<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840</id><updated>2009-12-28T15:52:55.217-08:00</updated><title type='text'>Campania da scoprire</title><subtitle type='html'>Questo blog nasce da supporto al sito www.girogustandocampania.it e vuole essere una visione meno professionale, anzi totalmente vicina alla gente e non alle attività, del nostro progetto di valorizzazione del territorio. Girogustandocampania è soprattutto un Progetto di giovani ed è a loro che è rivolto l'appello di avvicinarsi alla storia, alla cultura e alla tradizione.La Campania è una terra da scoprire e nessuno può valorizzare meglio questo posto che un gruppo di fotografi amatoriali...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>82</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7288839689889535620</id><published>2009-03-12T09:32:00.000-07:00</published><updated>2009-12-03T08:09:07.688-08:00</updated><title type='text'>La via inviolata dei pianori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvVXHNaT9I/AAAAAAAAAwU/Yc5RVjJfFOg/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 305px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvVXHNaT9I/AAAAAAAAAwU/Yc5RVjJfFOg/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353607175108972498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tanta neve sulle nostre montagne! Una nevicata forse paragonabile solo a quella dell'Ottobre 2007 o addirittura ad un assaggio del Gennaio 2005. Neve fresca, muraglioni di bianco accantonati dagli spazzaneve già da Acerno, l'inverno è ritornato agli inizi del mese che dovrebber portare la Primavera.  Il ritorno dei "folli" escursionisti ovviamente non poteva mancare , nonostante le disavventure del giorno prima, nonostante gli avvertimenti e nonostante il fiume di nebbia che scendeva lungo l'ex statale 164.  Una giornata "strana", apparentemente delineata da un alone di grigiore e di tristezza. Il bianco candido e persistente del giorno prima lasciava il posto all'esausto manto che pian piano perdeva resistenza e forma. L'asfalto "grattato" da ghiaccio sparso lungo i bordi e da chiazze che non erano state accantonate dallo spazzaneve. Una mucca solitaria vagava pensierosa e disorientata lungo il favoloso castagneto che apre la via alla Raia della Scannella e la valle del Calore triste e coperta.&lt;br /&gt;Una situazione decisamente poco promettente e poco entusiasmante, "coadiuvata" da una pioggerellina sottile e insistente che da Bagnoli Irpino si portava lungo la strada per Laceno fino al Belvedere Grande, dove con un po di sforzo e non costantemente si ritornavano a vedere piccoli fiocchetti.&lt;br /&gt;La Fontana Chianizza giaceva spaccata in quel tornante abbanonato da mezzi e da persone, e sulla destra i pianori coltivati riposavano placidamente sotto la coltre compatta e "misteriosa". La nebbia continuava a dare la sua costante compagnia e il vento aumentava fortissimo, tanto che gli abeti che "indicavano" il Colle Molella , danzavano vorticosamente e lasciavano cadere enormi quantità di neve che si mescolavano con i nuovi fiocchi.&lt;br /&gt;Il Laceno un "mare" tetro che fuoriusciva dal plumbeo gioco delle correnti di quota e delle condense; la sensazione inusuale e terrificante di sostare su di una costa immensa della quale non si vede l'altra sponda , ma si assapora l'ebrezza dell'ignoto. Un ignoto che man mano diventava consapevolezza e certezza di esser giunti a &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvU5HFvFmI/AAAAAAAAAwM/DEMdsddt598/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+063.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 304px; height: 228px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvU5HFvFmI/AAAAAAAAAwM/DEMdsddt598/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+063.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353606659680704098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;destinazione, in quell'angolino di altopiano che da spazio alla vista chiara e decisa dell'intero Lago.&lt;br /&gt;Posata l'auto iniziavano le dolenti note, suonate da un grecale sprezzante e insistente. Le mani e le guance subito risentivano del forte colpo e nonostante quell'essenza del nord est, respiravamo un'aria umida e "pesante" che ci rendeva nervosi ma combattivi nello stesso momento.&lt;br /&gt;L'imbocco del sentiero prefissato ormai appariva chiaramente un obiettivo impossibile da raggiungere con qualsiasi mezzo, e cosi, con quelle fedeli compagne ai piedi (le ciaspole) iniziammo l'avventura verso il Piano L'acernese; il piano dal quale avremmo optato per Valle D'Acera o per il Raiamagra.&lt;br /&gt;Dapprima un paesaggio "gonfio" e "immerso" ci regalava una visuale di villette e lampioni pandorizzati e "relegati" a tempi e mesi ormai lasciati alle spalle e ad un tratto, improvviso e inaspettato tutto scomparve sotto la coltre "costruita" il giorno precedente rendendo il cammino aspro e contorto. L'asfalto scompariva "impietosamente" mentre i cartelli stradali che spiccavano con il loro blu carico ci indicavano una via che non c'era. "CALABRITTO" - "ACERNO" , risultavano mete irragiungibili per automobilisti ed escursionisti ed ovviamente il pensiero era rivolto a quel ramo di strada che si congiungeva in un sicuramente strabordante Piano Migliato.&lt;br /&gt;Un muraglione di oltre un metro segnava la linea di demarcazione tra il mondo moderno e quello antico, un passaggio scoraggiante e contemporaneamente interessante. Le racchette scavavano lungo il lato congelato cosi da creare uno scalino alla volta per superare l'ostacolo, e una volta scavalcato il "muretto" i piedi cominciavano a sprofondare per oltre 30 cm. Gli attrezzi "galleggianti" non ci sostenevano come negli altri giorni. La neve fresca , umida e troppo soffice non ci permetteva grandi possibilità di movimento, cosi un passo alla volta prendemmo il "largo" verso la prima faggeta. Il sudore scendeva caldo lungo la pelle arrossata, stonando completamente con un contesto gelido e ventilato che si contornava di piccole e "sterili" nevicate. La fatica cosi "pungente" e fastidiosa non si era mai fatta viva come in quegli istanti, ma la voglia di montagna era sempre un'essenza più forte. Il riposo del "guerriero" si fece subito spazio tra la "sconfortata" indole della "coppi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYBuJtjI/AAAAAAAAAwc/02Q_kERNV6w/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+084.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYBuJtjI/AAAAAAAAAwc/02Q_kERNV6w/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+084.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411042379715687986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a d'attacco", eppur risultò necessario il tutto per riavviarsi con grinta verso un obiettivo ormai "scomparso". Il rivolo, ormai reso quasi un fiumicello nato dal nulla, contornato da ricami di neve lungo il percorso che "Brullamente" si intravede in estate, disegnava un serpentello grigio e trasparente che si perdeve a vista nel bosco fatato e stregato dal "soffice cotone". L'immensa distesa immacolata rendeva quasi inermi e dispiaciuti nel calpestarla, al tal punto da evitare qualsiasi mossa sconveniente e reagire diversamente, con spirito di esplorazione, tendendo il passo teso e "spesso" verso altri "colli" con il tentativo di aggirare l'ex strada e lasciare incontaminato il suggestivo paesaggio.&lt;br /&gt;Oltrepassando il fiume, sulle verdi ringhiere del ponte che da il via alla lunga salita al Cervialto, addentriamo i nostri spiriti verso un incosciente passeggiare "ludico", come a voler a tutti i costi trovar del nuovo in ciò che già vedemmo, e nonostante il ritornar indietro nel tempo, il "gioco" riuscì. Riuscì cosi bene che le gialle casettine del "Bruno Zauli" , sempre trattate con non curanza, divennero luogo di un immaginario villaggio d'altura. I colori cosi forti , contrastanti con l' "unanimità" del paesaggio , spezzavano positivamente la vista e quella strisciolina verde scuro di quell'ultimo muretto in fondo al vallone , rendeva sempre più "fantasioso" il nostro nuovo modo di esplorare. Poi che fu superato il villaggio, riprendemmo con insistenza fino alla dimora abbandonata di un pastore, prendendovi rifugio per qualche istante e oltrepassando poi il recinto dove abitualmente pecore o mucche stazzano gioisamente. I pascoli lontane immagini di questa giornata, si allontanarono anche dai pensieri dall'istante in cui si risalì verso la "strada" e una cascata "improvvisata" , incastonata in un cunicolo di faggi giovani e gelati, ci fece sussultare dall'emozione, mentre posavamo i piedi lungo dei grandi massi che della roccia avevano solo la forma modellata dalla dama bianca.&lt;br /&gt;L'acqua risuonava dolcemente al "silenzio" del bosco e quel dolce rumore scompariva come in dissolvenza quando ritornava prepote&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYR_WtBI/AAAAAAAAAwk/IJQlN4TYaZ4/s1600-h/Laceno+-+Piano+L%27acernese+128.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SxfiYR_WtBI/AAAAAAAAAwk/IJQlN4TYaZ4/s320/Laceno+-+Piano+L%27acernese+128.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411042384082809874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ntemente a nevicare, con fiocchi larghi e possenti. Una nevicata finale , duratura ed entusiasmante che confuse spazi e menti al tal punto da toccar con mano quell'alberello simbolo del L'acernese e non rendersi conto della meta raggiunta.&lt;br /&gt;Nebbie eclettiche e veloci, fiocchi di ogni dimensione, dominio esasperato e immenso della natura, e noi soli come pedine nelle mani di un "giocatore" saggio e benevolo.&lt;br /&gt;Potemmo godere solo pochi istanti di quel "paradiso", finchè il colore predominante si fuse con il cielo e lasciò spazio solo all'immaginazione. Tutto si chiudeva e tutto ritornava nell' "abisso" dei monti. Come inermi spettatori infreddoliti e commossi, ritornammo sui nostri passi, lasciando libero sfogo alla natura e ai suoi "componenti"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7288839689889535620?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7288839689889535620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7288839689889535620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7288839689889535620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7288839689889535620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/03/la-via-inviolata-dei-pianori.html' title='La via inviolata dei pianori'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SkvVXHNaT9I/AAAAAAAAAwU/Yc5RVjJfFOg/s72-c/Laceno+-+Piano+L%27acernese+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8346681021843597540</id><published>2009-03-10T15:02:00.000-07:00</published><updated>2009-03-10T16:12:37.120-07:00</updated><title type='text'>La nevicata del 6 Marzo 2009</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbkDuJ6-eI/AAAAAAAAAvc/uvSbBMg_xcc/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbkDuJ6-eI/AAAAAAAAAvc/uvSbBMg_xcc/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311683563110463970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 6 Marzo rimarrà nella mia personale storia, una giornata da ricordare e da raccontare come un poema, un racconto eroico dal sapore mitologico. Qualcuno mi dirà sicuramente mi darà dell' "esagerato", del conta "balle", eppure vi assicuro che questa giornata ha avuto un qualcosa di particolare e affascinante che sa di "impresa".&lt;br /&gt;La Montagna mi era lontana da parecchi giorni, l'ultima uscita risaliva ad una ciaspolata con il Club Alpino alle Acque Nere del Terminio e ormai la neve risultava un flebile ricordo. Oltre una settimana senza cammianre sentendo quel rumore rilassante e senza immergersi negli amati Picentini! Un vero calvario!! Avevamo provato a scalare qualche vetta, ma come una maledizione tutto ci respingeva. Il Monte Monna si nascondeva troppo dietro le nebbie, l'Accellica sfumava per impegni improvvisi, la vetta del Terminio per sopravvenute febbri e raffreddori nella spedizione...decisamente un periodo nero!&lt;br /&gt;Occorreva ribaltare la situazione, passare dal nero al bianco recuperando il passato e la neve persa! Da qualche giorno ponderavo come agire e come muovermi e osservando le previsioni del tempo notavo con fermezza la possibilità di una bella nevicata "cittadina" proprio verso il 6 Marzo. Perplessità, confusioni e alla fine istinto e incoscienza. Venerdì mattina, sotto una pioggia battente si lascia la Piana del Sele, al mio fianco il fedele "scudiero" Vito, compagno di tante avventure, "superstite" di giornate al Cervialto e di estati al Raiamagra, collega della compagnia del "Laceno", ma assente incomprensibile dai campi "innevati". Ebbene si, Vito non aveva ancora visto la neve in vita sua e credevo che dopo 21 anni fosse giunta l'ora di rimediare.&lt;br /&gt;La notte non avevo dormito neanche un minuto e la mattina ero sveglio e pimpante lo stesso, la direzione decisa verso Montecorvino Rovella, il tergicristalli in azione al massimo e aria calda per "pulire" il vetro dell'auto dalla condensa. Le parole non si sprecavano, eravamo concentrati, io con il cuore a Bagnoli Irpino, immaginandola  già tutta bianca nonostante non avessi notizie dal paese. Il mio amico invece "ignaro" della situazione, tranquillizzato dalla parole del "conducente" che assicurava "un po di neve solo verso le croci di Acerno" (citazione personale) .&lt;br /&gt;Ovviamente non credevo a ciò che dicevo ma dovevo convincermene; non avevo mai montato catene, non avevo mai camminato su strade innevate e non mi ero mai trovato sotto nevicate "live" in automobile...mi sentivo pronto ad affrontare rischi e pericoli pur di vedere ciò che volevo.&lt;br /&gt;Superato qualche tornante dopo la Madonna dell'Eterno noto con un po di sorpresa qualche fiocco già misto alla pioggia e rimang&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbxjIv5SyI/AAAAAAAAAvk/aTnZYC5pMpA/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbxjIv5SyI/AAAAAAAAAvk/aTnZYC5pMpA/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311698396476164898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o alquanto sconfortato. Il mio pensiero ormai andava ad Acerno, avevo capito che li stava nevicando per bene ed ero sconfortato dalle parole di un amico bagnolese che mi parlava della strada dalla croci al paese, la quale in queste situazioni non veniva mai pulita. Quelle parole mi rimbombavano nella testa come un monito di prudenza misto a voglia di vedere di persona, ed infatti la macchina saliva tranquilla verso il primo valico. La fontana del vescovo era leggermente imbiancata, i fiocchi cadevano piccoli ma insistenti, "n'gopp o' vaccar" il paesaggio era splendidamente candido e la strada era coperta ad intermittenza. Guidavo piano, godevo la nevicata e nello stesso tempo facevo attenzione a curve, frenate e sterzate. Davo sempre un'occhiata alle macchine che scendevano per notare l'accumulo sui loro tetti e di conseguenza mi regolavo per il prosieguo. Al Valico la strada diviene difficile da interpretare. Tutto bianco, fiocchi grandi, castagneti ritornati ai fasti invernali. Parcheggio la macchina in una piazzola, sono combattuto sul da farsi. Vito non sa consigliarmi mentre guarda estasiato la sua prima nevicata ed io non avevo idea sulla viabilità verso Acerno. Dopo circa 15 minuti decido di proseguire lentamente e dopo il lungo rettilineo percorso a velocità ridottissime scopro con piacere la strada pulita. In quell'istante riprendo fiducia, vedo la meta riavvicinarsi e riprendo velocità. Nevica sempre, guardo in alto e noto "fiocconi" infrangersi sul vetro ma non attecchire per le precedenti piogge. Il cielo è diventato candido, l'atmosfera da paradiso e tutto fuori taceva come se la natura osservasse come noi spettatori umani. A "n'dramaciume" la situazione è tranquilla, ma man mano che risalgo verso Acerno la strada torna ad imbiancarsi, la variante è inagibile e all'ingresso della cittadina l'accumulo su tetti e auto è già di qualche centimetro. Fatico a frenare e in salita già qualche volta sento la ruota slittare, ma ormai son qui e voglio continuare. Attraverso il corso osservando i pneumatici della altre auto e quando arrivo all'imbocco di Via Montella, il Viale San Donato mi appare come in un sogno. Quegli alberi leggermente dipinti davano un colpo al cuore, i lampioni accesi in pieno giorno, quella luce che si infrangeva sulla neve che ne copriva i vetri rendeva tutto immensamente affascinante.&lt;br /&gt;All'angolo del quadrivio noto&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbyNnu63uI/AAAAAAAAAvs/zY9w1S6e9fM/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+015.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbyNnu63uI/AAAAAAAAAvs/zY9w1S6e9fM/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+015.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311699126348078818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; con sollievo uno spazzaneve e mi fermo a chiedere informazioni. Vengo rassicurato e addirittura mi sento dire la frase che aspettavo : "vai, anche se rimani bloccato ti veniamo a prendere". Un invito a nozze che mi lancia deciso verso l'imbocco della strada per le Croci, ma dopo pochi metri la neve diviene molto più difficile da superare. Fermo l'auto l'ennesima volta, provo a montare le catene ma forse per l'ansia non riesco a montarle. Le mani mi si gelano, non riesco a muovere le dita e anche un vecchio batti fieno in un giardino sembra volermi prendere in giro. Siamo quasi sconfitti e pronti al ritorno, quando lo spazzaneve ci supera ed io metto in moto e lo seguo al volo. La strada diviene sempre più stretta, il manto nevoso cresce, il cielo si confonde con i fiocchi sempre più grandi, i castagneti scompaiono e i guard rail vengono sommersi. Lo spazzaneve avanza inesorabile mentre noi perdiamo terreno e la strada ritorna a "sporcarsi". Fortunatamente ci supera un fuoristrada, seguiamo la sua scia, ma le ruote sembrano non volerne sapere e la nevicata si infittisce. Momento difficile, concentrazione massima eppur arriviamo alle Croci dove è in atto una bufera impressionate; non riesco a notare niente oltre la neve. Persino il tergicristallo sembra bloccarsi e soffrire del peso dell'abbondante accumulo. Supero le croci con cautela, Vito ormai è ipnotizzato dalla "danza bianca" e io sempre più deciso a raggiungere Bagnoli, ma improvvisamente un altro stop! Al bivio per Montella e Bagnoli la strada non è pulita, la neve supera i 10 cm, dietro non si può tornare perchè la situazione è peggiore al Valico e le decisioni vanno prese in fretta. Due secondi di ragionamento ed ecco che dalla provinciale sbuca un altro spazzaneve che ci libera il passaggio! Di nuovo verso Bagnoli Irpino! La strada questa volta non trapela neanche un millimetro di "nero", il bianco è ovunque, la corsia è ridotta alla sola auto , le dune nevose crescono e all'improvviso perdo il controllo del mezzo. La mia macchina perde aderenza, scivola, si piega sul lato destro, i freni sono inutilizzabili ma con un po di destrezza riesco a fermarla. Scendiamo dall'auto immediatamente sentendo scricchiolare la vettura che sembra aver voglia di continuare da sola. Ormai o si montano le cate&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbymBVePyI/AAAAAAAAAv0/1p5SJFNdM20/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbymBVePyI/AAAAAAAAAv0/1p5SJFNdM20/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311699545537527586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ne o si aspetta lo spazzaneve. Decido per la prima opzione e questa volta so che non posso sbagliare o farmi prendere dal momento. Tolgo i guanti, passo le catene sotto il primo pneumatico, faccio un po di errori, ingarbuglio i fili la prima volta ma poi recupero la situazione e alla fine riesco a montarla. Intanto i fiocchi cadono a larghe falde, il mio giubbino è bianco come la strada , ma ormai sono lanciato e monto anche le catene sull'altro pneumatico.&lt;br /&gt;Rimontiamo in auto, Vito è sollevato e io lo sono ancor di più...le catene fanno il loro dovere e compattano la neve a dovere lungo il percorso ormai segnato. Lo spazzaneve dopo mezz'ora ancora non arrivava e li capii che non avrei potuto aspettarlo e che ormai l'unica soluzione per il ritorno sarebbe stata l'Ofantina.&lt;br /&gt;Lungo la strada gli alberi si univano da una parte all'altra della carreggiata grazie all'accumulo fresco e tante mucche battevano la "pista" prima di me. Alcune scivolavano e goffamente tentavano di rialzarsi, probabilmente anche loro sorprese da questa sfuriata marzolina. Una sfuriata piacevolissima, cosi piacevole per me che anche in momenti concitati trovo il tempo di fermare l'auto e scattare tante foto, tra lo sguardo incuriosito del mio "collega" che non sa più se la mia mente sia "stabile o meno".&lt;br /&gt;Alle "castagne Cappetta" ritroviamo il primo vero asfalto e altre scie di fuoristrada che ci conducono al paese in tutta tranquillità. Bagnoli Irpino è raggiunta, il paese è bianco, il sogno diventa realtà. La nevicata sembra ancora debole e pare voglia riservarci qualche sorpresina mentre scendiamo a piedi per i vicoli e ci divertiamo ad osservare uno scenario rinnovato. La Chiesa Madre, il parco pubblico, il castello, la chiesetta di Santa Margherita, il campanile di San Domenico, tutti elementi incastonati perfettamente in quel paesino che sembrava una di quelle sfere souvenir con l'acqua e pezzettini bianchi effetto neve. Dopo la Sagra del Tartufo mi sembra di aver avuto un nuovo incontro con Bagnoli, forse più intimo e privato, rispetto al precedente basato e fissato sull'accoglienza e l'amicizia di tante persone.&lt;br /&gt;Finalmente mi sentivo appagato, avevo raggiunto uno scopo che agognavo da tempo e che ogni qual volta ricevevo una telefonata da amici del posto al suono di "sta nevicando", credevo non vivere mai sulla mia pelle. Intanto la nevicata cresceva, cadevano "fazzoletti", il manto nevoso era a dir poco interessante ed è forse giunto il momento di partire, salutando Piazza Di Capua per due volte prima di raggiungere Via Roma. Volevo recarmi verso l'Ofantina ma prima decido di girare per Piazza Matteotti e via Circumvallazzione che mi appaiono letteralmente stravolte e modificate. Prima del Campo sportivo scatto foto che rimarranno per sempre nei miei occhi e il passeggero al mio fianco&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzHJNCkvI/AAAAAAAAAv8/U7g8g-7zfm4/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzHJNCkvI/AAAAAAAAAv8/U7g8g-7zfm4/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311700114585326322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; aveva capito le mie "cattive" intenzioni. Salire al Laceno, con catene e con la speranza di mezzi spazzaneve! Ma forse la coscienza, forse qualcun'Altro, mi fermarono dall'improbabile tentativo e cosi ritornando sulla "pista da sci circumvallazione" presi la via del ritorno. Lungo il passaggio verso San Francesco a Folloni la nevicata aumentava ancora d'intensità e anche la valle si imbiancava, il raccordo dell'Ofantina sembrava un addio alla neve ma verso Vulturara Irpina la situazione degenerava. Nevicata ancora più fitta di prima, fiocchi questa volta enormi, accumulo istantaneo su vettura e asfalto, l'incubo di tanti automobilisti stava prendendo corpo. Lungo la salita due auto perdono aderenza e scivolano chi verso destra , chi verso sinistra ed io con attenzione riesco a passare tra di loro evitandole. Un automobilista gira su se stesso nel tentativo di ripartire e nessuno sembra aver portato le catene. La nevicata continua e verso Bolifano è l'apoteosi bianca. Ma quel delirio e la gioia di vivere quest'esperienza si trasformano in un'odissea. I Carabinieri ci fermano, alcuni camion si sono posti di traverso sulla carreggiata, il traffico è in tilt. Rimaniamo incolonnati per mezz'ora, l'auto è un pupazzo di neve e noi mangiamo un panino speranzosi in uno sblocco della situazione. Purtroppo i carabinieri ci avvertono che rimarremo li per ore e allora di'impulso faccio inversione e ritorno verso Montella. Ancora scene di panico e di automobilisti in difficoltà con auto contromano e scivolate da paura, sto per superare quasi il tratto critico quando vengo rifermato dai Carabinieri. Lo sconforto è alle stelle, credo quasi di dover dormire a Bagnoli, e a dir la verità non è che la situazione mi dispiaccia, ma non in compagnia e deve assolutamente tornare. Altre vetture sono in testa coda e solo con alcune spinte vengono riportate in carreggiata. Sembra profilarsi un altro blocco, ma ci viene dato il via libera e cosi con catene e passo lento proseguiamo silenziosi e concentrati. Montella, Nusco, Lioni e finalme&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzdyASMcI/AAAAAAAAAwE/EQv6SpVcMnE/s1600-h/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+106.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbzdyASMcI/AAAAAAAAAwE/EQv6SpVcMnE/s320/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+106.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311700503494799810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nte la deviazione per la Fondo Valle Sele. La neve è ancora presente ma qualcosa sta per cambiare, a Teora gli accumuli sono inferiori, a San Gerardo sembra stia per piovere e finalmente dopo due gallerie troviamo solo l'acqua e possiamo togliere le catene. Il rumore incessante e il tremolio del manubrio finiscono e mi sento quasi al volante di un aereo tanto la strada mi pare liscia e scorrevole. L'Alta Irpinia era stata superata, il salernitano si affacciava con la sua veste pedemontana piovosa e grigia, finchè dopo Contursi e fino a Valle il sole fece capolino e le strade ritornarono asciutte e definitivamente serene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8346681021843597540?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8346681021843597540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8346681021843597540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8346681021843597540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8346681021843597540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/03/la-nevicata-del-6-marzo-2009.html' title='La nevicata del 6 Marzo 2009'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbkDuJ6-eI/AAAAAAAAAvc/uvSbBMg_xcc/s72-c/Nevicata+di+marzo+a+Bagnoli+Irpino+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4852130727345997925</id><published>2009-03-10T13:28:00.000-07:00</published><updated>2009-03-10T14:19:11.546-07:00</updated><title type='text'>Le "acque" del  Monte Terminio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbNolNr40I/AAAAAAAAAu8/CBY8CV9bnyo/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbNolNr40I/AAAAAAAAAu8/CBY8CV9bnyo/s320/Acque+Nere+del+Terminio+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311658907598054210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un insolito Terminio si prospettava al mattino di una Domenica incerta e ancora difficile da comprendere. Il sintomo di "malessere" di un cielo che non fa percepire se guarirà o peggiorerà l'unica sicurezza della giornata. Le schiarite sicuramente maggiori delle coperture, l'allegria del gruppo sempre forte e coinvolgente e i primi cumuli di neve che come ogni giorno di escursione appaiono lentamente a piccole macchioline che si ingrandiscono e si uniformano man mano che si sale. La vetta ornata di guglie e valloni si faceva apprezzare da un tornante dei primi castagneti, il Vallone Matrunolo sfavillava contornato dai soliti abeti nani e da paurose e vertiginose pareti innevate, il giorno ideale per raggiungere il punto più alto e abbracciare con un sol gesto l'intera Campania. Eppur questa volta i piani cambiano, si modificano, evolvono e al Varco del Faggio riponiamo le nostre speranzose idee di neve "bassa" e seguaci di un esperto direttore di escursione ci addentriamo nelle prime faggete "abbagliate" da un sole che in quell'istante riscaldava la giornata. La neve compatta e ghiacciata scricchiolava "degnamente" permettendoci di passeggiare agilmente e con rapidità sulle ciaspole consumate dai numerosi chilometri invernali. Gli sciatori invece riuscivano a disegnare la strada precedendo noi ciaspolatori, nel tentativo di non ritrovarsi in fossi e cunette che avrebbero solo impedito la marcia. Una marcia resa "umida" e faticosa dal riflesso della neve che faceva rimbalzare i forti raggi su di noi, scottandoci e costringendoci a spogliarci fino alla prima maglia del pesante strato. A soccorso di un "plotone" disposto in lunga fila indiana, un piacevole e rilassante viale di abeti. Abeti ancora ricoperti di neve che con la loro folta e fresca chioma refrigeravano guance , braccia e gambe, fin quasi a ripercepire il freddo che a Serino penetrava nelle ossa. Viene quasi voglia di ricorrere al giubbino ma in un istante ci ritroviamo di nuovo lungo collinette di piccoli arbusti che si susseguono rapidamente, e cosi tra passi in discesa e in salita ritorniamo a sudare e a faticare.&lt;br /&gt;Il manto nevoso non sempre uniforme, frutto di un sentiero che dai 1000 metri di quota si dirige nelle viscere del massiccio e si abbassa fino a toccare quasi traccie di alta collina, scenari ben lontani dalle nebbie del Cervialto o dalle ripe del Cervati, ma sempre degni di esser vissuti con uno spirito "devoto" alla "Signora Montagna". Sarò sincero, all'inizio di questo percorso, avevo il cuore triste, un qualcosa mi diceva di dover salire, di provare a raggiungere le quote a me più consone. Sulla mia spalla un diavoletto mi incitava a lasciare il gruppo e a proseguire da solo verso Verteglia e il Rifugio degli Uccelli, mentre un angioletto consigliere mi tranquillizzava facendomi notare la mia irruenta impulsività. Uno scontro mentale e psicologico che si risolve nella scelta di compagnia, e fu una scelta che ancor oggi ripenso con orgoglio. Tra le altre questioni "morali" infatti, ave&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYVCyBnsI/AAAAAAAAAvM/94IrAI4NeHk/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+055.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYVCyBnsI/AAAAAAAAAvM/94IrAI4NeHk/s320/Acque+Nere+del+Terminio+055.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311670666565623490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vo dimenticato del buon proposito di visitare ogni luogo a me sconosciuto e quasi con testardaggine e campanilismo escursionistico stavo per discostarmi dai miei intenti. Ma son bastati pochissimi passi a farmi ritornare in sintonia con la natura, ed infatti uno scorcio verso Sassosano e il Felascosa, misto alla visione di un enorme pianoro bianco mi ridanno vigore e sopratutto spirito di iniziativa. Prendo allora la testa del gruppo e ripercorro velocemente con la mente il percorso sulla cartina che avevo studiato in precedenza, mi accingo a scrutare ogni dettaglio ed ogni particolare finchè richiamato dal suono soave dell'acqua resto "imbambolato" nel ritrovarmi in un luogo a me noto ma che in quel momento mi pareva altro.