arriviamo alla grotta di Zi Carluccio, una cavità carsica nelle pareti rocciose, due rupi esposte ci portano la visuale alle creste e alle guglie dolomitche, continuiamo tra un sentiero impervio ed è li che inziano le difficoltà. Il sentiero si perde nella neve alle pendici di un pendio scosceso, Federico prova a superarlo, scivola diverse volte ma con caparbia supera il tratto. Scorge le "7 votate", ossia 7 tornantini che portano al Valico Vuccolo dell'Arena, quasi in verticale...sono pieni di ghiaccio e neve in una parte esposta a cadute e vallate. La prudenza e la saggezza prevalgono, gli Alburni ci respingono, il valico non sarà sorpassato. Un arrivederci alla primavera pare quello del Panormo. Un po delusi ma al contempo fieri delle 3 ore di escursione ci fermiamo alla grotta di Zi Carluccio a bivaccare, accendiamo un fuoco, mangiamo e beviamo. Il freddo si faceva sentire e la montagna sembrava inziasse ad assaporare la nostra presenza e a voler che noi vi scendessimo. Cosi decisi e rispettosi, scendiamo, rigustiamo il sentiero, godiamo e viviamo la montagna e Sicignano dall'alto pian piano diveniva sempre più vicino...finchè vi arrivammo e da li ritornammo verso casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-5797164718514784307?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/5797164718514784307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=5797164718514784307' tit