&lt;br /&gt;Sotto di me scorreva un ruscello che di li a poco si sarebbe mescolato alle acque del Calore e sarebbe confluito fin giù alla Scorzella e spostando lo sguardo verso il crinale , adocchiando un passaggio sicuro discendo fino alle coste del torrente ad osservare la bocca inquietante della Grotta di Candraloni. In estate lo sfondo rossastro e verde rende l'atmosfera ancora più tetra mentre quest'inverno fresco e nevoso fa riprovare sensazioni di pace ed armonia. La cascata che si infrange sulle rocce e che viene inghiottita da Candraloni non incute timore ma un senso di impotenza e di rassegnazione tranquilla che ti fa comprendere l'immensità e il corso vitale della natura. Enormi "filamenti" di ghiaccio facevano da dentatura alla volta franata del grave e l'umidità come al solito offuscava leggermente la bocca della sempre "assetata" caverna.&lt;br /&gt;In un attimo tutto il gruppo mi è vicino, tra cadute, scivoloni e addirittura uno sci che staccatosi dai piedi di un "distratto" sciatore , corre rapidamente verso l'inghiottitoio e solo la fermezza di qualcuno lo salva dalle sue grinfie. Un piccolo attimo concitato che ci fa rimettere in marcia, fin sulla caserma Candraloni dove pulendo i tavolini e i seggiolini dalla neve ci riposiamo e ci rifocilliamo. Anche in questa ultima fatica di Febbraio la mitica girella alla nutella nei momenti di pausa rappresentava una fonte di energia inesauribile. Una fetta a destra, una fetta a sinistra, un complimento qua , un complimento la e il contenitore di dolci finisce in un istante. Lo stesso istante in cui ci rialziamo e superando un ponticello ci ricongiungiamo verso il ristorante la Bussola riscendendo lungo la strada asfaltata che porta al Piano delle Acque Nere. Naturalmente un "asflato bianco", non battuto e non pulito per la sua "inutilità" al turismo di massa.&lt;br /&gt;Facile e scorrevole allora risulta il prosieguo che ci porta dritto ai pianori tra fiumi di "acque nere" , ponti in legno mimetizzati con la natura e sorgenti spontanee figlie di un inverno "autunnoso". Persino le rocce più statiche sembravano capaci di "sprizzare" acqua dai loro "pori" e noi, oltrepassando un muraglione di accumulo eolico freschissimo, osservavamo con la meraviglia di esseri innocen&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYLAbywmI/AAAAAAAAAvE/I4o0zNoPkEI/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+079.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYLAbywmI/AAAAAAAAAvE/I4o0zNoPkEI/s320/Acque+Nere+del+Terminio+079.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311670494136812130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ti quelle sceneggiature articolate ma nello stesso semplici organizzate dal maestro calcareo.&lt;br /&gt;Il sentiero che aggirava il piano imbiancato sembrava non finire, la strada percora era davvero tanta e forse solo il piacere della montagna faceva si che noi non ce ne accorgessimo, ma mancava ancora qualche metro alla meta stabilita. Ancora ruscelli, ancora onde di neve che si reggevano su argini di terra, qualche guado in ciaspole e qualche piede nel fango per arrivare nei pressi di una fontana in pietra alla quale prendiamo la "sosta ufficiale".&lt;br /&gt;Tutti seduti ai bordi del fontanile, alcuni con i pidei sulla vasca a far dondolare uno strato rettangolare ghiacciato sulla sua superfice, mentre altri presi dalla curiosità (tra questi anchio) si recano verso una parete rocciosa, sotto la quale, maestosa e sorprendete spuntava la sorgente dell' "acqua della pietra". Un getto a forma di due mani intrecciate e legate al solo indice che si tuffa nel canale ai suoi piedi e che fuoriesce piatta sotto la fessura di una roccia squadrata che ne delimita la sommità. Il trionfo dell'acqua e della vita che si impossessano di qualsiasi cosa corra sul loro tragitto e sono capaci di convivere in simbiosi come linfa della montagna, dei boschi e degli animali della "foresta picentina".&lt;br /&gt;Sembrerebbe certo ormai un riposo duraturo e meritato in quell'angolino rilassante ma l'acqua non fnisce di stupirci e si ripresenta sottoforma di una fitta nevicata che ci costringe a riprendere armi e bagagli e ripartire verso il Varco del Faggio. Finalmente un'improvvisata che movimenta la finta monotonia dei passi su trreni uniformi, o forse, finalmente ad un fenomeno che tanto aspettavo e che molti nel gruppo volevano evitare per non bagnarsi e non rimanere infreddoliti. Sento improperi e rimproveri che vanno nella mia direzione quando ormai in delirio assoluto mi reco da solo per il pianor&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYn6oBNjI/AAAAAAAAAvU/9BKiKbRP8y8/s1600-h/Acque+Nere+del+Terminio+089.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbYn6oBNjI/AAAAAAAAAvU/9BKiKbRP8y8/s320/Acque+Nere+del+Terminio+089.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311670990793684530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o, con lo sguardo verso l'alto, la bocca aperta a raccoglier qualche fiocco e le braccia larghe in simbolo di "benvenuto". La mia gioia alle stelle ad ogni batuffolo caduto dalle nuvole e più amentava l'intensità della nevicata più avevo voglia di urlare al bosco la mia gratitudine. Gli zaini si coprivano rapidamente di bianco, i guanti scomparivano mimetizzati con il contesto candido e quando il tutto ormai aveva una parvenza "immacolata" ecco che vedo il Varco del Faggio che si presenta come la fine di un "gioco" appena cominciato.&lt;br /&gt;La montagna continuava a sfornare nubi da neve che scaricavano sulle auto e sulla starda rendendola uguale al sentiero e fino alla fontana i fiocchi erano visibili e insistenti, finchè verso Serino il sole riprende il comando e pone fine all'ennesima avventura di quest'inverno indimenticabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione del 22 Febbraio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4852130727345997925?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4852130727345997925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4852130727345997925' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4852130727345997925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4852130727345997925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/03/le-acque-del-monte-terminio.html' title='Le &quot;acque&quot; del  Monte Terminio'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SbbNolNr40I/AAAAAAAAAu8/CBY8CV9bnyo/s72-c/Acque+Nere+del+Terminio+026.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-407414129864040960</id><published>2009-02-19T09:08:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T01:06:44.392-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raiamagra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laceno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='colle del sagrestano'/><title type='text'>Piedi, ventre e dorso del Raiamagra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2SS7SCaaI/AAAAAAAAAuE/LzJfwrXcB34/s1600-h/DSC03060.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2SS7SCaaI/AAAAAAAAAuE/LzJfwrXcB34/s320/DSC03060.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304556789960960418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gelo sulle strade &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;picentine&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;fiocchetti&lt;/span&gt; svolazzanti già dalla Madonna dell'Eterno! Fu così, che il generale inverno riprese possesso delle sue terre lontane, quelle terre che vedono i loro giorni al caldo del mare e che si dimenticano quasi dei tre mesi del freddo. Questa volta le truppe sono arrivate in forze, compatte, pronte a sferrare un attacco frontale che da anni non si vedeva. L' "esercito russo" ha marciato e ha continuato a sferrare colpi contro l'appennino campano e noi da osservatori imparziali (ma tifosi dei russi in questo caso!!) raggiungiamo il campo di battaglia e prendiamo nota degli scontri.&lt;br /&gt;Piccoli "fuochi" da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Montecorvino&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Rovella&lt;/span&gt; che si trasformavano in un campo minato di neve appena scesa dal cielo sulle strade di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Acerno&lt;/span&gt; e che man mano aumentava e cresceva verso il "mondo antico" dell'Irpinia.&lt;br /&gt;Un'Irpinia "martoriata", "invasa", resa "schiava" della morsa dell'Orso. L'Irpinia che finalmente aspettavamo da tempo!&lt;br /&gt;A Bagnoli Irpino con il "ritrovato" amico "senese" Federico non possiamo fare a meno di un giro in Piazza Di Capua, ad osservare il termometro del Bar che segnava -2° e che di sicuro non era veritiero, ma sovrastimava gli effetti del gelo. Un giro molto veloce, alla scoperta di immagini nuove e dal sapore finalmente immaginato da tempo, per i vicoli del centro storico ad assaporare l'aria dal vero senso invernale.&lt;br /&gt;Ma i nostri obiettivi son altri, dobbiamo assolutamente raggiungere il "fronte" e , come si sa, il fronte è in posizioni strategiche, alte e lontane dai centri abitati. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Laceno&lt;/span&gt; campo perfetto di battaglia era li a pochi passi, si raggiunge in un attimo tra tormente di neve e sguardi alle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Accelliche&lt;/span&gt; immerse dalle nebbie, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;finchè&lt;/span&gt; sull'altopiano ci ritroviamo nell'immenso sogno bianco.&lt;br /&gt;Una fontana sul lato della carreggiata era completamente trasfigurata da strati di ghiaccio a cascata, probabilmente causati dal continuo "ticchettio" di una goccia che fuoriusciva costantemente e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;tutt&lt;/span&gt;'intorno il Lago che da piccola creatura ritornava nei pensieri del "senese" , si apriva a "Mostro" incontrastato, esteso e terrificante.&lt;br /&gt;L'acqua ha raggiunto livelli "stratosferici", le terre e i campi sono inutilizzabili, le piccole strutture adibite a capanna &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;irraggiungibili&lt;/span&gt; e nei pressi del vivaio una palude coadiuvata da sorgenti sotterranee regalava l'impressione di un luogo lontano dall'uomo e vicino a quei regni animali nascosti e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;irraggiungibili&lt;/span&gt; che osserviamo soltanto dai documentari.&lt;br /&gt;La neve finalmente cadeva copiosa e la strada cominciava a "colorarsi" di un manto sottile disturbato solo dai pneumatici che ne lasciavano segni lunghi e discontinui. I fiocchi spinti dal vento impattavano sui vetri del finestrino, i tergicristalli faticavano a "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;disincastrarsi&lt;/span&gt;" dalla morsa del gelo e quel getto d'acqua per sciogliere la neve fresca sembrava congelarsi all'istante. Ai bordi della vettura piccole stalattiti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;iniziavano&lt;/span&gt; a formarsi e la soffice e cara "polvere bianca" disegnava sagome compatte come nidi di rondine tra i pneumatici e i para urti.&lt;br /&gt;L'atmosfera surreale si accompagna allo spirito della giornata, con tanto di caffè e latte caldo che accompagna quella sensazione di scenario alpino che tanto da sollievo al cuore , passando per la vista imbambolata.&lt;br /&gt;Il corpo si abitua a climi e a luoghi eppur l'animo e gli occhi risentono costantemente di sbalzi incontrollabili che giungono come impulsi nuovi e frenetici ai sensori del cervello che ne ricevono soddisfazione e piacere.&lt;br /&gt;Dopo aver ripreso calore e aver assunto zuccheri preziosi con una barretta di cioccolato fondente sempre presente nello zaino di Federico, prima di raggiungere il luogo della partenza, ripercorriamo l'altopiano e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;raggiung&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2dQapVGHI/AAAAAAAAAuM/_ao6RCcGlp0/s1600-h/DSC03036.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2dQapVGHI/AAAAAAAAAuM/_ao6RCcGlp0/s320/DSC03036.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304568841468450930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;iamo&lt;/span&gt; la riva del Lago. La neve copriva la patina leggera di ghiaccio e ai tavolini dell'area &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;pic&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;nic&lt;/span&gt; solo un rumore di vetro infranto ci faceva capire che non era il momento di "scherzare" con la natura! L'acqua compatta e gelida aveva raggiunto il punto più estremo del parchetto e con passi lenti e decisi raggiungiamo la "salvezza" delle scarpe sulla staccionata e con saltelli in punta di piedi ritorniamo alla nostra calda macchina.&lt;br /&gt;Il panorama continuava a subire trasformazioni per il solito principio della "danza bianca" e superando di nuovo quell'opera d'arte di ghiaccio (la fontana!), degna del miglior scultore che sa trarre la sua opera dalla natura, arriviamo all'albergo sulla strada dei Pianori per aspettare l'intera compagnia.&lt;br /&gt;La mattina odierna sarà scenario di nuove leve, il Club Alpino con estrema passione lancerà le basi della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;ciaspolata&lt;/span&gt; e dell'alpinismo al gruppo giovanile, composto da tanti ragazzi e bambini con genitori e parenti al seguito, pronti a faticare e a "disperarsi" per il vento e il freddo. Un teatrino tra giovani che amano quel che fanno e genitori che per assecondare il "piacere" dei propri figli son disposti a provare un qualcosa che forse non avrebbero neanche pensato.&lt;br /&gt;Intanto all'interno del bar, dinanzi al caldo camino la mattina cominciava a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;suon&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;bignè&lt;/span&gt; e dolcetti offerti da altri membri del club, sempre pronti ad allietarci nelle ore più importanti della giornata, decisi a rendere il passeggiare ancor più &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;piacevole&lt;/span&gt; e avvincente. Ovviamente il tutto dura nella rapidità e nella leggerezza del momento che cambia all'improvviso rotta, quando si iniziano ad indossare, su una panchina all'aperto, ghette e scarponi impermeabili. La partenza è vicina. Il gruppo alpinismo giovanile prosegue lungo il Piano L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Acernese&lt;/span&gt;, siamo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;pronti&lt;/span&gt; a seguirli quando una voce ci giunge alle spalle e ci chiede di cambiare rotta per provare un sentiero nuovo.&lt;br /&gt;Enrico, Michele, Vincenzo ed Enzo ci invitano a seguirli verso gli impianti di risalita e consci del loro spessore escursionistico prendiamo la palla al balzo, spostando l'auto e raggiungendo il caos degli sciatori, dei semplici appassionati di "neve facile" e dei venditori di formaggi e salumi locali.&lt;br /&gt;Qualcosa sembrava dirci che il posto non era adatto ad un'escursione, ma Vincenzo, con la sua tenuta da sci alpinista, dopo aver "incollato" le pelli di foca ai suoi fedeli "strumenti di viaggio", ci conduce tra la folla verso un angolo nascosto, passando per un maneggio dove piccoli cavalli riposavano al freddo e al gelo.&lt;br /&gt;Il rumore si allontanava, le piste affollate erano ormai un "brutto" miraggio e davanti a noi ,davanti ai  6 "colleghi" di montagna, si apriva una pista dismessa, larga e accompagnata da faggi altissimi. La neve è ancora bassa, farinosa e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;soprattuto&lt;/span&gt; asciutta, gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;scarponcini&lt;/span&gt; sostituiscono ancora bene le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; e camminiamo rapidi a scatti veloci, dando lo sguardo dietro per aspettare ogni tanto l'amico Vincenzo che con gli sci doveva per cause di forza maggiore rallentare il suo inesorabile avanzare.&lt;br /&gt;La pendenza all'inizio molto semplice diviene sempre più pesante con il passare dei metri e con l'altezza aumentava anche l'accumulo nevoso che sotto i canali di terra retti dalle radici dei faggi era imponente e modellato dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Blizzard&lt;/span&gt;. Il soffio del vento spariva e compariva tra gli alberi accarezzati dal ghiaccio nelle parti dei loro tronchi esposte più a nord e finalmente anche le chiome cominciavano a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;galavernare&lt;/span&gt;. I raggi di sole misti a fiocchi, le schiarite che si alternavano a nevicate erano argomento di discussione piacevole tra chi preferiva la tempesta e chi sul costone avrebbe sperato in una visuale soleggiata ed entusiasmante. Ognuno persegue nella Montagna la propria indole e allora si capisce &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;anc&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2db0hNUoI/AAAAAAAAAuU/nMBd7-CozQk/s1600-h/DSC03099.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2db0hNUoI/AAAAAAAAAuU/nMBd7-CozQk/s320/DSC03099.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304569037392269954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;he&lt;/span&gt; da un solo sguardo chi persegue la voglia di panorama, chi invece è deciso a conquistare la montagna, chi è atteso dalla discesa successiva e chi vive la natura in tutte le sue forme. La montagna unisce le diversità di carattere. età e pensiero ed è quel misto di asimmetrie che nel finale completa una simmetria perfetta, con un'amalgama eccezionale tra tutti i membri della spedizione.&lt;br /&gt;Il tempo di seguire gli umori del bosco e subito ci ritroviamo al Colle del Sagrestano dove parte diretta la pista nordica e quindi la via più semplice per il Monte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt;. Posiamo le attrezzature su alcune rocce salvate dalla neve e finalmente apro il mio zaino e offro una fetta di girella alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;nutella&lt;/span&gt; alla "compagnia", mentre Federico dispensa cioccolato e torta al cocco. In quell'istante tutti accomunano i loro gusti e le loro sensazioni ed è un momento "ricreativo" piacevole che separa la fatica precedente da quella successiva. Persino il sapore semplice della cioccolata appare più buono e dolce in quel paesaggio scandinavo che si armonizzava tra alberi, reticolati, pietre e canaloni.&lt;br /&gt;Nell'attesa del nostro sci alpinista, indossiamo le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; e al suo arrivo, dopo aver fornito anche lui di girella e barrette di cioccolato, decidiamo che è ora di darsi da fare e di proseguire per vie più lunghe e più impegnative. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; è ad un passo , ma lo "sfizio" dell'escursione non può esser relegato ad un semplice raggiungimento e cosi dal colle puntiamo nel bosco fittissimo, su una striscia di neve, dove in estate regna una sottile mulattiera. Ricordo i passi di Montagna Grande eppure è tutto diverso in questo momento, ma la direzione sembra venir da se e il tutto risulta semplice e lineare. La neve fresca era di piacevole passaggio e qualche tratto più complicato veniva spianato dagli sci di Vincenzo che disegnavano curve perfette in uno slalom continuo senza precedenti. Dall'alto le fronde ghiacciate lasciavano cadere pezzi di neve stanchi di reggersi in bilico e al suonar del vento rimbombava un rumore simile a uno scricchiolio che subito ho associato a quel volersi distaccare dei rami che tra loro si erano "incollati" per il freddo.&lt;br /&gt;Il bosco emanava "sapori" che si percepivano all'olfatto, forse sapor d'inverno , di neve e di freddo e allo sbocco sulla Loggetta il sole ci regala un momento di grande "partecipazione sentimentale". Verso le valli di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Acerno&lt;/span&gt; si apriva lo spazio visivo fino alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Savina&lt;/span&gt; e dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Savina&lt;/span&gt; le nuvole tagliavano a mezza costa le cime dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Accellica&lt;/span&gt;. La "nord" e la "sud" immerse nelle solite nebbie invernali e di ogni stagione e dall'angolo della Loggetta si osservava con semplicità e vicinanza l'abitato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Montella&lt;/span&gt; che in quell'istante pareva interessato da una piccola nevicata. Dall'altro versante la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Raia&lt;/span&gt; della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;Scannella&lt;/span&gt; si tingeva di un azzurro carico ed elettrico e gli &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;alberi&lt;/span&gt; innevati all'inverosimile si piegavano tutti nella stessa direzione come a venerare la cima del comprensorio che spiccava dal retro delle altre vette: il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2h6VUjB5I/AAAAAAAAAuc/RFkvVj1SMuk/s1600-h/DSC03128.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2h6VUjB5I/AAAAAAAAAuc/RFkvVj1SMuk/s320/DSC03128.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304573959640123282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un attimo di "commozione" nel notare la strada che conduce a valle d'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Acera&lt;/span&gt; illuminata dal sole e alcune rocce ben posizionate che come un segnale naturale indicavano la via da seguire. Il costone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; non risulta subito di facile accesso. Sono necessari alcuni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;tentativi&lt;/span&gt; nella neve soffice per &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;aprire&lt;/span&gt; vie semplici e percorribili, i bastoncini e la piccozza svolgono un lavoro di aiuto molto utile ed importante, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;sorreggendoci&lt;/span&gt; lungo le piccole "slavine" che si &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;formavano&lt;/span&gt; quando le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; infilavano i propri ramponi nel manto morbido.&lt;br /&gt;Ma la  piccole "valanghe" non erano l'unico ostacolo, dato che alberi dal basso fusto e con rami insidiosi si incastravano tra zaini e indumenti impedendo un facile percorso. Le pietre anche remavano contro il nostro cammino ed infatti nonostante gli accumuli interessanti in alcuni tratti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;fuoriuscivano&lt;/span&gt; a scalfire le nostre racchette. Il cammino è faticoso, reso ancor più affascinante e leggendario da un vento di Grecale impavido e violento che rendeva rosse le guance e scottava le mani anche attraverso i guanti. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Chicchi&lt;/span&gt; di ghiaccio solcavano l'aria e si infilavano tra i capelli scoperti sorretti solo da una fascia frontale e il cappuccio diveniva necessario in quei versanti scoperti ed esposti che davano visuale fin sul Golfo di Salerno. Da lontano mentre mi riparo dal ghiaccio pungente scorgo anche le coste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;Agropoli&lt;/span&gt; e noto con mio piacere che il resto della compagnia è più avanti mentre io ed Enrico assorti nella fotografia restavamo più nascosti e lontani. Riprendiamo allora il passo mentre notavo Federico arrembante con Enzo e Michele che seguivano con passo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;formidabile&lt;/span&gt; e, all'improvviso, come una visione agognata, appare il costone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt;. Il costone che non vedevo dal lontano Gennaio del 2008 e che è rimasto segno di indissolubili avventure iniziali della mia vita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;escursionistica&lt;/span&gt;. Ancora una volta quel Rifugio Canadese in lontananza , il mare sulla destra e la vetta del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;Calvello&lt;/span&gt; sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;sinistra&lt;/span&gt;, illuminata dal sole che spuntava da alcune nuvole nere.&lt;br /&gt;Raggiunto il "canadese" passando per il viale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;raiamagra&lt;/span&gt; facciamo sosta al Rifugio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;Amatucci&lt;/span&gt;, non prima però di aver raggiunto il belvedere sul Lago &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_60"&gt;Laceno&lt;/span&gt; che in questa giornata risultava più particolare che mai. Addirittura al centro della sua conca sembravano presenti onde che si infrangevano sulle creste ghiacciate e più basse.&lt;br /&gt;Il Lago ci aveva riscaldato momentaneamente i pensieri e al "calduccio" della canna fumaria del "ristorante-rifugio" assaporiamo i nostri panini, degustiamo ancora cioccolato e girella e beviamo un po di grappa. Il riposo e&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2iIx51EJI/AAAAAAAAAuk/0out_O1n_50/s1600-h/DSC03140.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2iIx51EJI/AAAAAAAAAuk/0out_O1n_50/s320/DSC03140.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304574207830855826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_61"&gt;ra&lt;/span&gt; già finito, il vento aumentava, e cosi anche il freddo, quindi ritornando su passi precedenti raggiungiamo l'imbocco della pista nordica percorrendola a passi lunghi e ampi che in un manto di tanti centimetri bianchi ci conducevano fino al Colle del Sagrestano. Quel colle che avevamo raggiunto in mattinata e che ora "solcavamo" da un altro versante. Questa volta però non sostiamo e continuiamo a scendere in forte pendenza dando uno sguardo "innamorato" ai Monti che si aprivano dinanzi alla visuale candida dell'apertura del bosco e rimanendo entusiasmati dalla discesa alpinistica di Vincenzo che ci superava ed aspettava ogni cento metri di strada.&lt;br /&gt;Più si scendeva e più la neve come ovvio diminuiva, ricominciava a fioccare e riponiamo le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_62"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; tra gli agganci dello zaino. Ogni tanto uno sguardo tornava all'indietro verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_63"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; e immaginavo tutta la giornata e l'escursione passata da poco. Volevo non finire quella pista, ritornare su, magari percorrere un altro sentiero, ma la luce cominciava a scarseggiare e il ritorno si faceva quasi obbligatorio.&lt;br /&gt;La pista finiva, il maneggio rispuntava all'orizzonte e quasi come una "follia" dell'anima invece di percorrere la strada meno "trafficata" proseguo verso gli impianti di risalita, ad osservare la gente che impazziva per la neve e i tanti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_64"&gt;sciatori&lt;/span&gt; giunti in questa Domenica.&lt;br /&gt;Tanta gente, tante emozioni e tante parole che vagavano nell'aria e si allontanavano da me nell'istante in cui superato quel cancello di legno ritornai nell'auto e senza parlare ripresi la via di casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-407414129864040960?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/407414129864040960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=407414129864040960' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/407414129864040960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/407414129864040960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/02/piedi-ventre-e-dorso-del-raiamagra.html' title='Piedi, ventre e dorso del Raiamagra'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SZ2SS7SCaaI/AAAAAAAAAuE/LzJfwrXcB34/s72-c/DSC03060.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7428333793812181555</id><published>2009-02-04T09:30:00.001-08:00</published><updated>2009-02-27T01:07:34.633-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piano del cupone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte cervialto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte raiamagra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='colle delle radici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiumara di tannera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lago laceno'/><title type='text'>Con le ghette, ciaspole e sci... al Colle delle Radici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnSPDKFWHI/AAAAAAAAAts/JAkX-R-GAsA/s1600-h/DSC05593.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnSPDKFWHI/AAAAAAAAAts/JAkX-R-GAsA/s320/DSC05593.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298997592565569650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il richiamo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Laceno&lt;/span&gt;, con la sua vocina insistente durante i giorni passati a studiare, finalmente si placava all'arrivo della Domenica. Il giorno dedicato alla Montagna , il giorno dove finalmente si concretizza e si riprende quel percorso lunghissimo che da qualche anno mi sta vedendo partecipe su queste terre. Quel passaggio sui Monti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Picentini&lt;/span&gt; che si arricchisce di significato ogni qual volta i miei passi ricadono sulle terre secche o innevate dell'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Laceno&lt;/span&gt;. Lo scenario di un lago finalmente spoglio dalle nebbie, con la vista di sua altezza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; che "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;pandorizzato&lt;/span&gt;" aspettava qualcuno che l'avesse sfidato ancora una volta. Ma il primo giorno di Febbraio riservava altre esperienze legate a posti nuovi che si fondevano con la conoscenza di "vecchi passaggi" ormai scritti per sempre nel cuore e nella mente.&lt;br /&gt;La strada per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Calabritto&lt;/span&gt; rivestita da una lingua di neve , spezzata ai lati dal cammino dei fuoristrada, conduceva dritta nel cuore della Montagna e man mano cominciava a diventarne parte di essa scomparendo progressivamente. I fiocchi cadevano bagnati lasciando agli occhi quella sottile linea ideale che spezzava il "caldo" con il "freddo" trasformando a seconda delle piccole variazioni le precipitazioni in neve o in pioggia. Il cielo cupo lasciava intravedere solo come un'ombra il sole che da tempi "lontani" manca sulle vallate dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Acernese&lt;/span&gt; e fa si che si conservi il suo aspetto più &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;consono&lt;/span&gt; al periodo. Un percorso verso il Colle del Leone allietato da scenari stravolti, cascatelle, rivoli, ruscelli e laghetti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;formatisi&lt;/span&gt; in questo "folle" tardo autunno senza fine. Il suono dell'acqua che impattava sulle rocce, quegli schizzi che toccavano gli argini innevati creando buchi uniformi come lacrime di gioia della natura, un paesaggio rigoglioso nonostante i rami degli alberi lasciassero trasparire ancora la loro "stanca presenza".&lt;br /&gt;Da un angolo del piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Acernese&lt;/span&gt; scorgo il canalone che conduce al Vallone del Turco e ricordo quel sentiero verde che mi appare all'improvviso dinanzi agli occhi come un immagine astratta che vaga senza meta in quei momenti di completa immedesimazione con l'amica Montagna.&lt;br /&gt;Un ricordo legato ai primi passi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;escursionistici&lt;/span&gt;, con pochi amici, all'avventura senza conoscere "regole" e senza immaginare le sorprese che la vita mi avrebbe apportato.&lt;br /&gt;La neve intanto , con la leggera ascesa, consentiva l'uso delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; e dopo qualche piccola difficoltà dovuta ai lacci e allo scarpone, riesco a prendere il giusto passo e attraverso l'altopiano soffermando l'attenzione su un piccolo albero solitario che d'estate avevo immortalato nel suo verde splendore e nella sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;buocolica&lt;/span&gt; forma insieme ad un piccole gregge di pecore.&lt;br /&gt;Ma i pensieri non fan&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnm881ONXI/AAAAAAAAAt0/Tq4YpsLYy5o/s1600-h/DSC05597.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnm881ONXI/AAAAAAAAAt0/Tq4YpsLYy5o/s320/DSC05597.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299020371373995378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;no da freno al nuovo entusiasmo e sollevando neve con il "tacco" che si riversa sulle parti "scoperte" (senza ghette) del pantalone con il gruppo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;CAI&lt;/span&gt; di Salerno entriamo finalmente nella "porta dei faggi" che separa il Piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Acernese&lt;/span&gt; dal piccolissimo Piano dei Vaccari. Un pianoro coperto, immerso nel bosco, quasi invisibile dalla strada, una minuscola radura dalla quale salendo per un sentiero alberato giungiamo allo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; del Colle del Leone. Al Colle, la strada asfaltata era una lunga "pista da sci" e si diramava in alto e verso il basso a seconda dei gusti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;ciaspolatori&lt;/span&gt; e sciatori. Dall'alto il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; "sfornava" nuvole di neve e dal basso la pioggia voleva impadronirsi dei guadi asciutti delle fiumare e impedirci il cammino verso il Piano del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Cupone&lt;/span&gt;. Uno sguardo deciso e attento tra i più esperti della "spedizione" e siamo giù, tra la neve delle faggete, tralasciando la mulattiera e addentrandoci nel bosco come stambecchi su pendi ripidi e innevati. Il serpentone di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;ciaspolatori&lt;/span&gt; scendeva sinuoso verso il prato del Leone, mentre gli sciatori si congiungevano dall'altro versante fino all'appuntamento "secondario" per decidere su che percorso proseguire. La pioggia diveniva più insistente e sulle mantelline erano evidenti solchi d'acqua che raggiungevano le estremità degli abbigliamenti e penetravano al loro interno. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; faceva quasi rimpiangere la scelta dei "bassi luoghi", &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;finché&lt;/span&gt; ancora una volta veniamo sorpresi dal tempo che ci concede un alito velocissimo di grecale con un lento passaggio a neve delle precipitazioni. Forza e coraggio e di nuovo in cammino, oltrepassando la collinetta che in estate è comandata dalle felci e percorrendo le mulattiere bianche tra pozzanghere "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;granitose&lt;/span&gt;" che in pochi passi giungono al bivio del Piano del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Cupone&lt;/span&gt;. Sulla destra una scia di rocce ad indicare una quota neve che terminava a 1000 metri, sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;sinistra&lt;/span&gt; una visuale aperta verso il bianco che spinge a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;proseguirla&lt;/span&gt; e ad ammirare la solitudine del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Cupone&lt;/span&gt; e lo spettrale gioco degli arbusti che spuntano dalla neve come soldati che scrutano dalle trincee gli ignari escursionisti. Il tempo inclemente intanto riprende a "lacrimare" e a sfiancare l'imperterrita compagnia che in cerca di imbocchi nascosti dalla neve esplora il piccolo altopiano nei sui selvaggi passaggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;finchè&lt;/span&gt; uscendo dal "labirinto" si ritrova su una pendente salita che costeggia un profondo canalone.&lt;br /&gt;Gli animi sembrano placarsi, come arrivati a metà di una giornata che merita un attimo di pausa e su quella salita lunga, tra nevose fronde e rami bassi inizia il tratto dedicato alla "parola". Sentieri, termini antichi, leggende, storie di uomini che come noi un tempo solcarono queste terre, pastori , briganti, un passeggiar che rievocando persone e luoghi riaccende la passione e riscalda l'animo, tanto che non mi accorgo di non indossare i guanti e la fame e la sete si assentano in quei piacevoli istanti. L'ardore del comunicare i sentimenti comuni che si trasforma in stimoli nuovi e nuove amicizie conduce fino al Valico del Colle delle Radici dove ancora una volta madre natura ci premia con la sua soffice creatura.&lt;br /&gt;Inizia il ritorno verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Laceno&lt;/span&gt; su quella strada percorsa in bici tantissime volte che sembrava una mulattiera immersa nel cuore dei Monti. L'asfalto coperto, il nero tinto di bianco , una sensazione di novità e&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnnIXrFo8I/AAAAAAAAAt8/dKqPTGYXQN0/s1600-h/DSC05682.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 170px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnnIXrFo8I/AAAAAAAAAt8/dKqPTGYXQN0/s320/DSC05682.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299020567557809090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di grandezza, ma &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;soprattuto&lt;/span&gt; un brivido di commozione nel vivere quel luogo lontano dal passaggio di auto e lontano da rumori molesti e "incoerenti".&lt;br /&gt;In una curva poniamo il nostro campo base, pranziamo ed io ritorno con la mente a quel 10 Agosto a Montagna Grande, quando parlando decisi che un giorno avrei &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;voluto&lt;/span&gt; provare lo sci escursionismo, e come in un "veloce ritorno", all'improvviso mi ritrovo su quegli sci, lasciando per&lt;br /&gt;qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;chiolmetro&lt;/span&gt; il dolce scricchiolio e la grande &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;versatilità&lt;/span&gt; delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; per provare quel silenzioso ed agile "pattinare". Un cammino leggero, veloce e faticoso tra canalette , rami da superare e cadute in agguato, un divertimento unico che si cerca di sfruttare fino all'ultimo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;briciolo&lt;/span&gt; di neve, quando l'erba spunta dal "ghiaccio", la terra diventa marrone e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Laceno&lt;/span&gt; riappare all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;orizzionte&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7428333793812181555?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7428333793812181555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7428333793812181555' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7428333793812181555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7428333793812181555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/02/con-le-ghette-ciaspole-e-sci-al-colle.html' title='Con le ghette, ciaspole e sci... al Colle delle Radici'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SYnSPDKFWHI/AAAAAAAAAts/JAkX-R-GAsA/s72-c/DSC05593.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7852710298211002494</id><published>2009-01-26T11:17:00.001-08:00</published><updated>2009-02-27T01:08:41.774-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte cervialto neve'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monte raiamagra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cai salerno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lago laceno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laceno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piano migliato'/><title type='text'>Il Walzer della nevicata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4MeV0EqSI/AAAAAAAAAtU/YNeI5LBKqgA/s1600-h/Cervialto+ciaspolata+Cai+010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4MeV0EqSI/AAAAAAAAAtU/YNeI5LBKqgA/s320/Cervialto+ciaspolata+Cai+010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295683927225444642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All'alba della Domenica il rumore della pioggia nelle pianure lasciava intuire che "dietro i cari monti" la neve stava cadendo placida e compatta e che di li a poco il passo compatto delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; sarebbe stata la colonna sonora per eccellenza lungo i sentieri piacevoli dei monti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Picentini&lt;/span&gt;. Dal retro delle colline la situazione non era delineata, si pensava a nevicate a bassa quota, già assaporavo il gusto di una valle del Calore innevata ed invece da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Atripalda&lt;/span&gt; a Bagnoli lo scenario era tristemente umido e "caldo". Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Piscacca&lt;/span&gt; marrone, le montagne intorno incappucciate alle estremità e l'arrivo al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;laceno&lt;/span&gt; con neve mista a pioggia, la quale diventava sempre superiore alla "dama bianca". Delusione iniziale all'osservare la distesa d'acqua sorvolata dalle nebbie, come uno spettrale e surreale "gioco autunnale", dominato dal silenzio della natura e spezzato di tanto in tanto dal volo di qualche corvo. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; sommerso dalle nubi e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; leggermente scoperto che tralasciava sulle sue "gobbe" un filo di neve appena visibile. Verso il Colle del Leone però sembrava entrare in un'altra dimensione, il piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;acernese&lt;/span&gt; leggermente imbiancato e la strada resa scivolosa da neve granulare, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;finchè&lt;/span&gt; al parcheggio ancora una volta la pioggia spezza gli entusiasmi. L'acqua cadeva con disperazione dalle chiome spoglie degli alberi e delle gocce pesanti e "lunghe" "trafiggevano" vestiti e zaino; era giunta l'ora di indossare mantellina e cappuccio e prendere con decisione la strada della "salita", convinti e speranzosi di incontrare i fiocchi tanto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;desiderati&lt;/span&gt;. All'imbocco della carraia la neve cominciava a "piangere", stravolta dall'insolita temperatura e da quell'imprevedibile risveglio della stagione precedente che ormai dura da oltre tre mesi. I faggi seppur abituati , seppur abitanti di un mondo che li appartiene, apparivano esausti e "depressi", vittime anche loro delle stranezze e delle bizzarrie di un tempo "ingannevole". Intanto la pioggia aumentava d'intensità, la colonna proseguiva mogia evitando le pozzanghere e sporcandosi di fango, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;finchè&lt;/span&gt; ad un tratto il passaggio repentino alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;pri&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4ST3w4W1I/AAAAAAAAAtk/EWx9fJz7X9I/s1600-h/Cervialto+ciaspolata+Cai+071.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4ST3w4W1I/AAAAAAAAAtk/EWx9fJz7X9I/s320/Cervialto+ciaspolata+Cai+071.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295690344430066514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma nevicata. L'emozione del ballo della neve ancor una volta riscalda il cuore, i "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;cristalli&lt;/span&gt;" solitari ma nello stesso tempo "compagni" di avventura che cadono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;placidissimi&lt;/span&gt; e lenti sulle nostre "persone", quel "disgregarsi" sui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;giubbini&lt;/span&gt; e quel posarsi sulle piante, sulle rocce e sulla terra. La neve si conciliava con lo spirito della compagnia e più cresceva e aumentava più l'essenza dell'escursione prendeva senso e vita. Alla prima deviazione la danza del tempo diviene prepotente e le precipitazioni bianche cominciano ad attecchire ovunque, si vedono fiocchi grandi e per alcuni istanti pare di vedere una "muraglia" di puntini bianchi, quasi uniti, cadere verso il basso. In alto il cielo prendeva quella sua sembianza lattiginosa, il colore esatto dell'inverno che si impossessa della sua natura e nello stesso istante la vegetazione diveniva "grigia", trasformata dalle basse temperature e dal ghiaccio che ne modellava ogni singola foglia. Il libeccio fresco aveva "costruito" forme meravigliose e ricamato trame mozzafiato con "fili di legno" e "aghi di ghiaccio", un tessuto uniforme e vario che accompagna il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;ciaspolatore&lt;/span&gt; all'interno di gallerie alberate che si piegano al nostro passaggio.&lt;br /&gt;Prima di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; il manto nevoso superava già i 40 cm e pia piano cresceva, mentre la neve cessando lasciava spazio ad un altro tipo di precipitazione, granulosa, piccola e ghiacciata; la nebbia congelava e precipitava rimbalzando sulle nostre attrezzature. La "musica" cambia e con lei i "passi" della neve, agile danzatrice sulle "piste" dell'appennino. Intanto la "faggeta grande" immobile al passaggio sembrava rispettosa di un gruppo unito ed entusiasmato dal suo "padrone" che li stava ospitando e cosi, dopo altri passi più pesanti raggiungiamo lo scoperto affacciandoci allo "scivolo" delle creste. Di nuovo la neve prende la sua forma originale, forse ancor più fitta e armoniosa. L'estremità delle "coste" era invisibile eppure ci avventuriamo lungo quel crinale pendente e faticoso, le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;ciaspole&lt;/span&gt; fanno ottima presa sui versanti ghiacciatissimi e insidiosi mentre attorno tutto si colorava di bianco e la "cara dama" a questa quota cominciava a non distinguere più i monti dalle persone, impossessandosene con il suo candore.&lt;br /&gt;La vetta della prima escursione importante, la vetta dei miei record è ancora una volta conquistata. Ma il tempo inclemente e la nebbia fitta ancora una volta ci costringono a far presto ritorno, facendoci accontentar&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4SI39OecI/AAAAAAAAAtc/PnWvx0PwUDU/s1600-h/Cervialto+ciaspolata+Cai+087.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4SI39OecI/AAAAAAAAAtc/PnWvx0PwUDU/s320/Cervialto+ciaspolata+Cai+087.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295690155503286722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e con le ultime nevicate fin verso i 1400 metri, dove purtroppo la pioggia riprendeva il possesso delle "cose" e ci conduceva soddisfatti ma malinconici al punto di partenza.&lt;br /&gt;Avventura di nuovo diversa, singolare, affascinante, accattivante e piena di momenti di gioia con 16 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;ciaspolatori&lt;/span&gt; del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;CAI&lt;/span&gt; di Salerno, una compagnia divertente, affiatata e armoniosa che nel finale vogliosa ancora di montagna si è rilassata al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Laceno&lt;/span&gt;, al caldo di un caminetto e alla tranquillità di un tavolo e di una chiacchierata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7852710298211002494?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7852710298211002494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7852710298211002494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7852710298211002494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7852710298211002494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/il-walzer-della-nevicata.html' title='Il Walzer della nevicata'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SX4MeV0EqSI/AAAAAAAAAtU/YNeI5LBKqgA/s72-c/Cervialto+ciaspolata+Cai+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-2519147452670299189</id><published>2009-01-12T06:19:00.001-08:00</published><updated>2009-01-12T07:00:25.029-08:00</updated><title type='text'>Nel bianco dipinto di bianco...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtRxgg465I/AAAAAAAAAsU/0j_1uDRltwQ/s1600-h/Cervialto+11+Gennaio+2009+018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtRxgg465I/AAAAAAAAAsU/0j_1uDRltwQ/s320/Cervialto+11+Gennaio+2009+018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290412098260102034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il viaggio soleggiato fin verso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Acerno&lt;/span&gt; era di buon auspicio per una veduta panoramica a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;trecentossessanta&lt;/span&gt; gradi dalla vetta dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, eppure dalle Croci i "buoni propositi" si dissolvevano inghiottiti dalle nuvole basse che si attanagliavano nella valle del Calore. L'autunno si era impossessato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Montella&lt;/span&gt; e Bagnoli, gli alberi spogli erano come dei manichini tetri sui bordi delle strade, disegnati perfettamente sul contorno grigio e "terrificanti" al punto giusto come indicazioni di un "presagio" futuro. L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Accellica&lt;/span&gt; regina delle nebbie pareva aver ceduto lo scettro ed infatti il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ninno&lt;/span&gt; ben visibile in precedenza ci aveva tratti in inganno. Il paese "colorato" solo ogni tanto da qualche chiazza bianca di neve "sopravvissuta" al "massacro" delle piogge e il viaggio "mogio" verso il convento di San Francesco a Folloni dove era fissato l'appuntamento con un gruppo di amici (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Ass&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Lerka&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Minerka&lt;/span&gt;). La prima volta insieme e come fosse una sorta di obbligo sul "caro" Monte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;.  Ogni tanto qualche goccia di pioggia bagnava il vetro e la colonna sonora per eccellenza era quella del tergicristallo che agiva ad intermittenza.&lt;br /&gt;Giunti in orario tutti i membri, la partenza è repentina verso l'altopiano del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Laceno&lt;/span&gt; dove la nebbia presente a banchi non permetteva una visuale verso il basso e neanche verso i Monti lasciando tutto ad una sorta di "lancio della monetina" in attesa dell'imbocco del sentiero. Proviamo a raggiungere il Campeggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Zauli&lt;/span&gt; ma ci sembra quasi una follia conclamata quella di salire per il Valico di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Giamberardino&lt;/span&gt; cosi che presi da coscienza (almeno in questo caso) puntiamo al solito sentiero lasciando le auto tra i soliti faggi. La neve era presente a chiazze, le foglie bagnate erano padrone della mulattiera e intanto il cielo sembrava aprirsi lentamente. Man mano che si saliva infatti il cielo tendeva a divenire limpido e mentre il manto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;nevoso&lt;/span&gt; aumentava le nuvole si diradavano fino all'arrivo sulla "torretta". Dal nostro avamposto preferito la situazione appariva chiara e delineata, constatando una serie di nuvole &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;cumuliformi&lt;/span&gt; molto basse che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;aleggiavano&lt;/span&gt; tra il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e la valle , &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;lasciando&lt;/span&gt; libero il paesaggio dai 1300 metri in su. Scenario che si uniformava anche sulla vetta del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; pensando ai poveri sciatori sicuramente impacciati ai bivi e agli imbocchi di altre piste per la scarsa visibilità. La sosta è di breve durata, la neve ci attirava e non poco, e all'improvviso passiamo a camminare su un vero e proprio "dosso naturale", bianco e ghiacciato. Il manto a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; raggiungeva già &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;abbondantemente&lt;/span&gt; i 40 cm e pareva crescere a vista d'occhio con la salita. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; , dal piccolo tornante scoperto, non sembrava cosi innevato, mentre il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Boschetiello&lt;/span&gt; (forse &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;perchè&lt;/span&gt; più spoglio) dava l'impressione di esser sommerso nonostante la sua scarsa altitudine. Nel versante esposto a Sud Ovest del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; in questo momento la neve tocca i 50 cm ed è una situazione molto strana e affascinante, abituati in questa zona a camminare sulle rocce anche in pieno Inverno.&lt;br /&gt;Ma il desiderio d&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtaVhvyOoI/AAAAAAAAAsc/Ea8eWJyExcc/s1600-h/Cervialto+11+Gennaio+2009+072.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtaVhvyOoI/AAAAAAAAAsc/Ea8eWJyExcc/s320/Cervialto+11+Gennaio+2009+072.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290421513159326338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ella vetta accresce e nello stesso tempo anche la fatica, i passi sono davvero pesanti, si cerca di risparmiare energie tagliando tra i boschi e "accorciando" il sentiero anche se arrivati a quota 1600 scopriamo nuovi ostacoli e nuove emozioni. Il bosco cominciava a restringersi e la serie di arbusti e faggi giovani non erano più "retti" sui loro fusti ma piegati al suolo. Ostruivano la mulattiera come una serie di rovi, immersi nella neve, alcuni addirittura abbattuti dal peso. Cerchiamo di aggirare rami e tronchi, a volte siamo costretti a salirci sopra e a saltarli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;finchè&lt;/span&gt; superato il tratto critico raggiungiamo la "faggeta grande", li dove la neve era presente ancora sulle altissime chiome e regalava uno scenario suggestivo, quasi come la mattina dell'Epifania al Lago. Prendiamo per l'ennesima volta una scorciatoia data dall'esperienza della quattordicesima salita su questo versante e con passi ancor &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;più&lt;/span&gt; duri e corti raggiungiamo la staccionata delle creste. Le rocce sono scomparse, le "ringhiere" appena visibili, 70 cm sotto i nostri piedi e un tappeto candido fin sulla vetta che scendeva con un fiume di "panna" dallo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; superiore. Il cielo ancora azzurro e limpido, la giornata perfetta! L'entusiasmo è fortissimo, subito apriamo un varco sul versante Ovest del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; cercando di mantenere una traiettoria uniforme e uguale per tutti i membri, il vento iniziava a spirare più "freddo" e la neve aumentava , tanto che ad un tratto la mia piccozza scompare sotto il manto ed è recuperabile solo grazie all'attacco sul polso. Intanto voltandosi capivamo che qualcosa stava per cambiare. Le nuvole cominciavano ad alzarsi dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Migliato&lt;/span&gt;, l'Eremita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Marzano&lt;/span&gt; si dissolveva rapidamente e noi rimaniamo avvolti dalle nubi. Siamo ancora a tre quarti dalla vetta e la situazione si complica. Il vento diviene fortissimo, la nebbia fitta all'inverosimile ma l'obiettivo è la vetta e la ritirata è impossibile. Allora proseguiamo in fila indiana a qualche metro di distanza per darci segnali vocali e restare uniti, mentre io e l'amico "Zio Bacco" decidiamo di accostarci al versante alberato per evitare i "baratri" del costone est. A quota 1700 i membri della spedizione scomparivano dal campo visivo di ognuno di noi, cominciamo a salire più uniti ma il vento ci spinge uno contro l'altro e il rischio è quello di fare un "volo" comune. Determinazione e coraggio ci portano a scalare più decisi e più rapidi verso il primo "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;scollinamento&lt;/span&gt;" dove &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;iniziamo&lt;/span&gt; a trovare alberi congelatissimi ricoperti da oltre 40 cm di ghiaccio. La neve intanto sotto i piedi cominciava a superare il metro e le nostre ghette proteggevano le gambe solo fino al ginocchio, mentre ogni tanto si scendeva anche più sotto. La salita più entusiasmante e più (fatemi passare il termine) "alpinistica" &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;effettuata&lt;/span&gt; sin ora, uno scenario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Himalayano&lt;/span&gt; con folate fortissime, ghiaccio, neve e nebbie da terrore. Molti forse avrebbero gettato la spugna eppure grazie all'esperienza e la conoscenza della montagna in questione raggiungiamo la capannina della vetta. Un'arrivo improvviso, dove la cima sbuca dalla nebbia nonostante tutti erano convinti di trovarsi ancora più sotto, magari ad un centinaio di metri dalla meta. Gioia e tripudio, un urlo di liberazione mi esce spontaneo e per un attimo tolgo il cappello ed alzo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtanRSd5zI/AAAAAAAAAsk/6W1k6aDy-7k/s1600-h/Cervialto+11+Gennaio+2009+098.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtanRSd5zI/AAAAAAAAAsk/6W1k6aDy-7k/s320/Cervialto+11+Gennaio+2009+098.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290421817979037490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; la piccozza al cielo come segno di "vittoria". La stazione meteo è uno spettacolo indescrivibile con centimetri di ghiaccio scolpiti dal vento, frastagliati e disegnati alla perfezione con oltre un metro e mezzo di neve sui bordi delle antenne e delle pareti della "capannina". La conca è invisibile e nel frattempo comincia una bufera di piccoli pezzettini di ghiaccio mentre la nebbia comincia ad attecchire sugli abiti e sui guanti congelandosi e facendoci ricoprire di bianco. Un'emozione indescrivibile mi coglie nel vedermi "trasformare" pian piano come gli alberi e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;le strutture&lt;/span&gt; presenti al gelo in quei giorni.&lt;br /&gt;Prendiamo un po di fiato, ci copriamo ancora meglio e puntiamo di nuovo verso il basso dopo aver sostato solo cinque sei minuti in quel punto "fantastico". La montagna non ci ha respinti ma ci ha fatto capire che era l'ora di tornare a casa e lungo la discesa , arrivati fin giù alle creste il tempo tornava a graziarci facendoci di nuovo osservare il blu elettrico del cielo e le nebbie nelle valli che in serata ci avrebbero accompagnato fino ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Acerno&lt;/span&gt; nel viaggio di ritorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-2519147452670299189?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/2519147452670299189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=2519147452670299189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2519147452670299189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/2519147452670299189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/nel-bianco-dipinto-di-bianco.html' title='Nel bianco dipinto di bianco...'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWtRxgg465I/AAAAAAAAAsU/0j_1uDRltwQ/s72-c/Cervialto+11+Gennaio+2009+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-460535907491074325</id><published>2009-01-06T07:56:00.000-08:00</published><updated>2009-01-07T10:42:52.375-08:00</updated><title type='text'>Laceno da -12°</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWN_bWBBKhI/AAAAAAAAAr8/WGu-s1gzE3A/s1600-h/Laceno+6+Gennaio+2009+115.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWN_bWBBKhI/AAAAAAAAAr8/WGu-s1gzE3A/s320/Laceno+6+Gennaio+2009+115.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288210495206140434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Erano anni che ormai i tentativi si susseguivano, alla ricerca di quel momento cruciale, li dove il gelo arriva al &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;culmine&lt;/span&gt;, il calore si disperde nell'azzurro cielo e le nebbie cullano la valle facendola piombare nelle "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;grigie&lt;/span&gt;" tenebre dell'inverno. Le "tenebre" buone, le "tenebre" che incutono timore e riverenza ma nello stesso tempo la gioia di vivere la vita della natura in uno dei suoi momenti più particolari e affascinanti che possano esistere. Le croci di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Acerno&lt;/span&gt; già bianche e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;galavernate&lt;/span&gt;, preludio di quel che avevo già "pianificato", mi conducevano rapidamente lungo le strade delle valli Irpine che portano nel "cuore" pulsante della "passione". La mattina iniziava a prendere il sopravvento e già si notava tra i &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;castagneti&lt;/span&gt; candidi il "bussare" del sole. Dal basso pian piano riesco a notare le vette del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Laceno&lt;/span&gt; che con sforzo e fatica continuavano a proteggere l'altopiano dai "&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;princìpi&lt;/span&gt; del caldo" mantenendolo freddo e compatto per il nostro arrivo. Dalle curve spicca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Nusco&lt;/span&gt; sul suo eremo, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Montella&lt;/span&gt; al risveglio, la valle in piena inversione termica e d'un tratto Bagnoli con i suoi camini che "fumavano" uniformemente verso l'alto "graziati" dal vento. Sono le 8.00 e al paese ci sono circa -3°, alla Torre aspettiamo l'amico Michele e poi senza perder tempo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;circumvallando&lt;/span&gt; il centro storico raggiungiamo il campo sportivo e cominciamo la salita per il Lago. Lungo la carreggiata il freddo diminuiva come era logico, la valle si allontanava e il cuscinetto creato in questi giorni non arrivava fino in quota ma ristagnava nelle conche e nelle piane. Dal Belvedere grande Bagnoli sembra un piccolo presepe e il tappeto creato dai tetti dello "stesso colore" vengono interrotti solo dal campanile di San Domenico e dall'imponenza della Chiesa Madre.&lt;br /&gt;Intanto superato l'ultimo tornante e scongiurati i pericoli del ghiaccio arriviamo nei pressi della fontana, la temperatura è ancora di -3° ma al passaggio sotto gli splendidi alberi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;galavernati&lt;/span&gt; del Colle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Molella&lt;/span&gt; si passa immediata&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3ElOgbLI/AAAAAAAAAsE/C6tgBHwmmZE/s1600-h/Laceno+6+Gennaio+2008+%2829%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3ElOgbLI/AAAAAAAAAsE/C6tgBHwmmZE/s320/Laceno+6+Gennaio+2008+%2829%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288623520524299442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mente al gelo toccando i -7°.  L'altopiano nella notte aveva "incamerato" tutto il freddo possibile facendo perdere nell'aria il suo calore e trasformando ogni cosa presente su di esso. Il sole faceva capolino verso la piana ma dal valico le nebbie che si levavano facevano scomparire il panorama sottostante. Fermiamo l'auto per osservare meglio le "prodezze" della natura e ci sembra di esser su una cima tra le nuvole, affacciati ad una finestra immensa creata da due alberi e dalle loro chiome. Per un attimo vedendo quegli alberi mi è sembrato di veder tutto fiorito. La neve si "arricciava" e si "arrotolava" su ogni singolo singolo ramo creando dei "petali" ovattati e dei "fiori" di cotone e alle nostre spalle l'azzurro elettrico del cielo ci invitava a raggiungere la valle per ricevere le nuove sorprese. Cosi giù da quell'avamposto ci "immergiamo" nel "nuovo mondo", lasciando le "terre alte e soleggiate" per "nuotare" nella laguna di nebbia. La ghiacciaia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Laceno&lt;/span&gt; prende il sopravvento, dai -7° piombiamo a -12° in un secondo, la visibilità è bassa, il viale alberato avvolto dalla foschia, tutto taceva. Alcune inferriate ed un cancello erano letteralmente pietrificati, la gelata sui ferri e sui rami qui al piano assumeva altre sembianze e tutto appariva come coperto da schiuma. L'asfalto rigido e scorrevole si percepiva nell'auto e il lago sulla nostra destra come "disperso" sembrava essersi trasferito altrove. Sbuchiamo sotto le pendici del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; e del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; dove il giorno era arrivato e lasciamo il tunnel "oscuro". Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; regnava placido nella sua forma dormiente, completamente rivestito da un manto ornato di neve bianca e ghiaccio azzurrino, la Montagna Grande più esposta al sole invece cominciava a scrollarsi alcuni colori e appariva candida tesa verso le nebbie che ancora "abitavano" sull'intero altopiano e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;soprattuto&lt;/span&gt; sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;superficie&lt;/span&gt; "inesistente" del Lago. Alla Cappella di Santa Nesta sostiamo per raggiungere dei salici congelati, i loro rami sembravano fuochi d'artificio a cascata esplosi nel firmamento limpido e sereno, silenziosi, affascinanti e animati soltanto da una inspiegabile emozione percepibile a vista.&lt;br /&gt;Verso le 9.00 le foschie si diradano, l'acqua del lago compare , brilla e luccica come comparsa da un gioco di prestigio di un "mago eterno". Immensa distesa di cristallo resa ancor più evidente dal candore della pianura che contornava ogni ansa e ogni riva dal ponte alla statua del crocefisso posta all'inizio del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Laceno&lt;/span&gt;. In riva le piante scrollavano dalle chiome gli aghi del gelo e una "nevicata" a ciel sereno toccava le nostre teste e si posava placida sulle "coste" del lago, tanto che all'improvviso dal suo "specchio" si ergevano come soldatini di piombo tantissime "figure bianche" che "marciavano" verso la sicura fine contro il "nemico" sole che pian piano li sconfiggeva sciogliendoli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;definitiv&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3OnSGJtI/AAAAAAAAAsM/4JAe9DJrzTg/s1600-h/Laceno+6+Gennaio+2008+%28114%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWT3OnSGJtI/AAAAAAAAAsM/4JAe9DJrzTg/s320/Laceno+6+Gennaio+2008+%28114%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288623692874917586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;amente&lt;/span&gt;. L'ostello abbandonato trasformato in un soggetto intonato al contesto rappresentava uno spunto visivo particolare e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; osservato frontalmente ci "guardava" perplesso come "arroventato" dal riflesso della luce sulla neve e sul lago ghiacciato.&lt;br /&gt;Il freddo per tutta la mattinata seppur intenso non aveva attecchito sulle nostre ossa e ci aveva permesso di camminare tranquillamente in quel comprensorio "rinnovato", quasi a capire le nostre sensazioni e a rendersi partecipe della nostra avventura, consapevole ancora una volta della nostra presenza e del nostro "amore" nei confronti di quel posto che l'ospitava. Gli ultimi sguardi intrisi di ricordi giovani e "antichi" si allontanavano dall'altopiano dirigendosi verso Bagnoli Irpino, lasciando al tempo e alle stagioni quello scenario commovente e intrigante che regna per un attimo per poi scomparire nell'attesa di un ritorno impossibile da prevedere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-460535907491074325?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/460535907491074325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=460535907491074325' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/460535907491074325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/460535907491074325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/laceno-da-12.html' title='Laceno da -12°'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWN_bWBBKhI/AAAAAAAAAr8/WGu-s1gzE3A/s72-c/Laceno+6+Gennaio+2009+115.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-29086052837211828</id><published>2009-01-04T12:59:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T07:14:02.885-08:00</updated><title type='text'>La Campania Alpina: Monte Cervati innevato 31-12-2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEjf4Og1II/AAAAAAAAArc/4Qb_x-oyhoM/s1600-h/Cervati+innevato+025.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEjf4Og1II/AAAAAAAAArc/4Qb_x-oyhoM/s320/Cervati+innevato+025.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287546468085847170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il gelido Vallo di Diano con i suoi -2° già a Sala Consilina faceva capire che la giornata non sarebbe stata la solita scampagnata sulle vette dei monti Picentini. Il Cervati progettato nel caldo Giugno e scalato per la prima volta il 29 dello stesso mese con tutte le premure del caso e le attenzioni dell'esordio piano piano stava diventando terra di conquiste e di imprese. Il verde bosco dell'estate accompagnato dalla chioma rossa e arancio del meraviglioso autunno che ora lascia il posto al candido bianco della neve e del ghiaccio.&lt;br /&gt;Già da Sassano la forma della Chiaia Amara evidenziava la coltre nevosa alta e compatta e i brividi salivano lungo la schiena osservando quel crinale impervio che nella mente rievoca scenari alpini e incontaminati. La salita per Monte San Giacomo si tinge di emozioni contrastanti che vanno dalla fermezza e decisione all'entusiasmo incontenibile e ogni qual volta la Chiaia spuntava a dare il benvenuto il bambino che era in noi dava segni di vita. Il Motola imbiancato leggermente solo all'estremità e i suoi abeti bianchi che tendevano la mano alla vallata sottostante, gelida, ghiacciata, tetra. Il termometro scende subito dai -2° ai -4°, raggiunge i -5° e prima della deviazione verso i Vallicelli tocca i -6° facendoci assaporare un'inversione termica d'altri tempi. Intanto la strada cominciava ad imbiancarsi, la neve inziava a presentarsi sull'asfalto e sui crinali, dapprima leggera e sottile, poi sembra più ghiacciata e compatta fino all'arrivo ai Vallicelli dove posiamo l'auto. Incredibile ed avvincente il manto nevoso che crescendo lungo la strada ci permette di arrivare al "posteggio" al limite, proprio all'imbocco del sentiero.&lt;br /&gt;Da cornice al freddo un rivolo, formato dalle piogge e dallo scioglimento lento delle nevi, inesistente in autunno e la sensazione di star per entrare in u sentiero trasformato e rigenerato da questa stagione "nuova" e dinamica. Cosi, al "Vallone dell'Acqua che suona" finalmente sentiamo e vediamo l'acqua cadere giù dalle rocce e fare salti con piccole cascatelle lungo la dorsale al ridosso delle falesie, ascoltiamo interessati e affascinati la musica composta dal fiumiciattolo sulle "corde" dei fusti inclinati e rimaniamo incantati da un ramo completamente ghiacciato steso sul letto del ruscello a prendere la forma che Madre Natura gli stava "creando".&lt;br /&gt;La strada saliva, senza le difficoltà estive e autunnali del fango, anzi a dir la verità molto più spedita e semplice grazie ai "gradini" formati dalla neve ghiacciata che supportavano i nostri passi evitando cadute e scivolate. La rapidità di questo primo tratto fa si che sbuchiamo in un attimo alla Fontana degli Zingari, attraversando prima un guado apertosi nel ventre della salita e poi un altro per raggiungere i pianoro. La neve iniziava a raggiungere un'altezza consistente e cosi posiamo lo zaino per terra e stacchiamo le "ciaspole" dagli imbraghi per utilizzarli sul soffice manto. I passi ora risultavano di gran lunga più leggeri e lunghi, la vista del canalone del Cervati imponeva rapidità solo a gu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEti3y0U8I/AAAAAAAAArk/syiV9PY18CI/s1600-h/Cervati+innevato+096.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEti3y0U8I/AAAAAAAAArk/syiV9PY18CI/s320/Cervati+innevato+096.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287557514625569730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ardarla e cosi con velocità e decisione ci "tuffiamo" nelle nevi del Bosco Temponi. Faggete spoglie, alberi galavernati alle estremità, nuvole di condensa e qualche fiocchetto ogni tanto sulle noste teste, cespugli completamente sommersi dalla "Dama", piccole impronte e una lunga mulattiera bianca che tra sali e scendi conduce nel cuore della fitta vegetazione. Il Rifugio Cervati non è ancora lontano ma la neve cresce ancor di più, i passi nonostante le racchette sono più macchinosi e di tanto in tanto ci fermiamo per apprezzare meglio l'essenza dell'inverno. Notiamo dal basso tra le fronde alcuni versanti della Chiaia Amara finchè colpiti da un raggio di sole sbuchiamo allo scoperto e dinanzi a noi si presenta un "Pandoro" candido e compatto, indicatoci dal solito albero solitario colpito da un fulmine estivo. Riusciamo a fatica ad abbandonare quella postazione magnifica e mentre dietro di noi i nostri passi sembravano fuggire nel bosco appena lasciato, quasi impressionati dalla fatica che ci aspettava, proseguiamo nella direzione del rifugio con lo sguardo sempre rivolto verso l'alto a notare mal appena la transenna del sentiero dei pellegrini che faceva capolino dalla coltre nevosa. Al Rifugio le stalattiti di ghiaccio che scendevano dal tetto rendevano la struttura armoniosa con il contesto, i tavolini completamente sommersi e la pertinenza impregnata di fumo, segno evidente del passaggio di qualcuno precedentemente, molto probabimlmente uno sci-escursionista date le tracce fin davanti alla porta. In tutto quel bianco e quel ghiaccio il caldo era fortissimo, le nostre guance e il nostro volto rosso, il sudore scendeva tra i vestiti ma era una sensazione scomoda perchè la temperatura in realtà bassa era pronta a tenderci brutti scherzi. Decisione saggia e decisa di continuare per il pianoro e proseguire verso la Chiaia Amara nel fitto del bosco. Passi pesanti, passi corti, le racchette invisibili sotto la neve, le ghette impegnate fino all'ultimo centimetro e quell'interminabile pendio reso difficile dall'accumulo importante di questi giorni. La mia piccozza sprofonda per 71 cm, alcuni tratti sono davvero insidiosi e il punto finale, al confine tra il bosco e la "Chiaia" risulta impegnativissmo. Va superato un dosso nevoso, alto e morbido che per le prime volte ci respinge facendoci scivolare verso il basso. I primi tentativi falliscono, una scivolata di Federico è salvata dalla pronta manovra di sicurezza con la piccozza e dopo aver scavato un solco finalmente giungiamo nel tratto scoperto. Il vento qui tirava forte e freddo, quindi posiamo lo zaino e prendiamo giubbini e cappello. Giunta l'ora anche di usare i guanti impermeabili per appoggiarsi al suolo durante eventuale cadute. L'amara roccia sommersa dal bianco sembrava un colosso insormontabile. La transenna del sentiero coperta all'estremo e i primi passi davvero complessi. Il percorso non è dritto, il crinale va attraversato a mezza costa per giungere al Crocillo e le ciaspole tendono a staccarsi e piegarsi durante i passi laterali che "accompagnano" enormi masse di neve verso il basso. Cinquanta metri inziali di prova e stancanti, continuiamo senza ciaspole ma è praticamente impossibile e quindi ritorniamo all'attrezzatura. La piccozza nella mano sinistra, il bastoncino nella destra la nostra forza per raggiungere la meta. Le braccia faticano più delle gambe nel reggersi lungo il pe&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWE4z5GQ5zI/AAAAAAAAArs/Lrxj0zIB9Fs/s1600-h/Cervati+innevato+193.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWE4z5GQ5zI/AAAAAAAAArs/Lrxj0zIB9Fs/s320/Cervati+innevato+193.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287569901661251378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ndio scivoloso e tiriamo un sospiro di sollievo quando sotto i nostri passi la neve si compatta a ghiaccio e ci permette di "camminarla" con i ramponcini delle "racchette" senza sprofondare. Di sicuro molti con le nostre attrezzature, senza ramponi avrebbero mollato, ma noi eravamo decisi fino in fondo e ancora una volta dopo aver riposato per qualche istante ci "gettiamo" a capofitto verso quel "muro" che dapprima invalicabile pian piano veniva "spianato" dalla nostra grinta. In alcuni tratti vedevo scendere verso di me alcune "pietre di neve", il sole splendeva sulla Chiaia Amara, le rocce più alte spuntavano mal appena e il blizzard regalava un sentimento di paura e coraggio insieme. Ovviamente è chiaro che in quegli istanti si prova qualcosa di "Immenso" che va oltre ad ogni possibilità di scrittura, difficile da pensare, difficile da capire, difficile da credere ma cosi viva dentro chi l'ha vissuta e continua a viverla con il ricordo. La fatica che si mescola con la voglia di conquista tanto cantata sugli altri monti, il conto alla rovescia con la luce del sole, il pensiero di non tornare a casa senza aver visto la vetta ci portano a raggiungere alle ore 12.00 la fatidica quota di 1840 m al Crocillo. Lo spettacolo è da brividi alpini. Usciamo sull'orlo della conca e sembriamo due formiche in confronto alla maestosità di quel cratere glaciale. La neve in vetta e nella "ghiacciaia" non è tanta come sul sentiero, il sole in cima ha provveduto a ridurre gli accumuli, ma nelle parti esposte a Nord e nelle zone all'ombra si ergevano dune bianche alte e profonde. Da una delle tante cime si avvicina  il Sindaco di Sanza con il quale scambiamo qualche parola e decidiamo sul da farsi per raggiungere la quota 1899. Lasciamo la compagnia e tentando a mezza costa camminiamo al di sotto del crinale sud, sprofondando nonostante le racchette e scivolando su tratti ghiacciati, finchè usciti allo scoperto di roccia in roccia e dando uno sguardo al golfo di Policastro , visibilissimo in questa giornata, finalmente tocchiamo il punto trigonometrico. La chiesa della Madonna della Neve si vedeva in lontananza con una leggera spolverata, le tracce della motoslitta nei pianori sembravano ,dalla nostra altezza, le scie dei nostri bastoncini (ma erano molto più grandi). Il vento spirava fortissimo, la temperatura era intorno ai -7°, necessitava un campo base coperto e riparato ma intanto il tempo era passato veloce ed era ormai scoccata la "tredicesima" ora del 31 Dicembre. Scendevano anche le nuvole e cominciava a nevicare. Saggezza e prudenza ci spingono a ripartire rapidamente sui nostri passi, giungere al crocillo e riscendere la Chiaia Amara per fare sosta al Rifugio ed esser più vicini al ritorno. Detto fatto, alle 14 poniamo campo base al Rifugio Cervati, giusto il tempo di bere un sorso d'&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWHFmSla8ZI/AAAAAAAAAr0/LRT9e3Qz2Fo/s1600-h/Cervati+innevato+195.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWHFmSla8ZI/AAAAAAAAAr0/LRT9e3Qz2Fo/s320/Cervati+innevato+195.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287724699124167058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;acqua e gustare (si fa per dire siccome era gelato) un panino per ricaricarci, oltre a "grattare" il ghiaccio sotto il tallone delle racchette. Ormai la giornata volgeva quasi al termine e nel gruppetto nonostante l' "impresa" regnava il silenzio e una sorta di malinconia che ci spinse a riprecorrere il sentiero fino ai Vallicelli in men che non si dica. Raggiunta l'auto la strada era ancora gelata, il rumore dell'acqua continuava a "suonare" e con un ultimo sguardo di "tristezza" lasciammo le gelide valli per le calde pianure del Sele.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-29086052837211828?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/29086052837211828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=29086052837211828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/29086052837211828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/29086052837211828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2009/01/la-campania-alpina-monte-cervati.html' title='La Campania Alpina: Monte Cervati innevato 31-12-2008'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SWEjf4Og1II/AAAAAAAAArc/4Qb_x-oyhoM/s72-c/Cervati+innevato+025.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7968822006738489912</id><published>2008-12-30T08:21:00.000-08:00</published><updated>2008-12-30T09:36:03.182-08:00</updated><title type='text'>Le nevi del Cervialto...disaventure dell'antivigilia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpKyvKT8HI/AAAAAAAAAq8/7s44m9qlRGM/s1600-h/Cervialto+23-12-08+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpKyvKT8HI/AAAAAAAAAq8/7s44m9qlRGM/s320/Cervialto+23-12-08+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285619348186329202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Bagnoli Irpino ci aveva salutato qualche sera prima regalandoci uno scenario mozzafiato, un tramonto sul rosa e sul lilla che accarezzava le vette dell'Altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e quel delinearsi delle vette &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Montellesi&lt;/span&gt; mentre i paesi nella valle si illuminavano come tanti presepi di notte dal belvedere grande. Il vento freddo e il cielo limpido, le luci dei lampioni sulla strada gelida da contorno al Lago e quella neve alta che con il calar del sole acquistava sempre più un colore rosso fuoco. Il tranquillo passeggiare poi per la piazza, le visite agli amici, i caminetti accesi, le caldarroste e quell'inesorabile ritorno verso casa. Un addio che non è mai definitivo ed è assicurato il ritorno anche quando non te lo aspetti oppure credevi di recarti altrove.&lt;br /&gt;Alla mattina dell'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;antivigilia&lt;/span&gt; di Natale la prima inversione termica (degna di questo nome) dell'anno si mostra sullo specchio del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Laceno&lt;/span&gt; costellandolo di piccole placche di ghiaccio che faticano a tenersi unite. Sottili strati di "cristallo" che alle prime avvisaglie del sole si ritirano e ritornano al loro stato naturale, mentre sotto le siepi e alle pendici dei monti la gelata continuava a vivere e a rendere lo scenario diviso in due settori diversi. L'inverno da un lato, l'autunno dall'altro, cosi come si spezza la linea di confine tra le vette e l'altopiano, l'uno spoglio e l'altre bianche. Il passo lento del mattino riprende vigore alla solita "piazzetta" del Colle del Leone dove osservo con sorpresa delle chiazze di neve congelate nella piana dei vaccari. L'altro mondo irpino al confine con il caldo salernitano si incontra in questi luoghi e tra un cumulo di foglie cadute e un tronco riverso dal vento, di versante in versante iniziamo a salire per il Monte "amico". Dalla strada si nota tra gli alberi già la sagoma del mare e una nave che transita sembrando quasi immobile data la lontananza. Subito si perde la traccia della piana e il sentiero sale leggero e "franoso" sotto le scarpe spesse e consumate. Le parole non sono frequenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;perchè&lt;/span&gt; l'inattesa temperatura colpisce il petto e il fiato e si preferisce fare "economia" di energie per arrivar "freschi" alla meta. La neve non ancora presente in grandi quantità è presente già da qualche metro e man mano il manto diviene sempre più compatto, scalfito solo dai nostri passi.Come in un rituale antico mi fermo in un punto ,ben presente nella mia mente, per togliermi il guanto destro, chinarmi sulle ginocchia e toccare la candida neve, granulosa e fredda. La mano subito diviene rossa e alcune goccioline scendono tra i suoi "canali", mentre un raggio di sole tra le "vecchie chiome" l'asciuga lentamente. Ritorniamo nel cammino dove già qualcuno ci avrà preceduto in questi giorni, notiamo le stalattiti sotto le radici dei faggi e anche la potenza del gelo che spacca alcune rocce. Alcuni tratti , vicini ad alcune pareti sono leggermente franati e sul bianco diventa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;anc&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpZxYvGeEI/AAAAAAAAArE/8OukCAaT5ms/s1600-h/Cervialto+23-12-08+047.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpZxYvGeEI/AAAAAAAAArE/8OukCAaT5ms/s320/Cervialto+23-12-08+047.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285635817661167682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ora più evidente la traccia di terra. La strada alla mia destra è irriconoscibile in questa nuova "manifestazione", le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;fragoline&lt;/span&gt; di bosco non ci sono più, le more aspettano in "riposo" i tempi caldi (ancora lontani) e le erbe "dormono" sotto il "dolce" accumulo.&lt;br /&gt;Siamo ormai giunti alla "torretta" dalla quale non riesco mai a far a meno di dare uno sguardo "furtivo" al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e a tirare sempre un sospiro verso il "Varco del Paradiso" delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Accelliche&lt;/span&gt;. Il punto dove si riesce a fondere la conoscenza dei monti con l'infinito ancora da scoprire. Solitudine, gioia, consapevolezza, amarezza, dolcezza, il cuore e l'animo non hanno pace di fronte all'immensa "prole" della natura. Cosi punto il cielo con gli occhi spalancati e tremolanti per ringraziare Colui che tutto ciò l'ha pensato nella notte dei tempi.&lt;br /&gt;Il passo ora diventava più pesante, il sole rifletteva sulla neve scottandoci le guance e facendoci avvertire un calore irreale, quindi ci fermiamo per riorganizzare il vestiario e dare una controllata alle scarpe e alle attrezzature. A &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; sostiamo su una transenna di legno che congiunge la strada principale con la deviazione per il Piano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Migliato&lt;/span&gt;. Siamo ,per la prima volta dopo tante escursioni, davvero stanchi. Il caldo e il sudore infastidiscono non poco e ormai l'assenza delle racchette si fa davvero pesante. Sprofondiamo fino al polpaccio, la camminata è macchinosa e le ghette riescono solo a dar sollievo alla gamba mentre i piedi cominciano (nonostante l'impermeabilizzazione) a sentirsi umidi e ghiacciati. Ma la forza d'animo è sempre viva, non si può lasciare un sentiero senza toccare la vetta almeno per un secondo e quindi gli sforzi continuano fino all'ultimo rettilineo prima delle creste. A questo punto il mio zaino diviene un macigno, appesantito anche dalle attrezzature e dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;giubbino&lt;/span&gt; del mio amico che sente la fatica molto più di me. L'inferno del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; stava per cominciare e quegli ultimi cinquanta metri verso le creste sembravano non finire mai, tra un passo lento e alcune parole per constatare le condizioni del mio "collega". Finalmente dopo aver "sofferto" abbastanza prendiamo il meritato riposo sotto alcuni alberi prima del tratto finale dove a differenza dell'inverno scorso (15 Febbraio 2008) la neve è davvero alta e tocca i 50 cm in molti punti facendo scomparire la fisionomia originale delle "coste". La pendenza aumenta, il sole è dritto sulle nostre teste, abbiamo le facce arrossate e caldissime e nell'istante in cui la mia piccozza sprofonda durante un passaggio roccioso sento un urlo di disfatta. A pochi passi dalla meta, l'amico rinuncia all'impresa, era la sua prima volta con la neve e l'attrezzatura &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;insufficiente&lt;/span&gt; legata all'allenamento discontinuo avevano giocato d'anticipo sulla volontà di vedere la conca del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Mi fermo per constatare la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;sit&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpavw9vJgI/AAAAAAAAArM/khx2ezN7VPI/s1600-h/Cervialto+23-12-08+077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpavw9vJgI/AAAAAAAAArM/khx2ezN7VPI/s320/Cervialto+23-12-08+077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285636889316894210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;uazione&lt;/span&gt;, provo a dargli forza ma è tutto inutile. I suoi piedi ormai sono fermi, atrofizzati dal freddo e ogni passo si tramuta in una scivolata e in una caduta. Il ritorno si complica e nell'incertezza dei tempi di ritorno occorre avvertire casa del probabile ritardo. In quell'istante il telefonino era inutilizzabile, la linea si può raggiungere solo in vetta, l'amico riprende un po di forze e cosi ai cento metri di dislivello finali ci dividiamo. Decido (viste le condizioni migliorate di Gaetano) di lasciarlo per qualche minuto. Gli faccio indossare il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;giubbino&lt;/span&gt; e gli pulisco una roccia per fargli un "sedile" mentre lo aiuto a stendere i piedi su un'altra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;pietra&lt;/span&gt; al sole per fargli riprendere "conoscenza". La situazione in quell'istante sembrava riprendersi e allora lasciate le ultime raccomandazioni salgo veloce verso la cima. Nella mia mente passavano i pensieri veloci, non riuscivo a distinguere la voglia di veder la cima con la necessità di telefonare e ritornare a casa. Le creste non erano mai risultate cosi difficili e faticose e la neve alta in alcuni tratti diventava un ostacolo da aggirare con piccole arrampicate e con colpi di piccozza ben assestati nel ghiaccio. Sono passati dieci minuti e la vetta sembra vicina ma non è ancora a portata di mano e preso dalla fatica lancio lo zaino dietro le mie spalle e proseguo più veloce di roccia in roccia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;finchè&lt;/span&gt; davanti ai miei occhi non appare lentamente l'antenna della stazione idrometeorologica. Finalmente sono in cima, la conca è davvero eccezionale, in fretta scatto tantissime foto, osservo la grandezza del Lago &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Laceno&lt;/span&gt; cresciuto in questo autunno e tento disperatamente di trovare campo con il mio cellulare. Sulla vetta il vento sferzava all'impazzata, il sole non riusciva a riscaldare e il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;sudore&lt;/span&gt; cominciava a "pietrificare" mentre il mio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;giubbino&lt;/span&gt; giaceva nella neve insieme allo zaino molti metri più in basso. Un momento "drammatico" diviso ancora una volta tra il dolore e la sofferenza causati dal vento freddo e la gioia di esser per la tredicesima volta in un anno in vetta. Uno sguardo tremante e malinconico verso l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;anticima&lt;/span&gt; e il suo libro di vetta che rimarranno lontani per questa volta. Dopo un quarto d'ora riesco ad effettuare la telefonata e di corsa scendo dalle creste con grandi salti come un atleta di sci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;aplinsimo&lt;/span&gt;. Riprendo lo zaino e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;giubbino&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;inzio&lt;/span&gt; a riscaldarmi e ritorno al punto dove avevo lasciato l'amico in difficoltà che nel frattempo aveva ripreso colore e riusciva a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;muov&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpbRY76KtI/AAAAAAAAArU/xSCL6yFmheo/s1600-h/Cervialto+23-12-08+079.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpbRY76KtI/AAAAAAAAArU/xSCL6yFmheo/s320/Cervialto+23-12-08+079.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285637466982329042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ere un po le dita dei piedi. Per fortuna il sangue riprendeva a circolare e la temperatura corporea cominciava a ritornare stabile cosi che in quel momento positivo presi la situazione in mano e facendo coraggio al povero (ma disorganizzato) sventurato scendemmo rapidamente verso la valle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7968822006738489912?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7968822006738489912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7968822006738489912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7968822006738489912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7968822006738489912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/12/le-nevi-del-cervialtodisaventure.html' title='Le nevi del Cervialto...disaventure dell&apos;antivigilia'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SVpKyvKT8HI/AAAAAAAAAq8/7s44m9qlRGM/s72-c/Cervialto+23-12-08+008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1161665045117928663</id><published>2008-11-28T14:15:00.000-08:00</published><updated>2008-11-28T14:17:50.857-08:00</updated><title type='text'>La nevicata del 23 Novembre 2008 al Cervialto</title><content type='html'>Il video è stato effettuato durante l'ultima delle cinque nevicate vissute durante l'escursione di Domenica scora. In questo istante la compagnia era sul versante NE della Cima del Cervialto a quota 1809 metri. La temperatura era scesa sui -10° , spirava un forte vento di Grecale e la nevicata, come vedrete, era molto molto fitta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1eetJ6WwqTg&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1eetJ6WwqTg&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1161665045117928663?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1161665045117928663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1161665045117928663' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1161665045117928663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1161665045117928663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/11/la-nevicata-del-23-novembre-2008-al.html' title='La nevicata del 23 Novembre 2008 al Cervialto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8999555824765581297</id><published>2008-11-28T13:00:00.000-08:00</published><updated>2008-11-28T14:03:49.814-08:00</updated><title type='text'>Profumo di neve...profumo di casa: 1809 m nella bufera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBcROJ1gRI/AAAAAAAAAp8/8T8MgYQvLLk/s1600-h/DSC01985.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 242px; height: 323px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBcROJ1gRI/AAAAAAAAAp8/8T8MgYQvLLk/s320/DSC01985.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273816614577733906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il caro inverno era arrivato e con lui quella gioia di chi nel suo cuore nasconde (ma palesa anche a volte) l'amore immenso per le sue bellezze che non tutti apprezzano. La voglia di rivivere ogni anno in questi periodi quelle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ebrezze&lt;/span&gt; che stimolate accuratamente rivivono negli occhi, sulla pelle e riprendono colore passo dopo passo, fiocco dopo fiocco, grado dopo grado. L'inverno dei sentieri non è la "fine" di un bel gioco estivo, l'inverno dell'escursionista è qualcosa di profondo, una personalizzazione di quel percorso con la natura che si concretizza nel suo "attimo primordiale" e che con se porta la vera concezione di ciò che l'uomo provò tanti anni or sono.&lt;br /&gt;Novembre con la sua veste "dicembrina" faceva capolino dal nord dell'Europa e quella "mano gelida" che si affievoliva man mano che tentava di accarezzare il bel Paese, riuscì per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;quel&lt;/span&gt; poco che basta a farci rivivere l'essere escursionisti nell'estremo del suo significato. I monti bianchi dai 1000 metri non brillavano illuminati dal sole, ma una coltre di nuvole a strati ne delimitava le cime e dalla piana il desiderio di "tuffarsi" e "immergersi" nel silenzio si trasformava ancora una volta in realtà e ancora una volta meta di quel "incontro" fu Bagnoli Irpino. La mattina era fredda, il campanile della chiesa Madre sembrava infreddolito a quei 4° e le vie del paese emanavano un sapore natalizio difficile da trovare nelle calde cittadine di costa. L'affresco del '300, solitario e "imponente" nella sua bellezza spiccava particolarmente e passo dopo passo la Piazza Di Capua si apriva dinanzi a me. Poso lo zaino sulla panchina, prendo una pausa dinanzi la fontana e subito dopo all'arrivo del resto della compagnia parto alla volta dell'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Laceno&lt;/span&gt;. L'atmosfera non è per tutti emozionante, le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;nuvole&lt;/span&gt; basse danno un effetto autunnale e la neve all'ingresso del valico Colle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Molella&lt;/span&gt; era appena appena visibile su per i crinali dei monti. Alcune chiazze rimanevano forse conservate dal gelido terreno ma il colore predominante era il verde dei prati. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; nonostante il cielo opaco erano luminosissimi e quelle vette incappucciate facevano trasparire quel "velo" d'inverno che le aveva accarezzate. La temperatura era di -1°, le pozze d'acqua sul ciglio della &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;storda&lt;/span&gt; ghiacciate, gli alberi spettrali, i pianori ricoperti da sottilissima coltre bianca e il cartello al Colle del Leone completamente gelato e coperto dalla neve. I faggi spogli mostravano le loro radici con determinazione, i&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkMdeinJI/AAAAAAAAAqE/ZZysZKaWJ8A/s1600-h/DSC01996.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 313px; height: 234px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkMdeinJI/AAAAAAAAAqE/ZZysZKaWJ8A/s320/DSC01996.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273825328884784274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l vento freddo tra i rami aveva un suono particolare, la voce del "Generale" inverno se pur sottile arrivava nel profondo dell'animo. Il cammino verso il sentiero era intriso dai ricordi, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; ormai una "casa" dove tornare sempre e lungo quel breve tratto di strada asfaltata i passi all'interno di cumuli enormi di foglie facevano scattare in me pensieri "antichi". D'un tratto mi parve di rivedere l'altopiano nella nebbia ricoperto da brina di un anno fa durante la mia prima volta su questo monte, vidi i passi nella neve alta di Febbraio, il verde di metà Maggio, la calura dell'estate e quel lento cambiare "vestito" di Settembre, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;finché&lt;/span&gt; arrivati alla sbarra e ritornando al presente mi accorsi che ancora una volta avrei vissuto un qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;Il sentiero immerso nel bosco era ovviamente reso piacevole dal sottile strato di neve iniziale e ogni tanto qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;fiocchetto&lt;/span&gt; ghiacciato cadeva sulle nostre teste anche se sotto i nostri piedi più che la "dama bianca" sentivamo le rocce e i rami della mulattiera. Il "ruggito" della "antica" stagione aveva portato piccoli frutti eppure &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;riassaggiarli&lt;/span&gt; anche se in piccole dosi metteva gioia e soddisfazione. I tornanti si susseguivano uno dietro l'altro e ad un certo punto osservano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Accellica&lt;/span&gt; sotto una bufera di neve che mano mano lambiva le creste del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; ci ritrovammo anche noi sotto la prima vera fioccata dell'anno. Soffici fiocchi, dapprima piccolissimi poi sempre più grandi e fitti, i capelli imbiancavano e con loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;giubbini&lt;/span&gt; e maglioni. Il silenzio della nevicata parlava più di centomila rumori del bosco e in quell'istante quel tocco ovattato rese più loquace l'intera montagna. Ancora una volta nella mia vita assistevo allo spettacolo di questa "meteora" cosi agognata da noi appassionati e per l'ennesima volta l'emozione era cosi forte da farci dimenticare il "cammino" e l'obiettivo da raggiungere. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Raiamagra&lt;/span&gt; era avvolto da una nuvola "farinosa" e le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;virghe&lt;/span&gt; cadevano dal cielo ben evidenti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;finché&lt;/span&gt; il tutto si calmò e noi continuammo più spediti verso la cima. La &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkXO3FkWI/AAAAAAAAAqM/xmxsnV0zqgw/s1600-h/DSC02037.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 307px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBkXO3FkWI/AAAAAAAAAqM/xmxsnV0zqgw/s320/DSC02037.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273825513939767650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;soddisfazione per quella nevicata cresceva nei nostri discorsi e quando la "fame" arriva difficilmente si sazia e con gli occhi verso il mare puntavamo l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;orizzonte&lt;/span&gt; tra gli alberi spogli alla ricerca di altri regali del maestrale. Arrivammo d'un colpo alla "torretta", il Piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Acernese&lt;/span&gt; faceva da contrasto con l'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Laceno&lt;/span&gt; "spoglio" e mentre si osservava ecco che arrivò il nuovo "regalo". Fioccata in grande stile, fiocchi più forti e più grandi, il cielo bianco e l'atmosfera surreale, ma la strada è ancora lunga. Presi ancora dall'entusiasmo dopo la nuova "avventura" raggiungiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; (la dove parlano gli alberi) dove questa volta ad aspettarci è il "silenzio" dei nostri Faggi, stanchi dalle calure estive e vogliosi di riposo; ammetto che a non sentir fischiare il vento ebbi un po di "dispiacere", una sensazione quasi di "timidezza" , come quasi a pensare di recar fastidio alla natura in un suo momento privato, ma poi il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; mi smentì facendomi assaporare dopo pochi passi un viale spettacolare di alberi innevati e fantasiose conformazioni di ghiaccio che uscivano dal terreno e dalle radici. L'umidità che congelava dal terreno si innalzava come aghi e il "pianto" del bosco congelava in enormi "candele" che emettevano una dolce melodia al passare del soffio del vento.&lt;br /&gt;Cosi, tra un'emozione e una nuova sensazione giungemmo alle creste, la fidata piccozza finalmente aveva ragione di esistere e lungo il primo crinale la prima cosa che si notava era il contrasto tra il bianco della neve fresca e il giallo delle erbe secche e congelate. Delle erbe piegate tutte nello stesso modo che facevano da apripista sulle rocce rese scivolose dalle gelate. Dall'alto del primo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; prima della cresta finale ebbi un sussulto a notare le montagne circostanti completamente avvolte dalle nuvole e in quell'istante &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;capiì&lt;/span&gt; che quel giorno da li a poco sarebbe diventato memorabile. Presto l'Eremita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Marazano&lt;/span&gt; scomparve e subito il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; divenne invisibile, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;var&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpoXbMe8I/AAAAAAAAAqU/KFnDge0765s/s1600-h/DSC02063.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpoXbMe8I/AAAAAAAAAqU/KFnDge0765s/s320/DSC02063.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273831305854614466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;co del Paradiso "si nascose" e iniziò a nevicare di nuovo, ma questa volta con un'imponenza del tutto diversa. La neve cadeva decisa e copiosa e fu allora che di corsa raggiungemmo la capannina della vetta e godemmo di quell'istante. Ma la nevicata possente finì in pochi minuti e subito si levarono delle correnti nord orientali che in un primo istante portarono molto vento e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;fiocchetti&lt;/span&gt; piccolissimi ma molto vistosi. La conca della cima non era affatto colma di neve ma la temperatura di -8° ne era la spiegazione: troppo bassa per permettere accumuli non gelidi tali da poter creare una "matassa" soffice e uniforme. Le erbe anche in quel cratere dominavano la scena e dietro le mie spalle il filo spinato della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;stazioncina&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;meteorologica&lt;/span&gt; era un filo di ghiaccio. Lo sguardo non poteva che ammirare quello spettacolo della natura e all'improvviso una volpe rossiccia dal lontano di una cresta ci osservò e scappò via di corsa perdendosi nei fiocchi. Le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;impronte&lt;/span&gt; degli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;animaletti&lt;/span&gt; si notavano lungo il sentiero ma sembravano quasi portatrici di presenze "invisibili", ma quella volta si concretizzarono alla nostra vista. Intanto il freddo pungente entrava dal cappuccio e cosi decisi di indossare anche una &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;specie&lt;/span&gt; di mascherina per la bocca e di proseguire lungo il crinale ovest verso il "libro di vetta". Il gelo era fortissimo, le rocce completamente avvinghiate nella morsa del ghiaccio e ogni passo andava ponderato e deciso con fermezza. Il vento spirava sempre più forte e cosi presi dalla saggezza dell'esperienza camminammo a mezza costa nel cratere fino a spuntare di nuovo sull'ultima cresta e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;assistere&lt;/span&gt; all'ennesimo spettacolo dell'amato monte. Infatti, fu proprio all'uscita verso la vista di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Calvello&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Cervarulo&lt;/span&gt; che il cielo si incupì di nuovo, il vento aumentò a dismisura e la neve cadde ancora più forte di prima. Il boato del grecale era commovente, le giravolte di fiocchi grandi come un pugno rallegravano la compagnia, il bianco divenne il colore unico del cielo e delle montagne. Raggiungere il punto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;tr&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpxWQ3t5I/AAAAAAAAAqc/piGFdivlz14/s1600-h/DSC02076.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBpxWQ3t5I/AAAAAAAAAqc/piGFdivlz14/s320/DSC02076.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273831460161697682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;igonometrico&lt;/span&gt; divenne uno spettacolo e vivevamo con intensità quell'istante tanto che nonostante la temperatura fosse scesa sui -10° riuscii lo stesso a firmare e a scrivere il resoconto sul libro di vetta, li, seduto su una roccia tra i fiocchi e il vento del nord.&lt;br /&gt;Durò ben venti e lunghi minuti la bufera, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;cosicché&lt;/span&gt; noi decidemmo di prendere riparo nel retro di una collinetta rocciosa. Posammo gli zaini, spalammo un po di neve e con la piccozza rompemmo il ghiaccio da alcune rocce per sederci; i panini persero sapore, la cioccolata era pietrificata ma il the caldo conservato nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;termos&lt;/span&gt; ci diede calore e colore (ringrazio Emilio e Rosa ancora!!). E fu proprio quel tocco di vita a rimetterci in moto nel momento in cui il sole sembrava voler dominare la scena e lasciare allontanare le nuvole verso le terre dei Balcani. Ritornammo al punto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;trigonometrico&lt;/span&gt; e godemmo dello scenario bianco del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Sazzano&lt;/span&gt; e delle vallate, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;finchè&lt;/span&gt; dopo una piccolissima nuova nevicata prendemmo via per le creste in direzione del Colle del Leone. Avevamo visto di tutto, neve, ghiaccio, vento, gelo eppur qualcosa mancava: lo splendore dei raggi del sole sulla soffice neve. Sembrava quasi un'escursione non completa, ma dopo qualche centinaio di metri, al di la delle fronde "morte" uno spiraglio di luce sopravanzò. Le nubi scomparvero completamente e il sole iniziò a splendere forte nel cielo reso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;azzurrissimo&lt;/span&gt; del grecale. Nel tornante verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; ci rendemmo conto della grande "giornata" che stavamo vivendo e finalmente i raggi solari riflettevano sul bianco manto che a sua volta rispondeva con luccicanti segnali. Dietro di me il "tratturo" assumeva un'altra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;esembianza&lt;/span&gt; e mi sembrava di non esser stato in quei posti e man mano che proseguivamo verso il basso &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;opinione&lt;/span&gt; comune era quella di "camminare su un altro monte". Fino alla fine del nostro viaggio il sole riscaldò e giunti all'auto v&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBqAqoKvRI/AAAAAAAAAqk/yW9bCCIjUFo/s1600-h/DSC02116.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBqAqoKvRI/AAAAAAAAAqk/yW9bCCIjUFo/s320/DSC02116.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273831723326160146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;enne di nuovo la nebbia e si ripiombò in Inverno.&lt;br /&gt;E allora caro Inverno e caro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; (fusioni perfette di quel che provo e che vorrei far trasparire agli altri, essenza dell'escursionista immerso nella bellezza dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, sorgenti di continue sensazioni) lungo il percorso degli anni e del ciclo della natura resterò sempre consapevole della vostra rara unicità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8999555824765581297?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8999555824765581297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8999555824765581297' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8999555824765581297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8999555824765581297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/11/profumo-di-neveprofumo-di-casa-1809-m.html' title='Profumo di neve...profumo di casa: 1809 m nella bufera'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/STBcROJ1gRI/AAAAAAAAAp8/8T8MgYQvLLk/s72-c/DSC01985.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6647321153754936162</id><published>2008-11-07T09:40:00.000-08:00</published><updated>2008-11-07T10:01:57.203-08:00</updated><title type='text'>Un successo per la "II Mostra Fotografica Campania da Scoprire"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRR90U6fiAI/AAAAAAAAApE/mCN6lopBRmQ/s1600-h/Bagnoli+Irpino+018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 294px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRR90U6fiAI/AAAAAAAAApE/mCN6lopBRmQ/s320/Bagnoli+Irpino+018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265972202223667202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La nostra seconda mostra fotografica svoltasi nelle sedi dell'Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino è stata un successo indiscusso. Il paese è stato accogliente e ci ha regalato una manifestazione di alto livello nonostante le paure iniziali e i timori dovuti dall'affluenza relativa della prima mostra tenutasi a Bellizzi. Bagnoli Irpino con i suoi 3500 abitanti e con le sue 200.000 visite alla mostra del Tartufo ci ha completamente trascinati , portando all'esposizione fotografica all'incirca 500-600 visitatori, ben 450 in più rispetto alla prima in un paese di 10.000 abitanti superiore. Il risultato raggiunto premia la nostra associazione e sicuramente i tanti che hanno lavorato al progetto e il ringraziamento va a tutti i soci che si sono impegnati attivamente sul posto e sul web facendo pubblicità. Vogliamo citare Francesco Landi (colui che ha costruito i cavalletti e ha squadrato i pannelli, nonchè membro attivo della preparazione della sala e del trasporto), Michela De Santis (ha messo a disposizione la sua abitazione per la squadratura e il deposito dei pannelli, si è impegnata nella pubblicità della mostra e nella disposizione delle fotografie nonchè altro membro attivo della preparazione della sala), Vito Petruzzello (instancabile al fianco del Presidente i giorni precedenti alla mostra nel definire i dettagli, accompagnatore e sostenitore per 3 giorni a Bagnoli e membro della squadra di montaggio), Eduardo Mazzaro (sostenitore del trasporto e aiutante nel montaggio del giorno 23). Inoltre il ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito con il loro voto associativo e il loro supporto economico alla manifestazione: Luigi Scapolatiello, Roberta Donato, Diego Di Giuseppe, Giuliana Squitieri, Francesca Di Marino, Mariachiara Rocco). Un ringraziamento extra associativo va a Massimo De Santis per la realizzazione della grafica dei volantini e per la pubblicità sui siti internet e ad Angelo Russo dell'Associazione Palazzo Tenta 39 che ci ha supportato in questi 3 giorni insieme al Presidente Mimmo Nigro.&lt;br /&gt;Passando ad un'analisi tecnica, in 3 giorni le visite sono state tantissime e nonostante una disposizione in un palazzo e non &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRSBxXWb0CI/AAAAAAAAApM/6JtCEyFriLI/s1600-h/Bagnoli+Irpino+071.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 303px; height: 202px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRSBxXWb0CI/AAAAAAAAApM/6JtCEyFriLI/s320/Bagnoli+Irpino+071.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265976549384638498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sulla strada sono state continue e interessate. La disposizione ha permesso che alla mostra salissero solamente persone interessate e quindi con tutti i visitatori c'è stato un rapporto diretto con spiegazioni e delucidazioni fotografiche ed escursionistiche. Scelta molto apprezzata è stata quella del video proiettore dove sono passate 400 foto di paesaggi campani in una sala a parte dove i visitatori potevano comodamente sedersi e "gustare" lo spettacolo. Le visite inoltre sono state distribuite equamente dalle 10 del mattino fino alle 00 di notte dove nonostante l'orario inoltrato continuavano a salire persone e purtroppo non è stato possibile accontentare tutti.&lt;br /&gt;Insomma un grande successo della nostra Associazione che ci permette di guardare avanti consapevoli che il nostro lavoro è valido e appreazzato.&lt;br /&gt;Speriamo che la collaborazione con l'Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino continui e si rafforzi nel tempo con altre interessanti manifestazioni ed eventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6647321153754936162?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6647321153754936162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6647321153754936162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6647321153754936162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6647321153754936162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/11/un-successo-per-la-ii-mostra.html' title='Un successo per la &quot;II Mostra Fotografica Campania da Scoprire&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRR90U6fiAI/AAAAAAAAApE/mCN6lopBRmQ/s72-c/Bagnoli+Irpino+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4514229319332048108</id><published>2008-10-31T15:29:00.000-07:00</published><updated>2008-11-06T08:36:49.206-08:00</updated><title type='text'>Bagnoli Irpino...e fu cosi che ci "conoscemmo"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMadNr_QvI/AAAAAAAAAok/zCzF6iVXm1w/s1600-h/Bagnoli+Irpino+030.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 278px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMadNr_QvI/AAAAAAAAAok/zCzF6iVXm1w/s320/Bagnoli+Irpino+030.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265581478518932210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"L'attenzione che da tanti anni ormai avevo posto sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; si estendeva sempre più e ormai quella valanga di emozioni che si perpetrava in quelle terre irpine scendeva sino a valle e il richiamo di quella ridente cittadina diveniva sempre più forte. Dall'alto di quel belvedere, al quarto tornante, quel paesino raccolto su una collinetta tenuto stretto tra l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Accellica&lt;/span&gt; e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Piscacca&lt;/span&gt; aveva qualcosa di insolito e affascinante e non capivo fino a che punto mi avrebbe rapito in futuro. Bagnoli Irpino, sempre oltrepassato per la Via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Circumvallazione&lt;/span&gt;, un bel giorno di Agosto mi richiamò e fu un "amore" immenso che ancora oggi è forte e accresce sempre più. La piazza Di Capua, quei vicoli, quel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ciottolato&lt;/span&gt; e quel sapore d'Irpinia misto a storia e a tranquillità che mi davano pace, mi han portato a ritornare più volte in quella "terra" a me cara ma ancora poco conosciuta. Eppur, nell'animo sentivo la necessità di fare qualcosa, di addentrarmi tra la "sua" gente, di conoscere e di vivere una realtà che lontana dalla Piana del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Sele&lt;/span&gt; era cosi vicina a me nell'indole e nell'animo. Strano è pensare a questo rapporto cosi stretto, eppure chi mi conosce sa che in questo posto ritrovo sensazioni eccezionali e sento quasi le mie radici nonostante provenga da una tradizione diversa e purtroppo troppo giovane. "Sapor d'Irpinia", scrissi una volta su delle righe sparse, "sapor d'Irpinia mi prese", non so come e il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;perché&lt;/span&gt;, resta solo il fatto che ho insistito e "vagato" alla ricerca di un contatto, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;finché&lt;/span&gt; un giorno (che ringrazio ancora) ho avuto la fortuna immensa di trovare quella "risposta" che aspettavo e con l'aiuto dell'Associazione Palazzo Tenta 39 , il desiderio di "far qualcosa" in "quella terra" divenne realtà. Cominciarono cosi i giorni dell'organizzazione, del movimento, dell'impegno e dell'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;ingegno&lt;/span&gt;, che di li a poco mi avrebbero e "ci" avrebbero portati a vivere un'esperienza speciale in un contesto "particolare" e "affascinante", dove cultura, tradizione, storia, musica e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;tant&lt;/span&gt;'altro si univano con la gioia &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMcx3tArNI/AAAAAAAAAo0/fosa8Z7ax3c/s1600-h/Bagnoli+Irpino+013.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 291px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMcx3tArNI/AAAAAAAAAo0/fosa8Z7ax3c/s320/Bagnoli+Irpino+013.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265584032418147538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di poter "vivere" per qualche ora queste sensazioni.&lt;br /&gt;Il sole del mattino, puntuale espresso da oriente che indicava con decisione la via dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, il dolce cammino (seppur faticoso) tra i monti salernitani e quelli irpini, il confine visibile e netto tra le due province che si nota come clima e come percezione, l'arrivo a Bagnoli, il rumore accogliente dei pneumatici sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;ciottolato&lt;/span&gt; del centro storico e poco prima quello sguardo silenzioso all'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;insu&lt;/span&gt; come a dire "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; so che sei li dietro, ci vediamo presto".&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Dopodiché&lt;/span&gt; con l'arrivo si apriva la seconda fase, magnifica rappresentazione di quel che immaginavo con il giro per la piazza, il salutarsi con gli abitanti del posto, la chiacchiera amichevole e interessata, il piacere di esser apprezzati da tanti, il calore dei palazzi antichi e poi il sapore vero e reale delle prelibatezze locali. Difficile ancora ora dimenticarsi del Pecorino bagnolese, delle tagliatelle ai funghi porcini, del tartufo che ben si sposavano con l'indole "montanara" del sottoscritto. Ma poi, anche li dove si spezza il confine del sole alto ed inizia la fase calante e il cielo tende a divenire scuro, nonostante l'aria frizzante che "accudisce" chi la ama e "terrorizza" chi la soffre (a mio avviso è un toccasana), gli scenari si modificano e contemporaneamente evolvono in uno "spettacolo" di luci e di "rumori" che "ascoltati" e "osservati" rendono l'idea del "paese" e della sua tradizione; e così un lampione acceso che "lancia" la sua luce su muri antichi e nei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;vicoletti&lt;/span&gt; riscalda più di un fuoco acceso, il passeggio della gente ti fa compagnia al sol osservarlo, il saluto della sera si trasforma i&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMbJMt_xdI/AAAAAAAAAos/PyWsJe5GQxw/s1600-h/Bagnoli+Irpino+119.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 212px; height: 283px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMbJMt_xdI/AAAAAAAAAos/PyWsJe5GQxw/s320/Bagnoli+Irpino+119.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265582234173162962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n una festa al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;suon&lt;/span&gt; di "che bello rivedersi", i profumi ti saziano anche senza assaggiare le pietanze, i passi sui ciottoli fanno da colonna sonora e la sera cala nel "silenzio della folla" che fino a tardi, fino a notte fonda ti "culla" e ti riporta a casa.&lt;br /&gt;Questo il periodo dal principio alla fine, per i giorni precedenti e i giorni vissuti in "festa" e i giorni successivi a guardare quelle stesse strade e quegli stessi posti, lanciando uno sguardo al passato, chiudendo gli occhi e rivivendo tutto, fino a chiudere dietro di me quella porta che spero riaprirò presto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ringraziamento ancora una volta all' Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino che ci ha accolto nel migliore dei modi, permettendoci di esporre la nostra mostra fotografica e ospitandoci eccezionalmente con la loro disponibilità e amicizia.&lt;br /&gt;Ringraziamento speciale ad Angelo Russo, Mimmo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Nigro&lt;/span&gt; e Michele Gatta di Bagnoli Irpino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4514229319332048108?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4514229319332048108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4514229319332048108' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4514229319332048108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4514229319332048108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/bagnoli-irpinoe-fu-cosi-che-ci.html' title='Bagnoli Irpino...e fu cosi che ci &quot;conoscemmo&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SRMadNr_QvI/AAAAAAAAAok/zCzF6iVXm1w/s72-c/Bagnoli+Irpino+030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7988255860239383648</id><published>2008-10-20T05:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-21T13:02:51.668-07:00</updated><title type='text'>Piaggine - Cima di Mercori 1788 m</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPx_ONXa8ZI/AAAAAAAAAf8/RPj_ZDu_s8E/s1600-h/Cima+di+Mercori+017.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPx_ONXa8ZI/AAAAAAAAAf8/RPj_ZDu_s8E/s320/Cima+di+Mercori+017.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259218346944688530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'alba di un nuovo giorno iniziava a levarsi sul salernitano, la vita pian piano riprendeva e ormai come un "qualcosa" di schematico mi ritrovavo nell'auto con Walter, con l'aggiunta di un nuovo "collega" di escursioni, Francesco. Sta volta consapevole delle curve e della distanza faccio scorta di "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;xamamina&lt;/span&gt;" e fortunatamente l'effetto è di quelli sperati.&lt;br /&gt;La statale 18 &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;scorreva&lt;/span&gt; chilometro dopo chilometro e da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Capaccio&lt;/span&gt; scalo che col mare quasi confina ci ritroviamo su per terre, tra le splendide colline della Val Calore. Dagli otto tornanti il pensiero &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ricade&lt;/span&gt; in quei giorni estivi passati sulla mia bici da corsa a battagliarsi per giunger primi allo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; e non posso non ricordarmi del Monte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Vesole&lt;/span&gt; e del "Passo delle due &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;nevere&lt;/span&gt;" che consacrò quell'intesa di follia ciclistica tra me e un mio carissimo amico di "avventure".&lt;br /&gt;Lungo la strada per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Roccadaspide&lt;/span&gt; lo sguardo è fisso sui Monti Alburni, le creste occidentali e quelle settentrionali da questa visuale si fondono e spianano verso la valle, rendendo cosi evidente l'alta via degli altipiani che dal Lauro Fuso giunge al Casone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Aresta&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Controne&lt;/span&gt; bassissimo inghiottito dalle Timpa Pianella e Petrosa, mentre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Castelcivita&lt;/span&gt; dava l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;impressione&lt;/span&gt; di voler dominare il massiccio e di restare in guardia contro le torri del La Nuda e le vette &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;sapere&lt;/span&gt; del Monte Urto Falcone.&lt;br /&gt;Intanto lo sguardo si chiude nel piccolo paese di Castel San Lorenzo, siamo nel bel mezzo del Cilento, la "terra dei tristi", quel territorio cosi interno della nostra provincia ma cosi indipendente e diverso come cultura e tradizioni, cosi affascinante e intrigante. Un sibilo di malinconia mi prende pensando alla vita lontana dalla mie abitudini e mentre attraversiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Felitto&lt;/span&gt; ci rendiamo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; conto di come il tempo abbia creato in questi luoghi un abisso tra il "calendario e le ore" e la "vita". Nello stesso tempo però dai riflessi del finestrino, da uno sguardo a quei boschi e dalla vista dei Monti riassaporo l'essenza primordiale dell'uomo e son sicuro che chi ha come obiettivo quello di godere della natura non può che "ritrovarsi" in cosi tanta "purezza".&lt;br /&gt;Intanto i chilometri percorsi sono tantissimi, raggiungiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Laurino&lt;/span&gt; ed entriamo nel suo centro storico, passando al fianco di antiche abitazioni e antiche chiese, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;finchè&lt;/span&gt; dopo un'altra decina di minuti entriamo nella Piazza di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Piaggine&lt;/span&gt; e ci fermiamo ad aspettare il resto de&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40l4WlASI/AAAAAAAAAgU/cs4PqshLUtM/s1600-h/Cima+di+Mercori+050.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40l4WlASI/AAAAAAAAAgU/cs4PqshLUtM/s320/Cima+di+Mercori+050.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259699240202207522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;lla&lt;/span&gt; compagnia.&lt;br /&gt;Domenica di paese, tra un tavolino di anziani che giocano a carte e un mercato rionale, i vicoli e la piazza in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;ciottolato&lt;/span&gt;, la chiesa che sovrasta il centro e il Cervati , colosso buono e benefico, che dai suoi 1899 metri "impera" le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;popolazioni&lt;/span&gt; circostanti (spero mi sia permesso il latinismo).&lt;br /&gt;Da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Piaggine&lt;/span&gt;, appena il gruppo è compatto, si prende direzione tra lande desolate e lontane dalla civiltà delle località montane delle "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;chiaine&lt;/span&gt;" (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Piaggine&lt;/span&gt;) e solo dopo stretti tornanti e salite pendenti, attraversando un'amena vallata tra mucche e cani, giungiamo in località &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Orsaia&lt;/span&gt; dove &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;inizia&lt;/span&gt; la nostra avventura. Un simbolo rosso e giallo su un muretto segna la partenza e da quel "cemento" saliamo su un piccolo pendio fangoso in un "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;vialetto&lt;/span&gt;" di Ontani che nel giro di pochissimi metri ci conduce all'aperto, sotto un sole cocente ottobrino che stona con il contesto stagionale. Ai nostri occhi si aprono due scenari distinti, da un lato il cielo azzurro verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Chianiello&lt;/span&gt;, dall'altro la Serra del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Radicone&lt;/span&gt; con la sua struttura rocciosa stratificata che alle sue spalle minacciava nebbie e pioggia. Ovviamente tutto ciò non scoraggia la compagnia e sul crinale del "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Lagarone&lt;/span&gt;" tra piante di lavanda e pietre proseguiamo in direzione di una sterrata che ci conduce all'interno del fantastico bosco della "Serra del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Cretazzo&lt;/span&gt;". L'autunno in questo tratto inizia a mostrare la sua carta d'identità, anche se all'inizio ha tentennato, e da questo punto fin sullo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; i faggi ci regalano "l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;ardor&lt;/span&gt; d'autunno" che avevo descritto in una mia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;poesia&lt;/span&gt; l'anno scorso. La luce del sole inizia già a calare inghiottita da un velo sottile, tenue che in poco tempo rende bianco il cielo. Le foglie sotto i nostri piedi di un rosso spento, bagnatissime e dalle chiome goccioline d'umidità ci ricordano che sopra di noi ci sono "esseri viventi" che ci scrutano e ci ascoltano. Ma la salita non è molto dura e neanche troppo lunga, essa culmina in una radura dalla quale a 1330 metri si apre la Valle di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Mercori&lt;/span&gt;. Questo angolo aperto che ricorda molto il Lauro Fuso si distingue per colori e vegetazione e quella stradina immersa in quella piccola valle non stona affatto con il conte&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40v3apV2I/AAAAAAAAAgc/lLY0HmDjWUE/s1600-h/Cima+di+Mercori+084.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP40v3apV2I/AAAAAAAAAgc/lLY0HmDjWUE/s320/Cima+di+Mercori+084.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259699411749525346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sto e prosegue dopo alcune fronde giallo oro e una pozza di fango in un bosco mitico. In questi attimi il silenzio è l'argomento più rumoroso che possa apprendere, i funghi spuntano in ogni dove, i rami degli alberi bassi sembrano accarezzare le teste degli escursionisti e i faggi alti ostentano sicurezza e un po di diffidenza nei confronti di quell'essere (l'uomo) che cosi poche volte "calpesta" il loro territorio.&lt;br /&gt;Dal bosco in un tratto pianeggiante si divide la strada tra una carraia forestale e una deviazione su mulattiera ricoperta da foglie, la quale con pochissime difficoltà ci conduce alla "Bocca delle Tre Fontane" a 1495 m. Un posto che rievoca l'immagine di una sorgente e che invece rappresenta un piccolo anfratto di terra al ridosso di un salto della montagna dove un rivolo scorre e concede acqua al suolo e agli animali.&lt;br /&gt;Da questo punto in poi la salita si fa più dura e in alcuni punti si cammina tra faggi giovani e vegetazione fitta che man mano si apre fino ad uno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;scollinamento&lt;/span&gt; che conduce in una prima radura e poi in un'altra ancora più grande, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;finchè&lt;/span&gt; all'improvviso e senza preavviso dal retro di un albero lo scenario si apre e dinanzi a noi "sbuca" una dolina carsica di dimensioni eccezionali. Siamo alla "Dolina dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Gigantini&lt;/span&gt;" a 1598 metri d'altitudine, un "cratere" carsico che non ha seguito il processo di conformazione di un inghiottitoio e che nei suoi 200 metri di lunghezza e oltre 50 di larghezza dona all'escursionista "inerme" ed "impotente" un suggestivo scorcio di "unicità". Personalmente rimango stupito dall'altezza dei faggi e dalla loro disposizione in alcuni punti e le chiome "rame" lasciano senza parole, mentre un altro albero solitario si piega nel vero senso della parola per poi riprendere slancio verso l'alto. I primi ad entrare dall'alto sembrano dei puntini in confronto, l'erba all'interno gialla e secca non è molto alta ma rende lo stesso morbido il passaggio. La Cima di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Mercori&lt;/span&gt; è ormai vicina ma non la notiamo, immersa nella nebbia com'è in questo istante. Alcuni di noi si fermano all'imbocco della dolina, mentre i più "arditi" &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;perseguono&lt;/span&gt; su un crinale di foglie bagnate molto aspro, si cammina a passi alti e si giunge rapidamente sotto alcune rocce degne del miglior paesaggio "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;alburnino&lt;/span&gt;". Superate queste rocce sul lato destro e lasciandole sulla sinistra si entra in un boschetto basso, su gradoni di pietra. Seguiamo i gradoni facendo attenzione alla loro scivolosità e man mano che avanziamo la vegetazione lascia il posto, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;finchè&lt;/span&gt; si aprono delle piccole creste (simili a quelle del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; ma molto più piccole) che ci portano sulla Cima di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Mercori&lt;/span&gt; a quota 1788. La nebbia è la padrona, il panorama sul Golfo non c'è, e sono dispiaciuto pensando alla mattina dove dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Lagarone&lt;/span&gt; il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Vesole&lt;/span&gt; e il Soprano svettavano in lontananza. Ad un tratto però il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;Faiatella&lt;/span&gt; si scopre e come un gigante lunare si "spoglia" dal velo anche "Sua Altezza" il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;Cervat&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP405zjp-bI/AAAAAAAAAgk/sfMeU8YI2X4/s1600-h/Cima+di+Mercori+100.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SP405zjp-bI/AAAAAAAAAgk/sfMeU8YI2X4/s320/Cima+di+Mercori+100.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259699582512265650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i. Impressionante, maestoso, massiccio, terrificante e cosi affascinante. Le sue creste, le doline, quelle cime pietrose mi riportano a quel Giugno dove i miei occhi videro per la prima volta quel monte, ma mentre ricordo la nebbia mi avvolge e mi "sveglia" dal "pensiero".&lt;br /&gt;Il tempo non ci darà più tregua, sono ormai le 15 ed è ora di scendere, recuperiamo il resto della compagnia e tra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Mercori&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Cretazzo&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;Lagarone&lt;/span&gt; ritorniamo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Piaggine&lt;/span&gt; dove inizierà quel ritorno dolce e silenzioso verso casa, tra Villa Littorio e la valle del Calore che al tramonto chiudeva il conto con un altro giorno di "vita".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7988255860239383648?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7988255860239383648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7988255860239383648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7988255860239383648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7988255860239383648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/piaggine-cima-di-mercori-1788-m.html' title='Piaggine - Cima di Mercori 1788 m'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPx_ONXa8ZI/AAAAAAAAAf8/RPj_ZDu_s8E/s72-c/Cima+di+Mercori+017.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1053404551518593863</id><published>2008-10-18T06:46:00.000-07:00</published><updated>2008-10-18T06:54:23.113-07:00</updated><title type='text'>II Mostra Fotografica "Campania da Scoprire"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPno6LPCasI/AAAAAAAAAfc/QgD5FyLYyQk/s1600-h/volantino2008curve.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPno6LPCasI/AAAAAAAAAfc/QgD5FyLYyQk/s320/volantino2008curve.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258490126077684418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'Associazione "Girogustandocampania" per la prima volta esce dal territorio salernitano e si "tuffa" nell'avellinese con la sua II Mostra Fotografica "Campania da Scoprire" a Bagnoli Irpino nei giorni 25-26 Ottobre durante la "Mostra mercato del Tartufo Nero di Bagnoli e della castagna". La mostra è realizzata in collaborazione con l'Associazione "Palazzo Tenta 39" nei locali della stessa in Via Garibaldi, facilmente raggiungibile dalla Piazza Di Capua. La mostra rappresenta la prima collaborazione ufficiale tra le due Associazioni dopo quella interattiva (scambio link e annunci) e continuerà anche dopo questo evento per la realizzazione di altre importanti e interessanti iniziative.&lt;br /&gt;Invitiamo tutti i soci, gli appassionati e chiunque legga questo annuncio a visitare la nostra mostra per "gustare" una giornata diversa dal solito tra vicoli storici, gastronomia e buona fotografia.&lt;br /&gt;Per maggiori informazione visita &lt;a style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;" href="http://www.girogustandocampania.it/"&gt;www.girogustandocampania.it&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.palazzotenta39.it/prima.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;www.palazzotenta39.it/prima.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1053404551518593863?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1053404551518593863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1053404551518593863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1053404551518593863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1053404551518593863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/ii-mostra-fotografica-campania-da.html' title='II Mostra Fotografica &quot;Campania da Scoprire&quot;'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPno6LPCasI/AAAAAAAAAfc/QgD5FyLYyQk/s72-c/volantino2008curve.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-7765076279559921355</id><published>2008-10-15T02:20:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T03:31:23.551-07:00</updated><title type='text'>Monte Cervati da Monte San Giacomo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW2J8XQ0jI/AAAAAAAAAec/8PF-PV8iaoE/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW2J8XQ0jI/AAAAAAAAAec/8PF-PV8iaoE/s320/Monte+Cervati+Autunno+005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257308421963698738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Monte Cervati , purtroppo, per la sua distanza e per il suo posizionamento all'interno del Cilento è una meta abbastanza difficile da raggiungere per noi "poveri" escursionisti "cittadini", vicin a Salerno e vicini al mare, ma quando il richiamo dell'autunno si fa sentire le distanze si accorciano e il tutto diventa una "passeggiata". Gli orari di partenza semi-invernali dovrebbero inziare ad entrare nel nostro meccanismo di pianificazione eppure la voglia della mattina e dell'alba ci spinge ad alzarci sempre prestissimo , tanto che Domenica il sole non era neanche sorto e noi, nel silenzio della città e del mondo circostante ci avviamo con tranquillità e pace verso Sala Consilinia. La luce dell'alba vista dal retro degli Alburni era per me una sensazione del tutto nuova, un rimandare quasi alle luci del tramonto ma ritrovarsi alle 6 del mattino e "contemplare" quell'arancio carico che dava contrasto con il blu della notte nel cielo alto e l'azzurrino del cielo al risveglio giù, verso il mare. Ad est quindi pian piano faceva capolino il "Generale del mattino" e ad ovest i monti prendevano forma  delineandosi alti e sfavillanti. Verso Sicignano lo sguardo ancora assonnato nota con un po di malinconia le rocce dell'Urto Falcone e seguendolo in direzione sud riesco a ripercorrere con il pensiero quella traversata di metà estate e mi sembra di rivedere dinanzi agli occhi il Tirone, il Vuccolo dell'Arena e quella notte stellata al Lauro Fuso.&lt;br /&gt;Intanto l'auto correva e la strada "scorreva", giungiamo verso Petina dove le creste del Figliolo ci danno il benvenuto e il giorno prendeva forma schiarendo il blu scuro del cielo e cosi fino a Sala Consilina il tempo passava veloce. La strada in direzione di Monte San Giacomo questa mattina non era "invisibile" per la nebbia, ma c'era solo una leggera foschia che dava carattere al posto e tantissimi corvi infestavano la strada alzandosi solo al nostro passaggio. Sassano con il suo Santuario apriva la via per la nostra meta e arrivati nel centro storico ci dirigiamo con rapidità verso la località montuosa de&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW7Jwze4II/AAAAAAAAAek/XaH9AyeiIq0/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+023.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW7Jwze4II/AAAAAAAAAek/XaH9AyeiIq0/s320/Monte+Cervati+Autunno+023.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257313916418973826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i Vallicelli. Lungo il sentiero l'alba creava dei colori caldi molto particolari anche se tenui e dato l'orario ancora decente e sopratutto dato che quel posto non tornerà cosi facilmente ad ogni angolo sostiamo per immortalarne lo sfondo.&lt;br /&gt;Il paesaggio è vario e dal "calore" si passa al "gelo" di un campo completamente ghiacciato per le inversioni notturne e a dir la verità mai avrei pensato in un Ottobre come questo di poter assaporare temperature sotto lo zero in qualche posto campano.&lt;br /&gt;Intanto siamo quasi a destinazione e appena lasciata l'auto lo sguardo si dirige per sbaglio su una vetta del Cervati dalla quale inizio a capire il tipo di giornata che ci avrebbe atteso. Fotograficamente siamo nella stagione migliore e quegli alberi in alto gialli, rossi e arancioni sembrano vogliano invitarci a nozze. Il freddo è pungente, il maglione è d'obbligo e le mani si congelano e fanno male, il Vallone dell'Acqua che suona ha un retrogusto di antico e intoccabile ma la sua pendenza è sempre "nuova" nelle gambe anche se la superiamo con molta agilità. Gli alberi alti in questo tratto sono il miscuglio tra autunno e primavera ed infatti ci accolgono con chiome dipinte in due parti, da un lato "capelli" verdi lucenti e dall'altro passavano il testimone al giallino.&lt;br /&gt;In un tratto fitto di vegetazione c'è la prima linea di distacco da un paesaggio all'altro di un Monte che a mio avviso è stratificato come se ogni parte raccontasse una sua storia e disegnasse una sua identità precisa. Siamo alla Fontana degli Zingari che rispetto all'estate ora è quasi un fiume in piena, l'acqua è freddissima e il suo getto potente e vigoroso , forse anche merito delle piogge dei mesi precedenti che hanno arricchito di acqua un luogo che è già molto provvisto di questo bene prezioso. Dalla fontana ci rechiamo all'omonimo pianoro, quel pianoro che in estate ci regalò soddisfazioni incredibili, perchè dal suo interno era possibile guardare la verde cima del Cervati, in questo periodo ci lascia davvero senza parole. Il cielo terso riflette una luce del sole limpida e forte che in un attimo avvolgendo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW-0I4wppI/AAAAAAAAAes/DrnbrHNsMlk/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+045.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW-0I4wppI/AAAAAAAAAes/DrnbrHNsMlk/s320/Monte+Cervati+Autunno+045.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257317942972950162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; quella piccola pianura dal verde estivo colora tutto di un giallo secco carico e intenso e la vetta del Monte questa volta è di un'unicità pazzesca. Dalle sue rocce che colore non cambiano, spuntano alberi dalle foglie "deboli" che si nota a distanza come vogliano cadere e prendere il volo e la loro "pelle" è degna delle migliori abbronzature della natura. Tutto intorno prende un colore che riscalda l'anima, però si nota già un presagio di stanchezza che porterà nel giro di poco a vedere tutto senza vita, le foglie cadranno e il paesaggio cambierà aspetto regalandoci un tappeto da far invidia ai migliori artigiani arabi.&lt;br /&gt;Dagli "zingari" entriamo nel bosco dei Temponi e qui la nostra attenzione si posa su tantissimi ceppi di alberi bruciati e umidi sui quali nascevano spontanei centinaia di funghi che coprivano completamente la loro superfice. Caratteristica mai trovata prima e da contorno ad un bosco alto e pulito che nella sua possenza sa donare tranquillità e quando si esce allo scoperto sulla carraia che porta alla "Sequoia" il bosco tende poi a richiudersi finchè da lontano non scorgiamo una luce atunnale viva e vegeta. Il passo si fa più veloce e la voglia di raggiungere quel punto è immensa, sappiamo dove siamo e cosa vogliamo vedere e quel bagliore ci da una speranza immensa. Usciamo allo scoperto e notiamo con meraviglia e stupore il pianoro del Rifugio Cervati che a differenza dei colori eccezionali ma "stanchi" del primo altopiano, presenta una vita immensa, con delle sfumature che vanno dal rosso intenso e sgargiante, al giallo acceso, lucente e "sbarazzino". Non c'è un solo albero dalla stessa chioma e tutti tra di loro convergono nei colori e al contatto con lo sfondo dominato dalla Chiaia Amara del Cervati si delineavano perfettamente tanto che era facile distinguerene foglia per foglia, ramo per ramo anche a distanza. La chiaia di un grigio esausto mi appariva dinanzi agli occhi maestosa e ad indicarmela era il faggio antico che bruciato da un fulmine è riuscito a far sopravvivere in lui un solo ramo che germoglia in ogni stagione, e questa volta era l'unico ramo che rispetto agli altri aveva la parvenza del "rame".&lt;br /&gt;Perdiamo in senso positivo, molto del nostro tempo all'ingersso di questo spettacolo ma poi ci rechiamo all'ingresso del Rifugio e sostiamo per un po, sia per fotografare sia per gustare all'aria aperta uno dei nostri panini. Al centro del piano i soliti laghetti, ovviamente più abbondanti e molto più paludosi e al fianco un terreno spugnoso zuppo. Dietro al rifugio la fontana e il lavatoio e nella pertinenza, una volta ap&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXCyDwAfjI/AAAAAAAAAe0/YGKip4aQStU/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+074.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXCyDwAfjI/AAAAAAAAAe0/YGKip4aQStU/s320/Monte+Cervati+Autunno+074.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257322305280835122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erta il caminetto spento da poco (forse dal girono prima) emanava un odore di brace e di fumo degno della miglor esperienza di Montagna invernale. Chiudo la porta del capanno e torno su una panchina , seduto su una trave di legno, riposiamo per qualche minuto finchè decidiamo che è ora di proseguire. La Chiaia Amara sembra più dolce del solito, la percorriamo con facilità e sicurezza e le chiome che vedevamo dal giù ora sono sulle nostre teste e saranno loro che ci avranno dato una carica impressionante. All'uscita del bosco, lo scenario è molto simile a quello estivo, le rocce non cambiano colore ma il panorama sottostante è completamente cambiato e dal verde uniforme ora si nota un bosco dalle mille forme e in lontananza spuntao altre cime che la foschia estiva non ci permetteva di vedere.&lt;br /&gt;Sul sentiero dei pellegrini non sostiamo molto, vogliamo raggiungere il Crocillo e arrivare presto in cima , ed è proprio cosi che facciamo finchè non si apre dinanzi a noi la grande conca "glaciale".&lt;br /&gt;L'erba nel suo fondo non è carica come l'ultima volta e tutto intorno sembra immerso in un silenzio stranissimo ma interessante e da "ascoltare". Proseguendo in senso antiorario camminiamo lungo le creste e attraversiamo tanti pianori carsici di dimensioni inferiori a quello principale e dando uno sguardo al Gelbison e ai cavalli selvatici che girano per il monte , passo dopo passo giungiamo alla vetta più alta del Monte Cervati. Sulla vetta a quota 1899 metri, si scorge in lontananza la Chiesetta della Madonna della Neve, ma stavolta non la raggiungiamo, non certo per mancanza di rispetto al posto Sacro, ma per quella voglia di restare staccati da un posto che farebbe perdere il senso del posto in se, dato che alla Cappella si può giungere in auto e da quel versante si notava decisamente la presenza troppo scomoda dell'uomo. Una vetta cosi particolare e bella ,(ed uso bella perchè è proprio nella banalità di questo aggettivo che si racchiude tutta la grandezza di questo posto) non può e non deve essere deturpata da nessun genere di tecnologia che purtroppo si notavano e si sentivano, ed è proprio per questo che rimaniamo sulla vetta più alta e più lontana dalla vita materiale.&lt;br /&gt;Il sole a mezzogiorno concilia il riposo dopo il pranzo e cosi mi appoggio su una roccia liscia e mi addormente, con il mio cappello davanti al viso per proteggere gli occhi dai raggi, mi sveglierò più in la grazie al "richiamo" di Walter che mi invita ad alzarmi e a proseguire verso il basso. Una discesa decisamente veloce con delle soste solo nei punti più entusiasmanti e resi ancora più appassionanti dalla luce del pomeriggio e arrivati al Piano degli Zingari una deviazione volontaria ci porta ai Gravittoni dove notiamo rocce e muschi simili agli Scanni di Petina e un inghiottitoio "prepotente" e impressionante dal quale fuoriuscivano faggi antichi e alberi vecchissimi insieme ai velenosi Tassi baccati.&lt;br /&gt;Volgendo le spalle ai Gravittoni nel pianoro il Cervati non è più visibile per via della luce del sole frontale e allora nulla più ci può fermare verso il ritorno ai Vallicelli, discendendo il pendio dell'Acqua che Suona. Questa Domenica di Ottobre per ora passerà nell&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXGVdCG9OI/AAAAAAAAAe8/V7c53a1_VUY/s1600-h/Monte+Cervati+Autunno+151.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPXGVdCG9OI/AAAAAAAAAe8/V7c53a1_VUY/s320/Monte+Cervati+Autunno+151.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257326211897947362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a mia storia escursionistica come la più bella mai vissuta e per concludere questo resconoto voglio lasciare qui due righe per me significative: "Il Monte più bello della Campania (da me conosciuta), il sentiero più entusiasmante fatto fin ora (sempre tra quelli conosciuti), la miglior giornata e la miglior escursione da sempre (fin ora)""&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-7765076279559921355?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/7765076279559921355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=7765076279559921355' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7765076279559921355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/7765076279559921355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/monte-cervati-da-monte-san-giacomo.html' title='Monte Cervati da Monte San Giacomo'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPW2J8XQ0jI/AAAAAAAAAec/8PF-PV8iaoE/s72-c/Monte+Cervati+Autunno+005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-6626961002266579250</id><published>2008-10-09T05:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-13T12:10:42.248-07:00</updated><title type='text'>Prima domenica di Ottobre: Monte Tobenna 850 msm e Terravecchia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SO3_CIh1aaI/AAAAAAAAAck/jqJyJrBclE0/s1600-h/Tobbenna+e+Terravecchia+006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 298px; height: 223px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SO3_CIh1aaI/AAAAAAAAAck/jqJyJrBclE0/s320/Tobbenna+e+Terravecchia+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255136752325454242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il riposo dell'escursionista, la Domenica che non ti aspetti, quel giorno che vorresti passare rilassandoti e pensando di vagare solo in auto per visitare qualche paesino o magari solo per scattare qualche foto. Il primo freddo Ottobrino era arrivato, a Bellizzi appena 9° svegliavano la piana del Sele e la strada era libera e piacevole. Vedo i Monti, i Picentini sono ben delineati e ormai il Cervialto, nonostante sia un monte a me caro, è da considerarsi "completato" e cosi preso da una strana voglia di "mare" prendo direzione verso poggi che mi portino alla visione del golfo. La direzione è verso Pontecagnano dove saliti in direzione di San Mango e oltrepassato il centro abitato di San Cipriano , mi trovo a Castiglione del Genovesi dove senza entrare nel paesino ma prendendo una deviazione sulla destra che conduce ad una impervia salita prendo via per il Santuario del Monte Tobenna. Le foglie iniziano a cadere, la strada è leggermente bagnata, le castagne saltano sotto le gomme dell'auto e finalmente il panorama si apre e noi posiamo la macchina nei pressi della vecchia chiesetta. Notando le sue creste frastagliate, quella sua composizione quasi a cinta muraria il pensiero è subito rivolto a quel poggio alto che domani il golfo, tanto che in men che non si dica, da una semplice passeggiata ne esce una piccola ma significativa escursione. La brina si è accomulata sulle rocce, sembra quasi neve, ma al tatto si capisce la sua consistenza, gli steli dal "calcare" si alzano come a volersi mettere sull'attenti e smuovono la "testa&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOcxMRUMLI/AAAAAAAAAd0/ku3Pxsw0aTM/s1600-h/Monte+Tobenna+%289%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 299px; height: 224px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOcxMRUMLI/AAAAAAAAAd0/ku3Pxsw0aTM/s320/Monte+Tobenna+%289%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256717558992875698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;" a destra e sinistra , mentre i nostri passi avanzano su "scalini" che man mano aumentano di grandezza. Il sole è frontale, i suoi raggi ci "accecano", la strada non è segnata ma la vista ci indica il percorso. Sprogendoci su di un lato inziamo a "respirare" il panorama verso Palinuro anche se la luce ci impedisce di guardare oltre.&lt;br /&gt;Pian piano però il sole "tramonta" dietro le rupi e siamo noi a decidere questo calare, camminando verso Nord in direzione del Monte Monna che liscio come una lama sembrava dialogare con Pizzo San Michele. Oltre tutto, e oltre tutti i Monti , la Cima del Terminio ci regala il dono della Dama Bianca, la neve ha coperto le sue rocce più alta e siamo solo al quattro Ottobre.&lt;br /&gt;I passi si accorciano, il fiatone si fa sentire, non attrezzati e sfiorati dal vento freddo finalmente raggiungiamo il "Poggio". Da sopra il panorama è mozzafiato, il mare sembra a portata di mano, Salerno commuove lo spettatore inerme che capisce di esser nato in un posto unico, dove il mare, i monti ed il cielo si fondono e si ha una scelta ampia difficile da trovare altrove.&lt;br /&gt;Ma il panorama non è l'unica caratteristica, ed infatti camminando su quella "pianura di cresta" giungiamo nei pressi di un castagno solitario , verde, che al suo "cospetto" aveva una radura formata da felci e da un'insolito "cunicolo" di vegetazione dove vi era un tappeto di ricci.&lt;br /&gt;Sopra è tutto abbastanza secco, la vegetazione si nota sui monti vicini e Castiglione spunta "indifeso" tra le "terre".&lt;br /&gt;La nostra permanenza non &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOdGEyPNgI/AAAAAAAAAd8/346c2MTypmw/s1600-h/Monte+Tobenna+%2820%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 291px; height: 218px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SPOdGEyPNgI/AAAAAAAAAd8/346c2MTypmw/s320/Monte+Tobenna+%2820%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256717917760730626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;è lunga, il tempo di qualche foto e via verso la chiesetta, ma prima un po di semi arrampicata per scendere in tratti diversi da quelli della salita, affrontando dei salti di roccia che mi procurano anche una leggera slogatura.&lt;br /&gt;Il ritorno verso i Picentini è legato al ricordo di quel mare che si godeva nella sua interezza da un Monte per giunta non tanto alto e prima di ritornare a casa, per il gusto di esplorare e di non perdere neanche un minuto prezioso di questa uscita, visita a Terravecchia tra i suoi vicoli, le sue piazzette e i suoi splendidi palazzi antichi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-6626961002266579250?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/6626961002266579250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=6626961002266579250' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6626961002266579250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/6626961002266579250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/prima-domenica-di-ottobre-monte-tobenna.html' title='Prima domenica di Ottobre: Monte Tobenna 850 msm e Terravecchia'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SO3_CIh1aaI/AAAAAAAAAck/jqJyJrBclE0/s72-c/Tobbenna+e+Terravecchia+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-879283538899257526</id><published>2008-10-08T06:44:00.000-07:00</published><updated>2008-10-08T06:49:29.191-07:00</updated><title type='text'>Bellizzi-Piano del Gaudo-Laceno-Bagnoli Irpino-Acerno-Bellizzi in moto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6NUxiL2I/AAAAAAAAAcU/8kv4gEBsyqE/s1600-h/Moto.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6NUxiL2I/AAAAAAAAAcU/8kv4gEBsyqE/s320/Moto.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254779603312062306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La mattinata era iniziata con i migliori propositi, il sole splendeva alto nel cielo azzurro e da contorno solo qualche nuvoletta che faceva da coreografia. L'ideale, pensavo, per intraprendere un giro da "spettatore" in moto con l'amico Francesco. Il tempo passa, ascolto un po di musica e arriva l'ora di pranzo... il cielo si fa più scuro, mi affaccio alla finestra ma c'è un pallido sole che viene coperto da una piccola nuvoletta mentre le montagne sono limpide alle spalle della città. Mangio, ascolto un po di musica e alle 15 decido di prepararmi per scendere... un jeans, calzini media altezza, canottiera, maglietta, maglione, giubbino pesante e guanti nella tasca del giubbino.... chi sa!&lt;br /&gt;Alle 16 arriva Francesco, il cielo intanto non era per niente limpido ma le montagne lo erano ancora... partiamo alla volta di Montecorvino dove per i primi tratti sbilancio un po il "pilota" ma poi capisco i meccanismi e seguo traiettorie e movimenti per armonizzare con la guida. Le mani sono calde, la faccia anche, la visiera del casco dinanzi al volto e le gambe rilassate. Superiamo Montecorvino Rovella quando alla Madonna dell'Eterno un po di freddo si sente nelle mani e un altro brivido sale quando la moto prende velocità per un rettilineo facendomi "squagliare" per un secondo, ma subito riprendo colorito e concentrazione. Il mare su un lato e il Raione dall'altro, tra una chiacchiera e l'altra sul modo di guidare l'auto e Michela che soffre le curve arriviamo nel fitto del bosco dove inizio ad indossare i guanti.&lt;br /&gt;Non avevo eccessivamente freddo ma le mani si erano leggermente atrofizzate e forse il casco non della mia misura mi comprimeva le vene del cervello facendo diventare più fredda la mia mente che faceva da contrasto al corpo. In località Camporotondo faccio appello all'attenzione per passaggio di "maiali e cinghialetti" quotidiano e poi tra curve e contro curve si arriva sul rettilineo del primo scollinamento dove per un duecento metri perdo lucidità vedendomi la strada scorrere troppo veloce.&lt;br /&gt;Pazienza! La velocità si ristabilisce subito dopo in curva... e dopo aver superato N'dramaciume e qualche altra salita finalmente siamo ad Acerno dove decidiamo (io) di salire verso il Piano del Gaudo! (scelta infame). La strada all'inizio sembra rotta, ma poi alla Madonna delle Grazie si aggiusta un po ed io ancora in me "buffoneggio" indicando monti e nomi e segnalando sentieri .... alla vostra destra il Polveracchio, alla sinistra il Ponte Pinzarrino, alla destra...ecc ecc... finchè quando Francesco voleva assentarsi dalle chiacchiere scattava di colpo e mi faceva ammutolire per qualche istante...poca roba! Passando per eccezionali castagneti ancora verdi e ripidi pendii, attraversando un boschetto fitto e scuro giungiamo sui Pianori del Gaudo dove alcuni cavalli ci danno il benvenuto mente i jeans iniziavano a indurire le maglie e le trame. In quel momento ho iniziato a temere essendo arrivati sui 1100 m e avendo coscienza che a quell'altezza saremmo restati per molto ancora. Superiamo i piani del Gaudo dove racconto i fatti storici della Pasquetta 2005 (con gli amici di Acerno alla Caserma) con sommo interesse di chi guidava e arriviamo in un tratto dove finalmente si scende sotto i 30 orari (sollievo!!) per via di alcune buche. Ma "purtroppo" torna l'asfalto, anzi l'asfalto nuovo e riprendono alcuni allunghi per farmi "tacere" o per tastare le ruote nuove... mah! Anche se quei picchi di velocità non erano male, sarò sincero. Nello stesso istante mi rendo conto che avevo i guanti e che sotto i guanti però non avevo le mani, o meglio iniziavo a tastarmi la faccia non per sentire il volto ma per sentire i miei arti superiori (toccando più volte la visiera del casco che mi sembrava trasparente) e mi &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6Vwkl-xI/AAAAAAAAAcc/0J81Etvqd2E/s1600-h/Moto+%281%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6Vwkl-xI/AAAAAAAAAcc/0J81Etvqd2E/s320/Moto+%281%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254779748212931346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rendevo conto che mi mancava una parte di corpo...allorchè ho iniziato a temere e ho cercato di mantenermi con i soli piedi, ma mentre li cerco di muovere mi sovviene che li avrò dimenticati a casa perchè anch'essi sono inesistenti e le gambe ormai degne di un Bronzo di Riace tanto ferme e statiche... i jeans cominciavano a cacciare le stalattiti e sembravano quei merluzzi surgelati messi nei supermercati. In quell'istante ero un vegetale, solo la parte del corpo riparata da Francesco era viva e l'unica cosa che muovevo era la lingua che dal profondo del corpo era animata da non so cosa...e non lo sapremo mai dato che come ragionavamo : smetterò di parlare solo quando fra 1000 anni... lasciamo sta!&lt;br /&gt;Dal Piano Migliato ormai in assenza di sangue liquido in diverse parti del corpo, penso al Dottor Alvino Jr. e ai suoi teli termici e all'improvviso le labbra perdono consistenza e il naso mi sembra cuocere! Il Cervialto sembra vicino ma mancano ancora 5 km al Colle del Leone e al Piano L'Acernese le uniche funzioni organiche riguardavano il cuore e la lingua, il cervello ormai era staccato da un bel pezzo... inizio anche a tremare... lunga volata finale dal Ristorante La Lucciola e finalmente fermiamo quell' "arnese infernale" e appena scavalco (con l'uso del mento ancora abbastanza funzionale) la moto sto quasi per cadere perchè oltre alle gambe il jeans si era atrofizzato ed era rimasto cosi come mi ero seduto... ma lo scatto a scendere spacca quel po di ghiaccio formatosi e mi permette di restare nel baricentro impedi... Francesco mi trasporta in braccio nel bar dove tento di riprendere calore...E PENSARE CHE AVEVAMO DECISO DI PRENDERE UNA COSA FRESCA!!! Decido di passare al Cappuccino, intanto la bocca e la faccia sono viola e le mani tremano a mo di morbo di Parkinson... Francesco prende un gelato e mentre lo vedo con la mano nel frigorifero vengo trafitto da un dolore atroce... MAMMA MIA! COMM SI FA! Arriva il cappuccino ed è un momento tragico... le mani mi tremano cosi tanto che non riesco a tenere la tazza ferma, mi cade del latte sul sotto tazza e la poso... provo a rialzarla ma ricade... la terza volta faccio un sorso...mentre alle mie spalle un infame.. ehm simpaticissimo Francesco sta morendo dalle risate ed io non riesco neanche a parlare finchè al Bar vedendomi impossibilitato a usare le mani mi chiedono se volessi una "Cannuccia" ed è li che il "simpaticone" inizia a piangere e se ne esce con frasi del tipo :"L'uomo di montagna" "colui che va sulle nevi"... avessi avuto un po di forza in più non so che vendette avrei provocato ma non era il caso...mi sarei spezzato anche il muscolo della parola!! Dopo circa 15 minuti riesco a sollevare la tazza , la mano trema meno e bevo il cappuccino...prendo il portafoglio e non riesco ad inserire il resto al suo interno ancora per il tremore (sempre tra le risate di....). Usciamo e ci sediamo su una panchina dove ci viene la brillante idea di chiamare a ........Miky con la quale sempre il "simpatico pilota" inizia a sbeffeggiare il loro Presidente ed io me la faccio passare dicendo : "MM M I I CHE'.. A VVVUUOOO F FF A ANCORA A MOOODDDERRATRICCE" (parole tremolanti) e ovviamente altre minacce che non sto qui a raccontare per il decoro di questo forum... il tempo passa, sto per prendere un po di colorito mentre Francesco mi umilia con fotografie, inserisco il casco facendo le solite peripezie per far entrare l'orecchio destro e poi si parte... ma mentre il calore sta per arrivare lentamente... INIZIA A PIOVERE. Dapprima leggerissima, poi sempre più forte... a Bagnoli il diluvio che ci accompagna fino alle Croci di Acerno dove ormai l'acqua è entrata ovunque, le mutande sono zuppe, i pantaloni ora congelano meglio perchè aiutati dall' H2O (molecola odiosa in questi casi)...e il freddo poi stimola anche la voglia di andare al bagno.&lt;br /&gt;Fortunatamente ad Acerno spunta il sereno e fino a Montecorvino sono uno straccio su uno stendino sul balcone in una sera di grecale che oltre ad asciugarsi congela e resta fermo e "n'tizznut" fino al paese... pensare che non ho tolto neanche gli occhiali da sole quando alle 19 era tutto scuro...ma orami non ero più in me. Scendo dalla moto e sto quasi per cadere a terra...sono un fantasma e l'unica parte bagnata rimane quella più nascosta  Stato comatoso...&lt;br /&gt;Doccia calda di mezz'ora...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resoconto di ciò che doveva essere una piacevole gita in moto e che si è trasformata in un calvario al Monte...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto sommato non ci lamentiamo e quando il calore ritorna la prima cosa che viene in mente è : Cacchio! Però lo rifarei!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-879283538899257526?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/879283538899257526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=879283538899257526' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/879283538899257526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/879283538899257526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/bellizzi-piano-del-gaudo-laceno-bagnoli.html' title='Bellizzi-Piano del Gaudo-Laceno-Bagnoli Irpino-Acerno-Bellizzi in moto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy6NUxiL2I/AAAAAAAAAcU/8kv4gEBsyqE/s72-c/Moto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-853740107847202766</id><published>2008-10-08T05:59:00.000-07:00</published><updated>2008-10-08T08:14:25.781-07:00</updated><title type='text'>QUOTA 10 "Al Cervialto dei Record" 21 Settembre 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyvJCYzVAI/AAAAAAAAAb8/IGSqO0A9fow/s1600-h/Cervialto+21+Settembre+2008+002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyvJCYzVAI/AAAAAAAAAb8/IGSqO0A9fow/s320/Cervialto+21+Settembre+2008+002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254767435029107714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando la Vita ti sorprende non sai mai in che modo e in che forme lo fa prima che lo provi sulla tua pelle e l'esperienza capitatami il 21 Settembre 2008 ha , a dir poco, dell'incredibile. Notizie che ti sconvolgono, situazioni inimmaginabili, prestazioni atletiche inaspettate sono tutto ciò che ho vissuto sulla mia pelle dal 17 al 21 Settembre.&lt;br /&gt;Ormai avevo riposto nel 28 tutte le speranze di raggiungere quota 10 al Cervialto e mai avrei pensato che in qualche modo la "sorte" mi avrebbe posto dinanzi un'ennesima possibilità di scalata che da possibilità poi si è tramutata in una "prova" vera e propria. Da ormai un anno il sentiero della vetta dei Picentini non ha segreti ma a volte una semplice affermazione rende un percorso visto e rivisto una situazione inedita. Ed è cosi che inizia la storia, seduti su un divano al compleanno dell'amica Michela che dopo tre mesi di continue proposte di escursione all'improvviso da l'inatteso "ok" in compagnia di Francesco. In quell'istante la notizia mi ha reso leggermente sconvolto, poi pian piano ho inziato a realizzare cosa stesse succedendo e se non fosse stato per Francesco credo che non mi sarei neanche organizzato perchè non ci avrei creduto. L'appuntamento è fissato alle 7.15 aBellizzi ma io scendo alle 7.30 (tanto già sapevo) nonostante l'avvertimento telefonico di ritardo (che aspettavo). Walter aspettava con la sua solita pacatezza e impassibilità e nella sua mente gli spettri del suo "quinto" Cervialto iniziavano ad aleggiare e una smorfia di inquietudine si leggeva chiaramente sul suo volto; si capiva facilmente che la sua presenza era dovuta solamente alla compagnia che anche lui più volte aveva auspicato.&lt;br /&gt;Finalmente il tutto è pronto, Michela dorme ancora, ma si può partire, ci dividiamo in due auto (sempre per colpa sua) e saliamo alla volta di Acerno e come in una maledizione mentre mi lamentavo amichevolmente per la scelta delle due auto (scelta dovuta ad abitudini di guida per non sentirsi male nelle cur&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4DGbyFkI/AAAAAAAAAcE/QZDEwuMkwNc/s1600-h/Cervialto+21+Settembre+2008+017.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 295px; height: 221px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4DGbyFkI/AAAAAAAAAcE/QZDEwuMkwNc/s320/Cervialto+21+Settembre+2008+017.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254777228640785986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ve) mi sento male e devo fermarmi in località "camporotondo". Subito mi volto alla macchina dietro ma poi riprendendomi ripartiamo. Passano altri chilometri e a Bagnoli ho di nuovo il mal d'auto e quindi nuova sosta; fin sul Laceno però problemi zero e la visuale della nebbia che abbandonava i Monti era idilliaca. Walter non era convinto di trovare limpidezza sulla vetta, io neanche (anzi ne ero convinto della nebbia!) ma cercavo di tirare su il morale con frasi arrembanti.&lt;br /&gt;Al Colle del Leone parte la preparazione, zaini, scarpe da trekking, macchine fotografiche e sveglia a Michela che inziava a riprendersi (forse).  Il sentiero è bagnato , il passo non è male e arriviamo in poco tempo alla "torretta" dove dopo migliaia di chiacchiere una "fatica" immane (per tre una passeggiata) ci porta alla visuale sul Piano l'Acernese.&lt;br /&gt;Il tempo passa, la camminata è piacevole, non parlano tutti forse assediati dalle mie chiacchiere, Francesco è pimpante, Walter con le sue scarpe d'Alpinismo puro (a mio avviso inutili) è afflitto dal peso della sua Nikon che ormai è in pensione da circa 2 mesi , ma continua a caricarsela nello zaino. Riposiamo a Filicecchio, ci sediamo sulle rocce e scattiamo qualche foto, poi senza decellerare più, dritti sulle creste del Cervialto. La salita più dura dell'intero sentiero, mi giro e vedo lo sconforto , allora prendo il passo avanti e cedo i bastoncini a Michela che li usa come Vito (senza metterli nel terreno: non servono a niente). Lungo il crinale nonostante le nuvole e il cielo grigiastro il Mare era limpidissimo, la costiera amalfitana "splendeva" con Capo d'Orso e Vietri all'orizzonte mentre sul lato montano nebbie avvolgevano le cime più alte.&lt;br /&gt;Alcuni allora iniziano a parlare delle vecchie imprese e arrivati alla prima cresta, Walter mi manda all'avanscoperta per allontanare una mandria di mucche, dopo le quali partiva impervia la seconda cresta. Un falchetto ci passa sulla testa, la nebbia inzia ad infittirsi e la visuale si chiude, come volevasi dimostrare anche il Cervialto alla vista degli ospiti si è messo paura e si è chiuso a "riccio". La conca è "inesistente", la temperatura bassa come il 17 Settembre e allora invece di fermarci andiamo in contro alla "sorte" su per le creste verso il punto trigonometrico, verso "LUI", il "mitico" ed "amatissimo" libro di Vetta! Dieci volte in cima! Obiettivo raggiunto! Quattro volte solo a Settembre (ma ci sarà la quinta) e conquistata la vetta nel primo giorno di autunno. Firmano tutti e Michela concede anche i suoi pensieri sulle pagine del "mio" diario; va bè concediamoglielo.&lt;br /&gt;La permanenza in vetta non è facile, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4ZI2sU7I/AAAAAAAAAcM/5BGUE95nGzU/s1600-h/Cervialto+21+Settembre+2008+046.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOy4ZI2sU7I/AAAAAAAAAcM/5BGUE95nGzU/s320/Cervialto+21+Settembre+2008+046.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254777607247647666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;quindi decidiamo di mangiare e scendere subito, questa volta all'interno della conca, dove la nebbia sul suo fondo non c'era me regnava l'umidità e la scivolosità; e senza fare nomi , nel gruppo c'era anche ci con le scarpe di "gomma" stava rischiano la "vita". Risaliamo il "crinale" e scendiamo rapidi verso le auto al Colle del Leone.&lt;br /&gt;L'escursione "impossibile", l' escursione dei "miracoli" , il Cervialto dei Record ( e non per le 10 volte). Indimenticabile, scioccante, emozionante e piacevole, nonostante le mie preoccupazioni su di un membro della spedizione il tutto è filato liscio senza problemi. Ritorniamo a casa pimpanti, forti , arzilli e contenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. qualcuno ha messo il pigiama alle 20.30 e si è svegliata alle 13 del giorno dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-853740107847202766?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/853740107847202766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=853740107847202766' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/853740107847202766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/853740107847202766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/10/quota-10-al-cervialto-dei-record-21.html' title='QUOTA 10 &quot;Al Cervialto dei Record&quot; 21 Settembre 2008'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyvJCYzVAI/AAAAAAAAAb8/IGSqO0A9fow/s72-c/Cervialto+21+Settembre+2008+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8206922776429988441</id><published>2008-09-19T05:22:00.000-07:00</published><updated>2008-10-08T05:57:28.496-07:00</updated><title type='text'>17 Settembre 2008 In cima al Freddo: conclusione di un'estate di imprese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SNOZ2jMhrQI/AAAAAAAAAbY/18UlCMTxsSE/s1600-h/Cervialto+17-09.2008+012.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 296px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SNOZ2jMhrQI/AAAAAAAAAbY/18UlCMTxsSE/s320/Cervialto+17-09.2008+012.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247707153256525058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il mercoledì delle imprese, il giorno in cui si è conclusa l'avventura estiva della coppia d'attacco Angelo Mattia Rocco - Federico Alvino; ebbene si, Federico dopo 2 mesi Campani è tornato a Siena per studio, ma come fu La Nuda (la prima impresa) all'inizio, un'escursione "leggendaria" ha coronato questa fantastica esperienza montana durata tantissimo. Stanchi dal dover convivere con la "novità", ovvero di dover sempre cercare un incentivo nuovo per proseguire le nostre escursioni e consapevoli della mia voglia di conquistare 10 volte il Cervialto in un anno, presi anche dalla malinconia finale ci rechiamo per l'ennesima volta sull'altopiano Laceno. L'obiettivo era chiaro e preciso già da una settimana, le carte meteo annunciano un freddo invernale improvviso sui monti e noi vogliamo toccare con mano la temperatura più bassa della campania. Ci sarebbe stato il Cervati come vetta più alta e forse più fredda, ma la mattina stessa ci mostra un'Irpinia avvolta ancora da nebbie e nuvole e un cilento sgombro da nubi e al sole e cosi il picco del "gelo" è li, su quella vetta che ormai è divenuta il simbolo di questa estate.&lt;br /&gt;L'altopiano desertissimo, anche le mucche sembravano in ferie, il freddo tardo autunnale e quei 9° con il venticello a penetrare nelle ossa, il laghetto solitario e quella vetta avvolta da nuvole e nebbie possenti. Al Campeggio Zauli per l'ennesima volta , la terza consecutiva, dove posiamo le auto e indossiamo il maglione pesante. Durante la settimana aveva anche piovuto e cosi ci ritroviamo su un sentiero bagnato, franato in alcuni tratti e molto molto scivoloso nelle parti più ripide.&lt;br /&gt;Superiamo con grande disinvolutra il primo tratto al fianco del vallone e le foglie battute dalle acque rendevano il tutto più semplice e intuitivo, la salita ovviamente ripida come sempre e l'umidità che si alzava dal suolo, ogni tanto qualche fungo (velenoso ovviamente) e lo sforzo di raggiungere la prima mulattiera. Dalla prima mulattiera il paesaggio cambia radicalmente per un sentiero impervio, reso durissimo e faticoso da una coltre di fango sottilissima che però non concedeva spazio all stabilità. Fino al Valico di Giamberardino però il passo era ancora abbastanza agevole, le difficoltà enormi dopo, dal varco alla crinale Nord del Monte Cervialto. I giovani faggi gocciolanti&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyt6CA37JI/AAAAAAAAAb0/RFMX5xuvzdc/s1600-h/Cervialto+17-09.2008+023.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 286px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOyt6CA37JI/AAAAAAAAAb0/RFMX5xuvzdc/s320/Cervialto+17-09.2008+023.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254766077719080082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e umidi, una leggera nebbiolina che man mano diveniva sempre più fitta, il vento freddo e una "pioggia" di larve di cavalletta che cadevano dalle piante. Il sentiero era di un rosso argilloso, i piedi faticavano a mantenere l'aderenza e i bastoncini erano chiusi al massimo come se fossero delle piccozze in uso su un ghiacciaio. Rischiamo diverse volte di cadere, ma non ci scoraggiamo minimamente, raggiungiamo il tratto più ripido e notiamo che le solite foglie secche sono state "sostituite" da un'immensa fanghiglia compatta e a "cascata"; l'ultimo sforzo e infine siamo sul boschetto che di li a poco in una coltre di nebbia fittissima ci avrebbe portato sulla vetta. Nel vallone non vediamo praticamente nulla, il freddo ci prende all'improvviso mentre una bellissima brinata ci fa rendere conto della temperatura prossima allo zero e cosi in velocità , vestiti solo di una camicetta ci rechiamo al punto trignometrico dove indossiamo maglione, giubbino invernale, guanti e cappuccio.&lt;br /&gt;Il vento è terrificante, il termometro segna 3°, il tutto è avvolto dal "grigio" e di tanto in tanto si odono delle voci venire da chissà dove, mentre mucche pascolavano indisturbate sotto i nostri occhi che però non potevano vederle. L'obiettivo del "freddo" è stato raggiunto, la situazione meteorologica è esaltante per chi voleva a tutti i costi verificarla e cosi apriamo il libro di vetta e firmiamo descrivendo sentiero e condizioni atmosferiche. La mia nona volta in cima e non l'ultima, che ha rappresentato un giorno invernale in uno strano giorno di fine estate.&lt;br /&gt;Il freddo iniziava a penetrare nelle ossa, l'umidità era del 100%, i panni restavano impregnati di sudore e ormai le mani non le sentivamo più, cosi decidiamo di scendere seguendo la strada "maestra" sulla cresta W che in quel caso poteva essere percorsa solo da chi nella sua esperienza la conosce molto bene data l'assenz&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOytkNV9T3I/AAAAAAAAAbs/bFpkto8VPnU/s1600-h/Cervialto+17-09.2008+026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 298px; height: 227px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SOytkNV9T3I/AAAAAAAAAbs/bFpkto8VPnU/s320/Cervialto+17-09.2008+026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254765702803181426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a di punti di riferimento. Su quel versante il vento sferza delle raffiche impressionanti, la mia faccia è quasi viola e ormai i guanti sembrano inutili, finchè giunti alla "stazione idrometereologica" scendiamo di quota e già a 1700 metri lo scenario della nebbia ci abbandona. Lungo il sentiero 113 verso il Colle del Leone ce la prendiamo con calma, godiamo del tempo e dell'ebrezza di questa giornata e ci riposiamo su di una rupe per circa 45 minuti nell'intento di respirare fino in fondo questa avventura.&lt;br /&gt;Al Colle poi per i piani dei Vaccari e dell'Acernese, immersi in un sole freddo che ci condusse all'auto, con la quale di li a poco ci saremmo spostati sull'Altopiano Laceno per riscaldarci con una cioccolata calda e un buon cappuccino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8206922776429988441?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8206922776429988441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8206922776429988441' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8206922776429988441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8206922776429988441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/17-settembre-2008-in-cima-al-freddo.html' title='17 Settembre 2008 In cima al Freddo: conclusione di un&apos;estate di imprese'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SNOZ2jMhrQI/AAAAAAAAAbY/18UlCMTxsSE/s72-c/Cervialto+17-09.2008+012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-4254523505662925037</id><published>2008-09-10T14:34:00.000-07:00</published><updated>2008-09-10T14:51:56.028-07:00</updated><title type='text'>28 Settembre Raduno-Escursione al Monte Cervialto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg-CgRWo_I/AAAAAAAAAbQ/pwF9gM5h4Ig/s1600-h/Cervialto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg-CgRWo_I/AAAAAAAAAbQ/pwF9gM5h4Ig/s320/Cervialto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244509978816324594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il giorno 28 Settembre, salvo condizioni metereologiche avverse, l'Associazione Girogustandocampania propone un'escursione comune al Monte Cervialto per tutti i soci e non solo. Per l'escursione sono richieste preparazione fisica ed attrezzatura adeguata e il tutto ovviamente è a responsabilità propria, l'associazione declina da ogni responsabilità.&lt;br /&gt;Il Raduno è previsto presso la Fontana Sorgente della Tronola sul Lago Laceno nei pressi dell'Area di Servizio per le ore 8.15 - 8.30. Per le ore 8.45 - 9.00 invece proseguimento verso il Colle del Leone dove lascermo le auto per proseguire a piedi lungo il sentiero che congiunge alla vetta del Cervialto. L'escursione è di media difficoltà, abbastanza lunga, della durata di 3 ore o 3 ore e mezza con un dislivello in salita di 600 m. Occorre oltre ad una buona preparazione fisica, uno zaino, scarpe da trekking, 2 bottiglie d'acqua, 2- 3 panini e qualche cornettino (zuccheri).&lt;br /&gt;Per partecipare a livello associativo è necessaria la prenotazione tramite e-mail all'indirizzo info@girogustandocampania.it , per informazioni rivolgersi personalmente a me (Angelo Mattia Rocco) allo stesso indirizzo.&lt;br /&gt;Le prenotazioni saranno aperte fino al 24 Settembre. Nei giorni successivi a seconda delle condizioni meteo si deciderà la partenza sicura o l'eventuale rinvio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-4254523505662925037?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/4254523505662925037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=4254523505662925037' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4254523505662925037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/4254523505662925037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/28-sttmbre-raduno-escursione-al-monte.html' title='28 Settembre Raduno-Escursione al Monte Cervialto'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg-CgRWo_I/AAAAAAAAAbQ/pwF9gM5h4Ig/s72-c/Cervialto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1828180542028318737</id><published>2008-09-10T13:53:00.001-07:00</published><updated>2008-09-10T14:19:26.813-07:00</updated><title type='text'>07-09-2008 Cervarolo:il tassello mancante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMgz5wW_teI/AAAAAAAAAaw/VvMDcCb5uSw/s1600-h/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMgz5wW_teI/AAAAAAAAAaw/VvMDcCb5uSw/s320/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244498833399854562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ovviamente tutto avrebbe fatto pensare ad un addio o ad un lungo arrivederci con quel pianoro diventato un "simbolo" della nostra associazione, eppure ciò che resta dentro ad ogni momento è sempre pronto a riuscire per concrtizzarsi e realizzarsi. Una domenica apparentemente tranquilla ma con l'accenno al nervosismo dell'aria e non solo; converrebbe date le premesse restare a casa, partecipare alla vita quotidiana che ormai da diverse "feste" manca, ma la montagna chiama, urla e non possiamo che ascoltarla.&lt;br /&gt;La fontana della Tronola come al solito immagine fissa di un viaggio-ricordo mi riappare davanti e con il suo gocciolio sottile riempie le bottiglie che vi portiamo ogni volta e noi beviamo quell'acqua come un filtro, un elisir che ci proteggerà lungo il cammino. Il cielo umidissimo, le goccioline d'acqua si tramutano in sudore e solo di tanto in tanto la "nostra stella" fa capolino, ma quando si è già ad altezze rilevanti e sopratutto alla quota magica di 1100, su un altopiano a te noto è impossibile tirarsi indietro. Il cammino a differenza del solito non parte dal duro asfalto ma per ferma decisione del collega Walter si sosta dinanzi ai tavolini e alla fresca fontana del Campeggio Zauli, posto divenuto ormai familiare e dal sapore ormai antico. Gli alberi iniziano ad avere una "faccia" stanca, c'è già chi si fa la tinta e inzia a mostrare ciocche colorate vanitosamente, altri invece ostentano giovinezza e sopratutto potenza ma si percepisce che sono al calar della loro eccellenza. Le pietre della carraia diventano molto grige, la luce cala, il bosco si infittisce e il sentiero come ovvio si perde tra i faggi mentre il vallone attraversato il martedi comincia a divenire tetro. Il caldo avvolge il bosco, lo riusciamo a vedere con gli occhi e sopratu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg2uXZ9YyI/AAAAAAAAAa4/xFl3xuM-g4k/s1600-h/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg2uXZ9YyI/AAAAAAAAAa4/xFl3xuM-g4k/s320/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244501936257721122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tto ci rendiamo conto di quando ci abbaracci, ma non è una fusa amichevole. Dopo tutto però, la natura ti accoglie e ti respinge, bisogna saperla conoscere ed è necessario assecondarla e farvi amicizia e probabilmente le "lamentele" di un nostro amico disprezzante di rami e foglie non fanno altro che accentuare questo astio. I tornanti si inerpicano e la strada sembra sempre più coperta come se dall'alto qualcuno si fosse smosso i "capelli" che però vengono puliti più in alto dai più giovani che nella loro tenera età si raggruppano ai bordi della mulattiera per scherzare con noi. Ovviamente il tratto è come l'altra volta affascinante, l'unica acqua rimasta giù si nota come una piccola chiazza e Giamberardino ci saluta di nuovo volgendo a noi però lo sguardo torvo e nervoso. La luce è praticamente sorpassata dalla nuvolaglia e al fermarsi del caldo, il vento freddo ci raggiunge per sollevarci ma d'improvviso la pioggia ci prende di sorpresa. Il tempo cambia, l'autunno si assapora ancor di più e finalmente proviamo le attrezzature di emergenza. Scavalchiamo i rami che ci sgambettano e usciamo allo scoperto con le mantelline ed i coprizaini e ossrvando quelle che io definisco "gobbe" e non creste ci avviamo su quel "bruco" roccioso per raggiunger il suo addome curvo verso l'alto nel momento di massimo sforzo. Il passaggio iniziale è allo scoperto ma subito incontriamo la presenza di un boschetto sul costone, all'inizio non concentrati ci fermiamo ma come un lampo si accende l'idea di attraversare un albero bruciato dai fulmini e superata quella porta il terreno si "batte" come un vialetto di gnomi o elfi nel verde e nella pace di un caratteristico boschetto. Il regno della tranquillità che si aggiunge all'uscire del sole che ci riscalda e ci costringe a togliere ciò che avevamo indossato per proteggerci dall'acqua.&lt;br /&gt;All'uscita dall'idilliaco loco si aprono le altre gobbe e notando una vetta alta sorpassiamo altri alberi puntando verso il basso e risalendo, raggiungendola; ci rendiamo subito conto di non essere al culimine e cosi riscendendo e risuperando altri clivi boscosi giungiamo sulla vetta del luogotenente Cervarolo, colui che aiuta l'imperatore Cervialto nel lavoro di guardia contro le intemperanze dell'uomo.&lt;br /&gt;La gobba principale ci sostiene a tre, con Adriano e Federico soddisfatti ed io entusiasmato ancora una volta da quel fazzoletto d'Irpinia visto da un'altra angolazione, vorremo stare li ancora molto ma la vista del "gigante" ci fa subito capire che Giamberardino richiama all'oridine per proseguire "lo passo antico". Ritorniamo velocemente al punto sbagliando anche leggermente strada ma raccapezzandoci subito e cosi su per i faggi chini e i crinali scoscesi, incontrando anche un amico serpente di sfuggita nel tronco di un albero, giungiamo sul dorso del sovrano e con una corsa immane tocco per la ottava volta la sua corona, li sulla sua vetta.&lt;br /&gt;Pnso e ripenso agli altri giorni, alle avventure, alla neve, al Maggio freddo, alla nebbia di Luglio, al cielo terso di Agosto, alla prima volta &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg5r6VqkcI/AAAAAAAAAbA/6s-g8-IS1Ss/s1600-h/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+037.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMg5r6VqkcI/AAAAAAAAAbA/6s-g8-IS1Ss/s320/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+037.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244505192630227394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di Settembre e non riesco a staccarmi da quelle rocce e da quel libro di vetta che ormai per me è come un confidente, un diario personale custodito da colui il quale più di un lucchetto manterrà i miei segreti lasciandoli leggere solo a chi avrà la forza di giungervi; e chi avrà questa passione di sicuro non potrà rimanere distante e non sarà persona disfattista da cancellare ciò che è stato fatto.&lt;br /&gt;Cervialto ormai ti conosco, mi rendo conto della tua "vita" e ci credo davvero al fatto che in fondo percepsici la nostra presenza, ma sopratutto vedo al cielo e sento colui che nell'eternità e nell'antichità ti creò, cosi alto e lontano da noi per far si che salendoti e scalandoti potessimo ammirare il Suo Creato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1828180542028318737?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1828180542028318737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1828180542028318737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1828180542028318737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1828180542028318737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/07-09-2008-cervaroloil-tassello.html' title='07-09-2008 Cervarolo:il tassello mancante'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMgz5wW_teI/AAAAAAAAAaw/VvMDcCb5uSw/s72-c/Cervarolo-Cervialto+07-09-2008+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-8975205102302656099</id><published>2008-09-09T07:11:00.001-07:00</published><updated>2008-09-09T07:49:15.462-07:00</updated><title type='text'>Campeggio Zauli - Cima Cervialto 02-09-2008 (Sostituzione libro di vetta)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaEdzPqrzI/AAAAAAAAAaQ/pmlIqM_XepM/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaEdzPqrzI/AAAAAAAAAaQ/pmlIqM_XepM/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244024463626514226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ultimamente il tempo è stato tiranno e non ho avuto possibilità di aggiornarvi sulle nostre avventure, ma questo pomeriggio mi sembra adatto e cosi sono qua per "regalarvi" l'emozione vissuta il 2 Settembre in compagnia dell'amico Federico. La settimana prima ci eravamo lasciati con la mia sesta volta al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; e la storia continua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perchè&lt;/span&gt; da allora altre due volte sono stato in cima, ma con delle differenze che ora vi spiegherò.&lt;br /&gt;La mattina del 2 Settembre parte con presupposti completamente diversi, dopo un anno dalla scoperta di questa cima e dopo essermi affezionato alle sue creste da socio del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;CAI&lt;/span&gt; chiedo se è possibile &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sostituire&lt;/span&gt; il libro di vetta che ormai è al termine e Sandro ci da fiducia consegnandoci il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;quadernino&lt;/span&gt; nuovo con tanto di scritte e di adesivi ufficiali. Ma nonostante l'impegno affidatoci e nonostante la voglia di battere il mio personale record di raggiungimento in un anno, non abbiamo voglia di arrivare in cima dal solito posto con la sicurezza di giungervi, ma tentiamo una nuova strada mettendo in conto di poterci fermare per assenza di sentiero. L'obiettivo di giornata è l'intero sentiero 113 del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;CAI&lt;/span&gt; partendo dall'Altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Laceno&lt;/span&gt; esattamente dal Campeggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Zauli&lt;/span&gt;, ma noi convinti di ciò che stavamo facendo e vogliosi di avventura lasciamo l'auto all'imbocco di via Sorgente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Tronola&lt;/span&gt; e proseguiamo a piedi su strada asfaltata fino al Campeggio Bruno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Zauli&lt;/span&gt;. Dal Campeggio parte ufficialmente il sentiero ed è facilmente rintracciabile percorrendo la strada che va verso il Piano l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Acernese&lt;/span&gt; e girando a sinistra sul primo ponticello verde (con tanto di segnalino rosso bianco e scritta 113) che conduce su una carraia. D&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;apprima&lt;/span&gt; non convinti della decisione per l'assenza di segni, continuiamo per questa strada scorgendone qualcuno eroso dal tempo. Questo è un sentiero "vecchio", non battuto da diverso tempo e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;soprattutto&lt;/span&gt; la&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKr0tbF4I/AAAAAAAAAao/5H1dW0I2lfk/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+035.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKr0tbF4I/AAAAAAAAAao/5H1dW0I2lfk/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+035.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244031301607692162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sciato come fu fatto la prima volta a livello di segnalazioni, ma l'essenza del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; va respirata e a me stuzzica questa via. La carraia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;dapprima&lt;/span&gt; ciottolosa ad un tratto si interrompe in mulattiera e sbagliamo anche direzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;perchè&lt;/span&gt; facendoci prendere dalla semplicità del percorso non ci rendiamo conto inizialmente che il sentiero prende una netta piega sulla sinistra all'interno di un fitto bosco, tra rami, foglie e faggi spettacolari. Il manto di foglie accarezza i piedi, ogni tanto qualche ramo ci fa inciampare e la pendenza non è delle più semplice, i segnali fanno capolino ogni tanto sulle cortecce fino ad un vallone che costeggeremo per qualche metro. Dal vallone successivamente ci sposteremo vero l'interno ricongiungendoci su una mulattiera che lasceremo sulla destra e proseguendo nel bosco con un cambio di salita repentino in una piccola traccia di sentiero che fa serpentina tra rocce e rami con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;tornantini&lt;/span&gt; entusiasmanti. Siamo gasati, saliamo molto veloce e rimaniamo colpiti dai giochi di luce che il sole fa tra i rami , ma all'improvviso ci ritroviamo alla fine di questa salita su una mulattiera larga a doppio proseguimento. Le possibilità sono due continuare sulla destra o proseguire sulla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;sinistra&lt;/span&gt;, ma sia il buon senso che la cartina ci fanno prendere decisi sulla sinistra fino ad una piccola radura dove il sentiero al fianco del canalone-vallone riprende fitto e pendente. Si attraversa una faggeta giovane molto basse e in questo tratto i segnali non ci sono cosi dopo qualche minuto di cammino ne ritroviamo uno e proseguiamo tranquilli. La vegetazione cambia, i faggi diventano più alti e alle spalle ora è possibile scorgere il Lago e l'altopiano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Laceno&lt;/span&gt; e quando questi non saranno più visibili si aprirà dinanzi a noi una faggeta dalle radici particolari, simile alla tana del lupo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt;, che ci fa capire che siamo arrivati alla Valle di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Giamberardino&lt;/span&gt;. Da questa valle davvero caratteristica ci spostiamo fuori pista per un attimo allo scoperto raggiungendo le creste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; ma evitando di salirvi sopra lasciandocelo per la prossima avventura. Cosi, ritorniamo sul sentiero, attraversiamo un'altra giovane faggeta fitta e bassa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;finchè&lt;/span&gt; la strada non si apre su un bosco dai faggi chini (stile &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Terminio&lt;/span&gt;) che in alcuni metri ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;condu&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaIFOIxgOI/AAAAAAAAAaY/Ef6iJQE24Ro/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+030.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaIFOIxgOI/AAAAAAAAAaY/Ef6iJQE24Ro/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+030.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244028439395139810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ce al Varco di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Giamberardino&lt;/span&gt; ad oltre 1500 m, dal quale poi con una deviazione netta sulla destra prosegue il sentiero verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Calancone&lt;/span&gt; e le coste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Cervialto&lt;/span&gt;. Il sentiero ora diviene altamente complesso per l'inclinazione, ma il passo è davvero impressionante e anche dove il bosco si stringe fitto noi passiamo velocissimi incuranti di tutto e tra arbusti, fogliame e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;canalini&lt;/span&gt; scivolosi finalmente scorgiamo il cielo azzurro tra gli alberi. Alla vista del cielo lasciamo il sentiero e tagliamo dritti, sbuchiamo su una valle verde, un prato stupendo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;di fronte&lt;/span&gt; il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Cervarolo&lt;/span&gt; e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;Cervarulo&lt;/span&gt; e le coste di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; ora ci sembrano cosi vicine che la fatica si perde e comincia l' "arrampicata" finale verso il "trionfo". L'erba è alta ed è un periodo eccezionale questo per i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Picentini&lt;/span&gt;, dove la secchezza non si è fatta viva e tutto è rimasto verde al contrario del giallo e del secco del 2007. Il passo in quell'erba alta era abbastanza pesante ma la vista della struttura in ferro del punto trigonometrico mi fece &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;sentire&lt;/span&gt; più forte e in men che non si dica vi giungemmo posando zaini e attrezzatura prima di aprire il faretto dove vi è posto il libro di vetta.&lt;br /&gt;L'emozione è fortissima, apro il "cofanetto", prendo la penna, leggo la mia ultima avventura e sull'ultima pagina a disposizione scrivo il resoconto della giornata e l'emozione che avevo nel compiere quel gesto che facile e banale all'apparenza per me significava molto. La firma su quell'ultima pagina e il ringraziamento a Sandro fanno da cornice al rituale del cambio, dove Federico prendendo il quaderno nuovo dallo zaino lo consegna nelle mie mani ed io &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;riscrivendo&lt;/span&gt; l'avventura e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;rifirmando&lt;/span&gt; lo pongo a custodia del "mio" Monte.&lt;br /&gt;La missione è stata superata, l'esito positivo, l'entusiasmo e alle stelle e la giornata è di quelle difficili da dimenticare. Siamo solo da 2 giorni nel mese dell'autunno e qui sopra già si respira quell'aria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;frizzantina&lt;/span&gt; di inizio Novembre, il vento freddino, il sole pallido e la vallata dormiente &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;conciliano&lt;/span&gt; la pace del corpo e cosi sdraiati su quelle rocce e poggiano la testa con un cappello sul viso riposiamo per circa 45 minuti nel silenzio totale. Ed ancora una volta ciò che dentro si prova è ancor diverso e penso che mai ci sarà giorno in cui una cima mi darà sensazioni di stanchezza e di ripetitività.&lt;br /&gt;Il riposo è rigenerante, la giornata passava tranquilla ma noi non avevamo fretta e ancora per un'altra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;mezz&lt;/span&gt;'ora decidemmo di stare li in compagnia della natura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;finchè&lt;/span&gt; dopo aver mangiato non prendemmo via verso le cresta Sud Occidentali e attraversata la Conca&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKLXoHXvI/AAAAAAAAAag/8eZxAAK_GDQ/s1600-h/Cervialto+2+Settembre+2008+073.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaKLXoHXvI/AAAAAAAAAag/8eZxAAK_GDQ/s320/Cervialto+2+Settembre+2008+073.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244030744044986098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ci rifermiamo alla capannina per assaporare di nuovo la "quota". Lungo le creste la sensazione di percorrere un giro da anni come in un film che al girar della pellicola ti fa ricordare tutti i momenti vissuti e tutte le emozioni che basta stimolarle per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;riviverle&lt;/span&gt;. Mi giro di tanto in tanto per osservare ciò che osservavo sempre salendo dal Colle del Leone ed è tutto cosi particolare ed unico che non mi stancherò mai di ripetere la sua &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;unicità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Discesi dalle creste poi ci rilassiamo camminando nel sottobosco di quelle alte faggete, tra i tornanti aperti al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Polveracchio&lt;/span&gt; e le distese di erbe dove in Luglio vi spadroneggiavano le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;fragoline&lt;/span&gt; di bosco e a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Filicecchio&lt;/span&gt; come per magia e per l'ennesima volta sento gli alberi "parlare" e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;scommetto&lt;/span&gt; che in quell'istante qualcosa su di me la stavano pensando e spero non in negativo. Dispiace solo che stavolta la solita sosta non c'è stata ma abbiamo proseguito dritti e veloci fino alla sbarra dove però stavolta abbiamo cambiato rotta e siamo scesi all'interno del bosco sbucando al Piano dei Vaccari e dal Piano dei Vaccari dritti in un altro bosco eccezionale e somigliante ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;Temponi&lt;/span&gt; del Cervati (solo più basso) uscendo poi al Piano L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;acernse&lt;/span&gt; esattamente sotto l'albero che ci apparve dopo la disavventura il 16 Settembre del 2007. Sotto quest'albero foto ricordo e una chiacchierata di rilassamento ma poi continuando ancora per i prati passiamo per i fontanili in pietra (senza acqua) e giungiamo "purtroppo" alla fine del sentiero e imbocchiamo la strada asfaltata che percorreremo per circa 2 km fino al Campeggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Zauli&lt;/span&gt;, dove ovviamente ci ricongiungiamo alla via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;Cervialto&lt;/span&gt; per poi riprendere via Sorgente della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Tronola&lt;/span&gt; e arrivare alle auto.&lt;a id="publishButton" class="cssButton" href="javascript:void(0)" onclick="if (this.className.indexOf(&amp;quot;ubtn-disabled&amp;quot;) == -1) {var e = document['stuffform'].publish;(e.length) ? e[0].click() : e.click(); if (window.event) window.event.cancelBubble = true; return false;}"&gt;&lt;/a&gt;La giornata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;escursionistica&lt;/span&gt; volge al termine ma non certo quella dello sforzo e della fatica dato che ci attendevano le nostre bici da corsa e attorno all'anello del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;Laceno&lt;/span&gt; altri 60 km avrebbero messo fine a quella che è stata un'avventura, un'emozione e un ricordo che vivranno limpidi e vitali per sempre nel nostro animo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-8975205102302656099?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/8975205102302656099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=8975205102302656099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8975205102302656099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/8975205102302656099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/09/campeggio-zauli-cima-cervialto.html' title='Campeggio Zauli - Cima Cervialto 02-09-2008 (Sostituzione libro di vetta)'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SMaEdzPqrzI/AAAAAAAAAaQ/pmlIqM_XepM/s72-c/Cervialto+2+Settembre+2008+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5480131250077993840.post-1866956481499435795</id><published>2008-08-27T01:18:00.001-07:00</published><updated>2008-09-03T03:32:11.066-07:00</updated><title type='text'>Cervialto "6"... "mio" 26-08-208</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUOM_V1hPI/AAAAAAAAAZk/xLNznPCrlB0/s1600-h/Cervialto+26+Agosto+2008+010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 295px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUOM_V1hPI/AAAAAAAAAZk/xLNznPCrlB0/s320/Cervialto+26+Agosto+2008+010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239109357839680754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La 2 giorni alburnina è passata cosi in fretta che il giorno dopo la voglia di Montagna era ancora forte e il ricordo dell'Urto e del Figliolo erano cosi vivi che stare in casa è risultato davvero una tortura. Il lavoro mi ha preso tempo in questi giorni e la montagna ha aspettato, ed io in questi lunghi 10 giorni di "astinenza" mi sono "salvato" salendo di tanto in tanto a quote medie in auto ad osservare l'Accellica e i  Picentini in generale.&lt;br /&gt;Domenica purtroppo la tanto attesa escursione alla Tempa del Castello è saltata, il CAI ha ceduto il posto al dovere e cosi ieri, preso anche dalla frenesia di ritornare in alta quota "concludo" un'infrasettimanale eccellente al "mio" amatissimo Monte, quel monte che vi sta assillando in questa pagine. Bellizzi in questi giorni era "bollente" e le strade che tiravano verso Acerno ieri mattina erano cosi scorrevoli e piacevoli che anche il ritardo di 45 minuti dell'amico (anche se l'ho davvero odiato per un attimo : ) ) Eduardo alla fine è passato in secondo livello, sarà stata forse anche la saggezza di Vito a trattenermi.&lt;br /&gt;Lago Laceno ci accoglie per l'ennesima volta (45° volta per me), la veste non è delle migliori, il tempo è si sereno ma non eccellente, qualche nuvola all'orizzonte. Montagna Grande ora è visibile ai miei occhi, è riconoscibile e il Cervialto dall'alto dei suoi 1809 metri già ci faceva assaggiare l'ebrezza dell'evento. Allora via verso la solita stradina di pianori e al Colle del Leone dove non sostiamo ma proseguiamo fino all'imbocco del 113. Il vento tra i rami, quela strada familiare e quella passeggiata cosi densa di significato. Come d'obbligo e da tradizione ci affacciamo a quella che noi chiamiamo "la torretta del bellizzese" e poi con passo deciso prendiamo fin sotto le creste e saliamo ancor più prepotentemente su quelle rocce dove alla vista della "casupola" alzo le braccia al cielo e indico il numero 6 con le mani. Ormai questo monte mi da la sensazione di conoscermi, mi trovo a mio agio e ogni volta che salgo ho sempre meno difficoltà nel salire e nell'approcciarmi a lui. Dalla stazione idrometereologica, invece di sostare come facciamo di solito, il passo è diretto verso il libro di vetta dove però prima di arrivare sul puntro trigonometrico troviamo tantissime percore e altrettanti cani. Eduardo il più esperto in materia cammina tranquillo domando gli animali da guardia, io e Vito restiamo più indietro ed aspettiamo il pastore. Al libro di vetta scambiamo qualche chiacchiera con Giuseppe di Calabritto (il pastore), ricordiamo vecchi episodi e inziamo a "banchettare" e fare brindisi con coca cola e girella alla nutella. Su quelle rocce c&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SL5nnJjVF5I/AAAAAAAAAaI/txkzio8FAXw/s1600-h/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SL5nnJjVF5I/AAAAAAAAAaI/txkzio8FAXw/s320/Cervialto+26+Agosto+2008+052.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241740938582497170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i riposiamo per diverso tempo ed io di tanto in tanto mi voltavo per cercare con lo sguardo il sentiero che scende verso la valle di Giamberardino per effettuare la salita dall'altro versante un giorno. Intuisco probabilmente l'innesto ma non ne sono sicuro e cosi in solitaria mi avvio verso le creste di Cervarulo e godo dello spettacolo dell'Eremita e dell'Altillo.&lt;br /&gt;Le nuovle stavano per prendere il sopravvento, la termoconvettivià faceva il suo lavoro estivo e cosi decidiamo di scendere. Sotto le creste altra sosta sotto una piccola faggeta e a Filicecchio dove ascoltiamo per l'ennesima volta la "voce degli alberi" e con tutta tranquillità dopo aver riflettuto e dopo esserci rilassati ritorniamo al "campo base" soddisfatti e orgogliosi della nuova impresa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5480131250077993840-1866956481499435795?l=campaniadascoprire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/feeds/1866956481499435795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5480131250077993840&amp;postID=1866956481499435795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1866956481499435795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5480131250077993840/posts/default/1866956481499435795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campaniadascoprire.blogspot.com/2008/08/cervialto-6-mio-26-08-208.html' title='Cervialto &quot;6&quot;... &quot;mio&quot; 26-08-208'/><author><name>Angelo Mattia Rocco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10616068244925054186</uri><email>info@girogustandocampania.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10638337766430962489'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cAkwetrDDlY/SLUOM_V1hPI/AAAAAAAAAZk/xLNznPCrlB0/s72-c/Cervialto+26+Agosto+2008+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>